Fondazione FGS

Fondazione FGS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fondazione FGS, Centro culturale, Via 5 giornate, 28, Cassano Magnago.

Cultura e società attraverso gli occhi di Valerio Iglio.Desideriamo ringraziare di cuore tutte le persone che hanno part...
21/03/2026

Cultura e società attraverso gli occhi di Valerio Iglio.
Desideriamo ringraziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato all’inaugurazione della mostra, condividendo con noi un momento di incontro, riflessione e dialogo attorno a uno sguardo artistico capace di interrogare il presente e raccontare, con intensità e sensibilità, la complessità del nostro tempo.
Un sentito ringraziamento va alle autorità civiche, in particolare al Sindaco e al Vicesindaco, per la loro presenza e vicinanza, così come alle autorità lionistiche e a tutti coloro che hanno voluto esserci, contribuendo con la loro partecipazione alla riuscita dell’evento.
La mostra di Valerio Iglio, inserita nel percorso culturale di (dis)UMANIZZAZIONE, continua ad accogliere i visitatori come spazio di osservazione, confronto e consapevolezza, dove fotografia, cultura e società si intrecciano in una narrazione profonda e attuale.
La mostra resterà aperta il sabato e la domenica fino al 19 aprile, con esclusione del 4 e 5 aprile.
Vi aspettiamo per continuare insieme questo percorso

Inaugura la nuova mostra di Valerio Iglio, vi aspettiamo numerosi sabato 21 marzo alle ore 17 per conoscere l'autore dei...
18/03/2026

Inaugura la nuova mostra di Valerio Iglio, vi aspettiamo numerosi sabato 21 marzo alle ore 17 per conoscere l'autore dei bellissimi scatti

Dopo l’inaugurazione, la mostra “Le favole di La Fontaine” di Patrizia Comand , inserita nel progetto (dis)UMANIZZAZIONE...
01/02/2026

Dopo l’inaugurazione, la mostra “Le favole di La Fontaine” di Patrizia Comand , inserita nel progetto (dis)UMANIZZAZIONE, continua a sorprenderci e a regalarci emozioni fortissime.

Il successo va ben oltre le aspettative: i media stanno mostrando un interesse crescente verso una progettualità capace di attraversare con coraggio il confine tra cultura e sociale, affrontando temi profondi come il pregiudizio e lo sguardo sull’altro. Ma ciò che più ci colpisce è l’afflusso continuo e caloroso di visitatori: persone, famiglie, cittadini che scelgono di entrare, guardare, riflettere. Un segno chiaro che le nostre fatiche, la costanza e la visione stanno dando grandi risultati.

Oggi, inoltre, abbiamo vissuto un momento speciale: una visita inaspettata e molto gradita di Gabriele Albertini, già sindaco di Milano e senatore della Repubblica, accolto dal sindaco di Cassano Magnago insieme a una delegazione di rappresentanti delle istituzioni locali.

Un incontro che ha messo in luce il cemento solido che lega la Fondazione FGS alle attività sociali e culturali del nostro territorio, e che rafforza il dialogo tra istituzioni e comunità.

Siamo felici, orgogliosi e motivati.

Perché quando la cultura diventa esperienza condivisa, e il sociale trova voce nell’arte, il cambiamento non è solo possibile: è già in atto.
💙 Continuiamo, insieme.

Ringraziamo per il servizio curato da Valentina Bigai per Rete 55 sulla nostra mostra di Patrizia Comand "le favole di L...
26/01/2026

Ringraziamo per il servizio curato da Valentina Bigai per Rete 55 sulla nostra mostra di Patrizia Comand "le favole di La Fontaine", (dis)UMANIZZAZIONE: il pre-giudizio

Inaugurazione partecipata alla Fgs di Cassano Magnago della mostra di P. Comand con "Le Favole di La Fontaine"

L'EPISTEMOLOGIA DEL PREGIUDIZIO NELLA STRUTTURA FAVOLISTICALa favola come dispositivo cognitivo di categorizzazione soci...
26/01/2026

L'EPISTEMOLOGIA DEL PREGIUDIZIO NELLA STRUTTURA FAVOLISTICA

La favola come dispositivo cognitivo di categorizzazione sociale: un'analisi semiotica e antropologica

La mostra "Le Favole di La Fontaine" di Patrizia Comand, presentata presso la Fondazione FGS nell'ambito della terza edizione di (dis)UMANIZZAZIONE, offre l'occasione per una riflessione approfondita sui meccanismi epistemologici attraverso cui la letteratura favolistica costruisce e perpetua sistemi di categorizzazione sociale.

