Silvia Bonucci - Psicomotricità Relazionale

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La psicomotricità, il/la bambino/a, il tono muscolare e la condizione di base del corpo
23/04/2026

La psicomotricità, il/la bambino/a, il tono muscolare e la condizione di base del corpo

🟣CHE COS'È IL TONO MUSCOLARE? E PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE NELLO SVILUPPO DEL BAMBINO
Da psicomotricista, quando osservo un bambino, non mi soffermo soltanto su cosa fa, ma soprattutto su come lo fa.
Uno degli elementi che orienta maggiormente il mio sguardo è il tono muscolare.

Il tono non coincide semplicemente con la tensione dei muscoli; rappresenta, piuttosto, la condizione di base del corpo: ciò che lo sostiene, lo organizza e lo rende disponibile all’azione.
È sempre presente, anche nei momenti di apparente immobilità, e consente al bambino di mantenere una postura, avviare un movimento e adattarsi alle variazioni dell’ambiente.

Ma c’è un aspetto ancora più rilevante: il tono è profondamente intrecciato con la dimensione emotiva e relazionale.

🎯Il tono racconta come il bambino abita il proprio corpo e come entra in relazione con l’altro.

Un tono elevato può esprimere tensione, bisogno di controllo o difficoltà a lasciarsi andare; al contrario, un tono basso può indicare fatica nell’attivarsi, nel sostenersi e nel partecipare.
Tra questi poli, il bambino sviluppa progressivamente la capacità di modulazione tonica: è proprio questa competenza a sostenere l’evoluzione armonica dello sviluppo.

🎯 Perché il tono è così importante?

Il tono costituisce la base di numerose competenze fondamentali: sostiene il movimento e ne permette l’organizzazione; garantisce stabilità alla postura; accompagna la qualità della relazione con l’altro; contribuisce alla regolazione degli stati emotivi.

Il bambino non sceglie il proprio tono: lo costruisce attraverso l’esperienza.
Nella relazione con l’altro, nel modo in cui viene sostenuto, contenuto e accolto, e nelle esperienze corporee che vive fin dai primi momenti della vita.

Per questo, in psicomotricità, non si interviene soltanto sul movimento in sé, ma sulla qualità tonica che lo rende possibile.

Offrire esperienze di contenimento, ritmo e sicurezza significa sostenere il bambino nella regolazione del proprio tono; ciò favorisce una maggiore stabilità corporea, una più ampia disponibilità al movimento e una più aperta partecipazione alla relazione.

Nel tono muscolare non si esprime soltanto una condizione fisica, ma il modo in cui il bambino vive il proprio corpo e incontra il mondo.

S.P

🌍 Giornata della TerraPer i bambini e le bambine la Terra è scoperta, gioco, meraviglia.È il primo spazio in cui fanno e...
22/04/2026

🌍 Giornata della Terra

Per i bambini e le bambine la Terra è scoperta, gioco, meraviglia.
È il primo spazio in cui fanno esperienza del mondo.
Il contatto con la natura non è solo “stare all’aria aperta”: è un modo per apprendere attraverso i sensi, l’esplorazione, la curiosità.
Nella natura i bambini e le bambine osservano, sperimentano, fanno domande,
costruiscono conoscenze in modo vivo e concreto.
Aiutarli a rispettare la Terra significa anche questo: offrire loro occasioni per viverla davvero.

Sento la necessità di tornare sul gioco senso-motorio...perché non sempre viene capito da noi adulti Perché il gioco sen...
21/04/2026

Sento la necessità di tornare sul gioco senso-motorio...perché non sempre viene capito da noi adulti

Perché il gioco senso-motorio è così importante?

“Saltano, corrono, rotolano… ma cosa stanno facendo davvero?”

A volte il gioco dei bambini sembra caotico. Ripetitivo. Senza uno scopo.
E invece è una fase fondamentale dello sviluppo.

Il gioco senso-motorio è il modo in cui il bambino e la bambina entrano in contatto con il proprio corpo e con il mondo.
Attraverso il movimento e le sensazioni, il/la bambino/a :
- costruisce la percezione di sé
- organizza le informazioni sensoriali
- regola le emozioni
- sviluppa sicurezza e fiducia.

Saltare, spingere, rotolare, cadere, rialzarsi…non sono solo azioni. Sono esperienze. E ogni esperienza lascia una traccia nel corpo.

È così che il bambino costruisce le basi. Basi per stare, per sentire, per agire.
E anche per pensare.
Perché il pensiero nasce dall'azione, dal corpo.

