Arte Involontaria

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Arte Involontaria To Claudio Arezzo di Trifiletti, an artist somewhere between reality and fantasy, with a certain ethereal quality of the sky. Bellezza, bene comune.

Visionario, non ambire a niente che non sia un sogno per la gente. Siamo di passaggio, l'impronta testimonia l'essenza, ragionare di coscienza, camminare, immaginare per il gusto di donare.

https://youtu.be/t9coYJpY-w0?si=uNbl1bzzRb0jdxbHRivendicazioni Intellettuali – L’Arte Involontaria non nasce sui libri n...
08/08/2026

https://youtu.be/t9coYJpY-w0?si=uNbl1bzzRb0jdxbH
Rivendicazioni Intellettuali – L’Arte Involontaria non nasce sui libri né si pianifica nei salotti; essa si raccoglie unicamente lungo la via. È il grido e la rivendicazione assoluta di un’estetica primordiale, viscerale e indipendente, totalmente sottratta alle logiche della firma protetta, del mercato o della catalogazione accademica. Questa espressione non è un esercizio teorico sul caso, ma un urto improvviso del tempo, il passaggio di un'umanità che lascia tracce senza pretenderne piedistalli. È un flusso che vive esclusivamente nell'istante in cui uno sguardo libero decide di accoglierlo, salvando la purezza del gesto dalla nebbia di un sistema pilotato. Quando si parla di questa sorgente, bisogna lasciare tutto il resto da parte. Essa è fatta di simboli, immagini, riflessioni continue, attimi che oscillano nel tempo; respiri che si incontrano in un battito, amplificando la presenza davanti la porta, dinanzi al panorama di tutte le dimensioni. È un coro di suoni senza né virgole né punti, capace di assorbire la strada da percorrere, predestinata dal primo respiro della nota, fino al conseguimento della propria azione su un palco dove tutto è presente, pur non essendo visibile nell'immediato: proprio come una pianta dentro un seme, come la vita dentro uno sguardo. (2010) / Prima che le dottrine del compiacimento, i curatori e le sponsorizzazioni tentassero di alterare le nozioni o mettere in ombra l'origine, l'essenza di questa rivoluzione era già impressa. Vibrazione interiore, appartenenza, casa, ecosistema, presidio di resistenza. Le gabbie di ferro liberate che hanno trattenuto la spinta vitale prima del salto, le forme lungo la via, l’essenza animica, il rifiuto categorico di farsi cavalcare da teorie successive. Il sistema si muove per scoraggiare, sotterrare la parola indipendente, la verità di questo percorso riemerge. Non sono contemplazioni passive, la messa in pratica dell'Arte Involontaria: interazioni viventi tra l'uomo, la materia libera, la memoria primordiale della Terra, per affermare un diritto universale alla bellezza come bene comune, al di fuori dei circuiti. Questo testo è il rifiuto assoluto verso ogni forma di mercificazione o appropriazione del gesto puro. Siamo di passaggio, l'impronta, la testimonianza, l'essenza, la coscienza, il camminare immaginando per il puro gusto di donare. Di questo patrimonio di sana, genuina e ancestrale espressione, la forza della storia, dei gesti, rivendica l'assoluta, originale e indipendente provenienza, respingendo ogni tentativo di omologazione o sovrascrittura nel tempo.

https://www.acrylicart.itTRINACRIA: LA MATERIA DELLO SPIRITO - La Mappa dell’Umanista e l’Alchimia dell’Acrilico / Si ve...
04/08/2026

