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Randagi, miniserie di Keigo Shinzo.Realismo, crudezza e sofferenza sono le tre caratteristiche che possono essere colte ...
04/08/2021

Randagi, miniserie di Keigo Shinzo.

Realismo, crudezza e sofferenza sono le tre caratteristiche
che possono essere colte immediatamente dal lavoro di Keigo Shinzo.

Ebbene, non siamo al cospetto di un romanzo verista, intento a
descrivere la lotta per l'esistenza degli individui meno abbienti
e a documentare gli effetti del progresso sfrenato sulla società
contemporanea, ma di una fotografia istantanea rappresentativa
della società nipponica, figlia illustre del progresso tecnologico
già aspramente criticato in tempi passati. E' nel Giappone moderno, evoluto e all'avanguardia che si consuma il dramma raccontato ne I Randagi. Shiori, giovane sedicenne, è vittima del suo tempo. Fuggita di casa per scampare ai violenti maltrattamenti fisici e psicologici della madre, si vede costretta a vendere il suo corpo per poter sopravvivere. Yamada, ispettore di polizia ha visto la sua famiglia sgretolarsi a causa della perdita della figlia, annegata sotto quelli che sarebbero dovuti essere gli occhi vigili del padre. Sono questi i due personaggi destinati ad incontrarsi e ad unire le forze per poter emergere dal baratro in cui sono stati catapultati. Nei capitoli iniziali del manga, si viene immediatamente calati in un atmosfera di profondo degrado morale. E' nelle prime pagine infatti che viene presentato l'incontro tra l'ispettore Yamada e Shiori, incontro che avviene grazie ad un blitz della polizia in un centro massaggi, in realtà copertura dell'attività illegale di prostituzione minorile in cui è coinvolta Shiori stessa. E' attraverso gli occhi di Shiori che è possibile realizzare dolorosamente, come sia semplice, complice la tecnologia, abusare (sessualmente e non) di chi è costretto a sopravvivere contando solo sulle proprie forze.

E' sufficiente un messaggio, infatti, di un presunto benefattore, disposto ad ospitarla per la notte, per convincere la ragazzina ad usare il proprio corpo come merce di scambio. Tutto questo si ripeterà in maniera iterativa, saltandao da "benefattore" in benefattore, in una spirale di sofferenza e dolore che sarà proprio Yamada, seppur non immediatamente, a spezzare definitivamente segnando così l'inizio della svolta per entrambi i personaggi. E'infatti, con il tentativo, inizialmente timido e flebile e via via sempre piu energico e deciso, dell'ispettore Yamada di prendersi cura di Shiori e di sottrarla alla giostra di dolore a cui era quotidianamente sottoposta, che il delicato tema del rapporto genitore-figlio viene introdotto. Shiori, infatti, assomiglia in maniera quasi spaventosa alla figlia persa anni prima, e costituisce per Yamada un doloroso ritorno al passato, che tuttavia gli permetterà di prendere consapevolezza degli errori commessi. La perdita della figlia è stata il frutto della eccessiva dedizione alla carriera, al lavoro, che si manifesta in allontamento e poca dedizione alla famiglia; Queste dinamiche hanno innescato nella bambina una delusione e un'aspettativa tradita che la hanno portata ad immergersi nella pericolosa situazione che ha determinato il suo decesso.

Altra figura simbolica del disagio spesso vissuto all'interno delle famiglie giapponesi è la madre di Shiori, rappresentativa dei meccanismi che portano alla distruzione dei sogni e delle ambizioni, causa di un dolore e una frustrazione che si riversa sui figli sotto forma di una f***e aspettativa oppure di una condivisione di destino, che costringe questi ultimi ad essere predestinati alla stessa sorte.

La narrazione del fumetto è organizzata in maniera molto funzionale per veicolare il messaggio voluto dall'autore. Si parte dall'abisso del dolore, ma le vicende documentano come con fatica e presa di coscienza si possa risalire verso la luce intravista in lontananza. Unico punto di critica dal punto di visto narrativo è costituito dall'arco finale, sviluppato in maniera forse troppo frettolosa, e che lascia un pò di amaro in bocca. Dal punto di vista stilistico, è doveroso sottolineare la cura dedicata alla resa dei dettagli nelle singole tavole, che spazia dal disegno dell'abbigliamento e degli indumenti agli sfondi, cittadini e non, delle vignette.

In conclusione, Randagi è una miniserie davvero interessante, capace di far gettare uno sguardo nella buia realtà della modernità, ma allo stesso tempo di lasciare viva la flebile luce che conduce alla salvezza e al riscatto.

