EstatedelFolklore Castrovillari

EstatedelFolklore Castrovillari Manifestazione Folklorica a carattere Internazionale che si svolge ogni anno a Castrovillari nel mese di agosto dal 1985.

La Kermesse è organizzata dall' Associazione Culturale EIF" Estate Internazionale del Folklore " che avvalendosi anche della collaborazione di vari Enti pubblici e privati, trasforma Castrovillari e tutto il territorio del Pollino in ambasciatori di messaggi di pace,fratellanza e unione tra i diversi popoli del mondo.

Ecco i biglietti vincenti del contributo volontario della 40sima Estate Internazionale del Folklore e del Parco. I premi...
31/08/2026

Ecco i biglietti vincenti del contributo volontario della 40sima Estate Internazionale del Folklore e del Parco. I premi possono essere ritirati presso l'Autoscuola Notaro in via XXSettembre a Castrovillari

31/08/2026
Questa è la lettera che il giornalista della F.I.T.P., Maurizio Varriano ha inviato all'organizzazione dell'Estate Inter...
25/08/2026

Questa è la lettera che il giornalista della F.I.T.P., Maurizio Varriano ha inviato all'organizzazione dell'Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino, presente alla serata conclusiva del Festival

CASTROVILLARI, QUANDO IL MONDO SALÌ SUL PALCO E IL FUTURO COMINCIÒ A DANZARE

Ci sono città che ospitano un semplice festival.E ci sono città che, per una lunga settimana, diventano il festival.
Castrovillari appartiene alla seconda specie.
Quelle notti, ai piedi del Pollino, non è semplicemente andata in scena una manifestazione. È accaduto qualcosa di più raro, quasi di irreale: il mondo ha smesso per qualche ora di essere una carta geografica divisa da confini, eserciti, interessi, paure e diffidenze, ed è tornato ad essere ciò che dovrebbe essere sempre: un'unica grande umanità capace di riconoscersi nel battito di un tamburo, nel passo di una danza, nel colore di una bandiera, nella voce di chi canta la propria terra senza pretendere che quella terra sia migliore di quella degli altri.
La quarantesima Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino ha avuto qualcosa di profetico. Quarant'anni di cammino non sono soltanto un anniversario: sono una soglia. E Castrovillari, attraversandola, sembra aver deciso di non guardare più soltanto alla storia che ha costruito, ma alla storia che può ancora costruire.
Il Festival, ideato e diretto artisticamente da Antonio Notaro, ha trasformato ancora una volta la città in una finestra spalancata sul pianeta. Brasile, Ecuador, Georgia, Nuova Zelanda, Panama, Perù, Stati Uniti e Italia hanno portato nel cuore del Pollino identità differenti, memorie differenti, lingue differenti. Otto mondi apparentemente lontani che, una volta saliti sullo stesso palco, hanno scoperto di possedere una lingua comune: quella del corpo, della musica, della tradizione, della festa.
E forse è proprio questo il miracolo del folklore: non cancella le differenze.
Le esalta.Le mette una accanto all'altra.Le fa danzare.
Perché l'integrazione non è diventare uguali. È riuscire a stare insieme rimanendo diversi.
Quella piazza gremita, oltre ogni previsione e fino a notte fonda, sembrava allora una piccola assemblea del mondo. Migliaia di persone a guardare, applaudire, commuoversi. Migliaia di persone a ricordare, forse inconsapevolmente, che esiste ancora una forma di politica che non ha bisogno di palazzi, trattati o proclami: quella che nasce quando due esseri umani si guardano negli occhi e decidono di non avere paura l'uno dell'altro.
E mentre sul palco sventolavano le bandiere, da qualche parte, lontano da Castrovillari, continuavano a esistere guerre, dittature, interessi economici, uomini armati, governi incapaci di ascoltare il grido dei popoli.
Ma quella sera Castrovillari sembrava rispondere loro con una cosa infinitamente più semplice e, proprio per questo, infinitamente più potente:
una danza.Un canto.Un abbraccio.La musica.La pace.
È questa la forza disarmante del folklore: mentre qualcuno costruisce muri, lui costruisce ponti; mentre qualcuno insegna a distinguere il nemico dall'amico, lui insegna a riconoscere nell'altro una parte della propria stessa storia.
E così la festa è diventata anche una dichiarazione.
Una dichiarazione di umanità.Una dichiarazione di futuro.
Una dichiarazione che dice che i popoli possono ancora incontrarsi senza chiedersi prima quale bandiera abbiano, quale colore della pelle portino, quale lingua parlino o quale storia li abbia condotti fin lì.
Per questo non è casuale che sul palco abbia trovato spazio anche una conduzione capace di raccontare Castrovillari da un'angolazione diversa: quella di una giornalista, antropologa e attivista, castrovillarese d'azione, arrivata da lontano e appartenente a una parte del mondo nella quale il colore della pelle può diventare, ancora oggi, un marchio imposto dagli altri.
Una scelta che ha dato alla festa un significato ulteriore.
Perché raccontare il mondo significa anche avere il coraggio di guardare le proprie contraddizioni.
E Castrovillari, quella sera, ha avuto il coraggio di farlo.
Ma il momento più alto, forse, è arrivato quando la storia locale ha deciso di salire sullo stesso palco della storia internazionale.