IL DISPOSITIVO ALLEGORICO COME MACCHINA DI PRE-GIUDIZIO

Jean de La Fontaine (1621-1695), riprendendo la tradizione esopica e fedrana, non si è limitato a creare narrazioni moralistiche: ha costruito un vero e proprio sistema semiotico di corrispondenze tra mondo animale e ordine sociale. Questo sistema opera attraverso quello che Michel Foucault definirebbe un "regime di verità", ovvero un insieme di procedure e istanze che permettono di distinguere enunciati veri da falsi.

La struttura della favola lafontainiana si basa su tre livelli operativi interconnessi:

Livello iconico: gli animali come significanti visivi immediatamente riconoscibili

Livello simbolico: la traslazione metaforica dalle caratteristiche biologiche alle qualità morali/sociali

Livello prescrittivo: la morale esplicita che cristallizza l'interpretazione

Questo schema tripartito non descrive semplicemente la realtà sociale: la costruisce, attraverso un processo che gli studi di psicologia cognitiva identificano come "categorizzazione prototipica". Come dimostrato dalla ricerca di Eleanor Rosch sulla teoria dei prototipi (1973), la mente umana organizza le informazioni attorno a esempi paradigmatici che fungono da centri di categorie concettuali. La volpe diventa il prototipo dell'astuzia, il leone della regalità, l'agnello della mansuetudine.

LA SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA E LA SEDIMENTAZIONE DELLE CATEGORIE

Gli studi sociologici sulla socializzazione primaria (Berger & Luckmann, 1966) hanno evidenziato come le strutture cognitive acquisite durante l'infanzia mostrino una resistenza particolare al cambiamento, proprio perché si sedimentano in una fase in cui il pensiero critico non è ancora sviluppato. La favola, destinata tradizionalmente ai bambini, opera in questo momento cruciale della formazione cognitiva.

La ricerca contemporanea sugli stereotipi (Tajfel, 1981; Hilton & von Hippel, 1996) ha dimostrato che questi si costituiscono attraverso un lungo processo di socializzazione e mostrano maggiore rigidità quando profondamente radicati nella cultura. La favola lafontainiana non trasmette semplicemente contenuti: trasmette strutture cognitive, schemi interpretativi che organizzano la percezione della realtà sociale secondo categorie binarie (forte/debole, astuto/ingenuo, nobile/vile).

IL PARADOSSO ROUSSEAUIANO E LA CRITICA ILLUMINISTA

È significativo che già Jean-Jacques Rousseau, nell'Émile (1762), avesse identificato il problema pedagogico delle favole di La Fontaine. Rousseau osservava che dietro l'apparente semplicità narrativa si celava una complessità filosofica e morale che rendeva le favole inadatte ai bambini: questi ultimi non avrebbero potuto cogliere le sfumature critiche e satiriche, interiorizzando invece solo le categorie superficiali.

La critica rousseauiana anticipava intuizioni che la semiotica contemporanea ha formalizzato: la morale esplicita della favola non apre lo spazio interpretativo ma lo chiude, operando quella che Umberto Eco definirebbe una "sovra-codifica" del messaggio. Il lettore non è invitato a interpretare liberamente ma a confermare una lettura già data, già autorizzata, già naturalizzata.

L'INTERVENTO PITTORICO DI COMAND: DECOSTRUZIONE E STRANIAMENTO

Patrizia Comand, formata all'Accademia di Brera e con un percorso che l'ha vista esplorare sistematicamente il territorio dell'allegoria (si pensi alla monumentale "Nave dei Folli" ispirata a Brant), opera una decostruzione visiva del dispositivo favolistico attraverso strategie di straniamento che richiamano tanto il Verfremdungseffekt brechtiano quanto le tecniche di de-familiarizzazione dei formalisti russi.

Le sue opere non "illustrano" le favole: le mettono in scena come costruzioni evidentemente artificiali, rivelando il carattere performativo delle categorie che veicolano. L'uso della maschera, elemento ricorrente nella sua poetica, assume qui una funzione meta-riflessiva: la maschera non nasconde ma rivela il dispositivo retorico, mostra che le figure animali sono sempre state maschere, convenzioni semiotiche per parlare dell'umano senza nominarlo direttamente.

L'esperienza cromatica maturata in contesti culturali altri (particolare l'esperienza centroamericana degli anni Novanta) permette a Comand di introdurre una dissonanza visiva che disturba la ricezione passiva. Il colore non naturalizza ma problematizza, creando tensioni percettive che rispecchiano le contraddizioni ideologiche del testo lafontainiano.

