26/08/2026
Si racconta che il 26 agosto di un anno non precisato, Castelpoto non avrebbe festeggiato il Santo Patrono per motivi non ben chiari, forse a causa di forti contrasti tra il Comune, il Comitato Festa e il resto del paese.
Castelpoto quel giorno era vuoto, così come era vuoto il cuore dei suoi abitanti. Ma qualcosa stava per accadere di lì a poco, qualcosa che sarebbe per anni rimasto nella memoria popolare dei castelpotani.
Ad un certo punto infatti, giunse nella piazza del paese la banda musicale. Con rammarico alcuni presenti comunicarono al capobanda che la festa era stata annullata, e che quel giorno non ci sarebbe stata nessuna processione.
Interpellando il presidente della commissione, il capobanda parlò di un giovanotto, il quale avrebbe scritturato la banda versando addirittura una caparra.
Non avendo raccolto nemmeno un'offerta, il presidente della commissione replicò che ciò era impossibile: gli animi si accesero e dopo una piccola diatriba i due riuscirono ad accordarsi. La banda si sarebbe accontentata della caparra ed in cambio il comitato avrebbe cercato di improvvisare una processione. A quel punto, il piccolo gruppetto della banda, insieme al presidente del comitato e ai castelpotani che si erano aggiunti, si recò in chiesa.
Il capobanda, non appena entrò nell'edificio di culto, fu assalito da una sensazione mai vissuta prima. Si girò, scrutando le navate laterali quasi per cercare qualcosa. Una risposta forse? Una risposta razionale a quell'insolito evento che si era verificato?
Ciò che realizzò osservando la statua di San Costanzo lo turbò profondamente. Con sgomento si rivolse ai presenti, esclamando con un misto di stupore, tremolio e paura: "È lui! È proprio lui! È San Costanzo il giovanotto che è venuto da noi a pagarci la caparra!".
N.B. Molto probabilmente questa vicenda avvenne nel 1912, perché nel registro degli introiti della Congrega della Madonna del Rosario compare la festa del 26 agosto insieme a quella del 14 maggio, cosa che non avviene negli anni precedenti e successivi. Tanto è vero che sia nel 1913 che nel 1914 venne annotata "esatta la processione di S. Costanzo per mano dell'arciprete" con contributo di £ 10,00. Il parroco di quegli anni, Don Laureato Giuseppe Miraglia, pagò di tasca sua la processione e la banda: gesto alquanto insolito se non per eventi eccezionali.
Sempre nel registro degli introiti del 1912, furono cancellate le tariffe della processione del 26 agosto.
Ciò fa pensare che ci furono davvero dei contrasti e che a motivo del prodigioso avvenimento, il parroco provvide personalmente a pagare la processione del 14 maggio per due anni consecutivi. Facilmente immaginabile come ringraziamento e come promessa fatta verso il glorioso Protettore S. Costanzo martire.