Circolo del Cinema Metropolis

Circolo del Cinema Metropolis Circolo del Cinema affiliato alla FICC dal 2006 con sede a Porto San Giorgio/Fermo

✨ RIAPERTURA del Teatro Nuovo di Capodarco📌 IL CILENO(Sergio Castro San Martín)Giovedì 03  |  21:30Venerdì 04  |  19:15S...
01/09/2026

✨ RIAPERTURA del Teatro Nuovo di Capodarco

📌 IL CILENO
(Sergio Castro San Martín)

Giovedì 03 | 21:30
Venerdì 04 | 19:15
Sabato 05 | 21:30
Domenica 06 | 19:15
Martedì 08 | 21:30
Mercoledì 09 | 19:15

Fandango

📌 SILENT FRIEND
(Ildikó Enyedi)

Giovedì 03 | 19:00
Venerdì 04 | 21:00
Sabato 05 | 19:00
Domenica 06 | 21:00
Martredì 08 | 19:00
Mercoledì 09 | 21:00

Ambientato nel 1976, IL CILENO di Sergio Castro San Martín narra della fuga del giovane socialista Aldo Marín e del suo migliore amico El Chapa dalle forze armate cilene. Trovando riparo in una turbolenta Torino, segnata da tensioni politiche che ricordano quelle della loro terra d’origine, El Chapa si adatta rapidamente intrecciando rapporti con la malavita locale, mentre Aldo sogna un futuro diverso.

Presentato nella scorsa edizione del Festival di Venezia, SILENT FRIEND è il nuovo film dell'acclamata autrice ungherese Ildikó Enyedi, con un eccezionale cast con Tony Leung (In the mood for love), Léa Seydoux e Luna Wedler, la quale ha strappato il premio Marcello Mastroianni proprio in occasione della presentazione al Festival.
Protagonista è tuttavia un maestoso ginkgo biloba che sorge in mezzo all'orto botanico dell'università di Marburgo, testimone silenzioso di oltre un secolo di persone che riscoprono la centralità della natura in un mondo in continua evoluzione.

👇🏻 Trailer dei film nei commenti

Circolo del Cinema Metropolis - Il Cinema al Centro

✨ RIAPERTURA della Sala degli Artisti di Fermo📌 SHEEP IN THE BOX(Hirokazu Kore'eda)Venerdì 28 |  21:30Sabato 29 |  19:15...
27/08/2026

✨ RIAPERTURA della Sala degli Artisti di Fermo

📌 SHEEP IN THE BOX
(Hirokazu Kore'eda)

Venerdì 28 | 21:30
Sabato 29 | 19:15 - 21:30
Domenica 30 | 19:15 - 21:30
Martedì 01 | 19:15 (in Lingua Originale)
Mercoledì 02 | 21:30

📌 TERMINATOR 2 - Il giorno del giudizio
(James Cameron)
35° anniversario

Lunedì 31 | 21:30
Martedì 01 | 21:30

Restaurato 4K - In Lingua Originale

Lucky Red

La stagione estiva è ormai alle spalle, per un "arrivederci" che si concretizzerà il prossimo anno.
Il Circolo del Cinema Metropolis torna così "a casa", identificando questo come luogo fisico nell'immancabile location della Sala degli Artisti mentre, quello spirituale, resterà sempre il grande cinema.
E con il grande cinema ricomincia la nostra programmazione, passando da uno degli autori più importanti della nostra contemporaneità ad un must imprescindibile per la storia del cinema stesso.

Dopo l'anteprima al Festival di Cannes, ed in attesa del suo nuovo ed imminente Look Back al Festival di Venezia, Hirokazu Kore'eda arriva sul grande schermo con un intimo racconto famigliare che si interroga sulla prossime derive della robotica ed IA.

Il secondo capitolo della saga di Terminator non ha bisogno di troppe presentazioni, per un tassello fondamentale della storia del cinema, non soltanto di fantascienza.

👇 Trailer dei film nei commenti!

Hasta la vista baby!

Circolo del Cinema Metropolis - Il Cinema al Centro

🍸 AperiTalk con Carlo Procaccini - BUGONIA🗓️ Lunedì 24 Agosto📍 Chalet Ass. Nazionale Marinai d'Italia, Lungomare Gramsci...
20/08/2026

🍸 AperiTalk con Carlo Procaccini - BUGONIA

🗓️ Lunedì 24 Agosto

📍 Chalet Ass. Nazionale Marinai d'Italia, Lungomare Gramsci (Porto San Giorgio)

⏱️ Ore 20:00 Aperitivo | Ore 21:30 Proiezione Film all'Arena Bazzani

🎟️ APERITIVO + FILM 20€

❗ Prenotazione al numero 3475706509

La conclusione della stagione di TI PORTO AL CINEMA - ESTATE 2026 sarà decisamente "saporita".
3 serate di CineAperitivi per condividere cocktail, pensieri e parole, con i piedi ad accarezzare la spiaggia alle prese con il tramonto.

