Sur les bords de la France

Sur les bords de la France Histoire d'une petite fille née à Cahors écrasées entre deux cultures. Testo e Voce: Ginetta Maria Fino
Musica dal vivo con Francesco Paolino e Stefania Megale

Sur les bords de la France È la storia di Ginetta bambina nata in Francia nel 1954 da genitori irpini. Nel racconto affiorano le relazioni a Cahors in seno alla famiglia, a scuola, l'accoglienza e l'affetto dei vicini di casa, i luoghi, le immagini, i profumi della campagna francese visti con occhi di bimba nonché le discriminazioni, la violenza e il razzismo dei bambini che si contrappongono

all’accoglienza e al sostegno degli adulti presenti nella realtà sociale che la circondano. Ginetta è una bimba che non sceglie di emigrare, vorrebbe restare nella sua terra, narra le difficoltà incontrate al suo arrivo in Italia, smette di parlare per un anno, narra della sua perdita di identità, la discriminazione, la violenza e, di nuovo, la spietatezza dei bambini. In Italia la maestra Francesca Ciampi Malservisi si fa carico dell’inserimento della bambina nella realtà scolastica adeguata e la sostiene divenendo faro ed esempio. La bambina fa suo l’invito ripetuto della madre analfabeta:
“Studia che saprai sempre difenderti”. Lo studio sarà per lei il fondamentale elemento per la sua crescita e formazione fino a laurearsi con lode. L’età adulta narrata è caratterizzata dalla lotta per l’emancipazione culturale, politica e artistica. Questo è uno spettacolo sul Teatro di Memoria, dell'Identità Culturale e delle problematiche inerenti ai bambini e adolescenti migranti.

"Se c'è anche una sola possibilità..." il mio modo di scegliere l'impossibile, mi ha dato ragione un'altra volta.
13/03/2025

"Se c'è anche una sola possibilità..." il mio modo di scegliere l'impossibile, mi ha dato ragione un'altra volta.

Cahors 1956
19/03/2024

Cahors 1956

13/03/2024

Oggi nasceva mio fratello,nato André Raphael, per noi Dédé.
Avrebbe compiuto 68 anni. Rovistando nelle nostre vite e da lì andando oltre, verso l'impossibile, torno alla terra di cui volevi occuparti.
"Antonio e Vincenzo, forti della guerra che attraversava i cieli, forti di tanta fame e della terra paterna ottenuta dal fratello maggiore, pretesero dalle sorelle anche la loro parte di eredità. La madre, sgomenta, ascoltando la carne della sua carne senza rispetto né vergogna, non seppe dire nulla. Non era una donna capace di parole. Nella mente le risposte le arrivavano sempre più tarde. Si ritrovava a parlare da sola sottovoce e quando le parole giuste arrivavano non aveva il coraggio di tornare sulle vecchie questioni. Tutto accadeva troppo presto o troppo tardi. Tacque osservando quei suoi figli troppo sciocchi per credere che mettendosi una piccola proprietà a petto loro avrebbero vinto fame, guerra e pure una bella femmina. Il duce avrebbe spezzato le reni ai Greci e i due ragazzi violavano i diritti delle sorelle. La maggiore, nei campi, lavorava più di loro oltre che a casa e con le bestie. Trattenne la rabbia e, puntati gli occhi su di loro come a trafiggerli, giurò loro che mai avrebbe ceduto la sua terra e si sarebbe pure sposato l’uomo che se ne voleva andare via da quello schifo di ignoranza e di miseria. “Tu sì femmena. Tu non ti pigli proprio nisciuno. E chi ti pigli’ a te?” commentarono ridendo spavaldi."
(da Maria Annina gmf)

03/02/2024

In famiglia e in paese, vecchi e bambini presero coscienza quanto fosse vero quello che Ciriaco Il Lupo andava a dire sulla sua Mariannina che si studiava i lavori dall’inizio alla fine e che, partita con un dito nella terra davanti a casa, a nove anni era arrivata a fare germogliare piante, a crescerne altre da bastoncini senza radice, a costruire vasi e cuocerli fino a regalare le sue piante a persone che avevano già i capelli bianchi e mai erano arrivati a tanto dare e tanto ricevere. Da un rametto in agonia, con le mani sue, miracoloso, crebbe forte il cespuglio di rosmarino tenuto ai confini dell’orto con giacinti azzurri, tulipani rossi, gigli e margheritone. Nessuno s’era accorto che, dove non batteva il sole, c’era un piccolo germoglio di mughetto. Rizoma trovato chissà dove.
I fiori recisi, la buona terra a uso aiuole fiorite, erano cose da possidenti, ma i fiori che crescevano liberi davano semi per chi voleva farseli compagni.
Come tutte le giovani di campagna, la grande bellezza si faceva corpo fra le loro mani ricamando il corredo le sere d’inverno senza rubare il tempo alla terra, alla cura della casa e degli animali. Contava avere il piatto pieno a tavola due volte al giorno.
(da Maria Annina. gmf)

