Never Wine Alone

Never Wine Alone |• A.I.S. •|• WSET •|• Sale Manager Wine •| Wine Teller • Wine Tasting • Wine Writer • Wine Consultant •| |• Management • Marketing • PR •|

Never Wine Alone è un preludio, una scintilla di idea da nutrire e dissetare. Un’emancipazione del dilettantismo in cui la gioia di condividere una bottiglia è più importante del risultato. Una ricerca del bello e del buono ma senza altari da cui profetizzare cosa sia uno e cosa l’altro.

È cultura che genera curiosità, curiosità che genera coscienza, coscienza che genera responsabilità.

È ricerc

a enologica e vitivinicola con leggerezza ma non con superficialità. Never Wine Alone è la sintesi di un comune desiderio. Degustatori inquieti che cercano strade non battute per esprimersi invertendo l’ordine degli addendi in un mondo in cui il sapere è sentire, il sentire è spesso sentito dire e il gustare è relegato per ultimo, quasi fosse accessorio. Ci smarchiamo da tutto questo insieme a voi, allontanandoci da tutto ciò che sono schemi preconfezionati, linguaggi cattedratici, vacue imitazioni. Nessun meta-snobbismo o tradimento di classe. Con voi vorremmo fare altro. Condurvi alla degustazione del Vino senza preconcetti, dogmi impartiti dal mercato o logiche di prezzo. Organizzare eventi per cui il leitmotiv sia lo scambio di sensazioni e aneddoti in un ambiente rilassato e conviviale. Portare il concetto che ciò che è memorabile non è mai nato da una formula, scrollandoci di dosso quel senso di inadeguatezza che avvertiamo di fronte ad un vasto e inesplorato mondo come può essere quello eno-gastronomico. Nessun errore, nessun rimprovero e nessuna condanna. Nessun understatement per fare capire che sappiamo ma non vogliamo ostentarlo. Nessuna gara onanistica alla ricerca del sentore perduto. Vogliamo imparare da voi prima che voi impariate da noi. La cieca ritualità o la disperata memorizzazione di concetti e formulari sono gesti fini a se stessi. Per noi invece “non esiste descrizione organolettica senza convivialità, non c’è convivialità senza estetica e non c’è estetica senza il piacere”. Iacopo
Thomas
Stefano

|𝚂𝚘𝚖𝚖𝚎𝚕𝚒𝚎𝚛 𝙰.𝙸.𝚂|
| 𝚆𝚂𝙴𝚃 • 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚊𝚗𝚍 𝚂𝚙𝚒𝚛𝚒𝚝 𝙴𝚍𝚞𝚌𝚊𝚝𝚒𝚘𝚗 𝚃𝚛𝚞𝚜𝚝 |
| 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚃𝚊𝚜𝚝𝚒𝚗𝚐 • 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚆𝚛𝚒𝚝𝚎𝚛 |
| � 𝙼𝚊𝚜𝚝𝚎𝚛 𝚄𝚗𝚒𝙵𝚒 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝙼𝚊𝚗𝚊𝚐𝚎𝚖𝚎𝚗𝚝 𝚊𝚗𝚍 𝙼𝚊𝚛𝚔𝚎𝚝𝚒𝚗𝚐 𝚂𝚝𝚛𝚊𝚝𝚎𝚐𝚢 � |

@monique.co l
19/06/2026

@monique.co l

Era da un po’ che non sentivo nominare la famiglia Pinault. Poi, all’improvviso, nel periodo più arido di vita sociale della mia esistenza, in cui le occasioni di interazione col mondo esterno si contano sulle dita di mezza mano, ecco spuntare fuori la famiglia Pinault ben due volte su due incu...

