28/09/2026
A 30 giorni da quella serata indimenticabile e dopo aver finalmente riordinato tutto (o quasi), ci fermiamo a pensare a quella che è stata la 4ª edizione di Rocville.
30… un numero ricorrente in questa edizione.
Molti sono stati i mesi, i giorni e le ore che abbiamo passato con il gruppo operativo del Circolo San Rocchetto e con Nicola Pigini, che si è occupato della parte artistica, a ideare, studiare e progettare tutta la parte organizzativa dell’evento.
Ma 30 sono stati i giorni consecutivi in cui ci siamo incontrati, fino a notte fonda, prima del 28 agosto, per cercare di mettere a punto ogni sfaccettatura di quella che sarebbe dovuta essere la macchina organizzativa necessaria ad accogliere al meglio i tantissimi partecipanti che probabilmente sarebbero venuti a Rocville.
30 erano gli ettari di terreno che sono serviti per l’area dell’evento, i parcheggi e i passaggi pedonali.
30 erano le torri faro necessarie per illuminare il più possibile ogni area, così da rendere più sicuro ogni spazio.
Più di 30 sono stati i gruppi e le associazioni che, con il loro personale e il loro materiale, hanno contribuito a gestire al meglio l’arrivo del flusso dei visitatori e delle rispettive auto.
Più di 30 erano i parcheggiatori che hanno contribuito a gestire il traffico nelle 9 aree parcheggio.
30 sono stati gli artisti e gli ospiti che hanno calcato il palco.
E poi… 30.000 sono state le persone che hanno partecipato a Rocville e che speriamo siano state bene e abbiano trascorso una bella serata.
Così come speriamo siano stati bene e si siano divertiti i ragazzi e gli accompagnatori delle associazioni alle quali questa edizione era dedicata: quelle associazioni di volontariato che si occupano di ragazzi con disabilità e/o con sindrome di Down.
Ora vogliamo provare a ripartire per ideare e organizzare la 5ª edizione, anche se Rocville è diventato molto grande, probabilmente uno degli eventi benefici di un solo giorno più importanti delle Marche.
Sin dall’inizio, la volontà è stata quella di renderlo a ingresso gratuito, destinando il ricavato alle associazioni alle quali diamo visibilità e cercando di rendere partecipi allo spettacolo anche alcuni dei loro ragazzi, così che possano divertirsi e sentirsi protagonisti, al pari degli artisti presenti.
Visto il grande apprezzamento del pubblico e la sempre maggiore partecipazione oltre al sostegno delle aziende del territorio, e non solo, che hanno sposato il progetto, ci piacerebbe mantenere Rocville in questo modo: dare la possibilità a persone di qualsiasi età e ceto sociale di poter partecipare e godersi lo spettacolo, oltre a essere di aiuto alle associazioni partner.
Ma lo sforzo economico è sempre più grande, anche a causa della burocrazia e delle norme sempre più restrittive per l’organizzazione degli eventi.
Per questo ci auguriamo che sponsor ed enti pubblici territoriali sostengano sempre di più questo evento, che dovrebbe essere l’orgoglio di tutti noi marchigiani.