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TRINACRIA: LA MATERIA DELLO SPIRITO - La Mappa dell’Umanista e l’Alchimia dell’Acrilico / Si vedono guru lanciarsi dalle vette delle montagne, agitando campane per attirare l’Invisibile a manifestarsi, per poi scivolare nel silenzio di una caduta verticale che trasforma la vita. Quel volo, che avrebbe dovuto abitare solo nell’immaginario sacro e nei simboli segreti della foresta interiore, viene sacrificato sull’altare dell’ego. Quando la ricerca interiore si fa esibizione o ostentazione, la vela si squarcia e la fede rischia di perdersi nelle correnti più buie. Ma le Mani Celesti, che soccorrono ogni intenzione sincera, sanno raccogliere anche chi cade per scomposto desiderio di infinito. Il vero volo si compie stando fermi, sintonizzandosi su un antico tracciato sumero che scorre sotterraneo attraverso i secoli e unisce le sponde dell’esperienza umana oltre i confini del tempo e dello spazio terreno. Questa corrente non si impara sui libri accademici, né si rinviene tra gli incartamenti comuni della storia ufficiale. La bussola interiore è il sentire, la memoria pura dell’infanzia, quella di un bambino che, guidato solo dagli odori e dai suoni della campagna, ritrova un primo gradino di pietra dimenticato tra i cespugli, lo segue fino a una grotta nascosta e lì si ritrova in un luogo sacro. In quel silenzio, trasformando le sensazioni in immagini e parole, si impara a decifrare il codice profondo del Padre Nostro e dell’Ave Maria: non come formule dogmatiche, ma come mappe nautiche essenziali per comprendere le reazioni dovute alle azioni e proteggere la propria barca dalle tempeste del mondo. Attraverso questo sentire universale, si svela un viaggio nel tempo e nello spazio, una straordinaria risonanza storica che attraversa cinque secoli. Il Guardiano del Passato: nel cuore del Cinquecento, la stessa frequenza muoverà i passi di Claudio Mario Arezzo, insigne umanista siracusano, barone della Targia, e nominato Regio Storiografo dell’Imperatore Carlo V. Egli si trovò a navigare tra le acque torbide di un’epoca lacerata dal terremoto spirituale e politico della Riforma Protestante, nata sotto il pontificato di Papa Leone X, e culminata pochi anni dopo nel trauma devastante del Sacco di Roma del 1527 sotto Papa Clemente VII. Di fronte allo “spettacolo atroce” di una spiritualità travisata e usata come arma politica e propaganda violenta, le cui derive avrebbero presto aperto la strada ai primi, feroci bagliori dell’Inquisizione, Claudio Mario si trovò scosso in una profonda crisi interiore. Sebbene l’Imperatore Carlo V circondasse la sua corte di intellettuali aperti e tolleranti, capaci di mediare con le istanze di Lutero in chiave anticuriale, la pressione dell’ortodossia divenne asfissiante. Di fronte a una Chiesa di Roma arroccata sui propri dogmi di potere, che si poneva in piena opposizione alla purezza del Messaggio Cristico, lo Storiografo scelse di non piegare la sua penna alla falsificazione. Nel 1532 abbandonò le stanze imperiali per ritirarsi a vita privata a Messina. Lì, nel silenzio, iniziò la stesura del suo De situ insulae Siciliae, mappando la Terra Natale non come un semplice catalogo geografico, ma come una terra promessa, culla di una civiltà mitologica, difendendone la dignità e la lingua natia contro l’oscurantismo dei potenti. Il Custode del Presente: oggi in quella medesima nota si riattiva nell’atto creativo contemporaneo, là dove ci si spoglia di ogni titolo riflesso o pretesa di vivere di rendita dinastica per farsi puro strumento terreno, profondamente radicato nella materia dello spirito. In questa visione, la pittura non serve a clientelare o celebrare chi stringe il pennello, ma a