Un giornalista sudafricano, Michael Fridjhon, analizzando la caduta dei consumi con particolare riferimento al mercato d...
17/06/2026

Un giornalista sudafricano, Michael Fridjhon, analizzando la caduta dei consumi con particolare riferimento al mercato di qualità del vino propone un’interessante ipotesi che si condensa, ma solo parzialmente, nel titolo di un suo articolo “Quando i media muoiono, il vino pregiato diventa solo un altro bene di lusso creato in laboratorio”

In pratica lui vede una connessione molto stretta e biunivoca tra il netto calo di interesse per i media (cartacei e non) che parlano di vino e la diminuzione del consumo del vino, specie per quello di qualità.

Il calo dei media sul vino però è dovuto anche ad una diminuzione della qualità della proposta editoriale stessa, che sembra sempre meno interessare chi beve, tanto che se il consumo del vino è in calo (non tanto in Sudafrica) tutti i media che ruotano attorno al vino sono invece in caduta libera.

“Non si tratta di una questione puramente accademica. È al centro della sopravvivenza del vino come forma d’arte, al crocevia tra l’arte della produzione e le competenze necessarie per apprezzarne il valore. I produttori che non riconoscono questo aspetto come fondamentale, che ritengono che un marketing accorto sia sufficiente per garantire il successo a lungo termine, potrebbero scoprire troppo tardi che il loro mercato è svanito nel nulla.” E ancora “Senza comprendere le condizioni che danno vita a un grande vino, i consumatori non pagheranno il prezzo necessario per produrlo. Anziché lamentarsi del calo dei consumi e affidarsi a influencer che posano con bottiglie e bicchieri in mano, produttori, commercianti e scrittori devono investire nella ricostruzione – quasi da zero – di un pubblico che comprenda cosa sia il vino e come arricchisca la vita. Chiunque operi nel settore dei vini pregiati e riconosca l’importanza del terroir e della produzione legata al territorio è a rischio. Non ci sono eccezioni. È responsabilità di chiunque abbia a cuore il vino garantire un coinvolgimento autentico”.

La crisi dell'editoria enoica rischia di far perdere di vista il concetto di vino come prodotto culturale, relegandolo a bevanda industriale.

10 ANNI DI NEVER WINE ALONE Secondo TempoBOTTLE PARTY con i vini del cuoreDomenica 5 Luglio 2026Presso La Sabbiona Canti...
12/06/2026

10 ANNI DI NEVER WINE ALONE
Secondo Tempo

BOTTLE PARTY con i vini del cuore

Domenica 5 Luglio 2026
Presso La Sabbiona Cantina Agriturismo a Faenza (RA)
Dalle ore 15.00 alle ore 22:00.

Bottle Party dove si apriranno bottiglie, senza soluzione di continuità, di produttori e vigneron amici, dalla Romagna e dall'Italia, dall'Italia alla Francia poi Spagna e oltre ancora.

A Faenza perchè Never Wine Alone ha diverse anime. Degustazioni e bevute, Brisighella e Faenza, Romagna y todo el mundo.
Il padrone di casa è la persona che per prima si è accorta di noi dieci anni fa ed é quindi un bellissimo cerchio che si chiude ma che non si chiude. Grazie Mauro Altini

Due formule diverse:

BRACCIALETTO BIANCO
Dj set, Vino, Torneo di badminton e ancora vino e ancora musica, Merenda e Piscina fino alle 19.30.

BRACCIALETTO NERO
Dj set, Vino, Torneo di badminton e ancora vino e ancora musica e merenda.

Con il favore delle tenebre ci raggiungeranno gli amici su per un po' di mixologist made in Romagna.

Per informazioni, prezzo, prenotazione
Iacopo Casadio
3351026989
Thomas Berardi
+393394888858
Stefano Papa
+393398182820

(Gradito messaggino whatsapp o sms preventivo prima di chiamare).

