La scuola di Posillipo e la sua luce

La scuola di Posillipo e la sua luce Mediterranea eventi

Consalvo Carelli (Napoli 1818 – 1892)Chiesetta della costiera olio su rame 18 x 26 Gonsalvo o Consalvo o addirittura Gon...
02/03/2026

Consalvo Carelli (Napoli 1818 – 1892)
Chiesetta della costiera
olio su rame 18 x 26

Gonsalvo o Consalvo o addirittura Gonzalvo.
Il pittore fa parte di una stirpe di artisti, tutti di rilevante spessore, vanno citati il padre, Raffaele, anch’egli uno degli esponenti della Scuola di Posillipo, il quale lo iniziò all’arte; i fratelli Achille, Gabriele e Giuseppe ed i nipoti, Salvatore e Conrad. Egli manifestò il suo talento sin da giovanissimo, espose, infatti, per la prima volta nell’Esposizione del 1830, a soli dodici anni.
Per perfezionare la tecnica dell’acquarello, che sarà in seguito da lui prediletta e al quale farà raggiungere la massima espressività, frequentò lo studio del pittore inglese William Leicht; fu in questo periodo, inoltre, che anche i suoi temi si arricchirono, infatti ai soggetti pastorali ed arcadici furono aggiunte vedute paesaggistiche e marine.

Vervloet FranzMalines 1795 - Venezia 1872Frans Vervloet, nonostante si sia allontanato spesso e per lunghi periodi da Na...
12/01/2026

Vervloet Franz
Malines 1795 - Venezia 1872

Frans Vervloet, nonostante si sia allontanato spesso e per lunghi periodi da Napoli, è uno fra i pittori che più hanno esercitato una marcata influenza nell’ambiente pittorico napoletano del periodo. La sua pittura subisce nell’arco della sua vita pochi ma consistenti cambiamenti; ancora molto giovane, Frans, realizza una caratteristica veduta dove la prospettiva atmosferica, protagonista principale, e la stesura di delicate gamme cromatiche la rendono tenue perlacea e intima. In seguito abbandona questa maniera di dipingere per darsi ad una sconsiderata bravura che si rileva soprattutto nella composizione prospettica.

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29/12/2025

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San Martino ritrova l'Ottocento

Duecento opere in dodici sale: nuovo allestimento per il racconto pittorico di un secolo (e di una scuola) Da Gemito a Palizzi e Pitloo

Fino a qualche anno fa l'800 napoletano, nelle arti figurative, non godeva di grande fortuna critica e di conseguenza collezionistica; troppo schiacciato dalle pesanti eredità sei secoli precedenti, soprattutto il 600, e messo da parte da quelle che sarebbero diventate le avanguardie che iniziavano a fare capolino già dalla fine del secolo.

Assecondando anche il tramonto dei Borbone, venivano considerati fenomeni provinciali le produzioni delle scuole di Posillipo e Resina con i loro rappresentanti. Invece la critica e la storiografia di settore già da qualche anno stanno riabilitando questa fase dell'arte napoletana e campana: così acquista valore aggiunto il nuovo allestimento della sezione dedicata all'800 della certosa di San Martino che aumenta l'offerta espositiva del sito.

Al precedente spazio che custodiva i lavori ottocenteschi se ne aggiunge un altro, al piano superiore, che permette di valorizzare le collezioni relative all'epoca; sono stati allungati anche gli orari di visita, portati fino alle 21 con ingresso gratuito dalle 14.

L'intervento è stato finanziato con un fondo Pnrr.

«Erano ambienti che avevamo trovato, in passato, in condizioni disastrose: ci pioveva dentro» racconta Massimo Osanna, direttore generale dei musei italiani, venuto a salutare la novità che è tra le prime da quando San Martino, Castel Sant'Elmo e villa Floridiana sono state unificate sotto un'unica direzione, quella dei musei nazionali del Vomero che ha conseguito l'autonomia.

« Oggi uno spazio significativo e panoramico si aggiunge all'offerta espositiva: ha premiato la scelta di unire i siti e trasformarli in ente autonomo».

