15/06/2026
𝙈𝙊𝙉𝙎𝙄𝙂𝙉𝙊𝙍 𝙈𝘼𝙍𝙄𝙊 𝙈𝙀𝙎𝙎𝙄𝙉𝘼, 𝙄𝙇 𝘾𝘼𝙉𝘾𝙀𝙇𝙇𝙄𝙀𝙍𝙀 𝘿𝙀𝙄 𝙎𝙊𝙁𝙁𝙀𝙍𝙀𝙉𝙏𝙄
𝙌uesto ritratto di Monsignor Mario Messina rappresenta un frammento prezioso di storia locale e di profonda devozione sacerdotale. Attraverso i miei ricordi emerge la figura di un uomo che è stato contemporaneamente un pilastro istituzionale della Curia Vescovile e un'anima vicina agli ultimi, capace di unire il rigore del Cancelliere alla dedizione totale del Cappellano d'ospedale.
Nell’aprile del 2017, all'età di 88 anni, si spegneva Monsignor Mario Messina. Cancelliere storico della Curia Vescovile, cerimoniere dei vescovi e indimenticato direttore e animatore di Radio Vita, la sua figura rimane impressa nella memoria collettiva come quella di un autentico maestro della comunicazione e, soprattutto, come un Pastore interamente dedito al sollievo dei sofferenti.
Prima dell'avvento di Monsignor Messina, la storia dell'assistenza spirituale negli ospedali cittadini era frammentata. Anticamente, sia all'ospedale degli uomini retto dai Fatebenefratelli (attivo fino al 1870), sia in quello delle donne di San Giorgio (chiuso con l’apertura del San Francesco di Paola nell'antica piazza), non esisteva un vero e proprio cappellano: erano le singole parrocchie ad assistere spiritualmente i degenti. Più di recente, i sacerdoti assegnati all'ospedale erano spesso anziani, seppur buoni e dediti. Tra i pochi predecessori giovani si ricorda Don Costantino Lamagna, che per circa due anni offrì le sue energie giovanili tra lo studio, l'insegnamento e il conforto agli ammalati.
𝙇𝙖 𝙨𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙪𝙣 𝙢𝙤𝙙𝙚𝙧𝙣𝙤 𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙖𝙥𝙥𝙚𝙡𝙡𝙖𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙣𝙚 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝘾𝙞𝙣𝙦𝙪𝙖𝙣𝙩𝙖.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1952 dal Vescovo Monsignor Pietro Capizzi, Don Mons. Mario Messina, venne immediatamente destinato alla Curia Vescovile come aiutante di Don Paolino Bellomo, allora cancelliere e segretario del Vescovo. Da quel momento, Don Mario non si staccherà più dagli uffici curiali, diventando negli anni il Cancelliere per antonomasia, figura di eccezionale e riconosciuta competenza giuridica e amministrativa.
Ma il Signore aveva in serbo per lui anche un'altra, fondamentale missione. Nell'ottobre del 1954, Monsignor Capizzi lo chiamò e gli disse testualmente:
«Questa sera lei andrà a dormire in ospedale».
Con l'arguzia e l'obbedienza che lo contraddistinguevano, il giovane sacerdote domandò soltanto se dovesse portarsi il materasso da casa. Le Suore di Ca**tà, tuttavia, avevano già preparato tutto. Da quella sera trascorsero quasi 65 anni: Padre Messina pernotterà sempre in ospedale, celebrando ogni mattina la Santa Messa all'alba per andare incontro alle esigenze del personale religioso e infermieristico in servizio.
Accanto al letto dei malati, Monsignor Messina si rivelò un pastore d’anime dotato di straordinaria amabilità e tatto sacerdotale, collaborato nel tempo da figure come Padre Nicolino Renda, dalle buone suore e da Monsignor Nicotra.
Nonostante i gravosi impegni curiali e il ruolo di Cerimoniere vescovile – ricoperto con eccezionale decoro per circa tre decenni – la sua cura per la pastorale ospedaliera non venne mai meno. Prediligeva la celebrazione della Messa domenicale nella graziosa e artistica chiesetta dell'ospedale, che amava adornare personalmente con tappeti e stoffe di raso, invitando spesso a celebrare il Vicario Generale, Monsignor Giuseppe Nicotra, mantenendo sempre alto il decoro della liturgia anche nel luogo del dolore.
A quasi un decennio dalla sua scomparsa, il ricordo di Monsignor Mario Messina resta quello di una "tribù" – la sua Radio Vita – e di una vita intera spesa come sacerdote, tra i registri della Curia e le corsie d'ospedale, lasciando un vuoto incolmabile ma un esempio intramontabile di fede e servizio.
𝙙𝙤𝙩𝙩. 𝙁𝙧𝙖𝙣𝙘𝙤 𝘿'𝙐𝙧𝙗𝙞𝙣𝙤
𝙂𝙞𝙤𝙧𝙣𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙖/𝘾𝙖𝙩𝙩𝙤𝙡𝙞𝙘𝙤