trasformare la fatica, la carne e la polvere della quotidianità in un’antenna ricettiva. Nutrendosi esclusivamente della farina del proprio sacco e ricercando nella spiritualità una scala per risollevare la propria prima intuizione verso una dimensione più consona, il gesto pittorico accetta la responsabilità di un mandato ancestrale: innalzare la frequenza collettiva. La pittura diventa il punto di convergenza in cui i confini fisici dell’isola, che videro la luce alle stampe nel 1537, si trasmutano in astrazione cosmica, plasmando la materia concreta del mondo per risvegliare la sensibilità di chi ascolta e offrire un cuore predisposto alla salvaguardia dei più fragili. La vera eredità non è un blasone da esibire, ma una staffetta di frequenze. È il legame invisibile che unisce il rigore morale all’atto creativo che traduce quel medesimo sentire in immagini, colori e parole senza cercare luci riflesse. Cercano il ponte invisibile che riconduce al vibrare originario, dove l’azione si fonde nell’amore verso il prossimo, custodendo quel Filo d’Oro che nessuna Inquisizione potrà mai spezzare. Per rendere tangibile questo ponte temporale senza scivolare in ridondanze intellettuali, la ricerca visiva si traduce fisicamente attraverso tre alchimie materiche, dove ogni stratificazione fonde la parola scritta del passato con il fare del presente. La prima alchimia unisce l’intuizione dello storiografo sulla Sicilia come «culla primordiale del mito, dove la luce incontra la memoria della terra» all’intento odierno di «innalzare la frequenza collettiva, trasformando la polvere del quotidiano in un’antenna ricettiva». Visivamente, la base viene strutturata impastando il colore con materia di vita, colori di memoria. Questo fondo trattiene la materia terrena, sopra questa base velature fluide e trasparenti stese con grandi e impetuose pennellate marine. La luce sembra così emergere direttamente dalle fessure, rendendo visibile la spiritualizzazione della terra. La seconda alchimia fa dialogare il distacco storico del 1532, «Abbandono le corti e il rumore delle fazioni per l’onestà intellettuale nel silenzio di Messina», con il rifiuto per i percorsi ordinari: «Rifiuto i libri comuni e i titoli riflessi; cerca la scala nella spiritualità per risollevare l’anima». Si realizza una stesura a ampie campiture, evocando l’oppressione delle epoche di censura e il trauma dei conflitti. Prima dell’asciugatura, la tecnica del graffito incide la materia per tracciare linee fluide che richiamano i gradini di pietra scoperti nell'infanzia. Queste profonde ricerche lasciano emergere uno strato sottostante, simboleggiando la scala interiore che si rivela solo attraverso il silenzio. La terza alchimia aggancia l'azione del fare («Ispirato dal Padre Nostro e dall’Ave Maria, trasformare gli odori, i suoni e il sentire dell’infanzia in segni stabili per proteggere l’animo dei più fragili») al principio cardine che l'umanista incarnò anticipando la celebre massima secondo cui la geografia è l’occhio della storia: «mappare i confini significa difendere l’anima di un popolo». Colate controllate di materia vibrante evocano le correnti marine dello Stretto; linee geometriche e vettori ricordano le antiche rotte delle mappe rinascimentali. Questi segni netti non racchiudono lo spazio, ma lo ordinano, offrendo all’occhio che osserva un punto di ancoraggio sicuro e un senso di sacra protezione. Questo cammino si spoglia per farsi interamente canale, permettendo al lettore e all’osservatore di varcare le sponde del tempo e riconoscersi nella continuità di una sola, ininterrotta frequenza \ Il mestolo è l’archetipo della coppa che raccoglie, del canale che attinge e della mano che dispensa. (Cortile delle Nevi)