10 ANNI DI NEVER WINE ALONEPrimo TempoRONCHI DI CASTELLUCCIO - Una MonografiaSabato 4 Luglio 2026Presso l' Ca Agriturism...
10/06/2026

10 ANNI DI NEVER WINE ALONE
Primo Tempo

RONCHI DI CASTELLUCCIO - Una Monografia

Sabato 4 Luglio 2026
Presso l' Ca Agriturismo Cà Di Mezzo a Brisighella (RA)
Ore 19.30

Prima degustazione pubblica con una VERTICALE dei vari

Ronco del Re 2000, 2010, 2023

Ronco dei ciliegi 1982, 2005, 2020

Ronco delle Ginestre 1992, 2006

Ronco Casone 1986, 2020

Ronco della Simia 2020, 2022

12 etichette per ripercorrere la storia di Castelluccio.

Saranno presenti tutti gli attori che hanno fatto parte della storia di Castelluccio. Dalla Famiglia Baldi, alla Famiglia Fiore e agli attuali proprietari la Famiglia Rametta, nella figura di Aldo e Paolo, con i quali è stata pensata e organizzata la serata.

Ci sarà un tavolo di probiviri composto da Remigio Bordini, Francesco Bordini, Giorgio Melandri , Nelson Pari e altri, con i quali dialogheremo e ripercorreremo questi 52 anni di storia romagnola.

Ci sarete voi ne sono certo, e ci saremo anche noi NWA, che dopo tanto peregrinare, torniamo a casa.

Per informazioni, prezzo, prenotazioni (obbligatoria)
Iacopo Casadio 3351026989

30 posti, no more.
VIA

“Filippo, non puoi credere a quello che mi è successo oggi. Alle dieci meno un quarto della mattina si sono presentati q...
04/06/2026

“Filippo, non puoi credere a quello che mi è successo oggi. Alle dieci meno un quarto della mattina si sono presentati quelli di Chateau Lafite.”
“James, avevi un degustazione prima di pranzo con qualche cliente del ristorante?”
“No. Volevano vendere del vino.”
“?!?!?!?!?!”
“E non sono i soli. Ci hanno provato anche quelli di Haut Brion.”
“Ti credo solo perché ci conosciamo da 15 anni. Alla fine, hai comprato qualcosa? Magari a prezzi stracciati?”
“No! Non c’è domanda dai clienti e questi vendevano a prezzi appena sotto l’importatore ufficiale ma ben al di sopra del mercato secondario (cioè quello delle vendite post en primeur, ndr), in drammatico calo.”

A Londra sta succedendo una cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile.�
Lafite e Haut-Brion — sì, proprio loro — organizzano tasting privati nei ristoranti per vendere quello che hanno in cantina. Porta a porta. In silenzio. Quasi di nascosto. Come contrabbandieri. Bordeaux sta provando a saltare importatori e distributori per vendere direttamente ai ristoranti. Come mai?

Diamo uno sguardo ai numeri. Il mercato del fine wine non sta attraversando una “fase di assestamento”. Sta facendo i conti con un vero e proprio tracollo. Il Liv-ex Bordeaux 500 ha avuto una performance del -3.9% in un anno e -14.9% in due anni; il Fine Wine 50, cioè il termometro dei Premier Cru a Bordeaux, ha ceduto il 2.5% in un anno e il 13.7% in due anni. Il Burgundy 150 segna -14.4% a due anni, e Decanter stima di un calo reale di circa il 30% dal 2024. L’Italy 100 cede “solamente” il 7.2% in due anni. In sintesi: a Bordeaux si soffre, la Borgogna sanguina e il Piemonte e la Toscana farebbero bene a non ridere troppo.

Eppure una parte del settore continua a ragionare come se fossimo ancora nel pieno del bull market pandemico, quando bastava avere sull’etichetta “ex-château” o “mise en bouteille au domaine”, infilare due punteggi monstre e aspettare che il mercato si autoconvincesse che qualsiasi cifra fosse, in fondo, giustificata.

