Garage & Officina di Franco Cenerelli

Garage & Officina di Franco Cenerelli riparare, restaurare, modificare, migliorare

26/12/2025
13/09/2025

Puma, bel giocattolo!

Nel suo enigmatico Untitled (Exhaust Convolutions), l’artista – o forse l’artigiano post-industriale – propone una verti...
24/07/2025

Nel suo enigmatico Untitled (Exhaust Convolutions), l’artista – o forse l’artigiano post-industriale – propone una vertiginosa sinfonia di curve in acciaio ossidato che sfida i confini tra funzione e pulsione, tra meccanica e carne, tra ingegneria e desiderio.

Il collettore, oggetto nato per incanalare i gas esausti di un motore, qui si svincola dal suo ruolo servile e si erge a protagonista di una danza erotica tra tubi intrecciati. Nessuna saldatura appare casuale: ogni curva allude a una carezza proibita, ogni raccordo diventa un punto G meccanico, ogni ombra gettata nella scatola di cartone evoca una geografia segreta.

Questa installazione non è un semplice relitto di officina. È un manifesto del post-capitalismo sensuale, un’ode alla libido repressa del metallo, un’orgia ferrosa che richiama l’eros distopico di Crash di J.G. Ballard e le visioni lubrificate del futurismo di Marinetti.

Il cartone che ospita la scultura — gualcito, aperto come un ventre industriale — suggerisce una nascita, un parto rovesciato, una sacra esposizione. L’intera scena si offre allo spettatore con l’indecenza del corpo n**o non più censurabile: qui il peccato non è mostrarsi, ma non bruciare.

Opera immobile, ma potentemente dinamica, Untitled (Exhaust Convolutions) ci interroga:
è l’arte a sublimare il desiderio meccanico, o è la meccanica stessa a reclamare la propria pornografia?

09/07/2025
Dal trapano al microchip fiscale: come il progresso ci rende schiaviUn tempo un trapano era un trapano. Una carteggiatri...
06/07/2025

Dal trapano al microchip fiscale: come il progresso ci rende schiavi

Un tempo un trapano era un trapano. Una carteggiatrice era una carteggiatrice. Li compravi, li usavi, facevi fori o levigavi superfici, e nessuno ti chiedeva conto. Oggi invece il progresso ci vende strumenti “intelligenti” che sembrano pensati per tutelarci… ma che in realtà ci controllano.

Vi racconto un caso concreto: ho acquistato una carteggiatrice Mirka DEROS, un ottimo attrezzo per qualità costruttiva. Ma ecco la sorpresa: la macchina è dotata di Bluetooth e di un’app che “per il mio bene” calcola quante ore l’ho utilizzata, mi avvisa sui rischi da vibrazioni e monitora il mio lavoro.
Naturalmente ho disattivato il Bluetooth. Non perché io non tenga alla salute, ma perché so leggere tra le righe:

➡ “Monitorare le vibrazioni” oggi.
➡ “Verificare che tu lavori in sicurezza” domani.
➡ “Incrociare dati su ore lavorate e fatturato” dopodomani.

E se un giorno mi arrivasse un controllo fiscale perché “a fronte di tot ore di carteggiatura registrate dal tuo strumento smart non risulta un adeguato volume di fatturato”? Fantascienza? O futuro prossimo?

Pensateci: il passo è breve. Il trapano di domani potrebbe non funzionare più se hai superato i tuoi “fori mensili”, a meno che non passi al piano premium. L’auto potrebbe rifiutarsi di partire senza aggiornamento. Il software potrebbe bloccarsi perché hai “consumato” i tuoi salvataggi mensili.
Il progresso dovrebbe liberarci, non incatenarci

Questa non è evoluzione, è un ritorno alla servitù: la servitù digitale. Strumenti che diventano padroni, dati che diventano catene, sicurezza che diventa pretesto per sorveglianza.
E noi, complici inconsapevoli, corriamo ad abbonarci al prossimo attrezzo smart.

Progresso non è questo. Progresso è libertà, non abbonamento alla propria esistenza.

E tu? Sei ancora tu a possedere i tuoi strumenti o sono loro a possedere te?

16/06/2025

L’Auto del Popolo: il ritorno del carburatore

Con l’abbandono forzato dell’industria automobilistica globalista, troppo legata a interessi finanziari e vincoli tecnocratici, l’Italia torna a produrre l’auto per tutti, semplice, economica, riparabile ovunque, concepita come bene comune e strumento di libertà personale, non di schiavitù digitale o indebitamento a vita.

Piano Nazionale per l’Auto Popolare a Carburatore

Il governo della Nuova Italia, tramite l’O.I.A. (Officina Italiana Autonoma), vara un programma articolato:

Progetto: “F.I.L.O.” (Veicolo Funzionale, Italiano, Libero, Onesto)

Alimentazione: benzina o metano, carburatore semplificato e sistema bi-fuel opzionale (con predisposizione a gasogeno);

Niente centraline elettroniche: tutto meccanico, ispezionabile, riparabile;

Trazione posteriore o integrale per le versioni rurali;

Struttura modulare: ogni parte della vettura si può smontare con attrezzi comuni.

Parti di ricambio ottenute da demolitori, rigenerate, compatibili tra modelli.

Nessun brevetto industriale. Tutti i disegni meccanici e i manuali sono rilasciati in pubblico dominio.

Educazione Tecnica come Fondamento: scuola, meccanica e libertà.

Il nuovo sistema scolastico integra nei programmi della scuola dell’obbligo:

Corsi di meccanica di base già dalla primaria;

Laboratori reali di autoriparazione alle medie, con vetture reali smontate in aula;

Studio dei principi termodinamici, del funzionamento del motore a scoppio, impianti frenanti, cambio e differenziali;

Simulazione e guida reale (campo prova scolastico);

Ogni alunno, entro i 15 anni, dovrà:

smontare e rimontare un carburatore;

sostituire una cinghia di distribuzione;

dimostrare padronanza della guida su strada urbana e rurale.

Addio scuola guida: la patente è un diritto civile

Alla luce del nuovo modello educativo:

Abolite le autoscuole private;

La patente viene rilasciata dallo Stato con il diploma di terza media, previo esame tecnico-pratico condotto da un insegnante;

L’accesso anticipato alla guida consente maggiore autonomia familiare, specialmente nei contesti rurali e montani;

Le famiglie ricevono incentivi per acquistare un veicolo F.I.L.O. prodotto localmente (o uno rigenerato).

L’Officina è scuola, la scuola è officina

Molte ex concessionarie vengono convertite in:

Scuole pubbliche per meccanici e autogestione tecnica;

Laboratori comunitari per chiunque voglia imparare a riparare, trasformare, modificare;

Spazi per la progettazione partecipata dei modelli futuri: versioni agricole, da carico, sportive.

L’auto torna umana, l’Italia torna percorribile

Niente più leasing, rate o blocchi euro.

L’auto non è un gadget, ma uno strumento di lavoro, libertà e comunità.

Ritorno alla velocità umana, al piacere della strada provinciale, all’artigianato dei motori.

“Chi sa aggiustarsi il mezzo, sa aggiustarsi la vita.”
– Motto affisso all’Istituto Tecnico “Ferruccio Lamborghini” di Modena

Indirizzo

Via Flaminia 195
Calcinelli
61036

Telefono

+393490741792

Sito Web

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