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli ...
29/07/2026

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (Marcel Proust)

🎨 L’arte entra al Salone.
Il Salone Italiano del Self Publishing nasce per dare spazio alla libertà creativa, alle voci indipendenti e a chi sceglie di costruire il proprio percorso fuori dalle strade già tracciate.
Per questo siamo felici di annunciare tra i nostri ospiti Claudio Arezzo di Trifiletti, pittore e operatore di luce, che porterà al Salone le sue opere e il suo universo artistico.
Un’arte istintiva e profondamente legata alla Sicilia, capace di trasformare emozioni, materia e vissuto in un linguaggio immediatamente riconoscibile. Dall’Etna al cuore dell’umanità, la sua ricerca attraversa l’Arte Involontaria e il progetto internazionale Imprints of Peace, nel quale il segno pittorico diventa incontro, impronta e linguaggio universale.
Durante le due giornate del Salone, le sue opere dialogheranno con i libri, gli autori e il pubblico, perché la libertà di creare non appartiene a una sola forma d’arte.
📍 Antico Oratorio di San Filippo Neri
Via Teatro Greco 32, Catania
📅 17 e 18 ottobre 2026
🎟️ Ingresso gratuito

Benvenuto al Salone, Claudio.

https://www.springinnewyork.itUn profondo desiderio di cose e azioni giuste - A diciotto anni dal culmine di quel percor...
27/07/2026

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Un profondo desiderio di cose e azioni giuste - A diciotto anni dal culmine di quel percorso espressivo la memoria artistica del Castello Normanno di Aci Castello riprende vita per ridefinire i contorni di una straordinaria resistenza umana e intellettuale. Tra quelle mura laviche l’artista, ha consumato un vero e proprio rito dando vita a una quadrilogia espositiva che ha unito la Sicilia al resto del mondo. Tutto ebbe inizio nel 2005 con il debutto di Percorso Inverso Uso e riuso della materia, un'esperienza visiva e sonora concepita per riscattare la materia morta destinata alla macerazione e trasformarla in un veicolo alchemico di rinascita spirituale contro le alienazioni della globalizzazione. L'anno successivo nel 2006 il viaggio interiore si è evoluto con Sorrisi Dipinti, un grido visivo contro l'omologazione sociale e l'ipocrisia moderna pensato per stimolare le coscienze intorpidite a riscoprire l'autenticità dei sentimenti e il valore puro della condivisione empatica. Nel 2007 la fortezza si è trasformata nella prima sede espositiva italiana di Imprints New York, accogliendo e facendo risuonare dentro le proprie fessure secolari le impronte energetiche catturate pochi mesi prima tra i grattacieli di Manhattan e le vertigini dell'Empire State Building. Il cerchio si è idealmente chiuso nel 2008 con il quarto appuntamento intitolato Polvere & Imprints Barcellona, un'estensione del flusso mediterraneo che ha celebrato la fusione culturale e l'istinto dei popoli costieri. Questo intero ciclo storico svoltosi puntualmente nella torrida cornice stagionale tra il 27 Luglio e il 28 Agosto ha richiesto all'artista un immane sacrificio fisico e intellettuale. Sotto il sole cocente di Luglio su una pietra lavica che accumulava e rigurgitava un calore asfissiante Arezzo di Trifiletti ha vissuto lo spazio come si faceva un tempo trasportando e salendo le imponenti opere a braccia una per una lungo le scale impervie del maniero. L'antico bastione un tempo prima tesoriera e custode delle Reliquie di Sant'Agata ha riattivato la sua antica genetica spirituale per connettersi con le metropoli di New York e Barcellona. Il profondo messaggio originario condiviso dal primo cittadino Silvia Raimondo e dall'artista è così sopravvissuto ai giochi di potere concretizzandosi nel manifesto internazionale Imprints of Peace, un faro di armonia globale che ancora oggi a distanza di diciotto anni dimostra come il sacrificio dell'arte possa curare le ferite del mondo contemporaneo e valorizzare le radici ancestrali della propria terra. (Scale del Sapere)

https://www.installazioniarte.itPrima di posare la prima pietra, sentite il parere delle Terra - Ci vuole un margine di ...
07/06/2026