Due gruppi castrovillaresi, per anni protagonisti anche di una rivalità che sembrava appartenere ormai alla natura stessa delle cose, si sono ritrovati insieme.
Non più separati.Non più contrapposti.Insieme.
E quella stretta di mano, quel riconoscimento, quel saluto istituzionale, quell'inchino al pubblico trasformato in ovazione, quelle lacrime trattenute e poi lasciate andare, hanno avuto un peso che nessuna coreografia avrebbe potuto imitare.
Perché ci sono gesti che valgono più di mille discorsi.
Una pace ritrovata è uno di questi.
Castrovillari, patria del folklore e del Carnevale, ha forse finalmente compreso che le sue due grandi anime popolari non devono combattersi per conquistare la scena: possono condividere lo stesso palcoscenico.
Il Carnevale e il Folklore.
Due storie diverse, due linguaggi differenti, ma entrambi figli della stessa necessità: stare insieme.
La stessa piazza.La stessa gente.La stessa città.Il medesimo futuro.
E allora quella pace non è stata soltanto una conclusione.
È stata un inizio.
Un piccolo segnale, quasi impercettibile, di ciò che potrebbe diventare Castrovillari nei prossimi quarant'anni.
Perché una comunità che riesce a trasformare una vecchia contrapposizione in un abbraccio può fare molto di più. Può trasformare le proprie ferite in memoria, la memoria in consapevolezza, la consapevolezza in progetto.
Può smettere di chiedersi chi abbia avuto ragione ieri e cominciare a domandarsi che cosa sia possibile costruire domani.
Ed è forse questa la vera eredità della quarantesima edizione.
Non il numero delle nazioni.Non la quantità degli applausi.Non la magnificenza dei costumi.Non soltanto le migliaia di persone che hanno riempito la piazza.
Ma la consapevolezza che Castrovillari può essere molto più di una città che organizza un festival internazionale.
Può diventare un luogo nel quale il mondo viene a ricordarsi di essere mondo.
Un luogo nel quale l'identità non diventa recinto ma porta.Un luogo nel quale la tradizione non guarda indietro con nostalgia, ma guarda avanti con coraggio.Un luogo nel quale la memoria non è una catena, ma una radice.
E le radici, quando sono profonde, non impediscono agli alberi di crescere.
Li spingono verso il cielo.
Forse per questo, quella notte, sembrava davvero che Castrovillari fosse salita sul tetto del mondo.
Non perché avesse sconfitto qualcuno.Ma perché aveva capito che non c'è nessuno da sconfiggere.
C'è soltanto un'umanità da riconciliare.
Il mondo è entrato a Castrovillari portando con sé otto bandiere.
Ne è uscito lasciandone una sola.Quella invisibile dell'amicizia.
E mentre i ragazzi del mondo piangevano al momento dei saluti, mentre si promettevano un ritorno, mentre l'“arrivederci” prendeva il posto dell'“addio”, diventava evidente ciò che nessun comunicato avrebbe potuto spiegare.
Il folklore non finisce quando cala il sipario.
Rimane nelle persone.Rimane negli occhi.Rimane nelle mani.Rimane nelle fotografie.Rimane nelle città che hanno avuto la fortuna di incontrarsi.Rimane soprattutto nei ragazzi che, tornando a casa, porteranno con sé un ricordo capace forse di cambiare una piccola parte del loro futuro.
Ed è lì che comincia la profezia.
Perché forse tra vent'anni qualcuno ricorderà quella notte.Forse uno di quei ragazzi sarà diventato musicista, insegnante, diplomatico, artista, sindaco, padre o madre.Forse racconterà ai propri figli che una volta, in una piccola città del Pollino, aveva visto il mondo danzare insieme.
E forse dirà loro che quella sera aveva imparato una cosa semplice:
che le differenze non fanno paura quando diventano conoscenza.Che le identità non dividono quando diventano racconto.Che la memoria non serve a conservare rancori, ma a impedire che ritornino.Che la pace non è una parola da pronunciare nelle occasioni solenni.
È un gesto.Una stretta di mano.Un palco condiviso.Un applauso.Una lacrima.Una danza.
E allora sì, Castrovillari può davvero guardare al futuro.
Perché il futuro, questa volta, non è arrivato da lontano.
Era già lì.In quella piazza.Nei colori delle bandiere.Nei piedi dei danzatori.Nelle mani del pubblico.Nel coraggio di due realtà finalmente riconciliate.Nel lavoro ostinato di chi, come Antonio Notaro, ha continuato a credere che la cultura popolare possa diventare cultura universale.E soprattutto negli occhi di quei ragazzi che, venuti da ogni parte della Terra, hanno pianto prima di partire.
Forse perché avevano capito qualcosa che gli adulti dimenticano troppo spesso:
che il mondo non ha bisogno di essere conquistato.Ha bisogno di essere incontrato.
E quella notte Castrovillari lo ha incontrato.
Lo ha fatto danzare.Lo ha fatto cantare.Lo ha fatto abbracciare.
Poi gli ha aperto la porta.
Perché il vero Festival non è quello che abbiamo appena celebrato.
Il vero Festival è quello che comincia adesso.
Quello dei prossimi quarant'anni.
Quello di una Castrovillari capace di non essere soltanto il cuore del Pollino, ma uno dei cuori possibili dell'umanità.
Un cuore che batte forte.Un cuore che non ha paura delle differenze.Un cuore che conosce la propria storia e, proprio per questo, non teme il futuro.Un cuore che danza.
E finché continuerà a danzare, forse il mondo avrà ancora una possibilità.
Maurizio Varriano giornalista F.I.T.P.