Il giocattolo si è rotto. Decanter ha descritto la campagna di marzo 2026 di La Place de Bordeaux come la più piccola degli ultimi anni: 56 release contro circa 80 dell’anno precedente. Due settimane fa a Londra sono usciti Latour 2019 e Les Forts De Latour 2020, ex-primeur (Latour fa uscire le bottiglie quando ritiene che l’annata sia pronta). Winebourse, l’autorità in materia di en-primeur, ha definito la release di Latour a £465 a bottiglia (più IVA e accisa, of course) come “fair, not generous”. La release di Forts a £140 a bottiglie è stata etichettata come “strong pass”. “Lasciate perdere”.

Nel pezzo Intravino del 17 marzo (“Qui qualcuno ha idee parecchio confuse sul prezzo dei vini”) si ricorda, giustamente, che il prezzo è quanto il mercato è disposto a pagare. È vero, ma non basta. Il mercato del fine wine dimostra che la realtà è più complessa. Nei vini che vivono di mercato secondario, punteggi e scarsità amministrata, il prezzo non è soltanto l’incontro tra domanda e offerta. È anche il risultato di una specifica regia. La regia dei produttori.

E quando quella regia fallisce, si vede come nel caso di Lafite e Haut-Brion.
Il problema, ovviamente, non è solo del fine wine. È proprio il vino, in generale, che non gode di buona salute. L’OIV ha stimato per il 2024 un consumo mondiale di 214 milioni di ettolitri, in calo del 3,3% sul 2023, il dato è il livello più basso dal 1961. La produzione mondiale 2024 è stimata a 226 milioni di ettolitri, il livello più basso in oltre 60 anni, con un -5% sul 2023. Nel 2025, la produzione è salita, di poco a 232 milioni di ettolitri ma la domanda latita sempre di più. La favola del “basta aspettare e il mercato si riprenderà” comincia a suonare come il “si riassorbirà” di quei vini che hanno fatto troppo legno.

Domanda in calo? “Non per i miei vini!”. Questo è stato il mantra di molti per anni, ignorando una realtà che si stava consolidando. Il vero problema per loro era la filiera, per anni usata come capro espiatorio universale. Importatori cattivi, distributori avidi, ristoratori esosi, succhiavano il sangue al povero produttore.

I numeri raccontano un’altra storia, almeno nel Regno Unito. Il report WSTA/Cebr dice che, nel 2022, il comparto wine & spirits ha generato £76,3 miliardi di fatturato e £22,6 miliardi di valore aggiunto lordo; il 39% del fatturato per i produttori arriva da grossisti, importatori e distributori, mentre il 46% del viene dall’on-trade (**). Quindi, il valore si crea su tutta la lunghezza della catena del valore del vino, non solo da chi produce. Morale: il produttore che oggi tenta di saltare la filiera scopre una verità sgradevole: la filiera non è solo un costo.

I produttori a Bordeaux sono il caso più eclatante, illusi per anni che si potesse sostenere un livello di prezzi irragionevole, anche grazie al sistema dell’en-primeur. Possiamo parzialmente perdonarli visto che per la maggior parte sono aziende più che vigneron.

Più difficile da digerire è l’atteggiamento della Borgogna. Per anni ha beneficiato di scarsità reale e domanda isterica, ma in molti, dalle parti di Vosne-Romanée hanno seguito lo stesso schema: spingere i prezzi fin dove possibile, contando sul mercato. Potremmo parlare per ore di come Madame Leroy trattenga le bottiglie in cantina per gonfiarne artificialmente i prezzi, rivendendole quando più le conviene (2012 Chorey Les Beaune Rouge a EUR 1.100 la bottiglia anyone? Listino 2026).

Quando il benchmark perde circa il 30% in due anni e in UK il mercato secondario è fermo, il meccanismo smette di funzionare. Tre settimane fa quando mi sono recato a Beaune, sempre più produttori faticano a raggiungere il consumatore finale. Con bottiglie “normali” (village) oltre i 150 euro al ristorante e en-primeur alle stelle, anche per un’annata come la 2024, il risultato è semplice: si vende meno.