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Prima di posare la prima pietra, sentite il parere delle Terra - Ci vuole un margine di decenza per non accettare un’aggressione alla storia, alla natura, al tempo e allo spazio. Personalmente provo enorme dispiacere nel ritrovarmi in una Sicilia politica che ha bandito il buonsenso. Quanta frustrazione in concetti di doversi paragonare ad Amburgo, Miami, Marsiglia, Barcellona, Valencia, la mediocrità di chi non scorge la poetica in una terra tanto piccola quanto ambita, di un Vulcano e un mare che hanno sempre saputo amare, e così i nani viaggiatori esplicano parola. Le chiamano grandi opere, e nel frattempo che le vie di rappresentanza sono testimonianza di un degrado senza precedenti, nei quartieri la disperazione ha armato i residenti. Sfrecciano macchine in leasing dentro una psicosi mediatica, ristoranti patinati, sirene e altalene, ballerine e combattenti, una giungla senza bestie ne vegetazione, solo rifiuti e maleducazione, un modello di devastazione. (Dissenso della Parola)

https://www.installazioniarte.itLacrime nel cuore – Spirito 21/15 cm. (Primo incontro) / Vestirò con panni di campagna e...
30/05/2026

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Lacrime nel cuore – Spirito 21/15 cm. (Primo incontro) / Vestirò con panni di campagna e la mia anima danzerà leale la sua danza. (Terre di Martorina) \ La natura del donatore, non aveva osato prendere neanche la fine di quello che rimaneva, lo scrupolo, il distacco dal possesso, lontano dall’ingordo, così si concluse un sogno. Che strana condizione, non essere in grado di creare, realizzare, affannarsi per sopraffare, distruggere per il gusto di prevaricare, elevarsi tentando di imitare, e poi il risveglio. (Il Canto dei Gabbiani)

https://www.springinnewyork.itSenza Tempo – Acrylic 15 cm / Fragile e ordinato decifra il sogno, distratto dal punto rit...
25/05/2026

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Senza Tempo – Acrylic 15 cm / Fragile e ordinato decifra il sogno, distratto dal punto ritorna a miscelare l’acqua, riemerge la memoria dal respiro del tempo. La terra, i semi e gli odori, lo scorrere dei ricordi e l’aridità dello spigolo, immerso il legno restituisce l’isola al mare. L’aurora tra le stelle culla l’ingenua creatura, il vento in un tuffo dissolve l’ansia. La gioia dell’essere nato, il contrasto e il sapore, il solletico del cuore. Rispetta gli ostacoli, le tende e il sipario, il ticchettio come le onde si prolungano, l’età avanza. Un ricordo, le parole, una testimonianza nata dal sudore. (Carta del Pane)

https://www.installazioniarte.itLA METAFISICA DEL SEGNO VISIONARIO (2007-2026) - Nel panorama delle pratiche performativ...
15/05/2026

