29/12/2025
Quando il corpo trattiene… e la danza insegna a lasciare andare
Quante volte, durante le lezioni, mi sento dire:
“Zaira, sono tutta contratta”
“Ho il collo bloccato”
“La schiena non molla”
La contrattura non è solo un muscolo che fa male.
Il muscolo nasce per muoversi, per alternare forza e rilascio.
Come una corda: tira, poi lascia.
Ma quando nella vita restiamo incastrate in un dovere, in una responsabilità, nel bisogno di fare tutto bene, il corpo continua a tirare… anche quando non serve più.
E nella danza questo si vede subito.
Spalle che non scendono.
Bacino che non oscilla.
Diaframma bloccato e corpo che ascolta poco.
Non perché “non siamo capaci”,
ma perché stiamo trattenendo.
La danza del ventre, invece, ci chiede l’opposto.
Ci chiede ascolto, morbidezza, fiducia.
Ci chiede di lasciare che il movimento passi attraverso il corpo, non che venga forzato.
Ogni volta che sciogliamo un’anca, che creiamo un cerchio, un’ondulazione, non stiamo solo muovendo un muscolo:
stiamo dicendo al corpo che può mollare la presa.
Che non deve dimostrare nulla.
Che può respirare.
Le contratture parlano di stanchezza, di pressione, di “ce la devo fare”.
La danza del ventre risponde con un messaggio diverso:
“Va bene così. Non serve stringere.”
Durante la danza, prova a respirare.
Inspira dal naso.
Espira dalla bocca.
E lascia andare anche il pensiero che ti irrigidisce.
Perché quando il corpo smette di trattenere,
il movimento diventa più fluido,
la danza più vera,
e noi un po’ più libere.
Con amore
Zaira