La rana dalla "bacca" larga

La rana dalla "bacca" larga Come insegnare ad imparare

VICO FISSALE - Il primo romanzo di CAMILLA SCALA"Il libro si legge per forza tutto d'un fiato, pensare di lasciarlo e po...
08/11/2023

VICO FISSALE - Il primo romanzo di CAMILLA SCALA

"Il libro si legge per forza tutto d'un fiato, pensare di lasciarlo e poi riprenderlo è per inesperti. Ha una struttura che impone attenzione e partecipazione e si sa, se cominci a partecipare ad emozioni, non puoi mica fermarti.
Dalle 4 del mattino alle 6,30 del 24 di giugno del 1950, ossia in un giorno che è di poco oltre la metà di un anno, che è la metà del secolo scorso, una donna è al suo primo parto e vive questi drammatici momenti, perché il travaglio si presenta difficile, nella sua abitazione in vico Fissale a Scanzano, una zona collinare ad est di Castellammare di Stabia. Due ore e mezzo nelle quali l’autrice del romanzo, riesce, è vero, a tenere impegnato il lettore in uno stato latente di apprensione, ma abilmente lo distrae, facendolo diventare spettatore partecipe di una saga familiare straordinaria. Storie, amori, dolori, immagini, sensazioni, sapori, odori: insomma una gamma di emozioni legate al passato, che non è solo di chi lo narra, ma di noi tutti, figli di un’Italia “puttana”.

Gennaro Maio - recensione Amazon

Vico Fissale è il luogo di una nascita. Quanti eventi vi concorrono? E quante vite? E quante premature morti? I ricordi dei racconti familiari muovono la ricerca dell'autrice. Da essa emerge la trama di tanti destini che si intrecciano a cavallo di due secoli. Una storia vera e verosimile, riperc.....

16/03/2020

Benvenute e benvenuti, amiche ed amici,
Oggi voglio condividere le osservazioni preziose di una persona che negli anni ha accompagnato la mia crescita intellettuale e spirituale, Francesco Cormino.
Eccovi, mamme e papà, le sue parole:
I bambini ci guardano.
Mascherina. È l’unica parola graziosa in questa sarabanda di termini mortiferi. Ironia a parte. Corre un linguaggio da tempo di guerra. I morti diventano le vittime, il contagio la minaccia, il virus il nemico invisibile. Infine l'intubare, che, riferito a un essere umano, è il vocabolo più raccapricciante di tutti. Per i bambini questo lessico potrebbe non significare alcunché, laddove ne ignorassero i contenuti. Invero il tono e la gestualità che l’accompagnano, gli sguardi tristi e spauriti che leggono negli occhi degli adulti, in particolare della mamma, possono aprire ferite emotive. Imprimere codici che segneranno negli anni a ve**re il percepito di un sintomo, soprattutto nella sfera del respiratorio. Si creano associazioni, binari pronti a ridestarsi per situazioni analoghe.
Non possiamo censurare certe informazioni. Oltre tutto, mai come adesso gli spazi condivisi sono ristretti e il discorso pubblico o privato ne è impregnato. Possiamo depotenziarne il sovraccarico. Come? Primo, alleggerire i toni: il tono è la voce del cuore (accorato), contiene un potenziale inimmaginabile per rasserenare e sollevare. Secondo, avere risposte lungimiranti: allarmare su virus e batteri come causa generalizzata di sofferenza implicherebbe una vita futura da trincea e da assediati perenni. Gli esempi alla loro portata non mancano. Partite dagli animali che brucano l’erba e scendete giù, giù fino agli uccelli, poi le api, le formiche. La mente, spontaneamente induttiva, farà il resto. Terzo, procurate slittamenti di immagini: l’albero dell’intubazione, la talpa virus, il girotondo del contagio, l’anatroccolo pulitore. Quarto, trasformate in un gioco le pratiche mediche: auscultare, tastare, misurare la febbre, può essere fatto ridendo, scherzando. Giocare è vita. Quinto, è la quintessenza: la vostra serenità é la loro. Contagiatevi.

La Rana resta in attesa...

