La Direzione Artistica è curata dall'Associazione Centro di Ricerca Teatrale di Cremona, per le proposte artistiche scrivere a [email protected] Nei suoi venticinque anni di attività, dopo il restauro, il Teatro Comunale di Casalmaggiore ha raggiunto eccellenti risultati sia per la qualità della programmazione (riconosciuta dal teatro e dalla critica nazionale) sia per la fruizione (la città, ma
anche il vasto territorio del nord Italia). Spesso il teatro è considerato oggetto di consumo, intrattenimento, assimilabile alla televisione mentre poca attenzione è dedicata al teatro come cultura, al teatro come relazione. E' necessario un forte lavoro di sensibilizzazione, un’innovazione complessiva di contesti, di spettatori, di linguaggi. Siamo convinti che il teatro, lo spettacolo dal vivo, la cultura siano beni preziosi da condividere in più modi e fuori da ogni rigorosa formalità di tempo e di spazio. Avendo a disposizione una sala teatrale, un luogo suggestivo e periferico rispetto alle isterie del mondo, pensiamo di coltivare un teatro fatto di ospitalità, di ricerca di un nuovo sistema teatrale che abolisca gli spettacoli “usa e getta”, sostituendoli con una impegnativa, ma entusiasmante personalizzazione di ogni incontro, cucito addosso alle compagnie ospiti, ai luoghi e soprattutto agli spettatori. Le iniziative, il loro rendersi concrete, contribuiscono a rendere chiara l'idea di una visione che affermi il diritto di tutti alla cultura. Per questo il teatro deve uscire da se stesso, attraversare i molti linguaggi, andare in cerca degli spettatori, per creare degli spettatori attivi. Vogliamo radicare il teatro e lo spettacolo dal vivo, non in un pubblico da conquistare, ma in spettatori consapevoli della sua necessità perché simbolo e segno di civiltà, allargare i confini del pubblico nella assoluta necessità etica e artistica fidando nel valore del teatro come viatico per nuove umanità. Siamo certi che proprio nei momenti di grande crisi sociale ed economica debba essere più alta la risposta culturale. Sostenere il teatro con le sue domande, i suoi messaggi, i suoi incanti è una risposta per essere nel teatro, come nella vita, spettatori consapevoli del proprio ruolo. Sostenere un teatro che non sia quello confezionato con disprezzo per il pubblico ma quello della ricerca estetica, della qualità. E’ l’idea di teatro come presenza civile e culturale che ci parla, ci interroga, ci commuove, ci fa sorridere, che si ispira al gusto universale, imparando ad attingere con rispetto ai tesori di altri. Un luogo atto a dischiudersi e a dischiudere bellezza rispettando la tradizione, ma anche la naturale vocazione al contemporaneo. Accade nel tempo che i linguaggi si mescolino, si confondano, alcune cose si perdano per strada altre si raccolgano lungo il percorso, vogliamo agire un teatro in costante dialogo con la vita spirituale e materiale dell’uomo, di tutti gli uomini, come battaglia culturale, come valore in sé e per sé come assolutamente necessario. Un percorso che ci permetta di sentire di appartenere a una tradizione, a una storia, a un territorio da cui ci mettiamo in viaggio, non per pattugliarne i confini, ma per un’esplorazione costante del mondo da condividere con quante più persone possibili nella convinzione di dover creare delle occasioni per tutti che diano luogo a concreti investimenti. Affrontiamo questa migrazione, questo nomadismo, come attività dell’immaginario, di allargamento degli orizzonti e di reale e concreta occasione d’incontro, di confronto, di scambio civile, sociale e culturale. Bisogna saper coniugare la capacità di produrre divertimento, visioni, utopie e sogni che nel tempo distilleranno risultati obiettivi nelle relazioni tra gli uomini. Ricreare il pubblico anche in un momento difficile, per l'economia e la volgarità dell'intrattenimento culturale, è possibile, se non prioritario nella ricostruzione del tessuto sociale senza per questo rinunciare al valore delle proposte. Noi difatti pensiamo che ciò che a volte le persone non scelgono (per es. andare a teatro) è qualcosa di sconosciuto piuttosto che di sgradito. Allora il problema sarà quello di creare un contesto di esperienza che permetta all’individuo di capire ed apprezzare quella data proposta culturale, creando le condizioni sociali, culturali ed economiche necessarie. Occupasi di organizzazione di eventi culturali significa quindi fare scelte artistiche coraggiose da un lato ed adottare strategie di dialogo e formative del pubblico dall’altro. Il Teatro Comunale di Casalmaggiore fu costruito fra il 1782 e il 1783, in un periodo particolarmente fiorente per Casalmaggiore, allora soggetta al dominio austriaco, su progetto di G.A. Mones, a cui si deve anche la decorazione del soffitto della platea. Splendido esempio di teatro all’italiana, che conserva tutte le qualità prossemiche dei teatri del periodo, ha sempre svolto regolare attività alternando il teatro musicale e lirico di ottimo livello ad iniziative più popolari, consuetudine invalsa all’epoca. Il teatro poi, con la guerra, subì un declino comune a molte sale; venne utilizzato come sala cinematografica, e solo negli anni Ottanta fu ristrutturato e reso nuovamente proprietà della città di Casalmaggiore.