Questa fotografia, se potesse parlare. Uno strazio i fatti accaduti undici mesi prima di questa foto e quel che le travo...
22/01/2024

Questa fotografia, se potesse parlare. Uno strazio i fatti accaduti undici mesi prima di questa foto e quel che le travolse negli otto mesi seguenti.
Maman gravida di otto mesi con mia sorella maggiore. In partenza da Monterenzio direzione Taurasi. Foto scattata vicino alla stazione ferroriviaria di Bologna nel 1952 destinata al mio papà in partenza in direzione opposta: direzione Caylus( Francia), grazie ad un passeur.
Ho raccolto e scritto il racconto di maman. Atroce. Quando me lo raccontò? In una sera altrettanto atroce, quella in cui Pino venne travolto e attendevamo vicino al fuoco la notizia circa il suo ''decesso imminente''.
Di Raffaella che nacque il 16 maggio 1953 e ''fu fatta morire''morì il giorno dopo ci resta questa foto: è nel ventre di maman............
(da E' STATO BELLO inedito)...il tono della sua voce è invaso da un male antico che riemerge rafforzato da quello che sta accadendo. Può un immenso dolore non lasciare cicatrici che non siano aggredite da formiche che scavano loro l’anima così come accade agli alberi? Maman è Terra, non albero. Parla in un fiato, non vorrei ascoltarla, mi fa sentire peggio, è possibile peggio di così?
“(...) Tu non hai ancora visto niente, non sai cosa hanno visto questi occhi, quanto pane hanno portato queste mani e quanti panni hanno lavato, tu non puoi sapere cosa ha sofferto questa carne. (.....) non sai cosa vuol dire partire a vent’anni dal paese e ritrovarsi sulle montagne di Monterenzio incinta e pascolare le pecore e raccogliere cicoria fra le mine dell’ultima guerra che quando ne scoppiava qualcuna i vecchi si facevano il segno della croce per i morti e per ringraziare Dio d’essere ancora vivi. Non sai cosa vuole dire stare ‘in famiglia’ con i cognati che ti maltrattano negandoti anche una tazza di latte e ti lasciano fuori con le bestie mentre loro di nascosto mangiano il formaggio e quello che resta lo vendono tenendosi i soldi e io non avevo da mangiare, non sai cosa vuole dire arrampicarsi come una capra sulle rocce per prendere un agnellino e la pancia gravida si graffia tutta e senti male , fame e stanchezza dentro e fuori. Tu, non hai ancora visto niente. Come credi che siano nate e morte le tue sorelle? Ero appena rientrata con le pecore, avevo chiesto a Dio di prendermi se il bambino che portavo dentro doveva soffrire come me, ero morta e mi sono seduta sulla pietra che era la soglia di casa e del bagnato mi colava dalle gambe ,mia cognata Generosa si mise a ridere forte dicendo che mi stavo pisciando addosso, io mi sono vergognata e sono andata via e non sapevo che erano le acque che si erano rotte e quando ho sentito tanto male e ho gridato lei diceva a tutti che io facevo apposta per farmi sentire da tutti. Tu non sai cosa vuole dire avere dentro una bambina di cinque chili che non riesce ad uscire e una levatrice che la tira a mani n**e e la piccola le scivola dalle mani e io devo gridarle di andare a prendere un asciugamano così dopo riesce a ti**re fuori la bambina e invece non ci riesce e le prende la testa e la gira, la tira, la ritira ancora e ancora e mi strappa tutta la carne che ancora ce l’ho strappata la mia natura e poi quell’ignorante assassina dice a me che non sapevo niente di queste cose: “Battezzo e paradiso?” E io dico di sì. La portano nella stanza del formaggio dove c’è sempre aria e freddo e la lasciano lì, nuda su un tavolo, allora io mi alzo e vado a prenderla e mi accorgo che è ancora viva e allora la copro con una copertina e la prendo a letto con me. Non sai tu cosa vuol dire tenerti stretta fra le braccia quella figlioletta appena partorita così bella , grande con le guance bianche e rosse e la fossetta sul mento e tenerti accanto al viso il suo ascoltandone il respiro dolce e fine. Non sai tu cosa vuol dire sentire che il suo corpicino si raffredda lentamente e non puoi fare niente e sento ancora il suo respiro che diventa sempre più leggero e le sue unghiette farsi blu e la sua pelle diventare chiara e trasparente come la cera di questa candela e piano piano all’improvviso con un sospiro delicato vedere la sua testolina cadere di lato. Non sai ancora niente tu di cosa avevo dentro quando Generosa prese Raffaella morta da poco e la mise in una cassetta fatta con quattro assicelle inchiodate e si mise a ridere dicendo forte che non ero stata capace neanche di fare una bambina normale perché questa aveva i piedi piatti e poi chiusa la cassetta se la mise sotto il braccio come si fa con un pacco e se la portò via. Quella lì la devo vedere volare sopra i pini. E questo era solo l’inizio. Cosa credi di aver visto tu? E a Taurasi? Oh, tu non sai e non hai ancora visto niente. (...)

