19/06/2026
Le crepe da cui entra il mondo
Ci sono giorni in cui inseguiamo la perfezione come fosse una meta. Una forma chiusa, liscia, compiuta. Una sfera perfetta.
Poi arriva la vita.
E la vita, quasi sempre, ha il coraggio di aprire una crepa.
A volte è un figlio che nasce quando non avevi previsto nulla. Altre volte è un lavoro che lasci, una strada che cambia direzione, una paura che si trasforma in possibilità. Sul momento sembrano squarci. Interruzioni. Errori nella forma.
E invece.
Forse sono proprio quelle aperture a permettere agli accadimenti di entrare. Ai nuovi punti di vista. Alle persone che non avevamo immaginato di incontrare. Alle versioni di noi che ancora non conoscevamo.
Le sfere di Alessandro Chiaramonti Scultura raccontano anche questo. Nella loro materia antica e terrigna, ricordano da lontano il gesto rivoluzionario di Lucio Fontana: quel taglio che non distrugge la superficie, ma la supera. Non una ferita, bensì una soglia. Non una fine, ma l’inizio di uno spazio nuovo.
Qui il gesto si fa più organico, più vicino alla terra che al cielo. Lo squarcio non cerca l’infinito cosmico di Fontana, ma quello umano: l’imprevedibilità del vivere, del creare, del crescere.
Forse, se la vita fosse rimasta una sfera perfetta, molte delle cose più belle non sarebbero mai accadute.
L’improvvisazione di diventare genitori.
L’incoscienza necessaria per cambiare strada.
La meraviglia di ricominciare senza sapere esattamente come.
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