Lo spazio inaugurato affaccia sulla città, con vista su piazza Municipio e la stazione marittima, donando un ulteriore spettacolo agli oltre 200 quadri esposti in 12 sale.

Per un gioco di parole facile, la parte del gigante la fa proprio Giacinto Gigante; oltre a essere esposti i suoi principali lavori l'aggiunta di superfici permette di mettere in mostra, a rotazione, anche la produzione di gouaches e acquerelli (di solito ritenuta minore) del pittore e incisore napoletano di cui San Martino possiede decine di esemplari.

Proprio in uno dei punti più panoramici è collocato «Tramonto a Caserta», tra i più prestigiosi: «Il tratto e l'uso del colore si possono considerare anticipatori dell'impressionismo» è il parere Isabella Valente, docente di storia dell'arte e curatrice della sezione.

Negli ambienti più ampi sono raccolti i dipinti di Teodoro Duclère, Consalvo Carelli, Gabriele Smargiassi, Salvatore Fergola e Frans Vervloet oltre le vedute en plein air della Scuola di Posillipo fondata da Anton Sminck van Pitloo:

«Bisogna ricordare che la prima cattedra pensata per il paesaggio fu data proprio a Pitloo dall'accademia di belle arti di Napoli» dice ancora Valente.

Un'altra pagina è dedicata ai linguaggi del realismo e del verismo con le opere di Filippo Palizzi, di Domenico Morelli, tra cui la grande tela «Il mercato dei piccoli schiavi», e di Antonio Mancini con il suo celebre «Prevetariello» al centro di una delle sale. In tema di vezzeggiativi napoletani che diventano titoli di opere, il «Malatiello» di Vincenzo Gemito fa compagnia ad una decina di altre sculture del genio partenopeo in un ambiente a parte.

In riferimento a questo non convince la disposizione dei lavori di Gemito sui blocchi, troppo ingombranti, così come le scelte cromatiche di alcune sale e la povertà dei testi delle didascalie, mentre è indovinata la scelta di esporre gli acquerelli di Gigante dentro antiche dispense che un tempo ospitavano monili e gioielleria, così come l'ironia contenuta in una cartello che presenta, come opera insuperabile, la vista del golfo: «Napoli dal vero» c'è scritto.

Completano il percorso bellissime ceramiche, in particolare quelle della manifattura Tagliolini, e le fotografie della città scattate nella seconda metà dell'800.

Il direttore ad interim dei musei nazionali del Vomero Luigi Gallo sottolinea come «l'800 sia il secolo in cui Napoli cambia volto e immaginario.

Con questo nuovo percorso vogliamo accompagnare il visitatore dentro quella stagione di grandi trasformazioni, attraverso opere che parlano di gusto, di viaggio, di collezionismo e di vita quotidiana».

Nella biglietteria della certosa è stata inaugurata ieri anche la mostra «Dietro il presepe»,

finanziata dalla Regione e in programma fino al 17 marzo 2026: un dietro le quinte delle natività per raccontare il lavoro, le tecniche, i materiali e i processi creativi che precedono la composizione finale, mettendo in luce l'evoluzione dell'arte presepiale napoletana dal Settecento ai giorni nostri; esposti pastori e fondali confezionati da varie botteghe cittadine.

di Giovanni Chianelli

Vervloet Franz(Malines 1795 - Venezia 1872)Frans Vervloet, nonostante si sia allontanato spesso e per lunghi periodi da ...
17/11/2025

Vervloet Franz
(Malines 1795 - Venezia 1872)
Frans Vervloet, nonostante si sia allontanato spesso e per lunghi periodi da Napoli, è uno fra i pittori che più hanno esercitato una marcata influenza nell’ambiente pittorico napoletano del periodo.