Cala il sipario sulla 40ª Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino: Castrovillari  ha celebrato quaran...
25/08/2026

Cala il sipario sulla 40ª Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino: Castrovillari ha celebrato quarant’anni di culture, tradizioni e amicizia tra i popoli
Cinque giorni di musica, danza, tradizioni e fratellanza internazionale guardando al futuro

CASTROVILLARI – È calato il sipario sulla 40ª Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino, un’edizione speciale che ha consegnato alla città di Castrovillari cinque giorni di straordinaria partecipazione, emozioni e cultura, celebrando nel migliore dei modi un traguardo che appartiene ormai alla storia della città e del movimento folklorico italiano.

Brasile, Ecuador, Georgia, Nuova Zelanda, Panama, Perù, Stati Uniti e Italia hanno portato a Castrovillari la ricchezza delle proprie tradizioni, trasformando la città del Pollino in un grande palcoscenico internazionale e in un autentico crocevia di culture.
Accanto ai gruppi internazionali, non è mancata la presenza del gruppo ospitante “Città di Castrovillari”, che ha fornito il prezioso supporto tecnico alla manifestazione e della Pro Loco
di Castrovillari

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale E.I.F. – Estate Internazionale del Folklore APS, sotto la direzione artistica del presidente Antonio Notaro, è affiliato alla F.I.T.P. – Federazione Italiana Tradizioni Popolari, a CIOFF Italia, IFFGA e IOV Italia, ed è inserito nel brand “Castrovillari Città Festival”, il contenitore che riunisce le principali manifestazioni culturali della città del Pollino.

Quarant’anni non sono soltanto una ricorrenza, ma la testimonianza di una storia costruita con passione, sacrificio, visione e soprattutto con la convinzione che la cultura popolare possa essere uno straordinario strumento di dialogo tra i popoli.

L’ultima serata si è aperta con la tradizionale sfilata dei gruppi folklorici internazionali, che hanno attraversato le vie della città portando colori, costumi, musica e tradizioni dei rispettivi Paesi.
Poi tutti in Piazza Biagio D’Arienzo, gremita in ogni ordine di posto, con oltre 1.500 persone che hanno accompagnato con entusiasmo e affetto le esibizioni dei gruppi, salutando quello che il Festival ama definire il proprio “Popolo del Festival”.Un pubblico che, ancora una volta, ha dimostrato di sentire profondamente questa manifestazione come patrimonio della comunità.

Particolarmente emozionante è stato il momento in cui sul palco è salito Leonardo D’Agostino, che insieme ad Antonio Notaro, nel lontano 1986, diede vita all’Estate Internazionale del Folklore dopo l’esperienza vissuta a Gannat, in Francia, dove il Gruppo Folklorico “Città di Castrovillari” aveva partecipato al prestigioso festival internazionale.
Ed è stato proprio il legame nato allora con il gruppo ecuadoriano Illiniza a regalare uno dei momenti più significativi del quarantesimo anniversario. Gli Illiniza, infatti, hanno voluto essere nuovamente presenti a Castrovillari, proprio come nella prima edizione del Festival, chiudendo idealmente un cerchio lungo quarant’anni. Un ritorno che ha assunto il valore di una vera e propria testimonianza di amicizia tra popoli e generazioni.

