26/09/2025
Trenta mani che suonano per il mondo intero.
Nel cuore del Molise, Scapoli custodisce un segreto che attraversa gli oceani. Questo piccolo comune di montagna è l'ultimo baluardo della zampogna artigianale italiana.
Ogni strumento nasce da legni pregiati: ulivo, ciliegio, prugno. Gli attrezzi sono spesso autocostruiti dagli stessi artigiani, rendendo ogni fase di lavorazione unica e irripetibile.
I modelli si differenziano per numeri: 20, 23, 25, 28, 30, 32. La "zampogna 25 con chiave" resta quella più desiderata al mondo.
Cinque famiglie tramandano questo sapere di generazione in generazione. I Di Fiore, i Ricci, i Guatieri, gli Izzi, i Caccia sono i custodi di una tradizione che si sussurra ancora oggi da padre a figlio.
Nei primi del Novecento, Benedetto Di Fiore fondò una delle prime botteghe moderne. La sua scuola d'arte ha formato maestri che ancora oggi plasmano il legno con gesti antichi.
Il Museo della Zampogna di Scapoli è diventato punto di riferimento internazionale per studiosi e appassionati.
Eppure il paradosso è stridente: meno di trenta artigiani rimasti, ma le loro zampogne volano verso Stati Uniti ed Europa settentrionale. Più desiderate oltreoceano che nella stessa Italia.
In un'epoca che tutto omologa, Scapoli resiste con la forza silenziosa delle mani sapienti.
Ogni zampogna porta un numero, come un'auto di lusso. Ogni suono racconta una storia che il mondo non vuole dimenticare.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Solo 30 artigiani custodiscono quest'arte millenaria
👉 La "zampogna 25 con chiave" è il modello più desiderato al mondo
👉 Le botteghe di Scapoli esportano più negli USA che in Italia