E il Piemonte o la Toscana? Siccome la correzione dei prezzi è stata meno violenta, qualcuno penserà di essere immune alla catastrofe. In realtà è solo meno esposto, perché è entrato più tardi nel circuito del fine wine. Il percorso però è lo stesso. Prezzi in salita, costruzione dell’aura, crescente dipendenza dal mercato secondario, tolleranza verso listini sempre più tesi. Non è un’ipotesi. È una traiettoria già avviata. La differenza è solo temporale. Il Piemonte e la Toscana non sono immuni. Sono in ritardo.

Le soluzioni esistono, ma fanno tutte orrore al settore.

Bisognerebbe abbassare i prezzi davvero, non fingere generosità con tagli per lo più cosmetici. Su questo, almeno io, sono tranquillo, se non ci penseranno i produttori, ci penserà il mercato. La mano invisibile di Adam Smith colpirà ancora.

Bisognerebbe ridurre la produzione e, forse, anche la proliferazione di etichette e cuvée che servono più all’ego che al mercato. Vogliamo parlare della parcellizzazione delle vigne (leggi MGA et similia) o commentare il fatto che tutti adesso debbano avere un Monvigliero in produzione altrimenti non sono nessuno? Vogliamo veramente avere sottozone in qualunque vigna come qualche produttore a Dolceacqua? Imbottiglieremo filare per filare?

Bisognerebbe riportare il vino a una comunicazione più vicina al consumatore. Serve una comunicazione che faccia percepire il vino non esclusivamente come un prodotto elitario e di lusso. Serve una formazione del settore HORECA che insista più sull’esperienza del cliente e meno su schede di degustazione che siano AIS o WSET.

Se non iniziamo tutti quanti a marciare in questa direzione, avremmo sempre più cantine come Lafite e Haut-Brion (già vedo Roberto Conterno con la valigetta piena di Arione, Francia, Vigna Molsino e Monfortino) aggirarsi per Londra oggi, e magari Milano domani, come pusher del proprio prestigio, bussare alla porta, entrare col campione, versarlo nel bicchiere. E alla fine scoprire che il vero problema non era il canale di distribuzione. E forse nemmeno il prezzo. Ma soprattutto l’idea che hanno di sé stessi.

(*) = James è un nome di fantasia ma un personaggio reale. James è Head Sommelier di un ristorante stellato da tempo e che ha una delle cantine più prestigiose ed eclettiche di Londra.�
(**) = On-trade, nella tradizione anglosassone, indica il canale di vendita in cui il vino viene consumato sul posto, come ristoranti, bar, hotel e locali. È contrapposto all’off-trade, cioè la vendita al dettaglio per il consumo casalingo (enoteche, supermercati, online).

https://www.intravino.com/primo-piano/se-chateau-lafite-e-haut-brion-a-londra-vendono-porta-a-porta/?fbclid=Iwb21leARC-ZBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR7vH-t6Vy078szseBy2E0FkiqTEzi4HkBddG8kNqBnqUMnSix0KAfsDo1S7wQ_aem_Wrj0QSBZt05zWOZeFhf1Sw

“Filippo, non puoi credere a quello che mi è successo oggi. Alle dieci meno un quarto della mattina si sono presentati quelli di Chateau Lafite.” “James, avevi un degustazione prima di pranzo con qualche cliente del ristorante?” “No. Volevano vendere del vino.” “?!?!?!?!?!”... ...

Spring is only spring to the majority of the wine drinkers.To those who are devoted to Bordeaux, spring is more than tha...
02/06/2026

Spring is only spring to the majority of the wine drinkers.

To those who are devoted to Bordeaux, spring is more than that. It is the opening of the Bordeaux En Primeur season.

Last week, all the common-or-garden variety of the wine trade travelled to the most glamorous wine region bar none to have the first sip of that deep, dark, glamorous juice straight from the new and shiny barrels. That is you. Then you come home galvanised by all the wine, all that beautifully French talk, and all those beautiful people with stained teeth laughing. And then there are the Instagram pictures and the LinkedIn takeaways. You write that this is a nice, fresh vintage—the hallmark of this vintage, arguably. Is this a great vintage? You cautiously wait for the critics to declare it so, and then boast.

