28/08/2026
Oggi mi sono ricapitate sotto mano le foto scattate a una mostra di Sergio Toppi, fumettista e illustratore che con il suo tratto unico e le sue storie quasi oniriche ha segnato l’editoria per oltre 60 anni.
La mia generazione ha avuto la fortuna di crescere nutrendo vista e intelletto con le opere di questo e altri grandi maestri che hanno elevato l’editoria per ragazzi nella seconda metà del Novecento.
Purtroppo quel modo di fare cultura visiva è stato rimpiazzato dal profitto ad ogni costo, da supporti digitali e dal consumo usa e getta, a scapito della qualità.
Ai ragazzi di oggi cosa rimane?
Prodotti in serie che ripetono schemi narrativi e grafici senza originalità. Ammesso che leggano ancora, in questo mondo fatto di schermi, dove le immagini, anche le più straordinarie, si consumano in 3 secondi per poi svanire in un oceano caotico di bit.
Forse il tatuaggio è rimasto l’ultima frontiera. Il luogo dove l’arte riacquista peso, sopravvive al consumo compulsivo e resta sulla pelle a farsi ammirare per