🌿 Spesso l’adulto sente il bisogno di: “farli stare più tranquilli”, “proporre qualcosa di più strutturato”, “portarli verso attività più cognitive”. Ma senza questa fase, manca qualcosa.

Il gioco senso-motorio:
🌿 prepara al gioco simbolico
🌿 sostiene lo sviluppo del linguaggio
🌿 permette al bambino di organizzarsi internamente. Non è tempo perso. È tempo che costruisce.

🌿 Nella psicomotricità relazionale
Questo tempo viene riconosciuto e sostenuto.
Si offre, infatti, uno spazio in cui il bambino e la bambina possono : muoversi, sperimentare, ripetere, esplorare
senza essere interrotti o guidati troppo presto.

🌱 Perché è nel corpo che tutto inizia.

19/04/2026

Ringraziamo quegli uomini e quelle donne che decidono di essere genitori consapevoli del fatto che i figli non siano "cosa" nostra...

17/04/2026
“Fanno sempre gli stessi giochi…? ”In una scuola dell’infanzia, avevo proposto ai bambini di costruire insieme un percor...
17/04/2026

“Fanno sempre gli stessi giochi…? ”

In una scuola dell’infanzia, avevo proposto ai bambini di costruire insieme un percorso: corde per camminare sopra, forme da attraversare, un tunnel…
Avevo in mente una direzione.
Loro ne avevano un’altra.... Ovviamente

Hanno ammucchiato i cubi, saltato, rotolato, scivolato. Entrati e usciti dal tunnel. Capriole, corse, corpo in movimento.

E poi, piano piano, qualcosa è cambiato: un bambino è diventato un cane.
Una bambina un leone, un ghepardo, un orso.
Le corde sono diventate guinzagli.
I banchi tane in cui nascondersi.
Il corpo è diventato immaginazione.
A fine incontro, l’insegnante mi dice:
“Però… oggi hanno fatto giochi diversi.”

Ed è lì il punto.
Per arrivare al gioco simbolico,
i bambini devono passare dal corpo.

Il gioco senso-motorio non è ripetizione vuota.
Non è “fare sempre le stesse cose”.
È un bisogno.
Attraverso il saltare, rotolare, spingere, scivolare,
il bambino e la bambina :
- organizzano le proprie sensazioni
- regolano le emozioni
-costruiscono sicurezza
- preparano il terreno per immaginare

Solo quando il corpo è “sazio” di esperienza,
può nascere il simbolo.

🌿 E l’adulto, cosa può fare?
Spesso viene spontaneo dire:
“Facciamo qualcosa di diverso”
“Dai, ora basta correre”
“Sediamoci e giochiamo bene”
Ma il rischio è interrompere un processo fondamentale.
L’adulto può invece:
- dare tempo → senza avere fretta di “far evolvere” il gioco
- fidarsi → anche quando sembra ripetitivo o caotico
- offrire materiali → senza imporre un uso preciso
- stare in ascolto → osservando come il gioco si trasforma
- contenere senza dirigere → garantire sicurezza, senza invadere

Perché il cambiamento… arriva. E nasce da dentro.

Il corpo non è solo movimento.
È il primo luogo dell’esperienza, della relazione, dell’espressione.
🌱 Nella psicomotricità relazionale si offre proprio questo: uno spazio in cui il bambino può attraversare il gioco senso-motorio, viverlo pienamente, e trasformarlo, nel tempo, in gioco simbolico.
Senza forzature,
senza anticipazioni,
seguendo il suo ritmo.
🌱 Perché è lì che si costruiscono le basi del sentire, del pensare e del relazionarsi.

03/04/2026

🟢 ORDINE E DISORDINE
Nella sala di psicomotricità, ordine e disordine non sono opposti da correggere, ma linguaggi da comprendere.

A uno sguardo superficiale, il disordine può apparire come mancanza di regole, confusione o dispersione. In realtà, soprattutto nel contesto psicomotorio, rappresenta spesso un’espressione autentica del mondo interno del bambino: un modo per esplorare, sperimentare, mettere alla prova il proprio corpo e lo spazio. Il disordine racconta il bisogno di libertà, di movimento, di scoperta. È il segno di un processo in atto.

L’ordine, d’altra parte, non è semplicemente il risultato di un riassetto esterno, ma una conquista interna. È ciò che emerge quando il bambino inizia a dare senso alle proprie esperienze, a organizzare il gesto, a strutturare il pensiero e la relazione con l’ambiente. L’ordine nasce dall’integrazione, non dall’imposizione.

