Si chiamava Segesta un'antica città, non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia. La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfi. Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina. Questa "stagio
ne speciale" parte proprio dalle sue bellezze, quelle storiche e culturali di una Segesta che nel suo Festival ha sempre trovato ristoro, punto di riferimento per turisti e autoctoni, motivo di vanto e di supporto culturale a livello internazionale, perché ha visto calcare quel suo unico palcoscenico naturale da grandi della musica e del teatro. Sono anni complessi per la cultura in Italia, in Sicilia, tanto che quest'anno il Sito di Segesta "la prima città libera dell'Italia unita", torna a vivere attraverso il suo storico evento culturale, dopo un anno di fermo obbligatorio. Segesta oggi rilancia intorno all'identità culturale del suo sito archeologico: attraverso un progetto costruito espressamente per Segesta, più breve, ma di certo dalla forte intensità. Non un Festival, questa volta, ma un brande happening: 5 grandi notti, legate da un filo rosso introno al luogo e per quel luogo. Una stagione molto particolare, lunga 4 settimane, eventi immaginati e costruiti per festeggiare l'arte, per sottolineare il disagio che la cultura sta vivendo nel nostro paese, ma per rilanciare con una provocazione direttamente da Segesta: solo la cultura può salvare l'Italia. Tutti gli eventi ruoteranno intorno ad un simbolo fondamentale delle stagioni di segesta: le albe! Abbiamo pensato di rendere unica questa stagione attraverso un pensiero declinato, una riflessione per interrogarci ed interrogare il mondo sull'importanza dell'Arte, non un semplice cartellone di spettacoli, ma quattro lunghe notti per riflettere, immaginare e sognare intorno all'arte di produrre benessere attraverso la cultura.