Voi cosa ne pensate ? Scrivetecelo nei comment

Per la rubrica “commenti a caldo” - Tokyo RevengersTokyo Revengers è la nuova serie di Ken Wakui, vincitrice della 44esi...
22/07/2021

Per la rubrica “commenti a caldo” - Tokyo Revengers
Tokyo Revengers è la nuova serie di Ken Wakui, vincitrice della 44esima edizione del Kodansha Manga Award, pubblicata in Italia da Jpop al prezzo di 6,50€.
La storia tratta le vicende di Takemichi, un ragazzo incapace di ormai 26 anni che ha come unica prospettiva di vita quella di raccimolare i soldi per pagare l’affitto. Un giorno, mentre ascolta distrattamente la tv, viene folgorato da una notizia incredibile, la sua fidanzata dei tempi delle medie è stata uccisa in un attentato terroristico di una gang. Takemichi, sopraffatto dalla tristezza e ripensando ai momenti passati insieme, decide di farla finita: quello che succederà ha dell’incredibile, Takemichi si risveglia nei panni di se stesso del passato.
Il ragazzo capisce che, conoscendo il futuro, dovrà fare di tutto per salvare la vita della ragazza.
La lettura risulta fresca e piacevole, l’autore riesce in maniera precisa a districarsi tra colpi di scena, risse tra teppisti e momenti umoristici tipici delle commedie scolastiche, mantenendo la narrazione sempre fluida e scorrevole.
Dal punto di vista del disegno, i primi 5 volumi, mostrano pulizia e una ricerca di realismo accurata attraverso proporzioni anatomiche ben sviluppate e curando ogni minimo dettaglio.
L'autore riesce a dare il meglio di sé quando rappresenta le risse trai teppisti, realizzando tavole incredibilmente precise che permettono, al lettore, di entrare nel vivo dell'azione.
In conclusione, Tokyo Revengers è un connubio perfetto tra le risse da strada e i sentimenti, conditi da un bel disegno e una narrazione godibile. Se siete amanti di questo genere, non potete perdervelo.
E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!!!

Per la rubrica “pillole manga” Il fenomeno Demon SlayerCon centocinquanta milioni di copie, svetta all'ottavo posto nell...
06/07/2021

Per la rubrica “pillole manga”
Il fenomeno Demon Slayer
Con centocinquanta milioni di copie, svetta all'ottavo posto nella classifica all time di vendite, all'attivo, un film che ha superato, come incasso, la città incantata di Hayao Miyazaki, vincitore di un premio Oscar. Dal 2016 Demon Slayer continua a macinare numeri impressionanti ma….da cosa deriva tutto questo?
Il Giappone è, da sempre, un paese caratterizzato da un forte spirito nazionalista; questo ha fatto si che i soggetti e l'ambientazione, tratti dal periodo storico giapponese noto come periodo Edo, provocassero un forte senso di esaltazione, nei primi periodi di pubblicazione, invogliando la platea di lettori nipponici ad iniziare la serie. Questo, ha garantito durante la serializzazione e fino all’incirca al volume tredici, un ottimo andamento delle vendite. Nulla, tuttavia, paragonato all'enorme successo che il manga stava per incontrare. La miccia che diede il via all’esplosione della serie fu l’uscita della serie animata. Quest' ultima, infatti, è stata capace di colmare quelle che sono le principali lacune della controparte cartacea. A differenza di quanto avviene nel manga, le scene di azione, come i combattimenti, vengono curate con una tecnica ineceppibile. Questo fa sì che il ritmo della storia non risulti più lento e banale, ma acquisti quella dinamicità, mancante nelle pagine della serie, capace di esaltare ogni arco narrativo. Il disegno della Gotoge infatti, si rivela sopratutto acerbo nella realizzazione delle tavole ricche di combattimenti, resi in maniera piatta e troppo poco dinamica, con il risultato di un mancato coinvolgimento del lettore.
Questi due fattori hanno portato un manga che, per trama e resa grafica possiamo definire mediocre, ad essere accostato a dei capisaldi della lettura orientale. Secondo noi il paragone non regge, tuttavia ci sentiamo di considerare Demon Slayer una lettura senza troppe pretese, godibile, ma fino ad un certo punto.
E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!!!

