21/06/2023
Ma che cos’è il solstizio? Dal latino “sol” (sole) + “sistere” (ovvero stare, situarsi, stare fermo), sta a indicare la particolare condizione astronomica del Sole rispetto alla Terra: quando cioè il sole, muovendosi lungo il Tropico del Cancro si trova, tra il 20 e il 22 Giugno, allo Zenith rispetto alla terra, facendo sì che i raggi emessi dalla nostra stella colpiscano perpendicolarmente la superficie, regalandoci il giorno con il maggior numero di ore di luce dell’intero anno.
Le civiltà antiche, dalle quali tutti noi discendiamo, erano molto legate alla terra, alla natura, molto più di quanto non ne siamo oggi. Dai suoi cicli dipendevano raccolti, semine, migrazioni di animali da caccia, la loro stessa sopravvivenza. Era perciò importantissimo conoscere in anticipo il volgere dei cicli stagionali così come anche assicurarne il corretto svolgimento e propiziare, con riti e pratiche, il tempo a ve**re.
Perché il solstizio di estate è sì il giorno più luminoso dell’anno solare - cosa che va festeggiata e onorata - ma segna anche il momento dal quale il tempo della luce inizierà lentamente a diminuire, fino a che le tenebre non prenderanno il sopravvento dopo l’equinozio di autunno, con il solstizio di inverno.
Non è un caso, perciò, che la giornata internazionale della musica sia stata scelta coincidente con il solstizio d’estate: la musica e la danza sono forme rituali primitive e rimangono tra le espressioni più originarie dell’umanità, e tanta parte avevano e hanno nelle celebrazioni, nei riti e, in una declinazione più “profana”, nelle feste. La musica e il fuoco ci uniscono, ci fanno sentire fratelli, vicini gli uni agli altri e in armonia con una natura, sorella anche nostra, di cui troppo spesso diamo per scontato l’amore.