05/09/2026
📜 Regole della Compagnia Teatrale
1. Il ruolo del regista
Il regista è la guida artistica e organizzativa dello spettacolo.
Le sue scelte (sui ruoli, sulle scene, sui tempi) non devono essere messe continuamente in discussione.
Gli attori possono proporre idee, ma fuori dalle prove o in privato, non interrompendo il lavoro collettivo.
2. Le prove
Durante le prove si lavora in silenzio, ascoltando le indicazioni.
Non si interrompe il regista né i colleghi con osservazioni personali.
Le idee o i dubbi si discutono dopo la prova o in un momento concordato.
La puntualità è obbligatoria: arrivare in ritardo significa far perdere tempo a tutti.
Si rispettano gli spazi: il palco è luogo sacro, non si chiacchiera, non si gioca.
3. Il rispetto dei ruoli
Non esistono “parti minori”, esistono attori che rendono grande qualsiasi parte.
Ogni ruolo è fondamentale all’equilibrio della commedia.
L’attore deve accettare con professionalità il ruolo affidato, senza confronti o paragoni.
4. Il rapporto tra regista e attori
Il regista deve essere chiaro, umano, fermo nelle scelte.
L’attore deve essere umile, disciplinato, rispettoso.
Il dialogo è possibile, ma sempre con educazione e misura.
L’arroganza, la presunzione o la continua contestazione non sono ammesse.
5. Lo spirito di gruppo
Il teatro è un lavoro collettivo: l’ego personale non può prevalere sul bene dello spettacolo.
Ognuno deve aiutare l’altro, nessuno deve mettere disagio al compagno.
6. Disciplina e crescita
Il teatro richiede anni di studio e pazienza: nessuno diventa “primo attore” in pochi mesi.
Ogni esperienza, anche la più piccola, è occasione di crescita.
L’attore deve lavorare con dedizione, senza fretta di emergere.
7. La dignità del lavoro
Nessuno è obbligato a restare in compagnia se non condivide le regole.
Chi porta negatività, invidia o mancanza di rispetto, si mette da solo fuori dal gruppo.
La dignità del lavoro artistico viene prima di tutto: il rispetto reciproco è la base.
8. La scelta del cast
La composizione del cast spetta unicamente al regista.
Nessun attore ha il diritto di pretendere di essere inserito in tutte le commedie.
Il regista non è obbligato a dare giustificazioni né a scusarsi per le proprie decisioni artistiche.
Essere esclusi da uno spettacolo non significa essere “scartati”, ma semplicemente che, per quella messa in scena, non c’è il ruolo adatto.
In una compagnia, la regista assegna i ruoli secondo necessità e coerenza artistica, cercando nel tempo e a rotazione di dare spazio a tutti.
“Il teatro non vive di protagonismi, ma di collaborazione.
Non esistono grandi parti, esistono grandi attori.”