At the same time, collectors’ interest in Bordeaux En Primeur is as dead as a bucket of ashes, to paraphrase Hemingway. It is no longer clear why anyone needs to buy early.

And then, there’s me, who spent the last week (and the previous two as well) desperately trying to make sense of the last twenty years’ worth of Bordeaux EP release prices, turning the data upside down and sideways. My laptop exploded, and my sanity went with it.

Just before that happened, here’s what I found out.

I analysed the historical En Primeur release price (ex-merchant) in € for 126 Grands Crus Classés and their closest equivalents in Pomerol and Saint-Émilion (although Pomerol remains patchy in terms of data).

The pressing question I wanted to answer was: have the prices of Bordeaux EP increased over time?

But before I could answer that, I needed to manipulate the data. I took the average, the trimmed average (i.e. excluding the top and bottom 5% outliers), the median and the average of the top 10% of châteaux. The last two produced the most interesting results. Then, I needed to adjust the release prices to make them comparable. Without getting too much into the more tedious details, I made three adjustments:

Inflation → I converted the data from nominal to real terms, meaning each vintage has been adjusted for inflation. Simply put, €50 was worth more 20 years ago than it is today.

Carry → I adjusted the data to account for interest rates. In other words, the release price only makes sense if I consider the cost of capital over time. I tested both two-year and five-year forward adjustments, and the results did not materially change.

Quality → Much of the trade’s focus—and pricing—centres on quality. I therefore normalised release prices using Decanter vintage scores.

The results are shown in the chart below:

The blue bars show the median release price: the “middle” price—half of the wines are more expensive, half are cheaper. This avoids being skewed by extreme outliers.

The red bars show the average price of the top 10% of producers, isolating prices at the very top end of the market.

The median shows what is happening across Bordeaux as a whole, while the top 10% reflects how the most sought-after estates behave.

The first observation is straightforward. Neither series follows a clear upward or downward trend. Prices rise, fall, and rise again—but without a consistent long-term direction once those major factors are stripped out.

What this highlights, in particular, is just how dynamic Bordeaux En Primeur pricing really is. Price cuts during vintages such as 2008 and 2019—shaped by the global financial crisis and the pandemic, respectively—were reversed very quickly, with prices rising again the following vintage.

I believe this degree of flexibility is unique to the Bordeaux market.

Zooming in on individual vintages, 2024 was not as cheap as it was often portrayed. For the median producer, it sits closer to the more expensive vintages than the cheapest, while for the top 10%, it ranks as the fourth cheapest.

This gap also reveals that the spread between cheap and expensive wines is much wider at the top end of Bordeaux. In statistical terms, the dispersion of release prices increases as you move up the quality ladder, meaning that top châteaux push prices further than the median producer, both on the upside and the downside.

The cheapest released vintage in the last twenty years is 2008, at roughly 46% below 2024. For top producers, 2014 and 2019 emerge as the next cheapest, at around 15% below 2024, while for the median producer, 2015 and 2006 are among the least expensive.

These findings are interesting because, as a reminder, both vintage quality and economic conditions have been stripped out. This suggests that châteaux may over-discount in weaker vintages or tougher market conditions—or, conversely, overprice in more favourable ones.

Have Bordeaux En Primeur release prices increased? Last week, the entire wine trade travelled to the most glamorous wine region bar none to taste the 2025 vintage straight from barrel, while I spent the week — and the two before it — trying to make sense of the last twenty years of Bordeaux En P...

Tutti i pezzi stanno trovando la propria collocazione. Un week end non tanto per celebrare ma per ringraziare chi ci ha ...
28/05/2026

Tutti i pezzi stanno trovando la propria collocazione. Un week end non tanto per celebrare ma per ringraziare chi ci ha seguito e ci ha dato fiducia in questi anni.
Le date sono fissate. Le location sono state concesse e gli attori coinvolti hanno dato il proprio assenso.