Per la rubrica "recensioni manga" SLAM DUNKDomandare ad un Giapponese cosa pensasse del Basket, intorno agli anni 70-80,...
04/07/2021

Per la rubrica "recensioni manga" SLAM DUNK

Domandare ad un Giapponese cosa pensasse del Basket, intorno agli anni 70-80, probabilmente avrebbe suscitato incomprensione ed incredulità in quest'ultimo, che avrebbe continuato a fissarvi con una espressione interrogativa. Il Giappone infatti, in quel periodo, era del tutto estraneo a quello sport occidentale, chiamato Basket, che sarebbe da lì a poco venuto alla ribalta, diventando un fenomeno sportivo e sociale. L'Asia, in generale, non era immune al fascino dei grandi eventi sportivi d'oltremare, ma per essere stregata e rapita aveva bisogno di un catalizzatore, che facesse esplodere l'interesse della comunità.

E' il caso del Baseball, a cui il Giappone si era legato, in maniera passionale, grazie alle gesta di Babe Ruth, fenomenale giocatore americano, che fù capace di proiettare lo sport fino a quel momento circoscritto al continente americano, in tutto il mondo.
E' in questo contesto che si inserisce la vicenda narrata da Takehiko Inoue. Grandissimo amante del basket, fiutò la possibilità dell'esplosione di quest'ultimo nel paese nipponico. Il catalizzatore? Ovviamente il Dream Team americano, che gazie al palcoscenico mondiale offertogli dalle olimpiadi di Barcellona 92, seppe incantare i cuori di tutti, grazie all'incredibile talento dei suoi giocatori e alla spettacolarità delle le loro giocate sul campo. Da quel momento, il basket sarebbe entrato con forza nei gusti dei Giapponesi. Non è un caso, quindi, che la serializzazione iniziò proprio un anno prima della cerimonia di apertura. L'enorme successo di Slam Dunk, va quindi ricondotto all'abilità di Inoue di giocare di anticipo sulla società giapponese, offrendogli la lettura giusta, al momento perfetto.

Venendo ai contenuti del Manga, Slam dunk narra le vicende di Hanamichi Sakuragi, teppista di quartiere iscritto alla scuola superiore Shohoku, concentrato a sprecare le sue giornate tra risse con bande rivali e corteggiamenti fallimentari delle sue coetanee.
Sakuragi non è interessato allo studio, non ha una passione, è solo un ragazzo sopra le righe, esuberante ed appariscente, uno dei tanti che sembrano essere destinati ad un futuro mediocre ed anonimo. Sarà l'incontro fortuito con Haruko Akagi, sorella del capitano della squadra di Basket del liceo, Takenori a segnare la svolta per il futuro di Hanamichi. E' proprio grazie ai complimenti che la ragazza riserva al fisico da atleta di Sakuragi che quest'ultimo decide di iscriversi al club di Basket. L'obiettivo, da inetto qual'è inizialmente il nostro protagonista, non è diventare un campione della pallacanestro, ma conquistare il cuore di Haruko, impressionandola con le proprie azioni da fuoriclasse. C’è solamente un problema, non ha mai giocato a basket, non conosce i fondamentali, le regole e non ha la minima idea di cosa si debba fare in campo. Inizia così il suo viaggio nel mondo del Basket, viaggio che non percorrerà da solo, ma come membro di una squadra composta da ragazzi, che come lui, sono stati già etichettati dalla società giapponese come di seconda categoria, per il solo fatto di non essere iscritti ad un liceo prestigioso e di primissimo livello.

