Caserta La Città Invisibile

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L’architettura che connette la storia alla modernità. Situato nell’elegante cornice di Piazza Vanvitelli al civico 25, l...
22/05/2026

L’architettura che connette la storia alla modernità.

Situato nell’elegante cornice di Piazza Vanvitelli al civico 25, l’Ampliamento dell’Ex Banco di Roma è una delle sfide progettuali più affascinanti firmate da Giulio Buonpane e Pietro Monti. Invece di demolire o scimmiottare il passato, i progettisti scelgono la via del dialogo colto, inserendo un volume contemporaneo che rispetta le proporzioni del contesto storico circostante ma ne aggiorna profondamente il linguaggio e le funzioni.
Un perfetto esempio di “integrazione controllata” nel cuore pulsante di Caserta.

• La Sfida del “Cucito” Urbano: Intervenire su una cortina edilizia già consolidata in pieno centro è l’equivalente architettonico di un intervento chirurgico. Buonpane e Monti decisero di non nascondere l’ampliamento del Palazzo Leonetti, ma di renderlo riconoscibile: il nuovo blocco si aggancia al preesistente attraverso un attento studio delle altezze, dei ritmi delle aperture e dei marcapiani, dimostrando che moderno e antico possono coesistere senza annullarsi a vicenda.

• I Progettisti e il Dettaglio Tecnologico: In questa opera, il sodalizio tra l’esperienza locale di Giulio Buonpane e il rigore razionalista di Pietro Monti si traduce nella scelta di materiali che richiamano la solidità istituzionale del credito. Il disegno della facciata, pur nella sua pulizia tipica del Secondo Novecento, gioca con texture e finiture studiate per catturare la luce zenitale della piazza, nobilitando la funzione commerciale e direzionale dell’istituto bancario.

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PiazzaVanvitelli RestauroDelModerno FotografiaDiArchitettura

L'architettura che custodisce il valore della città. Affacciata su uno degli snodi urbani più importanti di Caserta, la ...
22/05/2026

L'architettura che custodisce il valore della città.

Affacciata su uno degli snodi urbani più importanti di Caserta, la sede della Banca d'Italia porta la firma illustre di Giulio Buonpane e Pietro Monti.
Realizzato nel 1971, l’edificio rappresenta un mirabile esempio di architettura istituzionale: un blocco solido, severo e monumentale che riesce nell'impresa di dialogare con lo spazio storico di Piazza Vanvitelli senza rinunciare a un briciolo della sua identità moderna.
Un simbolo di rigore e stabilità geometrica che ridefinisce l'angolo tra la piazza e Corso Giannone.

• Il Dialogo con la Storia: Progettare un edificio moderno a pochi passi dal Palazzo del Governo e in pieno centro storico era una sfida complessa. Buonpane e Monti la vinsero scegliendo una monumentalità geometrica "silenziosa": l'edificio non urla, ma si impone attraverso un ritmo regolare di pieni e vuoti e l'uso di materiali lapidei che richiamano i toni istituzionali della piazza, integrandosi perfettamente nel contesto borbonico circostante.
• I Progettisti - Il Sodalizio Buonpane-Monti: Questo edificio rappresenta una delle massime espressioni della collaborazione tra la profonda conoscenza del territorio di Giulio Buonpane e la visione urbanistica d'avanguardia di Pietro Monti. La loro sinergia si traduce in una struttura pensata come una vera e propria cassaforte urbana, dove la linearità delle facciate esterne nasconde un'organizzazione interna millimetrica, progettata per garantire la massima sicurezza e la fluidità delle operazioni bancarie dell'epoca.

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L’architettura che accoglie la comunità. Progettata dal celebre architetto Marcello Canino (realizzata dalla ditta Maggi...
15/05/2026

L’architettura che accoglie la comunità.

Progettata dal celebre architetto Marcello Canino (realizzata dalla ditta Maggió) e consacrata negli anni ‘50, la Chiesa di San Pietro in Cattedra rappresenta uno dei punti di riferimento spirituali e urbanistici del Secondo Novecento a Caserta.
Inserito nel cuore del rione Vanvitelli, l’edificio rompe con i canoni della tradizione ecclesiale classica, offrendo una reinterpretazione dello spazio sacro basata su linee monumentali, pulizia geometrica e un profondo senso di solennità moderna.
Un’opera magistrale dove la materia si fa luce e il rigore strutturale diventa accoglienza.

• Il Progettista - Marcello Canino: Accademico d’Italia e figura centrale del rinnovamento architettonico del Mezzogiorno (firma di opere iconiche come il Palazzo dell’INA a Napoli), Canino portò a Caserta la sua personale sintesi tra classicismo e modernità. Nella Chiesa di San Pietro, riesce a creare un impianto che dialoga con la grande tradizione monumentale italiana pur utilizzando un linguaggio volumetrico asciutto, geometrico e assolutamente contemporaneo per l’epoca.