Grande emozione anche per la coreografia di apertura e chiusura del Festival, realizzata da ormai trent’anni dalla coreografa e danzatrice Tilde Nocera, coadiuvata dal fratello Daniele.
Un appuntamento diventato negli anni uno dei tratti distintivi dell’Estate Internazionale del Folklore, capace di unire in un’unica grande rappresentazione tutti i gruppi partecipanti.
A condurre la serata è stato lo stesso patron Antonio Notaro, affiancato dall’antropologa e giornalista Geneviève Makaping, in un racconto che ha saputo intrecciare spettacolo, memoria e identità.
Sul palco anche i saluti istituzionali della sindaca di Castrovillari Anna De Gaio, della consigliera regionale Elisabetta Santoianni , dal commissario del Parco della Sila, Liborio Bloise, dal commissario del Parco del Pollino, Luigi Lirangi, non presente fisicamente ma ha portato il suo saluto al festival e dei vertici della F.I.T.P. – Federazione Italiana Tradizioni Popolari, con il presidente nazionale Gerardo Bonifati e il presidente regionale Marcello Perrone.

“Quarant’anni sono un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio”
«Arrivare alla quarantesima edizione – afferma il direttore artistico e presidente dell’E.I.F. Antonio Notaro – significa guardarsi indietro con emozione e orgoglio, ma anche guardare avanti con la responsabilità di continuare una storia che non appartiene soltanto a chi l’ha ideata e costruita, ma a tutta Castrovillari. Quarant’anni fa abbiamo avuto un sogno: portare il mondo a Castrovillari e far conoscere Castrovillari al mondo attraverso il linguaggio universale della musica, della danza e delle tradizioni popolari. Oggi possiamo dire che quel sogno è diventato realtà».
«Questa quarantesima edizione – prosegue Notaro – ci ha regalato una qualità artistica straordinaria e, soprattutto, ha confermato quanto sia ancora forte il valore umano del folklore. Dietro ogni costume, ogni danza e ogni melodia ci sono storie, identità e popoli che scelgono di incontrarsi e conoscersi. Voglio ringraziare tutti coloro che in questi quarant’anni hanno lavorato per il Festival, i volontari, le istituzioni, gli sponsor, le associazioni, le famiglie che ospitano i gruppi e soprattutto il nostro pubblico. Senza il Popolo del Festival, questa storia non avrebbe potuto arrivare così lontano».

“Un patrimonio che appartiene alla città”
«L’Estate Internazionale del Folklore – sottolinea la sindaca di Castrovillari Anna De Gaio – rappresenta ormai una parte importante dell’identità culturale della nostra città. Celebrare quarant’anni significa riconoscere il valore di un percorso che ha saputo portare Castrovillari nel mondo e il mondo a Castrovillari. Per cinque giorni la nostra città è stata una grande casa delle culture, dimostrando che le differenze non dividono, ma possono diventare occasione di conoscenza, dialogo e crescita». «Come Amministrazione – aggiunge – siamo orgogliosi di accompagnare una manifestazione che è diventata un vero patrimonio della comunità e che merita di continuare a crescere. Il quarantesimo anniversario non deve essere un punto finale, ma un nuovo punto di partenza».

“La Calabria che dialoga con il mondo”
Per la consigliera regionale Elisabetta Santoianni, «l’Estate Internazionale del Folklore rappresenta una delle esperienze più belle attraverso cui la Calabria riesce a raccontare se stessa e, contemporaneamente, ad aprirsi al mondo. Castrovillari, con questa manifestazione, dimostra ancora una volta di essere una città capace di costruire ponti culturali e umani».
«Quarant’anni di Festival – continua Santoianni – sono un patrimonio che va tutelato e valorizzato. È una manifestazione che parla alle nuove generazioni e che ci ricorda quanto sia importante conoscere le proprie radici senza mai chiudersi alle culture degli altri. La Regione Calabria deve continuare a sostenere realtà come questa, capaci di generare cultura, turismo, socialità e promozione del territorio».