10 anni di Never Wine Alone in due tappe, perchè almeno due sono le anime che convivono all'interno di questo collettivo.

Sabato 4 Luglio, presso l' Ca Agriturismo Cà Di Mezzo , alle 19.30, ci sarà LA degustazione, che si propone come sublimazione di un lungo percorso personale, professionale e degustativo di quasi cinquanta degustazioni pubbliche. Una monografia sulla cantina tra le più storiche della Romagna (e non poteva non essere romagnola), tra le prime realtá a vanificare a singola vigna. Avanguardia pura per gli anni 70 in Italia.
Una monografia di di cui assaggeremo tutte le decadi dagli anni 70 ad oggi, di tutte le diverse etichette aziendali: Ronco del Re, Ronco della Ginestra, Ronco Casone, Ronco dei Ciliegi, Ronco della Simia.

A brevissimo i dettagli e apriremo le iscrizioni. Personalmente non ricordo in Italia una degustazione pubblica con una verticale cosi profonda dei vari Ronchi.
Aldo e Paolo Rametta, gli attuali proprietari, saranno presenti insieme a noi e a tanti altri esimi ospiti.

DOMENICA 5 LUGLIO
Prevale l'anima più disimpegnata e incline al fracasso e spasso.

Bottle Party dalle ore 15.00 presso La Sabbiona Cantina Agriturismo . Si apriranno bottiglie senza soluzione di continuità, di tutti i produttori amici di NWA e anche di cantine che ci piacciono e che beviamo spesso, dall'Italia e non solo. Sarà festa vera a tema e in stile "Wimbledon". Dress code obbligatorio.

Anche qui, seguiranno dettagli ma si ci sarà la piscina, sí ci sará Dj Set tutto il giorno e si ci sarà un mega torneo di Badminton e sì, il vino, come sempre sarà il trait d'union di tutto e tutti.

Faremo diversi post in avvicinamento al week end, così da rendervi edotti di tutti i dettagli, ma intanto tenetevi liberi e segnate le date in agenda.

Grazie per l'attenzione.
A prestissimo.

Non inserire Arpepe, nell'ultima degustazione di febbraio sulla Valtellina, dimostra quanto un'areale sia riuscita ad af...
25/05/2026

Non inserire Arpepe, nell'ultima degustazione di febbraio sulla Valtellina, dimostra quanto un'areale sia riuscita ad affrancarsi e si sia emancipata con tanti produttori ad aver raggiunto un livello di assoluto valore. Non inserire Comando G in una degustazione di New Wave sp****la è avanguardia pura.

Navarra, Castilla Leon, Canarie, Ribera, Rioja, Galizia.
Albariño, Listán Blanca, Vijariego blanco, Baboso blanco, Forastera, Gual, Verdejo, Godello, Garnacha Blanca, Garnacha Tinta, Tempranillo, Viura, Listan Negro.

VINI IN DEGUSTAZIONE:

A Cesteira

Blanco

Majuelo El Espejo

La Llorona

Naturaleza Salvaje Blanco

Viñedos en San Vicente de la Sonsierra

Benje

Las Violetas Garnacha

Laventura Garnacha

Ci vediamo a luglio per i 10 anni di

Grazie alla Famiglia Dalle Fabbriche per l'accoglienza ed il supporto

«Agilulfo sollevò il calice vuoto, e benché non potesse bere, l’idea stessa del vino gli dava una paradossale sensazione...
19/05/2026

«Agilulfo sollevò il calice vuoto, e benché non potesse bere, l’idea stessa del vino gli dava una paradossale sensazione di presenza, come se quel liquido fosse il segno tangibile di un’esistenza reale».
Italo Calvino – Il cavaliere inesistente

Dalla Rassegna del Corriere della Sera

Indirizzo

Brisighella
48013

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