Donne del Gargano in cammino

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L'ultima notte della mitica Uria - Rappresentazione teatrale 21.08.26, Bagno di Varano - Foto di Antonio Di Cataldo Glam...
26/08/2026

L'ultima notte della mitica Uria - Rappresentazione teatrale 21.08.26, Bagno di Varano - Foto di Antonio Di Cataldo Glamour

UN APPLAUSO CONDIVISO Il 21 Agosto, nel meraviglioso scenario del lago di Varano, l’avventura teatrale voluta dalla nost...
26/08/2026

UN APPLAUSO CONDIVISO
Il 21 Agosto, nel meraviglioso scenario del lago di Varano, l’avventura teatrale voluta dalla nostra associazione ha segnato il successo dell’impegno, del coraggio e dell’entusiasmo di persone che non hanno mai recitato Il loro debutto è stata una sfida autentica, viva ed emozionante: la dimostrazione che il teatro è anche CUORE e CORAGGIO, che a volte l’assenza di filtri accademici regala interpretazioni più sincere. Sulla scena si sono esibite socie che senza conoscere i trucchi del mestiere e senza maschere, si sono messe in gioco, riuscendo a vincere la loro sincera e toccante timidezza, la paura di affrontare il giudizio del pubblico ed anche il timore reverenziale di recitare accanto a MARIA ROSARIA VERA che da anni si dedica con passione al teatro e al cinema collezionando numerosi successi, grazie al notevole spessore valoriale del suo talento artistico. Dopo l’impatto iniziale con il pubblico, tutti si sono impegnati per dare vita ad una performance non priva di apprezzabile energia e disarmante naturalezza a cominciare dalle Uriane Isabella Ortore, Isa De Monte, Teresa Zappitelli, Filomena Bucci, socie che non hanno solo recitato, perchè hanno realizzato bellissimi costumi con vecchi ritagli di stoffa. Sulla scena, oltre alla preziosa presenza di Maria Rosaria Vera, ad offrire la possibilità di provare un’intensa risonanza emotiva, hanno contribuito la forza vocale di Gianni Cerrone (Ta**us), il tono solenne, compatto e profondo che hanno saputo dare al Coro Serena D’Antuono, Luciana Basile e Maria Giovanna D’Apolito, l’espressività della voce calda, vibrante e potente del giovane Angelo Palumbo (accusatore). Ed ancora la dizione chiara e corretta di Alessandro Stefania (pescatore), Emilia Stefania (accusatore come anche Concetta Pennelli), Annalisa Grossi, Emilia Massaro, la maturità espressiva e magnetica con cui Maria Vittoria Maiolini (Nunzia) ha saputo dare respiro ed anima al personaggio di Nunzia. Per concludere, sento il dovere di sottolineare anche la splendida energia di Miriam Del Fine, Francesca Di Benedetto, Angela De Lorenzo e Violante Iacubino, le bravissime allieve della scuola di ballo di Costanza e Marianna Scanzano che hanno mirabilmente trasformato la musica in movimento, passione, grazia, bellezza, emozione e l’impegno organizzativo dell’evento svolto da Dina Crisetti, la nostra instancabile Presidente (f.to Concetta Pennelli).

21/08/2026

🔵 "L'ultima notte della mitica Uria": in scena sul Lago di Varano.
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Donne del Gargano in cammino Comune di Cagnano Varano

Voci narranti: Maria Rosaria Vera, Massaro Emilia, Annalisa Grossi. In scena: Ta**us (Cerrone Gianni) e Nunzia (Vittoria...
20/08/2026

Voci narranti: Maria Rosaria Vera, Massaro Emilia, Annalisa Grossi.
In scena: Ta**us (Cerrone Gianni) e Nunzia (Vittoria Maiolini).
Accusatori: Angelo Palumbo, Emilia Stefania, Concetta Pennelli.
Uriane: Isabella Ortore, Isa De Monte, Teresa Zappitelli, Filomena Bucci.
Coro: Giovanna D'Apolito, Serena D’Antuono, Luciana Basile.
Pescatore: Alessandro Stefania.
Danzatrici: Miriam Del Fine, Francesca Di Benedetto, Angela De Lorenzo, Violante Iacubino.

19/08/2026
VENERDì 21 agosto 2026 - BAGNO DI VARANO - dalle ore 18
19/08/2026

VENERDì 21 agosto 2026 - BAGNO DI VARANO - dalle ore 18

25 aprile: Liberazione dal nazifascismo, ma anche delle donne dagli stereotipi del modello patriarcale rinforzato dal re...
24/04/2026

25 aprile: Liberazione dal nazifascismo, ma anche delle donne dagli stereotipi del modello patriarcale rinforzato dal regime.