“Un esempio per tutto il movimento folklorico italiano”
Dal presidente nazionale della F.I.T.P. Gerardo Bonifati arriva un riconoscimento importante: «Quarant’anni di Estate Internazionale del Folklore sono un risultato straordinario e rappresentano un esempio di continuità, passione e professionalità per tutto il movimento folklorico italiano. Castrovillari è diventata negli anni una delle capitali italiane delle tradizioni popolari e il suo Festival è riuscito a costruire relazioni internazionali che vanno ben oltre il semplice spettacolo».
«Il folklore – aggiunge Bonifati – non è soltanto danza e musica. È identità, memoria, conoscenza e soprattutto dialogo. Quello che accade a Castrovillari dimostra che le tradizioni possono essere uno strumento potentissimo di pace e di amicizia tra i popoli. Alla manifestazione e a tutti coloro che l’hanno resa possibile va il nostro più sincero plauso».

A suggellare la serata e l’intera edizione è stata anche “A cuore aperto”, la canzone del musicista Carmine Mazzotta, ormai diventata il vero e proprio inno dell’Estate Internazionale del Folklore. Interpretata dallo stesso Mazzotta e suonata dalle orchestre dei gruppi partecipanti, la canzone ha rappresentato uno dei momenti più suggestivi della serata finale, con le diverse sonorità del mondo unite in un’unica grande esecuzione. Un’immagine che sintetizza perfettamente il significato di questi quarant’anni: culture diverse, lingue diverse, melodie diverse, ma un unico cuore capace di ba***re all’unisono.

Quarant’anni e un nuovo viaggio
Con la chiusura della quarantesima edizione, Castrovillari saluta i suoi ospiti internazionali, ma non chiude il sipario sul sogno iniziato nel 1986. L’Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti di riferimento del panorama nazionale delle tradizioni popolari, capace da quarant’anni di trasformare la città del Pollino in un luogo di incontro tra culture diverse. Un festival che ha saputo attraversare quattro decenni senza perdere la propria identità e che oggi guarda al futuro con la stessa energia degli inizi.
Perché il folklore non è soltanto il racconto di ciò che siamo stati.
È il modo attraverso cui continuiamo a raccontare al mondo chi siamo e, soprattutto, ciò che possiamo diventare insieme.

Un ringraziamento speciale da parte dell’organizzazione del festival, va a tutte le Forze dell’Ordine che, con professionalità, presenza e attenzione, hanno contribuito a garantire lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza, accompagnando ogni momento di questa quarantesima edizione.
Un grazie sentito va anche ai tantissimi volontari che, con impegno, disponibilità e passione, hanno reso possibile ogni fase del Festival, spesso lavorando lontano dai riflettori ma rappresentando una componente fondamentale della macchina organizzativa. A loro, così come agli sponsor e a tutte le realtà che hanno sostenuto concretamente la manifestazione, va la gratitudine dell’organizzazione.
Un ringraziamento particolare è rivolto, infine, agli organi di informazione – televisioni, radio, giornali, testate online e siti web e ai fotografi – che hanno raccontato, seguito e dato spazio all’Estate Internazionale del Folklore, contribuendo a far conoscere anche oltre i confini di Castrovillari le immagini, le emozioni e i valori di questa quarantesima edizione. A tutte le associazioni culturali che hanno curato gli eventi collaterali. Agli accompagnatori che non hanno fatt mancare il proprio supporto ai gruppi.
Un lavoro prezioso reso possibile anche grazie all’Ufficio Stampa, curato dalla giornalista Anna Rita Cardamone di Arca Communication, che ha accompagnato il Festival con professionalità e costante attenzione, garantendo una capillare diffusione delle attività e dei momenti più significativi della manifestazione.
A tutti, davvero, va il grazie dell’Estate Internazionale del Folklore: perché un traguardo come quello dei quarant’anni non si raggiunge da soli, ma attraverso una grande squadra fatta di persone, istituzioni, associazioni, volontari, sostenitori e professionisti dell’informazione, uniti dalla volontà di far crescere e conoscere sempre di più il Festival di Castrovillari.
Il sipario è calato sulla quarantesima Estate Internazionale del Folklore.
Ma il viaggio continua.

Castrovillari 25 AGOSTO 2026

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone (giornalista) ARCACommunication
Info 347-8284753- 377-1354903
e-mail [email protected]
[email protected]
www.estateinternazionaledelfolklore.it
[email protected]

23/08/2026

Gli Illiniza Ecuador, il primo gruppo che partecipò alla prima Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino. Emozione allo stato puro quando sul palco è salito, Leonardo D' Agostino che insieme al Patron, Antonio Notaro diedero vita al FESTIVAL che fa ben 40 anni porta a Castrovillari gruppi provenienti da tutto il mondo. Grazie per questa bella emizione

23/08/2026

Gruppo folklorico Città di Castrovillari

Indirizzo

PIazza Municipio
Castrovillari
87012

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