Never Wine Alone

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Never Wine Alone è un preludio, una scintilla di idea da nutrire e dissetare. Un’emancipazione del dilettantismo in cui la gioia di condividere una bottiglia è più importante del risultato. Una ricerca del bello e del buono ma senza altari da cui profetizzare cosa sia uno e cosa l’altro.

È cultura che genera curiosità, curiosità che genera coscienza, coscienza che genera responsabilità.

È ricerc

a enologica e vitivinicola con leggerezza ma non con superficialità. Never Wine Alone è la sintesi di un comune desiderio. Degustatori inquieti che cercano strade non battute per esprimersi invertendo l’ordine degli addendi in un mondo in cui il sapere è sentire, il sentire è spesso sentito dire e il gustare è relegato per ultimo, quasi fosse accessorio. Ci smarchiamo da tutto questo insieme a voi, allontanandoci da tutto ciò che sono schemi preconfezionati, linguaggi cattedratici, vacue imitazioni. Nessun meta-snobbismo o tradimento di classe. Con voi vorremmo fare altro. Condurvi alla degustazione del Vino senza preconcetti, dogmi impartiti dal mercato o logiche di prezzo. Organizzare eventi per cui il leitmotiv sia lo scambio di sensazioni e aneddoti in un ambiente rilassato e conviviale. Portare il concetto che ciò che è memorabile non è mai nato da una formula, scrollandoci di dosso quel senso di inadeguatezza che avvertiamo di fronte ad un vasto e inesplorato mondo come può essere quello eno-gastronomico. Nessun errore, nessun rimprovero e nessuna condanna. Nessun understatement per fare capire che sappiamo ma non vogliamo ostentarlo. Nessuna gara onanistica alla ricerca del sentore perduto. Vogliamo imparare da voi prima che voi impariate da noi. La cieca ritualità o la disperata memorizzazione di concetti e formulari sono gesti fini a se stessi. Per noi invece “non esiste descrizione organolettica senza convivialità, non c’è convivialità senza estetica e non c’è estetica senza il piacere”. Iacopo
Thomas
Stefano

|𝚂𝚘𝚖𝚖𝚎𝚕𝚒𝚎𝚛 𝙰.𝙸.𝚂|
| 𝚆𝚂𝙴𝚃 • 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚊𝚗𝚍 𝚂𝚙𝚒𝚛𝚒𝚝 𝙴𝚍𝚞𝚌𝚊𝚝𝚒𝚘𝚗 𝚃𝚛𝚞𝚜𝚝 |
| 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚃𝚊𝚜𝚝𝚒𝚗𝚐 • 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝚆𝚛𝚒𝚝𝚎𝚛 |
| � 𝙼𝚊𝚜𝚝𝚎𝚛 𝚄𝚗𝚒𝙵𝚒 𝚆𝚒𝚗𝚎 𝙼𝚊𝚗𝚊𝚐𝚎𝚖𝚎𝚗𝚝 𝚊𝚗𝚍 𝙼𝚊𝚛𝚔𝚎𝚝𝚒𝚗𝚐 𝚂𝚝𝚛𝚊𝚝𝚎𝚐𝚢 � |

Brisighella Anima dei Tre Colli Brisighella in Bianco IV EDIZIONEPietra e Argilla, l'impronta della denominazione. Sabat...
26/08/2026

Brisighella Anima dei Tre Colli

Brisighella in Bianco IV EDIZIONE
Pietra e Argilla, l'impronta della denominazione.

Sabato 29 Agosto
📍Convento Emiliani - Fognano, Brisighella

🕙 Ore 10:30 |
Incontro e Degustazione Stampa:
"L’Albana DOCG declinata a Brisighella e altre denominazioni – Lo stile Brix" guidato da Federica Randazzo riservato a giornalisti, scrittori e divulgatori con l'assaggio dell'annata 2024.

🕙 Ore 15.00 |
Puntata LIVE di , il Podcast di Intravino
"Miles è il podcast di Intravino. 4 voci, schema libero, nessun argomento tabù purché ci sia qualcosa da bere con dell'alcol dentro. Ma non necessariamente. Notizie, mode, territori, fissazioni e contraddizioni. Senza filtri, nessuna liturgia."