• La Facciata e il Gioco dei Volumi: Uno degli elementi più affascinanti è la maestosa facciata a capanna, caratterizzata da un grande portale che sembra quasi “scavato” nella pietra. Questo espediente, unito al contrasto tra le superfici piene e le fessure verticali studiate per far filtrare la luce all’interno, crea un’atmosfera interna suggestiva, dove la luce naturale diventa il vero elemento decorativo che guida l’occhio del fedele verso l’altare.

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08/05/2026

Backstage.
CHIESA DI SAN PIETRO IN CATTEDRA.
Data: 1956 - 1968
Tipologia: edificio religioso
Autore principale: Marcello Canino

Palazzo INA (Via Roma)L'architettura che modella lo spazio urbano. Tra il 1956 e il 1960, l'architetto Davide Pacanowski...
08/05/2026

Palazzo INA (Via Roma)

L'architettura che modella lo spazio urbano.
Tra il 1956 e il 1960, l'architetto Davide Pacanowski realizza il complesso per uffici e abitazioni dell'INA in via Roma. In un’epoca di ricostruzione, l’edificio si distacca nettamente dall’edilizia tradizionale casertana, introducendo un linguaggio moderno fatto di precisione geometrica e un’attenzione meticolosa al rapporto tra struttura e luce.
Un’opera che non si limita a occupare il suolo, ma lo organizza, diventando uno degli esempi più raffinati di modernismo d'autore in città.

• Il Progettista Cosmo-Polita: Davide Pacanowski, di origine polacca, portò nel casertano una sensibilità europea unica. Per il Palazzo INA scelse di non usare una facciata piatta, ma di lavorare sui volumi: le profonde logge e i balconi scavati creano un gioco di luci e ombre che muta durante il giorno, conferendo all'edificio una "plasticità" quasi scultorea che ricorda le opere dei grandi maestri del Razionalismo.
• Materiali e Finiture di Pregio: a differenza di molti palazzi costruiti negli anni successivi, Pacanowski dedicò un’attenzione quasi artigianale ai dettagli tecnici. L’uso di rivestimenti specifici e la scelta dei serramenti non erano solo funzionali, ma servivano a sottolineare l'orizzontalità della struttura, cercando un equilibrio perfetto tra il rigore degli uffici (ai piani bassi) e l'eleganza degli appartamenti (ai piani superiori).

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L'architettura che dà voce alla città.Tra il 1972 e il 1974, l’architetto Giuseppe Saetta firma il progetto per la sede ...
24/04/2026

L'architettura che dà voce alla città.
Tra il 1972 e il 1974, l’architetto Giuseppe Saetta firma il progetto per la sede casertana de Il Mattino. Situato in una zona di espansione cruciale, l’edificio rappresenta perfettamente quel "razionalismo maturo" che ha caratterizzato la Caserta degli anni '70: linee pulite, efficienza spaziale e un forte carattere urbano.

• La Redazione come "Open Space" Ante-Litteram: Saetta progettò gli spazi interni con l’obiettivo di favorire la velocità del flusso informativo. La struttura permetteva una flessibilità che all'epoca era pionieristica per gli uffici di provincia, separando nettamente l'area di ricezione del pubblico dalla concitazione della redazione.
• Il Progettista - Giuseppe Saetta: Figura di rilievo nel panorama campano, Saetta era noto per la sua capacità di far dialogare le strutture portanti in cemento con ampie superfici vetrate, un binomio che qui serve a dare luminosità ai tavoli dei giornalisti e dei correttori di bozze.

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24/04/2026

Backstage.
SEDE EX BANCO DI NAPOLI Data: 1966 - 1969
Tipologia: Istituti di credito e assicurativi
Autori principali: Giulio Buonpane, Pietro Monti, Italo Verzillo.

Un gigante di vetro e cemento nel cuore della città. Tra il 1966 e il 1969, il trio Buonpane, Monti e Verzillo firma que...
24/04/2026

Un gigante di vetro e cemento nel cuore della città. Tra il 1966 e il 1969, il trio Buonpane, Monti e Verzillo firma quella che diventerà l'icona del potere bancario e della modernità amministrativa a Caserta: la sede dell'ex Banco di Napoli.

• Il Brutalismo "Gentile": A differenza di altre opere coeve, qui l'uso del cemento armato e dei volumi plastici è bilanciato da una scansione ritmica delle finestre che cerca un dialogo con le altezze degli edifici circostanti. È un esempio di "brutalismo di inserimento", tipico della scuola napoletana di quegli anni.
• La Triade dei Progettisti: L'unione tra Pietro Monti (grande teorico dell'urbanistica moderna a Napoli) e Giulio Buonpane (figura chiave dell'architettura casertana) ha permesso di creare un'opera che è al contempo un pezzo di design internazionale e un edificio profondamente "casertano".
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Indirizzo

Piazza Luigi Vanvitelli
Caserta
81100

Sito Web

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