27/04/2026
IL SILENZIO DEL CORPO
A zero factory quest’anno vorremmo creare altri e nuovi momenti di condivisione dedicati all’arte e alla cultura.
Zero factory è un luogo unico, il suo teatro di tronchi, un cerchio magico attorniato dagli alberi e con due grandi pini al centro, è in grado di radunare energie potenti e misteriose. Stare in cerchio non è una cosa banale…
E poi, tutto intorno al teatro, tanto verde illuminato con luce da cinema e un chiringuito sotto a un meraviglioso albero di gelsi, dove bere qualcosa insieme.
Vi aspettiamo e accogliamo anche proposte da band, artisti, poeti e pensatori di varia provenienza che vogliano provare a esprimersi e accendere sensazioni e conversazioni corali, in un’atmosfera così concentrata e magica.
Un’ultima cosa, qualche parola difficile, ma forse necessaria: molti in questo nostro tempo così caotico e incerto sentono la nostalgia della terra.
Eppure non la scelgono davvero, si preferisce magari il mare che ci fa sentire liberi col suo orizzonte aperto, anche se le spiagge sono piene di gente.
Oppure la campagna, il bosco, vengono celebrati sui social con proclami retorici e pseudo spirituali senza che davvero si conosca e viva un rapporto autentico con essi.
Il bosco, la campagna non sono così aperti, ci sono gli alberi, le piante, i fiori, a volte i sassi e gli animali, i sentieri... che ci limitano, ci osservano. Eppure possono farci sentire protetti, se glielo permettiamo. Non è infatti scontato o facile scegliere di essere protetti da qualcuno o qualcosa che ci rispetta.
Ci vuole un abbandono responsabile, una scelta insomma, che sa riconoscere davvero che il futuro degli umani risiede probabilmente nell’empatia e nella sensibilità, nel ritornare a respirare, a sentire il nostro corpo e quello degli altri; non solo a guardarlo su schermi di vetro, in prigioni apparentemente più rassicuranti.
Dunque, a rifugiarci dalla vertigine e dall’angoscia che ci da la libertà (che ci chiede di scegliere davvero) in qualcosa che è effettivamente vivo e dunque potenzialmente pericoloso, ma pur sempre un’opportunità.
Il corpo è una prigione molto interessante dove ripararsi, perché il suo silenzio sa ricondurre la nostra mente su una strada molto potente: quella dell’infinità possibilità delle cose; che non è la speranza, quanto la reale sensazione di essere ancora in cammino…. Di vedere e sentire il pianeta come se fossimo noi… il mare.