🎤 Quella di Lunedì 24 Agosto, tuttavia, alza il tiro nel ripresentare gli appuntamenti con gli AperiTalk!
Dopo la SERATA DA OSCAR della passata edizione, Carlo Procaccini (del canale YouTube Carlo Procaccini - Spaccio Fumetti) e Vittorio Pigini (SNCCI - Gruppo Marche) torneranno a parlare dell'ultimo film di uno dei più grandi autori contemporanei: Yorgos Lanthimos.

🎞️ Candidato a 4 premi Oscar, tra cui Miglior Film, BUGONIA è infatti l'ultima surreale perla partorita dal genio del regista greco.
Due tra gli interpreti più ricercati di Hollywood, Emma Stone e Jesse Plemons, formano infatti la coppia protagonista di un film nato sì dall'originale titolo sudcoreano del 2003, ma che imprime su schermo la visione artistica del regista di Povere Creature e The Lobster.

📽️ Al termine dell'Aperitivo, a base Paella + Sangria, si attraverserà la strada per spostarci all'Arena Bazzani, per la Proiezione del Film BUGONIA.

Circolo del Cinema Metropolis - Il Cinema al Centro

TI PORTO AL CINEMA - ESTATE ☀️📅 Lunedì 24 Agosto📽️ BUGONIA (Yorgos Lanthimos)🍷 Paella + Sangria📅 Martedì 25 Agosto📽️ UN ...
20/08/2026

TI PORTO AL CINEMA - ESTATE ☀️

📅 Lunedì 24 Agosto
📽️ BUGONIA (Yorgos Lanthimos)
🍷 Paella + Sangria

📅 Martedì 25 Agosto
📽️ UN ANNO DI SCUOLA (Laura Samani)
🍷 Panino con salsiccia + Patatine Fritte + Birra/Vino/Spritz

📅 Mercoledì 26 Agosto
📽️ DJANGO (Sergio Corbucci) - 60° Anniversario | Restaurato in 4K
🍷 Arrosticini + Bruschette + Vino/Spritz

❗ Prenotazioni al 3475706509

Anche questa stagione di TI PORTO AL CINEMA sta volgendo al termine ma, prima di darci appuntamento per il prossimo anno, vediamo di chiudere un'estate di Cinema con gusto.

3 serate in cui la consueta visione delle 21:30, all'Arena Bazzani di Porto San Giorgio, verrà anticipata dall'aperitivo allo Chalet Ass. Naz. Marinai d'Italia.

🎟️ Aperitivo + Film 20€

⏰ Orario Aperitivo 20:00

⏰ Orario Film 21:30

Circolo del Cinema Metropolis - Il Cinema al Centro

Per la rubrica "PoltronCine - Spazi Critici" a cura del Circolo del Cinema Metropolis e del SNCCI - Gruppo Marche, ospit...
13/08/2026

Per la rubrica "PoltronCine - Spazi Critici" a cura del Circolo del Cinema Metropolis e del SNCCI - Gruppo Marche, ospitiamo una riflessione del regista (e speriamo tra poco anche "critico") Mauro Piacentini, su l'Odissea di Christopher Nolan.