VERSO UNA PEDAGOGIA CRITICA DELLE NARRAZIONI

Il lavoro di Comand si inserisce in un dibattito contemporaneo sulla necessità di decostruire gli stereotipi veicolati dalla letteratura per l'infanzia. La ricerca in ambito educativo (Critical Literacy Studies) ha evidenziato come i testi apparentemente più innocui siano spesso i più efficaci nel trasmettere ideologie normative.

Progetti editoriali contemporanei propongono "contronarrazioni" che sovvertono gli stereotipi tradizionali. Tuttavia, l'operazione di Comand è più radicale: non sostituisce uno stereotipo con un altro, ma rivela il meccanismo stesso della stereotipizzazione, invitando a una consapevolezza metacognitiva delle strutture che organizzano il nostro pensiero sociale.

CONCLUSIONI: IL PRE-GIUDIZIO COME CATEGORIA FILOSOFICA

Nel contesto di (dis)UMANIZZAZIONE e del tema del pre-giudizio, le opere di Comand assumono valore di indagine filosofica. Il pre-giudizio non è semplicemente un errore cognitivo da correggere, ma una struttura epistemologica che precede e rende possibile il giudizio stesso. Come osservava Gadamer in "Verità e Metodo" (1960), i pre-giudizi non sono necessariamente negativi: sono le condizioni di possibilità della comprensione.

La questione diventa allora: come distinguere i pre-giudizi produttivi da quelli limitanti? Come mantenere aperta la possibilità di revisione critica delle categorie che utilizziamo? Le favole di La Fontaine rilette da Comand ci mostrano che il primo passo è riconoscere il carattere costruito delle nostre categorie cognitive, la loro storicità, la loro modificabilità.

Non si tratta di eliminare le categorie – operazione impossibile e forse nemmeno desiderabile – ma di abitarle criticamente, consapevoli della loro natura provvisoria e negoziabile.

Riferimenti bibliografici essenziali:

Berger, P. & Luckmann, T. (1966), The Social Construction of Reality

Foucault, M. (1969), L'archeologia del sapere

Gadamer, H.G. (1960), Wahrheit und Methode

Rosch, E. (1973), "Natural Categories", Cognitive Psychology

Tajfel, H. (1981), Human Groups and Social Categories

📍 Fondazione FGS, Cassano Magnago (VA) 🎭 (dis)UMANIZZAZIONE - III edizione: PRE-GIUDIZIO

Vogliamo ringraziare di cuore tutte le persone presenti all’inaugurazione della nuova (e attesissima!) terza edizione de...
25/01/2026

Vogliamo ringraziare di cuore tutte le persone presenti all’inaugurazione della nuova (e attesissima!) terza edizione del contenitore culturale (dis)UMANIZZAZIONE: siete stati tantissimi, davvero più della norma, e la vostra partecipazione ci ha resi felicissimi.

Quest’anno il progetto è dedicato al tema del pregiudizio e non potevamo iniziare in modo migliore: con la mostra di Patrizia Comand , dal titolo “Le favole di La Fontaine”, che ha saputo emozionare e far riflettere sin dal primo momento.

Un grazie speciale va anche alle numerose autorità comunali e ai rappresentanti delle altre associazioni cassanesi che hanno voluto essere con noi per questo importante avvio: la vostra presenza è stata un segnale prezioso di vicinanza e sostegno alla cultura.

Ringraziamo in particolare il Signor Sindaco Pietro Ottaviani, che si è generosamente prestato ad animare il dialogo con l’artista Patrizia Comand e con la critica Prof.ssa Chiara Gatti, regalando a tutti un momento di grande qualità e coinvolgimento.

📌 Vi ricordiamo che la mostra resterà aperta fino al 22 febbraio
🗓️ Martedì, Giovedì, Sabato e Domenica
🕓 dalle 16:00 alle 19:00

Vi aspettiamo ancora, perché questo percorso è appena iniziato… e viverlo insieme lo rende ancora più speciale. ✨💫
Grazie davvero a tutti! 🙏💛

Anche Rete 55 ricorda l'appuntamento di sabato 24 alle 17
23/01/2026

Anche Rete 55 ricorda l'appuntamento di sabato 24 alle 17

Alla Fondazione FGS apre la mostra “Favole di La Fontaine” di Patrizia Comand, sabato 24/01

Favole, morale e sguardo contemporaneoCi sono pregiudizi che riconosciamo subito: quelli espliciti, violenti, dichiarati...
23/01/2026

Favole, morale e sguardo contemporaneo

Ci sono pregiudizi che riconosciamo subito: quelli espliciti, violenti, dichiarati.
E poi ce ne sono altri, più difficili da smascherare: quelli che non si presentano come ostilità, ma come normalità. Quelli che si travestono da “buonsenso”, da “è sempre stato così”, da “si capisce subito com’è fatto”.

