22/01/2024
Questa fotografia, se potesse parlare. Uno strazio i fatti accaduti undici mesi prima di questa foto e quel che le travolse negli otto mesi seguenti.
Maman gravida di otto mesi con mia sorella maggiore. In partenza da Monterenzio direzione Taurasi. Foto scattata vicino alla stazione ferroriviaria di Bologna nel 1952 destinata al mio papà in partenza in direzione opposta: direzione Caylus( Francia), grazie ad un passeur.
Ho raccolto e scritto il racconto di maman. Atroce. Quando me lo raccontò? In una sera altrettanto atroce, quella in cui Pino venne travolto e attendevamo vicino al fuoco la notizia circa il suo ''decesso imminente''.
Di Raffaella che nacque il 16 maggio 1953 e ''fu fatta morire''morì il giorno dopo ci resta questa foto: è nel ventre di maman............
(da E' STATO BELLO inedito)...il tono della sua voce è invaso da un male antico che riemerge rafforzato da quello che sta accadendo. Può un immenso dolore non lasciare cicatrici che non siano aggredite da formiche che scavano loro l’anima così come accade agli alberi? Maman è Terra, non albero. Parla in un fiato, non vorrei ascoltarla, mi fa sentire peggio, è possibile peggio di così?
“(...) Tu non hai ancora visto niente, non sai cosa hanno visto questi occhi, quanto pane hanno portato queste mani e quanti panni hanno lavato, tu non puoi sapere cosa ha sofferto questa carne. (.....) non sai cosa vuol dire partire a vent’anni dal paese e ritrovarsi sulle montagne di Monterenzio incinta e pascolare le pecore e raccogliere cicoria fra le mine dell’ultima guerra che quando ne scoppiava qualcuna i vecchi si facevano il segno della croce per i morti e per ringraziare Dio d’essere ancora vivi. Non sai cosa vuole dire stare ‘in famiglia’ con i cognati che ti maltrattano negandoti anche una tazza di latte e ti lasciano fuori con le bestie mentre loro di nascosto mangiano il formaggio e quello che resta lo vendono tenendosi i soldi e io non avevo da mangiare, non sai cosa vuole dire arrampicarsi come una capra sulle rocce per prendere un agnellino e la pancia gravida si graffia tutta e senti male , fame e stanchezza dentro e fuori. Tu, non hai ancora visto niente. Come credi che siano nate e morte le tue sorelle? Ero appena rientrata con le pecore, avevo chiesto a Dio di prendermi se il bambino che portavo dentro doveva soffrire come me, ero morta e mi sono seduta sulla pietra che era la soglia di casa e del bagnato mi colava dalle gambe ,mia cognata Generosa si mise a ridere forte dicendo che mi stavo pisciando addosso, io mi sono vergognata e sono andata via e non sapevo che erano le acque che si erano rotte e quando ho sentito tanto male e ho gridato lei diceva a tutti che io facevo apposta per farmi sentire da tutti. Tu non sai cosa vuole dire avere dentro una bambina di cinque chili che non riesce ad uscire e una levatrice che la tira a mani n**e e la piccola le scivola dalle mani e io devo gridarle di andare a prendere un asciugamano così dopo riesce a ti**re fuori la bambina e invece non ci riesce e le prende la testa e la gira, la tira, la ritira ancora e ancora e mi strappa tutta la carne che ancora ce l’ho strappata la mia natura e poi quell’ignorante assassina dice a me che non sapevo niente di queste cose: “Battezzo e paradiso?” E io dico di sì. La portano nella stanza del formaggio dove c’è sempre aria e freddo e la lasciano lì, nuda su un tavolo, allora io mi alzo e vado a prenderla e mi accorgo che è ancora viva e allora la copro con una copertina e la prendo a letto con me. Non sai tu cosa vuol dire tenerti stretta fra le braccia quella figlioletta appena partorita così bella , grande con le guance bianche e rosse e la fossetta sul mento e tenerti accanto al viso il suo ascoltandone il respiro dolce e fine. Non sai tu cosa vuol dire sentire che il suo corpicino si raffredda lentamente e non puoi fare niente e sento ancora il suo respiro che diventa sempre più leggero e le sue unghiette farsi blu e la sua pelle diventare chiara e trasparente come la cera di questa candela e piano piano all’improvviso con un sospiro delicato vedere la sua testolina cadere di lato. Non sai ancora niente tu di cosa avevo dentro quando Generosa prese Raffaella morta da poco e la mise in una cassetta fatta con quattro assicelle inchiodate e si mise a ridere dicendo forte che non ero stata capace neanche di fare una bambina normale perché questa aveva i piedi piatti e poi chiusa la cassetta se la mise sotto il braccio come si fa con un pacco e se la portò via. Quella lì la devo vedere volare sopra i pini. E questo era solo l’inizio. Cosa credi di aver visto tu? E a Taurasi? Oh, tu non sai e non hai ancora visto niente. (...)