La storia seguirà le vicende della squadra attraverso i vari tornei liceali, evidenziando il progressivo consolidarsi del gruppo fino ad un finale capace di chiudere perfettamente le vicende di quei ragazzi partiti da zero ma che, con tanto impegno, sono riusciti a ottenere molto più di quanto tutti avrebbero mai pensato.
E' attraverso il basket, protagonista indiscusso della storia, che Inoue muove una critica al sistema scolastico giapponese e alla società del Giappone del tempo. Nel loro percorso, saranno diversi gli avversari da ba***re, Ryonan, Kainan, Toyotama squadre sulla carta superiori allo Shohoku fino ad arrivare al vertice della piramide sociale e sportiva, il liceo Sannoh. E' nell'ultima partita che si percepisce chiaramente la critica mossa da Inoue: da una parte, il liceo Shohoku, in cui sono ammessi tagli da teppista e capelli colorati, dall'altra il Liceo Sannoh, camicia bianca, teste rasate, composti e dalla disciplina ferrea. Gli ultimi contro i primi, storia di un impresa sportiva capace di lanciare un forte messaggio di riscatto sociale. Slam Dunk è un manga fortemente realistico: la fatica, le difficoltà, le varie vicissitudini e la tenacia con cui i personaggi cercano di realizzarsi attraverso lo sport sono qualcosa di estremamemnte vero. Non lo è altrettanto invece, la rappresentazione che Inoue dà ai giocatori, più simili a campione dell'NBA che non a semplici ragazzini del liceo. L'autore fa uso di una narrazione lineare e chiara; anche se una persona non ha mai visto un partita di basket può tranquillamente leggere e capire cosa sta avvenendo poichè Inoue, spesso, rompe la quarta parete per spiegare direttamente al lettore le regole di quello sport che ama in maniera così viscerale. Il suo intento, infatti, era quello di trasmettere le emozioni che aveva provato in adolescenza, giocare con gli amici, vincere o perdere una partita, raggiungere determinati obiettivi. Una menzione al disegno è obbligatoria, nella prima parte del manga si vede come lo stile di Inoue sia molto più grezzo rispetto a come si evolverà nel corso dei volumi. E' sopratutto nell'arco finale, che le figure degli atleti, sono rappresentate con estremo dettaglio: dal movimento incredibilmente aggraziato a dettagli come la sudorazione e la muscolatura, Inoue cura tutto alla perfezione. Il finale è in grado di realizzare l'intento dell'opera andando a chiudere le vicende nel momento più opportuno.... lasciandoci il ricordo della formidabile stagione dello Shohoku!

Ci sarebbe ancora molto di cui parlare, ma questa è una sintesi di ciò che pensiamo di Slam Dunk, un capolavoro invecchiato talmente bene da essere considerato, ancora oggi, uno dei più bei manga mai realizzati.

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Per la rubrica “Pareri a caldo” SHAMAN KINGShaman King è un battle shonen di Hiroyuki Takei, pubblicato per la prima vol...
01/07/2021

Per la rubrica “Pareri a caldo” SHAMAN KING

Shaman King è un battle shonen di Hiroyuki Takei, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2003 e arrivato recentemente nelle fumetterie e online con la nuova e aggiornata final edition che vedrà la pubblicazione di 35 volumi con capitoli extra, pagine a colori, testi e tavole revisionate al prezzo di 5,90€.
Tralasciando la trama e i vari spoiler che potremmo fare, vogliamo incentrarci su quello che questi 6 volumi ci hanno lasciato.
Con i primi 4 volumi, l’autore, vuole darci tutti i mezzi necessari, spirituali e non, per interpretare la storia, incentrandosi sulla presentazione dei personaggi e su ciò che li spinge nei loro percorsi di vita. Questo fa si che la narrazione risulti poco fluida, spesso troppo prolissa, in cui le parti d’azione fanno solo da contorno a quelle parlate.
Dal volume 5 in poi la narrazione torna a farsi scorrevole, i combattimenti, caratterizzati da poteri fuori dal comune, risaltano grazie anche al disegno dinamico del maestro Takei, senza però tralasciare lo sviluppo sia dei personaggi, sia delle tematiche di cui il manga si fa portavoce come amicizia, redenzione e vendetta.
Il viaggio è appena iniziato, adesso tocca a noi cavalcare il climax di emozioni, capitolo dopo capitolo, e chissà...magari diventare Shaman King. (Cè)
E voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!!!

Mujirushi - Il segno dei sogni. Volume unico del maestroUrasawa nato dalla collaborazione con il museo del Louvre. Tutti...
26/06/2021

Mujirushi - Il segno dei sogni. Volume unico del maestro
Urasawa nato dalla collaborazione con il museo del Louvre.