Il 25 aprile insieme alla memoria della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo ricorda anche un’altra liberazione, meno raccontata e altrettanto decisiva: la liberazione delle donne da un sistema che le voleva mute, invisibili, obbedienti.
Il fascismo non ha solo imposto una dittatura politica, ma una dittatura dei ruoli, dei corpi, delle identità.
Il rapporto di Mussolini con le donne è problematico e contraddittorio, segnato da misoginia, paura e bisogno di dominio. Pur circondandosi di numerose amanti, il Duce — come osserva Mirella Serri — non amava le donne, ma le temeva, cercando in loro «l’amica devota» e la consolatrice, mentre le trattava come oggetti sessuali e negava loro autonomia e diritti.
Mussolini considera le donne incapaci di decidere, inadatte al voto, utili solo come madri e custodi della casa. «La donna deve obbedire… nel nostro Stato essa non deve contare».
Mussolini teme che il lavoro delle donne fomenti l’indipendenza delle donne e le distragga dal loro compito principale che è quello di proliferare.
Sulla scia di Giovanni Gentile e di teorici come Loffredo, che sostengono la “minore intelligenza” femminile e che la donna «sia del marito», il modello fascista è quello di un uomo padrone e una donna proprietà.

Il regime costruisce dunque la figura della donna muliebre e prolifica, madre di molti figli, moglie devota, lavoratrice agricola sotto il controllo del marito.
Una donna che non deve pensare, ma servire.
Una donna che non deve scegliere, ma obbedire.
Una donna che non deve partecipare alla vita pubblica, perché la politica secondo il Duce «è cosa da uomini».
Eppure, mentre il fascismo tenta di rinchiuderle nel focolare, le donne italiane vivono una realtà ben diversa. Lavorano nelle fabbriche, durante la guerra sostituiscono gli uomini al fronte, si organizzano, scioperano contro il carovita, protestano per il pane.
A Cagnano Varano, Giovannina Paolino, col diploma di maestra non insegna nella scuola pubblica per non sottomettersi al rituale della tessera fascista. Scuola che, negli anni del regime, è antidemocratica e classista (prefigurando il liceo classico per formare la classe dirigente), militarista (gerarchica), fascista (xché sopprime la libertà d’insegnamento ed esclude dall’insegnamento chi non ha la tessera del partito fascista).
Nel 1946, Giovannina partecipa alle elezioni amministrative come candidata nella lista unitaria PCI-PSI ed è la prima assessora di Cagnano, ma anche una delle prime in Italia dato che le donne riescono ad esercitare il diritto di voto solo in quell’anno. (comizio)
Sono donne che non accettano di essere ridotte al silenzio. Sono donne che resistono, donne che rompono la cornice disegnata dalla tradizione patriarcale.
Altre donne resistono in silenzio e, pur di ingoiare una briciola, a testa bassa, portano il peso senza esibirne la fatica.
E dal 1943, molte donne diventano partigiane. Combattono, rischiano, salvano vite, portano messaggi, nascondono armi, si oppongono alla violenza e alla paura. La Liberazione non sarebbe stata possibile senza di loro. Senza il loro coraggio, senza la loro disobbedienza, senza la loro visione.
Il 25 aprile è anche questo: la fine di un progetto politico che vuole cancellare la libertà femminile e l’inizio di un cammino nuovo, sancito dalla Costituzione, che riconosce finalmente la donna come persona, come cittadina, come soggetto di diritti.
Un cammino lungo, faticoso, non ancora concluso. Perché gli stereotipi e i pregiudizi sedimentati nel Ventennio hanno continuato a pesare per decenni. E ancora oggi, in forme diverse, li vediamo riemergere.
Per questo il 25 aprile non è una ricorrenza da celebrare una volta l’anno. È un impegno quotidiano. È la scelta di stare dalla parte della libertà di pensare, agire, manifestare, libertà dai condizionamenti, libertà per poter concretamente, essere se stessi, partecipare e trasformare la società in nome della dignità e dell’uguaglianza.
Uguaglianza che non è omologazione ma valorizzazione delle differenze. Il 25 aprile è la promessa di non tornare mai più a un tempo in cui la donna era considerata un ingranaggio della nazione, un corpo da controllare, una voce da zittire.
Oggi ricordiamo la Liberazione. E ricordiamo che la libertà delle donne è parte essenziale della libertà di tutti. Perché un Paese non è libero se le donne non sono libere.

Riflessioni tratte da "Vi potete mangiare anche l'erba", 2023

02/04/2026

Cagnano, 28 marzo 2026: L'Associazione Donne del Gargano in cammino ha incontrato i ragazzi della Scuola Media di Cagnano per promuovere e valorizzare la cultura del territorio e dell'acqua come bene primario da tutelare

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Cagnano Varano
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