14/01/2024

"Filomena batteva colpi ogni mese con la bella mano d’ottone al portone dove stava l’avvocato. È ‘na uerra aveva ripetuto dimenticando che le parole chiamano fatti da ve**re. Tre anni impiegò per pagare la causa “tre pesche”. Maria Annina non attese tanto per fare giustizia. Lo diceva suo padre di quanto fosse fina quella figlia. Gli effetti della sua vendetta sconvolsero l’intero paese, ma nessun dito venne puntato su creatura umana che mai avrebbe potuto fare tanto. Si tenne il segreto per settant'anni e oltre fino a quando il coraggio di una delle sue figlie superò il suo, anche se molto diverso. Coraggio per amore, non per vendetta. A lei poté rivelare quanto fece, sul volto un sottile sorriso di soddisfazione per aver fatto pagare ai Nenta la bugia e il tormento inflitto.
“Mamma, davvero l’hai fatto?”
Non rispose, dal mento un tremolio risalì sulla bocca e mormorò: “Tre ne aveva prese solo tre.”
(da Maria Annina, di gmf dal 2020 ad oggi - a singhiozzo - incompiuto)

Dal mese di giugno 1994 al 6 febbraio 1996 di fronte alla scrivania di Pino sul luogo di lavoro campeggiava la pagina di...
22/12/2023

Dal mese di giugno 1994 al 6 febbraio 1996 di fronte alla scrivania di Pino sul luogo di lavoro campeggiava la pagina di un quotidiano che riportava ''CIAO MASSIMO''. I suoi colleghi attesero il ritorno di Pino al lavoro per mesi e mesi poi si arresero e staccarono quella pagina. "Fu come togliere Pino."
L'altro giorno l'ho colto guardare il film e anch'io mi sono tuffata in quel film, in quel Ciao. Ciao a Massimo, Ciao a Pino, Ciao a noi e all'intimità complice interrotta per sempre quella sera di febbraio.

"Una Rassegna di Antropologia che è diventata da alcuni anni un appuntamento fisso dell'Università di Parma, con apertur...
15/11/2022

"Una Rassegna di Antropologia che è diventata da alcuni anni un appuntamento fisso dell'Università di Parma, con aperture verso la città e comprende un ciclo di conferenze, presentazioni di libri, laboratori, performance .

Quest'anno la Rassegna ha come filo conduttore il tema delle "Vite ineguali" e si incentra in particolar modo sulla produzione di nuove disuguaglianze e/o l'inasprimento di condizioni di ineguaglianza nel periodo della pandemia e post-pandemia..

QUESTA SERA MARTEDÌ 15 NOVEMBRE LA PRIMA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO NEI LOCALI DI Borgo Santa Brigida 5/A CON 🔜 "TRAIETTORIE DELLO SPAZIO: LUOGHI, FRIZIONI, RELAZIONI" a cura di Martina Giuffrè e Mario Turci, Meltemi Editore

Dialogano con gli Autori: Ginetta Maria Fino Carlo Loiodice , Elisa Cuppini

📌 L'appuntamento è per le ore 18.30 presso i locali di Borgo santa Brigida 5 .

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Un programma straordinario! Anche il testo integrale di Sur les bords de la France è nel volume TRAIETTORIE NELLO SPAZIO...
11/11/2022

Un programma straordinario! Anche il testo integrale di Sur les bords de la France è nel volume TRAIETTORIE NELLO SPAZIO a cura di Martina Giuffrè e Mario Turci di Meltemi editore. Vi aspettoMartedì 15 novembre ore 18...

24/10/2022

Il 15 novembre a Parma, stralci di Sur les bords de la France... A giorni maggiori info.

Indirizzo

Castel San Pietro Terme
40024

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