26/02/2020

Benvenute e benvenuti,

Oggi propongo una canzone...un po' dolce un po' amara...ditemi se vi piace:
"Non insegnate ai bambini/
noninsegnate la vostra morale
è così stanca
e malata/
potrebbe far male/
forse una grave imprudenza/
è lasciarli in balia di
una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero/
che è sempre più raro/
non indicate per loro/
una via conosciuta/
ma
se proprio volete/
insegnate soltanto la
magia della vita.
Giro giro tondo cambia
il mondo.
Non insegnate ai bambini/
non divulgate illusioni sociali/non gli riempite il futuro/
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano/
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento/
che è sempre più spento/
non li avviate al belvcanto,
al teatro alla danza/
ma se proprio volete/raccontategli il sogno di un'antica
speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente/
stategli sempre vicini/
date fiducia all'amore
il resto è niente.
Giro giro
tondo cambia il mondo. Giro giro tondo
cambia il mondo." Giorgio Gaber
Buona giornata da La Rana

05/02/2020

Benvenute e benvenuti,"Senza radici non si vola..."Ne abbiamo parlato in un post, questa estate, che apprezzaste molto.Q...
18/01/2020

Benvenute e benvenuti,
"Senza radici non si vola..."
Ne abbiamo parlato in un post, questa estate, che apprezzaste molto.
Questa in foto è la "conca" di rame in cui mia madre lavava me e mio fratello Pasquale: la domenica mattina la metteva sul tavolo in cucina, la riempiva con acqua scaldata sui fornelli a gas e a turno ci lavava...immagino usando la stessa acqua per tutti e due.
È passata negli anni a farci giocare, d'estate, i miei figli prima, i miei nipoti adesso.
Ed ho raccontato loro che quella conca passata da mia nonna a mia madre e poi a me ha sicuramente più di 150 anni.
Wow...! vuoi mettere quanto gusto in più c'è a giocare nella conca della trisavola?!
Intanto abbiamo messo un altro tassello nella loro storia remota...
E d'inverno la conca mi raccoglie acqua piovana per la mia splendida pianta.
Seguite La rana...

Benvenute e benvenuti,colgo al volo una suggestione regalatami oggi da mio nipote Rosario, 9 anni, nella foto, per racco...
14/01/2020

Benvenute e benvenuti,
colgo al volo una suggestione regalatami oggi da mio nipote Rosario, 9 anni, nella foto, per raccontarvi di noi due, nella speranza che a qualcuno di voi suggerisca una...ricetta divertente.
Rosario è un bambino sereno ed educato che rifuggiva da situazioni "di forza" o "di conflitto" con altri bambini, anche perchè gli abbiamo insegnato che dietro l'atteggiamento aggressivo si nasconde spesso un disagio se non un desiderio di "contatto".
Mi ero resa conto, tuttavia, che questa sua "timidezza" avrebbe potuto causargli problemi.
Così mi inventai la lotta corpo a corpo con me, sua nonna, una donna...ci divertivamo come matti sul lettone grande a bloccarci, spintonarci, rotolarci...mentre la sorellina piccola, l'insidiosa Michela, lo aiutava dandomi pizzichini dolorosissimi dovunque poteva gambe braccia schiena...
Capite cosa accadeva?
Gli davo modo di superare la paura del corpo a corpo immettendolo in un gioco...diverso sarebbe stato se l'avesse fatto col papà, per esempio, col quale sarebbe stato costretto a dare prova di forza...ma con la nonna ! Giochi e basta.
Adesso Rosario è un pezzo di ragazzone e proprio oggi ci dicevamo,io e lui, che non potrei più affrontare nessuna lotta senza soccombere.
Intanto gioca al calcio buttandosi nella mischia, entrando in scivolata sul pallone con gran piacere, dandosi grandi saluti con compagni più grandi e "più sbruffoncelli" di lui.
Può darsi ... può darsi... che la nonna " pazza...ma speciale" come mi chiamano loro, c'entri qualcosa.
Mamme e nonne, coraggio! Entrate nell'agone ...

01/01/2020

Amiche ed amici,
la Rana augura buon 2020 a voi ed ai vostri figli e figlie.
Ci sentiamo prestissimo per un nuovo percorso di aiuto e sostegno ai volenterosi genitori.
Seguite "la rana..." troveremo insieme il metodo migliore.

29/11/2019

Benvenute e benvenuti,
proseguo con alcune considerazioni contenute nel libro di Reuven Feuerstein su come sviluppare l'intelligenza in bambini con problemi di apprendimento.
Un libro molto interessante con un titolo molto provocatorio
"NON ACCETTARMI COME SONO"🧐
Potrebbero interessarvi anche se i vostri figli non avessero alcun problema di apprendimento.👍
Questi che vi propongo oggi interessano il periodo della scuola elementare.

