14/01/2024
ALESSANDRO: Poco più di un anno fa, lo ammetto, ho considerato l'idea di chiudere con il teatro. Troppo difficile da portare avanti, se non hai un'organizzazione alle spalle, un mondo dominato, con poche brillanti eccezioni, da gente che campa di soldi pubblici erogati con il solo scopo di sfrantecare i maroni al pubblico, o - peggio ancora - di portare in scena l'equivalente del cinepanettone.
Poi sono dimagrito, mi sentivo meglio, ho adottato una disposizione positiva nei confronti della vita. Ho imparato a gioire delle cose che contano davvero, e fottermene del resto. E' allora che Deborah Murru ha risposto a un mio appello per la preparazione di uno spettacolo. Conoscerla è stata una ventata d'aria pura. Un'attrice modesta, gentile, talentuosa, e fottutamente VERA.
Con lei, e accompagnato dal mio amico di una vita, Stefano Ancis, tastierista e compositore, compagno di innumerevoli battaglie, giovedì 18 porteremo in scena allo Yaqqu Bar "WORDS OF FIRE AND ICE", uno spettacolo antologico in cui poesia, prosa, teatro coesistono e si intrecciano nella ricerca delle parole più belle.
Nel prepararlo, mi sono riproposto non leggere che lo stretto necessario: volevo andare in scena ed espormi, riprovare la tensione, l'emozione. Ritrovare quel fuoco che mi ha bruciato in tutti gli anni più belli della mia vita. Ecco, se esiste una chiave di lettura in "Word of Fire and Ice" è questa: ritrovarsi. Provare nuovamente il brivido e la febbre della scena.
Ritrovarsi. E allora ritroviamoci insieme.
Io, Debbie e Stefano abbiamo fuoco e ghiaccio da gettare sul palco.