Napoli. L'odierna Piazza Municipio

Nicola Palizzi (Vasto 1820 – 1866)La dogana ad Avellinocm 25,4x37,8
28/10/2025

Nicola Palizzi (Vasto 1820 – 1866)
La dogana ad Avellino
cm 25,4x37,8

Anton Sminck van Pitloo (Arnhem,1790 - Napoli,1837) Strada di PompeiNato in Olanda (l'esatta dizione del nome è Pitlo), ...
23/10/2025

Anton Sminck van Pitloo (Arnhem,1790 - Napoli,1837)

Strada di Pompei

Nato in Olanda (l'esatta dizione del nome è Pitlo), inizia a studiare pittura fin da ragazzo. Nel 1808, presentato a Luigi Napoleone, al tempo re dei Paesi Bassi, ottiene un pensionato di formazione artistica in Francia, dove rimane fino al 1811. Raggiunge poi Roma, dove resta per un triennio, frequentando la colonia di artisti olandesi. Caduto Napoleone e finita la borsa di studio, su consiglio di un diplomatico e mecenate russo, Gregorio Orloff, si trasferisce a Napoli, da cui non si muoverà più (per i colleghi partenopei resterà sempre il "signor Pitiloo"). All'inizio degli anni Venti, apre una scuola privata di pittura a cui si formano Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Raffaele Carelli, Achille Vianelli: il nucleo originario della "Scuola di Posillipo". La pittura di Pitloo subisce nel tempo un'evoluzione che parte da un vitreo vedutismo di tradizione olandese, per approdare ad una sensibilità romantica del paesaggio, che risente della lezione di Corot, senza tuttavia dimenticare l'eredità seicentesca del vero. Attitudine accentuata, negli ultimi anni, dalla conoscenza delle innovazioni di Turner che, nel 1828, tiene una grande mostra a Roma. Nel 1822, Pitloo viene chiamato ad insegnare nel Reale Istituto di Belle Arti di Napoli; qui, nel 1837, muore prematuramente di colera. Sua figlia Sofia andò sposa al pittore Teodoro Duclère, il più fedele degli allievi di Pitloo.

Giacinto Gigante (Napoli 1806 - 1876)
18/10/2025

Giacinto Gigante (Napoli 1806 - 1876)

08/08/2024

Pilloletta di Napoletanità
A Napoli, zona Vomero esiste una strada denominata Via Pitloo ... Carneade ... chi è costui? Amici avete parlo di

Anton Pitloo
.. non tutti lo sanno ... ma il suo vero nome è Anton Sminck Pitlo ... con una solo "O" finale! Solo quando si stabilì a Napoli aggiunse una seconda "O"! Anton Sminck van Pitloo (Arnhem, 8 maggio 1790 – Napoli, 22 giugno 1837) fu un pittore olandese - napoletano ... quasi quanto Totò col suo Turco! Arrivato a Napoli decise di vivere qui, ammaliato dalla sua bellezza, e qui si sposò con Giulia Mori, sorella del noto incisore Ferdinando Mori, il 31 dicembre del 1818, nel quartiere Chiaia di Napoli. Assieme a Giacinto Gigante, è considerato fra i maggiori esponenti della scuola di Posillipo.
A lui va soprattutto riconosciuto di aver portato qui in città la tecnica della pittura “all'aria aperta”, proprio quella poi utilizzata da Monet in Francia, e con questa dipinse dei capolavori meravigliosi il cui soggetto era la nostra città partenopea. Nel 1820 aprì una scuola privata di pittura, con cui divenne il capostipite della scuola di Posillipo. Nel 1822 Pitloo fu nominato Professore Onorario presso il Reale Istituto di Belle Arti e nel 1824 gli venne affidata la cattedra di paesaggio presso la medesima accademia napoletana. Pitloo, infine, morì il 22 giugno del 1837, stroncato prematuramente dal colera. Fu sepolto a Napoli, nel cimitero dei Protestanti. Molte delle sue opere napoletane si trovano al primo piano del museo di Palazzo Zevallos.

Gino Campolongo

Gioacchino La Pira( 1839 - 1870)Notturno con Vesuvio, 1865
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Ducros Abraham LouisNapoli da PosillipoTecnica mista 80 x 110
28/06/2024

Ducros Abraham Louis
Napoli da Posillipo
Tecnica mista 80 x 110

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