Dopo lunga trepidazione, è finalmente uscito nelle sale l'atteso kolossal di Christopher Nolan, dedicato a un classico dell'epica antica: il viaggio di Odisseo, uno degli eroi più famosi e apprezzati della mitologia greca.
Le tante voci che hanno preceduto l'uscita del film hanno creato un'aspettativa notevole, sia per la fama indiscussa che l'autore britannico si è conquistato negli anni, dopo aver realizzato titoli di indubbio valore come "Oppenheimer" e "Interstellar", sia per la mole cospicua di denaro investito dalla Universal per la realizzazione della pellicola. Infine, perché il regista, che ama da sempre sorprendere il pubblico, ha sfidato le tendenze dell'ultimo decennio e il dominio della tecnologia digitale, preferendo girare in formato IMAX, con pellicola da 70mm, facendo a meno della computer grafica ogni qualvolta sia stato possibile ricorrere a tecniche artigianali per gli effetti speciali.
Il risultato finale è un'opera complessa e ambiziosa che ha diviso la critica, suscitando non poche polemiche per il presunto revisionismo che avrebbe guidato la mano dell'autore, colpevole, secondo alcuni, di aver interpretato — rivisitato — il poema omerico con eccessiva disinvoltura.
Una parte del pubblico, soprattutto quello più giovane, è rimasta invece abbagliata dalla maestria del regista nel documentare le peripezie dell'eroe ellenico, capace di tessere una trama avvincente e di confezionare un'opera dal grande impatto estetico, il cui valore è accresciuto da quel "realismo visivo" di cui Nolan è senz'altro maestro indiscusso.
Dal mio punto di vista, l'opera merita grande rispetto e tutta la considerazione possibile, perché scardina sin dal principio una premessa piuttosto illusoria: che il racconto di un'epopea tanto famosa — almeno in questa parte di mondo che pretende di esserne il legittimo erede — debba mantenere un'aderenza filologica a uno standard predefinito. È un dogma ancorato all'idea che il processo di mitopoiesi debba seguire parametri univoci e incontrovertibili. L'autore ci ricorda invece come sia del tutto lecito, seppur non necessario, interrogarsi sulla natura stessa del concetto di trasmissione che, scritta o orale che sia, diventa un processo reinterpretativo nel momento esatto in cui si sceglie di lavorare una materia delicata per plasmarla come meglio si crede.
È la natura stessa del classico omerico a suggerire la parzialità di certe posizioni, trattandosi di un'opera e di un autore le cui origini sembrano anch'esse scolpite nell'eternità del mito.
Odissea è un film che affonda le sue radici nella contemporaneità, senza mai cercare di sminuire il carattere universale dello scritto a cui si ispira. I suoi protagonisti, e l'intreccio delle storie di cui sono portavoce, sono il resoconto disperato di chi osserva la storia degli uomini come il tragico cammino di un'umanità senza condotta: il lascito di una civiltà che celebra le gesta di eroi decaduti, incapaci di riconoscere le ragioni delle proprie scelte e persino di ricorrere al divino per ottenere l'indulgenza di cui sono disperatamente alla ricerca.
L'Ulisse di Nolan, interpretato da un Matt Damon ben calato nella parte, è un eroe sconfitto, corroso dagli errori commessi, proteso verso la necessità insindacabile di espiare colpe indicibili — scolpite nelle vestigia stanche di un cavallo che egli stesso ha ideato e che giace spiaggiato su un panorama deserto, come la Libertà violata de "Il pianeta delle scimmie". L'eroe rinnegato dagli dèi e dalla patria si muove incerto nelle acque del suo tormento, accompagnato dagli spettri che raccontano il suo passato e ne suggeriscono le traiettorie future.
È nell'attimo preciso in cui l'ingegno del condottiero trova la sua massima espressione che il regista riconosce gli scricchiolii di una civiltà il cui destino è condannato a un'inesorabile decadenza: una civiltà che abdica all'ideale cavalleresco del confronto secondo lealtà e rigore morale, per inseguire la politica del sotterfugio, della sopraffazione, della becera conquista. Sono valori discutibili, quelli su cui poggia la retorica obsoleta della propaganda dei reggenti — premesse incerte che stridono con il rigore e la fierezza di cui si riveste l'eroico Sinone, che paga con la propria vita l'impudenza e il doppiogiochismo di Ulisse, il suo comandante, l'uomo in cui aveva riposto le proprie speranze.
È in questo panorama morale rivisto e fortemente rimaneggiato che l'autore trova nuova linfa, ricorrendo a stratagemmi estetici e narrativi che confondono la percezione e che hanno spinto parte della critica a leggervi una forte influenza della cultura "woke". È invece proprio nel cuore di questa presunta ricerca esotica che si ritrova una critica velenosa al sistema valoriale che sembra guidare alcune discutibili iniziative politiche e sociali degli ultimi anni: nel colore della pelle di una delle protagoniste, che sembra incarnare le istanze di un popolo oppresso, anziché inneggiare a una fantomatica purezza ormai in stridente contrasto con i tempi che corrono.
Va letta in questa chiave anche l'idea di un Polifemo accecato dalla propria sicumera, e dalla ritrosia a intavolare un qualunque dialogo con gli uomini prima ancora che un confronto con essi. Allo stesso modo, l'universo che ruota attorno alla figura di Circe continua a suggerire lo spaesamento, ma al tempo stesso la necessità di ricorrere a una sensibilità femminile per riconoscere — e provare a contenere — la bestialità che sembra affermarsi come unica condizione umana possibile, al momento.
È un universo di valori, quello messo in piedi dall'autore, che induce alla riflessione, poco importa se innescata da un corollario di espedienti che potrebbero risultare poco credibili agli occhi di alcuni. La stessa idea di rielaborare un classico della nostra cultura trova le ragioni del proprio perdono nell'iniziativa di un autore anglosassone — apparentemente sprovvisto, dunque, di un retroterra tale da consentirgli una corretta esegesi dell'opera — che tuttavia trova le proprie ragioni proprio in quel messaggio di speranza e di dannazione che riconosce l'impossibilità di restare fedeli alla purezza delle origini, dinanzi a una civiltà che affida alla tradizione orale ciò che la scrittura, fissandolo per sempre, rischia di perdere. Un tributo necessario affinché l'uomo, pur nell'incertezza delle proprie radici, riesca a intravedere un percorso di rinascita che gli impedisca — come in un vortice inevitabile — di ripetere sempre gli errori del passato.

Indirizzo

Piazza Della Libertà 1
Capodarco
63900

Orario di apertura

Lunedì 20:00 - 23:30
Martedì 20:00 - 23:30
Mercoledì 20:00 - 23:30
Giovedì 20:00 - 23:30
Venerdì 20:00 - 23:30
Sabato 20:00 - 23:30
Domenica 17:30 - 23:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Circolo del Cinema Metropolis pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Circolo del Cinema Metropolis:

Scelte rapide

Condividi

Digitare