07/09/2026
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𝙂ela, illustre e vetusta citta’ nel periodo del paganesimo, non fu meno illustre e devota nel Cristianesimo. I primi documenti della sua fede risalgono al secolo VI. Benche’ non siano molti e grandiosi, tuttavia sono un indizio della vitalita’ cristiana della popolazione di Gela. Il legame del popolo gelese con la Madonna dell’Alemanna, costituisce una sintesi tra memoria storica, fede civica e appartenenza comunitaria. Nella memoria e nella devozione contadina e marinara, il titolo storicamente derivato dai Cavalieri Teutonici (Alemanna) è stato interiorizzato dal popolo nella forma dialettale Ramanna. Questa trasformazione linguistica riflette la familiarità di una comunità che ha visto nella Vergine non soltanto una figura teologica, ma una protettrice diretta delle campagne, del mare e della vita quotidiana di Terranova. La narrazione del ritrovamento miracoloso dell'icona nella contrada Betlemme — con i buoi che si arrestano e si inginocchiano sul terreno che custodiva la cassa con il dipinto — rappresenta il punto d'incontro tra la dimensione rurale e la consacrazione sacra della città. Il centro propulsore di questo culto e della vita religiosa della città è la Chiesa Madre, intitolata a Maria Santissima Assunta. L'edificio fu ricostruito a partire dal 1766 sulle fondamenta della più antica chiesa medievale di Santa Maria de' Platea, andata distrutta. Progettata dall'architetto Giuseppe di Bartolo e completata nella seconda metà del XIX secolo con l'imponente facciata neoclassica, la Cattedrale domina Piazza Umberto I ed è il vero cuore spirituale e monumentale di Gela. All'interno della Chiesa Madre si conserva la venerata icona della Madonna dell'Alemanna, collocata in una ca****la monumentale dedicata. In occasione della festività dell'8 settembre, l'immagine viene trasferita sull'altare maggiore e successivamente condotta in solenne processione per le vie della città. La storia della Chiesa Madre e del culto per la Patrona è stata segnata dalla presenza di sacerdoti e arcipreti che hanno saputo guidare la comunità sia sul piano spirituale sia su quello sociale e di tutela del patrimonio storico. Figura illuminata del XIX secolo, legato ai lavori di completamento e rifinitura della Chiesa Madre, nonché promotore dell'istruzione e della valorizzazione delle tradizioni sacre cittadine è stato Mons. Francesco Maria Di Bartolo. Durante i periodi più complessi del Novecento — tra cui i drammatici giorni dello Sbarco in Sicilia del luglio 1943 e il dopoguerra — i parroci della Chiesa Madre rappresentarono un punto di riferimento morale imprescindibile per la popolazione, garantendo la custodia delle sacre reliquie, tra cui l'antica icona dell'Alemanna, e promuovendo la ricostruzione civile e spirituale della città.
Buona festa dell’Alemanna
𝙇𝙖 𝙍𝙚𝙙𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