Il pre-giudizio, infatti, non nasce soltanto dall’ignoranza. Spesso nasce da qualcosa di ancora più potente: una storia.
Una storia imparata presto, ripetuta mille volte, condivisa da tutti.
Una narrazione che ci precede e che comincia a lavorare dentro di noi prima ancora che l’esperienza diretta possa parlare.

È questo uno dei nodi centrali di (dis)UMANIZZAZIONE – III edizione, il progetto culturale della Fondazione FGS che nel 2026 affronta il tema del pre-giudizio nelle sue forme più sottili e pervasive: non solo come “idea sbagliata”, ma come meccanismo culturale. Un modo automatico di dare senso al mondo, di classificare, di distinguere, di stabilire chi è cosa.
E se il pregiudizio è un meccanismo culturale, allora dobbiamo chiederci:
👉 dove si costruisce?
👉 da quali immagini prende forma?
👉 quali narrazioni lo rendono credibile e duraturo?

Una risposta possibile è: nelle favole.
Le favole ci sembrano innocue, perfino educative. E lo sono, almeno in apparenza.
Ma portano con sé una struttura molto precisa: un mondo diviso in ruoli, in tipi, in regole. Un mondo in cui i personaggi sono subito riconoscibili: il furbo, l’ingenuo, il potente, il debole, l’arrogante, il fragile.

Le favole non si limitano a descrivere: giudicano.
E nel farlo, creano un repertorio di aspettative che ci accompagna anche da adulti. Perché quelle figure non restano chiuse nella pagina: diventano modelli interiori, scorciatoie interpretative. Diventano pre-giudizi, quando smettiamo di metterli in discussione.

Ed è qui che la mostra “Favole di La Fontaine” di Patrizia Comand entra con precisione nel cuore del tema 2026.
Comand prende l’universo di Jean de La Fontaine e lo trasforma in una serie di opere che non “illustrano” semplicemente le favole, ma le attraversano come se fossero una lente per osservare la società contemporanea. Nei suoi dipinti, animali e figure archetipiche non sono decorazioni narrative: sono dispositivi simbolici, capaci di rendere visibili certe dinamiche umane che continuiamo a ripetere, spesso senza accorgercene.

C’è qualcosa di sorprendente, in questo: storie antiche che continuano a dire la verità sul presente.
Non perché offrano soluzioni, ma perché ci mettono davanti a una domanda essenziale:
quanta parte del nostro sguardo è davvero nostra?
E quanta parte, invece, è già stata scritta da un racconto che abbiamo ereditato?

Nel percorso espositivo, la pittura di Comand diventa un vero “teatro” di segni, maschere e colori: un luogo in cui lo spettatore non è chiamato soltanto ad ammirare, ma a riconoscere. A scoprire dove si annidano certi giudizi morali. E soprattutto a capire quanto spesso il pregiudizio non sia un errore grossolano, ma una trama sottile che si insinua nell’immaginario.

Perché a volte il pregiudizio non è ciò che pensiamo.
È il modo in cui abbiamo imparato a raccontare il mondo.
E forse, proprio da qui, può partire una possibilità:
rimettere in discussione le storie che ci abitano.
Non per eliminarle, ma per guardarle di nuovo.
E scegliere, finalmente, con più libertà.

Ricordiamo al nostro pubblico l'appuntamento di sabato 24 con l'inaugurazione della mostra di Patrizia Comand "le favole...
22/01/2026

Ricordiamo al nostro pubblico l'appuntamento di sabato 24 con l'inaugurazione della mostra di Patrizia Comand "le favole di La Fontaine".
Vi proponiamo un articolo di VareseNews dedicato alla nostra iniziativa.

La mostra presenta un corpus di opere dell'artista dalla lunga e riconosciuta carriera, la cui pratica pittorica – nutrita di riferimenti letterari, allegorici e narrativi – indaga la complessità dell’umano attraverso simboli, archetipi e “personaggi”

14/12/2025

Indirizzo

Via 5 Giornate, 28
Cassano Magnago
21012

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Fondazione FGS pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Fondazione FGS:

Condividi