Tutti quanti abbiamo presente il classico schema di un romanzo
o film giallo, in cui l'obiettivo finale è mettere a segno un
colpo sensazionale. Tra i personaggi spuntano, di solito, il leader
del gruppo, colui che pianifica e orchestra le operazioni sul campo e i membri della banda, personaggi dotati di estremo sangue freddo, disciplina e abilità fuori dal comune, che garantiscono, nonstante la complessità del piano e l'intervento di forze antagoniste, il successo della rapina. Prendete adesso come leader del gruppo uno strambo e stravagante direttore di un centro di ricerca della cultura francese e come membri della banda, rispettivamente: un padre in rovina finanziara, irresponsabile ed incape di fare scelte assennate, ingenuo a tal punto da credere ad ogni cosa che gli viene detta, sua figlia, bambina che nonostante la giovane età dimostra una maturità e uno spirito critico di gran lunga superiore a suo padre ed infine due personaggi rimasti ai bordi della società: il primo è un pompiere abbandonato da piccolo che cerca riscatto sociale compiendo gesta eroiche come vigile del fuoco. La seconda è una anziana signora, cantante lirica mancata. Urasawa, imbastisce un gruppo disorganizzato, improbabile e a tratti comico, che lascia immaginare sin da subito l'impossibilità di mettere a segno un furto di un quadro esposto all'interno del museo più famoso del mondo, il Louvre. Nonostante ciò, sarà il caso, il destino a rimettere ciascun personaggio in carreggiata e a trainare gli eventi verso un finale in cui, ogni scelta sbagliata, ogni avvenimento avverso, illustrato nel corso della storia si uniscono perfettamente nell'epilogo. Nonostante la capacità narrativa magistrale di Urasawa, capace di elaborare una storia ricca di imprevisti e colpi di scena nonostante i ritmi molto serrati dovuti alla brevità del volume unico, l'opera non manca di punti deboli. I personaggi paiono emergere seppur con sfumature diverse, dagli stereotipi propri dell'universo di Urasawa, e dunque risultano forse un po stantii per chi di Urasawa ha già potuto leggere tutto. La celebrazione dell'arte inoltre, appare labile, assumendo un ruolo altalenante tra motore capace di suscitare incontri tra persone, di produrre sogni e ambizioni e mera merce di scambio economico, valutata in termini esclusivamente monetari. Infatti, è proprio la possibilità di risolvere i propri problemi economici, e non l'amore puro e indiscusso per l'arte che spinge i due protagonisti a tentare l'improbabile rapina. Appare inoltre forzata e non necessaria la scelta di inserire all'interno della storia una non troppo velata critica alla politica, sottraendo spazio a quella che sarebbe dovuta essere la protagonista induscussa dell'opera, ossia l'Arte.

Tirando le somme, Mujirushi rimane una lettura leggera e godibile, lontana tuttavia dal lustro di altre grandi opere del maestro Urasawa.
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Per la rubrica “I consigli della settimana”Randagi-opera scritta tra il 2018 e il 2020 dal maestro Keigo Shinzo, autore ...
23/06/2021

Per la rubrica “I consigli della settimana”

Randagi-opera scritta tra il 2018 e il 2020 dal maestro Keigo Shinzo, autore di Tokyo Alien Bros, edita da da jpop con uscite bimensili al prezzo di 7,50€. Grazie ad un flusso narrativo sempre fluido e a un disegno equilibrato e dettagliato, l'autore, riesce a trattare temi complessi e crudi come, ad esempio, la perdità di una figlia, la prostituzione minorile e l’abbandono. Queste tematiche vengono accostate ad una dolce amicizia tra I due protagonisti, un uomo di mezza età e una ragazzina, accomunati da un dolore profondo. (Cè)

In uscita il 2 volume, correte in fumetteria ad acquistarlo!

Mars – opera scritta dalla sensei Fuyumi Soryo tra il 1996 e il 2000, ripubblicata in una nuova bellissima edizione da Star Comics con uscita mensile. Primo shojo al quale mi approccio e devo dire che per adesso lo sto inaspettatamente apprezzando. I protagonisti sono due adolescenti, Kira A*o, ragazza schiva e riservata e Rei Kashino, ragazzo apparentemente violento e appassionato di motociclismo. Le pagine del racconto seguono lo sviluppo di una tormentata storia d’amore, molto matura nonostante la giovane età dei protagonisti, andando a scavare nei traumi del passato e in tutte le difficoltà del presente. (Edd)

Questa settimana esce con il terzo volume al prezzo di 8,00 euro e noi vi consigliamo caldamente di recuperarlo.

Andate a seguirci anche su instagram!!! link in bio

L'Arcadia, paesaggio idilliaco, dominato dalla natura e dall'amore per la musica, cultura e poesia; luogo capace di ispi...
22/06/2021

L'Arcadia, paesaggio idilliaco, dominato dalla natura e dall'amore per la musica, cultura e poesia; luogo capace di ispirare movimenti letterari e artistici accomunati dal solo obiettivo di rievocare e narrare il suo splendore agli individui contemporanei.

E' questa l'immagine che si presenta citando tale simbolo, ed è sempre quest'ultima ad aver risvegliato in un gruppo di amici il desiderio di narrare, e far scoprire agli altri, il loro viaggio in un Arcadia fatta di inchiostro e vignette.

Benvenuti su Arcadia Nerd, dove lo splendore della Nona Arte viene celebrato e raccontato da chi non si limita a collezionare volumi, ma è sempre pronto ad immergersi in nuove, costruttive e profonde letture.

Indirizzo

Via Agricola 17
Carrara
54033

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