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LA METAFISICA DEL SEGNO VISIONARIO (2007-2026) - Nel panorama delle pratiche performative post-situazioniste e dell'estetica relazionale, l’opera di Claudio Arezzo di Trifiletti si colloca come un’indagine radicale sull'ontologia della traccia e sulla de-individualizzazione del segno pittorico. Il progetto globale Imprints of Peace, inaugurato nel Marzo del 2007 al Trentaseiesimo piano dell’Empire State Building, non si configura come una mera operazione di arte pubblica, ma come una vera e propria epifania fenomenologica: il protocollo operativo dell'Arte Involontaria trasmuta l'incedere quotidiano della collettività in un'impronta archetipica, spogliando il passaggio antropico della sua contingenza funzionale per farsi grafema universale. Questa ricerca dell'essenza si radica in una profonda antropologia rituale in cui l'umanità viene concepita dall'artista come una moltitudine di Corpi d'Argilla Dipinti d'Oro: fragili involucri terrestri modellati dalla materia e dal tempo che tuttavia racchiudono un nucleo divino e che, attraverso l'atto artistico e la stesura dell'oro, vengono simbolicamente trasmutati da una luce alchemica che riscatta la terra per rivelarci la sacralità intrattenibile di ogni singolo individuo, unendolo in una trama spirituale collettiva. Questa geografia del sentire universale si dispiega attraverso una rigorosa costellazione cronologica di stazioni energetiche, i cui flussi sono custoditi meticolosamente nell'archivio digitale. Il cammino ha inizio negli Stati Uniti, a New York, dove l'azione primigenia raccoglie le impronte lungo i flussi di Canal Street per poi assorbire il battito della globalizzazione attraverso le principali strade di Manhattan; prosegue nel 2008 in Spagna, a Barcellona, integrando la performance nei flussi del Mediterraneo, e in Germania, a Berlino, dove l'azione si confronta con la memoria storica e il superamento delle barriere ideologiche. Nel 2009 il progetto continua la sua missione nel Regno Unito, a Londra, e in Francia, a Parigi, quali centri nevralgici delle correnti europee in cui le stratificazioni transculturali delle capitali vengono implementate nella collezione sotto il motto programmatico: "Non dividete questo suono". Nel 2010 connette la sacralità monumentale di Roma con gli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi e in seguito con l'Egitto al Cairo, dove le opere dialogano con le geometrie della civiltà araba e il respiro millenario delle piramidi: è qui che l'artista, prima di raggiungere i Paesi Bassi, sigilla la frase testamento secondo cui il mondo dipende da una fiamma che alloggia in ognuno di noi. La stazione di Amsterdam, serve così a metabolizzare quello che sarebbe stato l'inizio della Primavera Araba, lasciando tra le geometrie liquide dei canali ciò che l'autore si era prefissato realizzare al Cairo, Antica Terra dove l'artista ha potuto conseguire solo due performance prima di allontanarsi a causa di una premonizione che lo metteva in guardia da eventuali pericoli. Nel 2011 ritorna a sperimentare l'energia territoriale siciliana all'interno del distretto commerciale Etnapolis in occasione dell'Unità d'Italia: con l'aggiunta delle sei tele del 2010, completa la risma delle trenta portate in viaggio. Nel 2012 il percorso approda nel bacino del mito classico in Grecia, toccando Atene, Creta e Katakolon, per poi raggiungere la Turchia a Izmir, millenario ponte d'oriente, e connettere la ricerca attraverso le impronte sull'isola di Malta, crocevia di popoli nel cuore del mare; il cerchio si chiude infine con il Rito della Luce attraverso le impronte di Librino, nella sua città natale. Nel 2013, lungo l'ordito lagunare e la storicità artistica di Venezia, l'opera trova la sua ideale consacrazione, antecedente alla tappa del 2015 a Milano nei nodi di Piazza del Duomo, Via Monte Napoleone, Sant'Ambrogio e l'Albero della Vita all'Expo. Nel 2017 Camden Town Londra, per poi decidere unificare nel 2018 la ricerca fino ai confini boreali dell'Islanda per incontrare la purezza geologica primordiale, per poi fare ritorno nel 2019 in Germania, a Colonia, affrontando il rigore nordico e la rigenerazione urbana e siglare anche un nuovo simbolo tra Catania e Londra con il Terzo Fiore (Villa Bellini, Brick Lane), fino a convergere stabilmente dal 2021 ad oggi in Sicilia. Si strutturano così Alcune delle stazioni identitarie dislocate tra il Castello Normanno di Aci Castello e la topografia sacra di Catania, attraverso il Palazzo della Cultura, il Mercato Popolare e lo scorrere sotterraneo dell'Amenano. Questo immenso corpus itinerante si organizza attorno a una polarità geometrica e spirituale di impianto strettamente gnostico: al mondo fenomenico delle ragnatele sterili e delle forze aride ipostasi di un sistema socio-culturalmente sclerotizzato e dominato dalle ombre dell'annichilimento dell'individualità creatrice, così si oppone l’Oasi, nucleo di resistenza ontologica che trova nella prossimità biogeografica con l'Etna e il territorio degli Iblei la propria scaturigine energetica. Questa dialettica spaziale si manifesta emblematicamente nell'installazione della mela rossa posta al centro del labirinto circolare tracciato sul pavimento del Cortile delle Nevi: un nucleo di colore puro e biologico che sorge come asse del mondo in mezzo alle spire in bianco e nero del cammino terrestre, offrendo un baricentro visivo e spirituale all'occhio del lettore. Qui la prassi pittorica e la scrittura poetica, culminata nella monografia I Tre Pesci e il Pulitore del 2024, procedono per condensazioni analogiche e fulminazioni intuitive; le parole, prelevate dal pozzo dell'esigenza, agiscono in sincronia con il colore acrilico puro per fungere da sostrato metafisico e nutrimento notturno. L'intero archivio digitale si trasforma in un ipertesto iniziatico e in un’architettura aperta: un invito in cui il fruitore è chiamato a decodificare gli antichi semi per partecipare alla rifioritura della coscienza identitaria e spirituale di una terra che sa espandersi fino all'abbraccio globale, configurandosi, in definitiva, come un atto di resistenza visionaria e un dono metafisico teso a sottrarre l'arte contemporanea alle ombre della sterilità formale. (Alchimia della Forma)