Il ruolo dell’adulto, nella sala di psicomotricità, è proprio quello di stare in equilibrio tra questi due poli: accogliere il disordine senza giudizio, riconoscendone il valore evolutivo, e allo stesso tempo offrire contenimento, cornici chiare e riferimenti stabili. Non si tratta di “mettere in ordine” il bambino, ma di creare le condizioni affinché possa trovare il proprio ordine.

Ogni oggetto spostato, ogni costruzione abbattuta, ogni spazio trasformato ha un significato. Dietro il caos apparente, c’è un’intenzione, un bisogno, una narrazione corporea che chiede di essere ascoltata. È in questo spazio, tra libertà e struttura, che il bambino costruisce sicurezza, identità e competenze.

L’ordine e il disordine, quindi, non sono da correggere o da evitare, ma da integrare. Sono parte di un processo dinamico, vivo, necessario. E nella relazione attenta e rispettosa con l’adulto, diventano strumenti preziosi di crescita.

S.P

01/04/2026

Gli adolescenti non hanno bisogno di cattedre.
Quelle, semmai, servono agli adulti per sentirsi più alti.

Hanno bisogno di sguardi che si abbassano,
di silenzi che non giudicano,
di orecchie che restano anche quando quello che sentono fa paura.

Non cercano risposte perfette,
ma presenze vere.

Perché si cresce davvero
solo dove qualcuno
non ha fretta di spiegarti,
ma il coraggio di ascoltarti.

Grazie di nuovo ad ANUPI Educazione  per l'opportunità! Ci vediamo a Bologna il 9 aprile!
31/03/2026

Grazie di nuovo ad ANUPI Educazione per l'opportunità! Ci vediamo a Bologna il 9 aprile!

ANUPI Educazione partecipa al 6° Convegno ERICKSON FRAGILI adolescenti tra nuove sfide e costruzione di futuro" a Bologna con il workshop IL CORPO "NUOVO" E IL GRUPPO: GIOCHI DI PSICOMOTRICITÀ CON ADOLESCENTI" condotto da Silvia BONUCCI e Renzo SANAVIA
https://eventi.erickson.it/convegno-supereroi-fragili-2026/Home

31/03/2026

🔵“È PROPRIO UN BRAVO BAMBINO!”
Una frase che suona come una carezza.
Ma siamo sicuri di sapere davvero cosa c’è dentro?

Il “bravo bambino” è quello che sa stare al mondo senza creare troppi attriti. Ha sviluppato empatia, legge l’ambiente, si adatta. Sa quando è il momento di parlare e quando è meglio tacere. È spesso responsabile, affidabile, capace di prendersi cura degli altri anche molto presto.
Queste sono competenze preziose, che nella vita diventeranno risorse importanti: relazioni sane, senso del dovere, capacità di cooperare.

Ma ogni qualità, quando diventa una strategia per essere accettati, può trasformarsi in un peso.

Perché dietro quel “bravo” a volte si nasconde un bambino che ha capito, magari senza che nessuno glielo abbia mai detto esplicitamente, che essere amato passa attraverso il comportamento.

“Se sono tranquillo, vengo apprezzato.”
“Se non faccio arrabbiare, vengo visto.”
“Se non creo problemi, valgo di più.”

E così impara a controllarsi, più che a conoscersi.
A compiacere, più che a scegliere.
A intuire i bisogni degli altri, ma a fare fatica a riconoscere i propri.

Questi bambini spesso diventano adulti molto “funzionanti”:
quelli su cui si può sempre contare, quelli che non deludono mai, quelli che tengono tutto insieme.
Ma dentro, non di rado, portano:
– difficoltà a dire no
– paura del conflitto
– senso di colpa quando si mettono al primo posto
– ansia da prestazione emotiva (“devo essere all’altezza”)
– fatica a capire cosa desiderano davvero

Il punto non è smettere di valorizzare la gentilezza, il rispetto, la collaborazione.
Il punto è fare spazio anche a tutto il resto.

Un bambino ha bisogno di sentire che può essere:
arrabbiato senza perdere amore,
triste senza essere “aggiustato”,
oppositivo senza essere etichettato,
imperfetto senza sentirsi sbagliato.

Ha bisogno di sperimentare che la relazione regge anche quando non è “bravo”.

Pensiamoci!

S.P

Indirizzo

Capraia E Limite
50050

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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3289548461

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