Accettazione passiva:
I genitori trovano una scuola dove tutti i bambini sono handicappati in modo che il loro figlio sia al " sicuro" dal possibile scherno da parte di bambini non handicappati
Accettazione attiva:
I genitori trovano una scuola regolare con una classe speciale per il loro figlio, in modo che gli possa essere offerto un programma integrato.Una classe dove sia insegnato ai bambini non handicappati a fare amicizia con i bambini con handicap.

Accettazione passiva:
L'insegnante dà importanza solo ai compiti dell'apprendimento concreto.
L'insegnante mantiene i ritmi di insegnamento uniformemente bassi.
L'insegnante evita la letto-scrittura perchè è troppo frustrante per il bambino.
Accettazione attiva:
L'insegnante introduce compiti di apprendimento sia astratto che concreto.
L'insegnante aumenta occasionalmente i ritmi di insegnamento così da avere il bambino handicappato "teso" per mantenere e miggliorare il suo rendimento.
L'insegnanete introduce la letto-scrittura trovando modalità che riducano al minimo la frustrazione e che avviino verso l'alfabetismo.

Spero vi sia utile. Alla prossima.
Seguite la rana...

05/11/2019

Benvenute e benvenuti,
sto leggendo un libro di Reuven Feuerstein su come sviluppare l'intelligenza in bambini con problemi di apprendimento.
Un libro molto interessante con un titolo molto provocatorio
"NON ACCETTARMI COME SONO"🧐
Potrebbero interessarvi alcune considerazioni anche se i vostri figli non avessero alcun problema di apprendimento.👍
Si parla ad un certo punto di ACCETTAZIONE PASSIVA di contro ad ACCETTAZIONE ATTIVA.
Questi alcuni esempi riguardanti la prima infanzia:

Accettazione passiva:
La madre dice: " Non lo/a sveglierò anche se dorme così a lungo"
Accettazione attiva:
La madre dice: " Lo/a sveglio anche se dormirebbe ancora, così può passare più tempo con me. Ci divertiamo insieme: lui/lei impara tanto quando è con me"🥰

Accettazione passiva:
Il padre mette i giocattoli nella stanza e lascia che il bambino se ne interessi e ci giochi quando vuole.
Accettazione attiva:
Il padre mette il camion giocattolo a portata di mano del bambino ed imita il suono del motore del camion, poi aiuta il bambino a muoverlo.🤩

Accettazione passiva:
Constatando che il loro figlio/a di 3 anni non sa articolare una parola, i genitori lo affidano ad un programma prescolare con bambini che non parlano ancora, così che il loro bambino/a non si sentirà frustrato/a.
Accettazione attiva:
Scoprendo che il loro figlio di 3 anni non sa articolare una parola, lo affidano ad un programma prescolare con bambini che parlano già, prevedendo che trarrà benefici imitando modelli positivi.👏

Accettazione passiva:
" Noi capiamo il linguaggio di nostro figlio/a. Questo è sufficiente."
Accettazione attiva:
" Tutti devono capire il linguaggio di nostro figlio/a.Non ci accontentiamo di capire solo noi."🙋‍♂️🙋‍♀️

Gli esempi conitnuano...se la faccenda può interessarvi ne riparliamo nel prossimo post.
Seguite La rana, troveremo insieme...

30/10/2019

Benvenute e benvenuti,
mi avete scritto che i vostri ragazzi/e hanno difficoltà ad affrontare una pagina, di qualsiasi materia, da imparare; alcuni di fronte ad esercizi assegnati si fermano: non ho capito cosa devo fare.
Cosa accade ai vostri figli/e in quei momenti?
Si chiama:
-percezione vaga e fluttuante... in base alla quale la raccolta dati per procedere alla comprensione e alla memoria del testo o alla soluzione dell'esercizio/problema non risulta adeguata.
Sorvolando sulle difficoltà oggettive sensoriali…se non vedo vado dall’oculista…se non sento vado dall’otorino… anche quando va tutto bene dal punto di vista organico possono esserci difficoltà a percepire la realtà per povertà di dettagli o mancanza della precisione che occorre.
Quali ostacoli si possono frapporre tra nostro figlio ed una raccolta dati non sufficientemente accurata per svolgere il compito?
-Obiettivi non ben definiti
Magari l'enunciazione dell'esercizio veramente non è chiara, la pagina di storia veramente non è ben strutturata...😢
Il più delle volte risulta che non sono stati abituati a percepire la realtà in tutti i suoi dati...da qui la percezione vaga e fluttuante... che li mette a disagio, nel migliore dei casi, o rimanda loro un senso di inadeguatezza che tenderanno a nascondere a tutti, a voi e agli insegnanti, consegnandosi al " fallimento" scolastico: sono un cretino/a...mi vergogno...speriamo che non se ne accorga nessuno...😔
Per aiutare i nostri figli dobbiamo innanzitutto abituarci a comunicare con chiarezza l’obiettivo delle nostre richieste, abituarli ad orientare il loro pensiero nella direzione giusta…" per favore prendimi la borsa gialla, in camera da letto, sul comodino a sinistra" " troverai il libro nello studiolo di papà sul secondo scaffale a destra" " i calzini sono in camera tua nel terzo cassetto del comò, al centro, in fondo" ( magari l'avessero fatto le nostre suocere coi loro figli maschi!😂).
Quando li soccorriamo nella soluzione di un problema dobbiamo abituarli a chiarire : cosa devo fare? Quali dati devo raccogliere per poter iniziare?🧐
Che significa:
-Darsi e dare il tempo necessario per raccogliere informazioni
-Trasmettere l’informazione in modi e parole diverse ( un buon mediatore ripete lo stesso concetto in modi diversi)
-Esplorare con domande cosa l’altro ha percepito

