21/02/2026
Nel nostro ultimo concerto abbiamo scelto di interpretare il Concerto grosso di Helmich Roman, una pagina affascinante e sorprendente del repertorio barocco.
Il concerto grosso nasce come dialogo: un intreccio tra il concertino (un piccolo gruppo di solisti) e il ripieno. Tradizionalmente, in questa forma, il clavicembalo svolge il ruolo di basso continuo, sostenendo e accompagnando l’armonia.
In questo brano, invece, Roman rompe gli schemi: il clavicembalo non si limita ad accompagnare, ma emerge con vere e proprie parti solistiche, prendendo la scena e dialogando alla pari con gli altri strumenti. Una scelta audace e innovativa per l’epoca, che amplia i colori e le possibilità espressive dell’ensemble.
Abbiamo voluto inserire questo concerto all’interno della nostra rassegna dedicata al concerto grosso proprio per questo motivo: dare voce al clavicembalo, valorizzarlo non solo come fondamento armonico, ma come protagonista capace di raccontare, brillare, sorprendere.
Per noi la parola ensemble ha un significato profondo. Significa condivisione, ascolto reciproco, coinvolgimento autentico di ogni membro del gruppo. Significa costruire un percorso insieme, dove ogni voce è essenziale e ogni strumento ha qualcosa di unico da dire.
Questo brano incarna perfettamente la nostra idea di fare musica: dialogo, equilibrio e partecipazione.
Al clavicembalo Noemi Mulas