04/11/2024
Gli Oggetti da Comunicazione di Morosin nel Design Punk degli Anni ‘80
Negli anni ’80, lo spirito provocatorio e la filosofia DIY (do-it-yourself) del punk si sono riversati non solo nella musica e nella moda, ma anche nel design. Un esempio emblematico di questa tendenza sono gli “Oggetti da Comunicazione” creati da Costantino Morosin, designer che ha unito materiali industriali e simboli iconici per produrre oggetti destinati a pubblicizzare le celebri feste del Black Out di Roma, storica discoteca della capitale.
I suoi oggetti erano semplici, ma dotati di grande forza comunicativa: in polipropilene, morbidi e accompagnati da etichette gialle con scritte nere. Tra i più noti vi è il tubo trasparente con ventosa, progettato per una festa alla Porta Segreta di G. Croce a Calcata, evento che radunò oltre 500 persone con il tema provocatorio “To Be or Not To Be.” Questa opera, come altri “oggetti da comunicazione,” andava oltre il semplice invito a un evento, diventando un simbolo tangibile della cultura underground e delle tensioni sociali dell’epoca.
Morosin, con il suo studio CM Wonders, rielaborava in chiave moderna antichi modi di comunicare attraverso oggetti significativi, ispirandosi a tecniche ancestrali come i nodi dei Nativi Americani o le mappe nautiche polinesiane. Non si trattava solo di strumenti di promozione, ma di “magici, ambigui oggetti da comunicazione” che trasmettevano un messaggio provocatorio e spesso ironico, trasformando l’atto del comunicare in un gioco simbolico e sensoriale.
Il Punk e il Design: Una Tendenza Internazionale
L’approccio di Morosin trova paralleli internazionali tra gli artisti e designer punk degli anni ’80, che sfidavano le convenzioni estetiche e i materiali tradizionali. Negli Stati Uniti, artisti come Barbara Kruger integravano messaggi taglienti e critiche sociali nei loro lavori, spesso stampando parole e immagini su materiali industriali, quasi sempre con colori forti e contrastanti. Anche in Europa, altri creativi come il collettivo Studio Alchimia in Italia o The Memphis Group sfruttavano materiali plastici e colori vivaci per esprimere una critica visiva al design convenzionale e al consumismo, unendosi allo spirito dissacrante del punk.
L’Importanza Sociale degli Oggetti da Comunicazione
Gli “Oggetti da Comunicazione” di Morosin riflettono un desiderio di andare oltre il semplice oggetto pubblicitario, proponendosi come catalizzatori di interazioni sociali. Il fatto che siano stati imitati evidenzia la loro forza iconica. In un periodo in cui la cultura giovanile cercava modi nuovi per esprimere la propria identità e il proprio dissenso, questi oggetti diventavano una forma di linguaggio non verbale che univa elementi di ribellione e satira.
La creazione di questi oggetti e i murales realizzati per il Black Out di Roma rappresentano oggi un’eredità preziosa di un’epoca, un pezzo di storia del design e della comunicazione visiva. Sarebbe interessante che il pubblico di allora, chi ha partecipato a quelle serate e possiede ancora qualche frammento di quegli eventi (fotografie, oggetti o racconti), potesse contribuire ad arricchire questo patrimonio culturale. Oggetti come il tubo trasparente con ventosa o la morbida freccia di polipropilene non solo richiamano un’epoca di festa e trasgressione, ma raccontano il bisogno umano di comunicare in modi non convenzionali e fortemente espressivi, rendendo tangibile l’essenza del messaggio che volevano trasmettere.
Questa storia di comunicazione “alternativa” ci invita a riflettere su come, in un mondo iper-connesso, il ritorno a forme simboliche e materiali di interazione fisica possa rappresentare un modo autentico per trasmettere emozioni e messaggi sociali. Morosin ha sfruttato i suoi oggetti come strumenti di controcultura, e oggi, guardandoli, possiamo riscoprire un mondo di gesti e simboli che, per quanto sovversivi, ci ricordano la nostra umanità condivisa.