29/04/2026
Grazie Maestro ❤️
Compagnia Nazionale di Danza Storica Nino Graziano Luca Nino Graziano Luca
Cari Amici, celebrare la “GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA” significa glorificare la forma di linguaggio capace di narrare l’animo umano meglio di qualunque parola scritta o pronunciata; solennizzare il lavoro, il sacrificio, la disciplina, di ogni singolo protagonista del mondo coreutico; onorare le emozioni profonde e fugaci delle coreografie portate in scena dai danzatori in condivisione con gli spettatori/fruitori.
Come Presidente della Compagnia Nazionale di Danza Storica, vivo quotidianamente la missione di preservare i passi e le coreografie dei grandi Maestri del passato ed il desiderio di condividere una vera e propria filosofia di vita. La Danza Storica è per me il ponte che lega la sensibilità dei secoli trascorsi alla necessità, anche contemporanea, di scegliere sempre la BELLEZZA; lo strumento che può aiutarci a dare un grande contributo nella divulgazione del garbo, del rispetto, della lealtà, della sincerità, dell’onestà nelle relazioni interpersonali; l’opportunità di coniugare etica ed estetica, nella scena e nella società.
Nella letteratura, Jane Austen ci ha lasciato una delle definizioni più pure della danza, come espressione dell’emozione. Nei suoi romanzi, nelle sue lettere, la sala da ballo è il teatro dell’anima dove ogni sguardo, ogni incontro ravvicinato, ogni intreccio di mani diventa una confessione.
_"Essere appassionati di danza era il primo passo verso l'innamoramento." _ (Cfr. Orgoglio e Pregiudizio, Cap. III)
Questa verità, semplice e folgorante, ci ricorda che la Danza è, prima di tutto, il luogo dove l’emozione trova la sua forma più nobile e misurata. È l'intenzione che precede il movimento, è il rispetto dell'altro, è la riscoperta di una cortesia che rende il gesto un atto di profonda umanità.
Tuttavia, la danza non è solo intima espressione, è anche il riflesso della cultura, della struttura sociale e della memoria collettiva. Nessuno ha saputo descrivere la maestosità e la complessità di questa funzione con la maestria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel romanzo “Il Gattopardo”, il ballo non è un semplice intrattenimento, ma il palcoscenico della storia, un rituale che definisce l'identità di un'epoca. La danza non è che uno degli aspetti di quella cultura che si incarna nella forma, è il luogo in cui la società riflette se stessa, è il linguaggio con cui il passato continua a parlare al presente, imponendo la sua armonia anche nel cuore di un mondo in continuo mutamento.
Portare oggi la Danza Storica sui grandi palchi, nel cinema, nelle serie televisive, così come nelle scuole, tra i ragazzi, significa per me accogliere questo insegnamento. Danzare non è un esercizio di nostalgia, ma un atto di resistenza culturale. Significa dichiarare che, in un mondo che corre freneticamente verso l’effimero, esiste ancora un valore nella bellezza composta, nella grazia del portamento e nella complessità di un’armonia condivisa.
Oggi vi invito dunque a festeggiare “il movimento, della/nella storia, che abita i nostri corpi”. Possano i passi che eseguiremo, essere testimonianza di una civiltà che non vuole dimenticare ma trasformare la memoria, in pura, vibrante, emozione.
Buona “Giornata Internazionale della Danza” a tutti noi.
Con gratitudine e dedizione.
Nino Graziano Luca
Presidente della Compagnia Nazionale di Danza Storica.