https://www.acrylicart.itIn questa scultura nata dal parto della premonizione, il ricordo, il dolore e la gioia si fondo...
10/05/2026

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In questa scultura nata dal parto della premonizione, il ricordo, il dolore e la gioia si fondono. Memoria preziosa compagna, il cielo che tutto scorge e la pioggia improvvisa al risveglio di un trafficato viaggio, fermi restiamo senza dimenticare, ogni ciocca è stato il vento a portare. (Agilla Mia) - Cara dolce compagna ti ho sentito ieri, quanta forza mi ha accompagnato in questi anni! mi hai distratto da quell'operare, protetto da quell'agire oggi divenuto frontiera di un mondo infantile. Ci hai donato presenza in questa Terra divenuta uniforme, chi ti è stato accanto ha potuto scorgere l'Anziana Creatura che ha fatto di me, messaggero di quelle quattro zampe che hanno varcato angoli di questo mondo. Ti ho ammirato placare montagne, addolcire dove aridità aveva nidificato, e oggi mi resta solo il vento a sbriciolare quel dolore che ci separa. Mi guardavi fisso nell'anima, sapevi che dovevi andare, nonostante hai nutrito la mia speranza di volerti salvare. Non ho dubbi, sei stata l'Anima più cara, così antica che mi riporta all'origine, all'amare, perché questo siamo. (Cortile delle Nevi)

In Te io proteggo, queste le parole udite dal cuore in devozione difronte l’Altare, occhi centrati, tre fiamme ardere ne...
01/05/2026

In Te io proteggo, queste le parole udite dal cuore in devozione difronte l’Altare, occhi centrati, tre fiamme ardere nella luce che riempie lo spazio, la preghiera maestra scorgere oltre la porta. Ho sognato, comunicato, l’empatia, il respiro calmo, scagionare coloro che imprigionati fanno festa nella tristezza. Visioni, il futuro è presente come il passato è l’essenza, radici si rinnovano per ogni nascita. Dinamiche, l’Origine della Presenza. Fede, Rispetto, il Dono affidato. In questo tetto di 107 anni ho accompagnato la mia cucciola Mia nel Ponte della Congiunzione, nel rimprovero se avessi o se avessi potuto, trovo sollievo in un soffio donato dal vento. Non faccio calcoli, l’imprevedibilità è maestra, il suolo dove abbiamo poggiato i nostri piedi scalzi, premonizione. Cagione per coloro che si sono affidati alla parola priva di vibrazione, il sentimento, l’accogliere la fragilità e la scalata. Osservo e sento, quell’antico gesso dipinto d’oro trasforma il suono, dalle foglie trapela una Sorgente che non può essere sigillata. (Mondo Compatto)

Indirizzo

Via Umberto
Catania
95128

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