19/12/2024
Don Gaetano Crimi, al quale in varie misure dobbiamo tutto ❣️
🎭 – Sesto 𝐀𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 🎭
𝐆𝐚𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐫𝐢𝐦𝐢: «𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞» 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐮𝐩𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞 ✨
A contendersi il merito dell’invenzione dell’Opira palermitana sono don Gaetano Greco e don Liberto Canino. Nella Sicilia orientale invece si contendono il primato dell’origine dell’Opra catanese don Gaetano Crimi e don Giovanni Grasso I.
Oggi vi parleremo di 𝐆𝐚𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐂𝐫𝐢𝐦𝐢 (1808-1873), che la studiosa Bernadette Majorana ha giustamente definito «𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞» 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐮𝐩𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞. 👏
Come racconta nelle sue Memorie il figlio Giuseppe, Gaetano Crimi fu «𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨», «𝐛𝐫𝐚𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚», «𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐞𝐭𝐚», «𝐛𝐫𝐚𝐯𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐨» 𝐞 «𝐬𝐜𝐮𝐥𝐭𝐨𝐫𝐞». 🖌️🎨 Studia ad Atene il Greco e il Latino 📚, conosce Laura Aliotti, figlia di un marionettista, e la sposa 💍.
Nel 1835 apre il suo primo teatro a Catania in piazza S. Filippo (oggi Mazzini) 🏛️, rappresentando la 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐞𝐜𝐚 «𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐨𝐧𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐢𝐠𝐧𝐮𝐝𝐞». Nel 1840 trasferisce il suo teatro in via Castello Ursino e pare abbia già trasformato le sue «marionette ignude» in 𝐩𝐮𝐩𝐢 𝐚𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢 ⚔️ «𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚, 𝐞𝐥𝐦𝐨, 𝐬𝐜𝐮𝐝𝐨 𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐝𝐚», manovrati «𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐞𝐫𝐫𝐢 𝐞 𝐟𝐢𝐥𝐢», con «𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐜𝐢». 🎨✨
Don Gaetano ha chiara consapevolezza della funzione altamente 𝐩𝐞𝐝𝐚𝐠𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 del suo teatro 🎓 e nel 1862, dopo l’unificazione, rappresenta coi pupi la storia del Risorgimento, mettendo in scena 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐛𝐚𝐥𝐝𝐢 🇮🇹 e tutti «gli abusi del Governo di Borbone di esecrata memoria». A queste recite assistono molti patrioti e nobili catanesi. 👀
Nel 1867 trasferisce il suo 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐧𝐚𝐬𝐨 al n. 28 di via Leonardi, in un ampio locale dotato di palchi, luci e scenari di prestigio. 🏟️ Due anni dopo decide di sostituire ai pupi attori in carne e ossa 🎭, rappresentando la Gerusalemme liberata “in personaggio”, sbaragliando la concorrenza e mandando in visibilio il pubblico. 👏✨
A lui è concordemente attribuita l’invenzione di molte delle storie tipiche del repertorio catanese 📖: oltre alla già ricordata Storia Greca, il Farismane e Siface, il Tramoro di Medina e il Guelfo di Negroponte.
Muore dopo aver avuto 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐠𝐥𝐢 e 𝐛𝐞𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 👶👶👶, cinque dei quali ne continueranno l’arte. Carmelo, Francesco e Giuseppe saranno valenti maestri pupari 🎭, mentre Nazzarena e Clementina, diventate bravissime parlatrici 🗣️, sposeranno rispettivamente Giovanni Cantone e Raffaele Trombetta, anche loro allievi di Gaetano Crimi e maestri dell’arte pupara catanese. 🌟