Parola d’ordine:
-Prendiamoci il tempo per raccogliere bene le informazioni.
-Prima di rispondere controlliamo di aver raccolto le informazioni necessarie

Ricordate il bambino o la bambina devono sentirsi sempre liberi, anzi autorizzati a dire : non ho capito cosa devo fare!🕵️‍♂️

Seguite La rana...

16/10/2019

Benvenute e benvenuti,
settimana scorsa vado al cinema, a vedere "Joker", sollecitata da tante buone recensioni e dal parere entusiasta di un mio ex alunno.
Tralascio di dire anche la mia, sarebbe superflua e poco indicata per gli scopi de La rana...vi racconto invece l'esperienza che ho vissuto in quella sala.
Seduta accanto a me una giovane coppia, lei carinissima ed incinta di pochi mesi...educati, attingevano al barattolone dei popcorn senza dare il minimo fastidio...insomma tutto bene...il film dopo una buona orata, come direbbe Montalbano, di atmosfere angoscianti, prende la piega, che tutti aspettavamo, di cruda violenza con rumori, logicamente molto amplificati, che facevano sobbalzare sulla poltrona quasi tutti, compresa la dolce mammina accanto a me...
Sapete, donne, vero che lo sapete? che il feto in pancia assorbe tutte le nostre emozioni? Che i rumori violenti nei primi mesi di gestazione possono produrre danni al piccolo in formazione? Non lo sapete...
Con uno sforzo enorme sono riuscita a star zitta con la mia vicina di poltrona, che o mi avrebbe deriso o si sarebbe preoccupata aggiungendo ansia alla tensione che già il film le procurava...
A voi lo dico: proteggete i vostri figli dalle cattive emozioni anche quando, anzi soprattutto quando, sono ancora parte di voi.
Alla prossima...
Seguite La rana...

29/09/2019

Benvenute e benvenuti,

ancora due parole sulla necessità di insegnare a mandare a memoria.
Si tende a mantenere ancora in vita il pregiudizio che accomuna "imparare a memoria" a "imparare a pappardella" ...non cedete, genitori cari, su questo punto...dopo che I vostri figli hanno capito il senso del testo, i suoi concetti base, il legame logico che lega un paragrafo all'altro, pretendete che mandino a memoria.
Se vi dovesse capitare che non vogliano farlo perché l'insegnante ha detto : "ditelo a parole vostre"'...allora sfidateli, con buona grazia, a riscrivere il testo con parole loro e poi MANDARE A MEMORIA!!!
E al più presto cercate un confronto con l'insegnante e chiedete, con buona grazia, cosa intenda con " parole vostre"...esprimete liberamente, e con buona grazia, la vostra perplessità sul fatto che bambini o bambine di sette anni possano avere parole proprie per esprimere concetti di storia, scienze o geografia!
Il mio parere è che i bambini di quella età abbiano assoluto bisogno di acquisire le parole...ed anche le strutture sintattiche...e che l'unico modo è che mandino a memoria libri interi di parole...ovviamente scritti bene...
Muovetevi, andate incontro agli insegnanti, lo fareste per la salute dei vostri figli, perché non farlo per la loro mente?!
Seguite la rana...ve ne dirà sempre qualcuna in più

Indirizzo

Castellammare Di Stabia
80053

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando La rana dalla "bacca" larga pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a La rana dalla "bacca" larga:

Condividi