Saranno presenti Jacopo Cossater , Morichetti, Manni, Andrea Gori

🕔 Ore 17:00 |
Masterclass: "2 territori, 2 identità: l’Albana di Brisighella incontra il Collio Bianco da uve autoctone", condotta da Carrus

🥂 Ore 19:00 - 22:00 |
Walk Around Tasting: Banchi d'assaggio nel chiostro del Convento per incontrare direttamente i vignaioli delle 19 cantine dell'Associazione e degustare le produzioni DOC, IGT e Albana DOCG dell'areale.

🍇 Le cantine partecipanti:
Azienda Agricola Baccagnano , Cantina Bulzaga, Cantina Casadio, Fondo San Giuseppe, Cantina Gallegati, La Collina Winery, , Podere La Berta , Poggio della Dogana , Rontana, Tenute Bacana , Tenuta Uccellina , Tenute Tozzi , Terra di Brisighella , Terrabusi, Cantina Vespignano, Vigne dei boschi, Vigne di San Lorenzo , Villa Liverzano, Zinzani Vini.

Brisighella Anima dei Tre Colli
13/08/2026

Brisighella Anima dei Tre Colli

"Aromi di nocciola, fiammifero appena acceso, brioche e sesamo tostato, accompagnati, anche se non sempre, da grande ver...
23/07/2026

"Aromi di nocciola, fiammifero appena acceso, brioche e sesamo tostato, accompagnati, anche se non sempre, da grande verticalità.
Vi piacciono i vini così? Potreste essere anche voi fashion victim.

Un articolo della R***e du Vin de France pubblicato nell’ottobre 2025 si concentrava sull’autolisi proprio mentre questa stava per diventare un tema sempre più discusso nel vino francese contemporaneo.

Perché quello che fino a pochi anni fa era considerato un dettaglio tecnico oggi è diventato quasi una firma stilistica. Non soltanto per i produttori, ma anche per sommelier, giornalisti e consumatori. Il profilo autolitico è diventato riconoscibile e, soprattutto, desiderabile.

In qualche cave à vin, ristorante o bistrot parigino se ti vedono indeciso, intento a cercare una bottiglia in carta vini, ormai la domanda potrebbe essere: “Tu aimes l’autolyse?” Mi è successo davvero e sono testimone che questa sensibilità sia sempre più diffusa.

Ma che cos’è l’autolisi? La degradazione dei lieviti dopo la fermentazione che, con il tempo, rilasciano composti particolari che caratterizzano il vino. È un fenomeno che arricchisce il fermentato di sostanze capaci di modificarne profondamente consistenza e profilo aromatico. Da qui quelle note che tanti appassionati associano oggi ai vini più ricercati.

Naturalmente l’autolisi non è una tecnica nuova. Nuovo è semmai il suo prestigio, frutto del gusto contemporaneo.
Di certo non tutti i vini affinati a lungo sulle fecce sviluppano lo stesso profilo aromatico, né ogni affinamento sur lie produce note autolitiche evidenti. Eppure alcune caratteristiche associate a quel mondo sembrano essere diventate un linguaggio riconoscibile e ricercato.

vinbiogoute

Negli ultimi vent’anni molti giovani vignaioli francesi hanno condiviso percorsi formativi simili. In questo senso alcune aree come lo Jura (dove questa sensibilità ha trovato espressione evidente) sono diventate punti di riferimento per i nuovi produttori. Lì hanno fatto vendemmie, stage, o semplicemente un apprendistato fatto di bevute, assorbendo un’idea del vino basata su affinamenti lunghi sulle fecce, riduzione controllata, ricerca della complessità attraverso il tempo più che attraverso il legno.

Da quel mondo è nata una sensibilità che oggi ritroviamo ben oltre i confini regionali e ha poi influenzato, direttamente o indirettamente, vignaioli in Loira, Borgogna, Champagne e altri contesti europei. Forse è anche per questo che oggi capita sempre più spesso di ritrovare caratteristiche simili in territori molto diversi tra loro.

