31/07/2026
bravi!
In queste ore media e destra estrema stanno diffondendo immagini provenienti da Ceuta parlando dell'ennesima "invasione dell'Europa". E ovviamente funziona alla grande.
Peccato che Ceuta si trovi sulla costa del Nord Africa, circondata dal Marocco. Insieme a Melilla rappresenta uno degli ultimi territori che la Spagna conserva sul continente africano, eredità della sua storia coloniale.
Quando migliaia di persone raggiungono Ceuta, quindi, non stanno attraversando il Mediterraneo per “invadere” l'Europa. Nella maggior parte dei casi stanno attraversando poche centinaia di metri di frontiera, o aggirando a nuoto un frangiflutti, passando dal territorio marocchino a un'enclave sp****la.
Questo non significa che non esista una situazione problematica. Ma bisognerebbe anche capirne le cause. Da decenni Ceuta è uno strumento di pressione diplomatica nei rapporti tra Spagna e Marocco. Le aperture o i rallentamenti dei controlli alla frontiera da parte del Marocco hanno più volte coinciso con momenti di tensione politica tra i due Paesi, come dimostrò anche la crisi del 2021.
In particolare il Marocco usa questo strumento ogni volta che aumentano le tensioni rispetto alla questione saharawi.
Il popolo saharawi è una popolazione di origine araba e berbera che vive principalmente nel Sahara Occidentale, un territorio segnato da una lunga disputa di decolonizzazione. Dal ritiro della Spagna, nel 1975, molti saharawi rivendicano il diritto all'autodeterminazione attraverso il Fronte Polisario, mentre il Marocco rifiuta di riconoscere diritti e autonomia a queste persone.
Se i media in Italia facessero davvero informazione, invece di trasmettere immagini e video privi di ogni contestualizzazione ripetendo slogan partoriti dalle destre europee, spiegherebbero che Ceuta rappresenta una situazione specifica e geograficamente circoscritta.
Perché la geografia conta. La storia conta. E il modo in cui raccontiamo i fatti conta ancora di più.