L’obiettivo è chiaro: ottenere maggiore profondità e complessità senza ricorrere a estrazioni eccessive o a un uso invasivo del legno. E spesso il risultato è affascinante. Ci sono vini in cui questo registro resta perfettamente integrato al carattere del luogo in cui nasce, penso al grande Richard Leroy ma anche a Lajibe, Batardiere oppure a Labet, Ganevat, o agli Champagne di Chavost oppure, tra le bottiglie assaggiate di recente, il Bourgogne aligotè di Denogent, il Mâcon Village di Maison Valette o il tttttt, cuvée introvabile di Tessa Laroche.

Ma dove nasce il dubbio che solleviamo oggi? Quando alcuni vini iniziano a somigliarsi tra loro, pur venendo da territori diversi.

E allora viene da chiedersi: quando il carattere autolyse diventa il tratto più evidente del vino, quanto spazio rimane per il vitigno, per l’annata e per il terroir? Quanto riconosciamo ancora uno chenin della Loira o uno chardonnay della Côte d’Or quando il linguaggio aromatico sembra sempre più simile?

Uno degli intervistati dalla R***e parla apertamente di “maschera organolettica”. Un’espressione forte, ma che coglie un punto reale. Ogni tecnica può essere uno strumento di espressione. Ogni tecnica può anche diventare uno stile e, quando si trasforma in moda, rischia di produrre imitazioni.

In fondo non è una storia nuova. Negli anni Novanta era il legno nuovo. In altri contesti è stata ed è la macerazione carbonica. Oggi potrebbe essere l’autolisi."

Tutto nasce da un pranzo con amici francesi: "Hai notato che i bianchi qui cominciano ad assomigliarsi un po' troppo?" Aromi di nocciola, fiammifero appena acceso, brioche e sesamo tostato, accompagnati, anche se non sempre, da grande verticalità. Vi...

L’impressione è che il vino abbia già un posto nell’immaginario di questi studenti americani appartenenti alla Gen Z, no...
21/07/2026

L’impressione è che il vino abbia già un posto nell’immaginario di questi studenti americani appartenenti alla Gen Z, non necessariamente marginale: è un prodotto aspirazionale, carico di significato, associato a momenti di convivialità e a un’idea di maturità verso cui questi ragazzi e ragazze si proiettano.

Il problema è nella distanza tra quell’immagine e la possibilità concreta di avvicinarsi. Una distanza fatta di prezzi, di un linguaggio che esclude, di un sistema culturale che fa fatica a sembrare aperto a chi non ne conosce i codici. Ridurre quella distanza potrebbe essere il compito che questi dati assegnano a chi si occupa della filiera del vino. I canali ci sono, i valori su cui fare leva ci sono, persino la disponibilità futura dei consumatori c’è.

Una delle risposte ricevute — “Wine seems like something I’m not ready for yet” — credo possa essere letta in due modi: come segnale di lontananza o come una porta che con gli strumenti giusti è destinata ad aprirsi.

Cossater

“A lot of wine culture feels complicated and kind of exclusive, which can make people my age feel like they do not belong or do not know enough.” Questa frase scritta da uno studente universitario americano in Italia vale come punto di...

10 ANNI DI NEVER WINE ALONEPrimo TempoAbbiamo bevuto letteralmente la storia del vino di Romagna. La leggenda di Ronchi ...
08/07/2026

10 ANNI DI NEVER WINE ALONE
Primo Tempo

Abbiamo bevuto letteralmente la storia del vino di Romagna.
La leggenda di Ronchi di Castelluccio in verticale. Il Ronco del Re amatissimo da Veronelli, Ronco dei Ciliegi bevuto da Gorbaciov e ancora Ginestre e Simia e il magnifico Ronco Casone 1979 e 1986 da lacrime.

Era presente Gian Matteo Baldi, figlio di Gian Vittorio, a rappresentare il momento fondativo. Ed erano presenti Aldo e Paolo Rametta, custodi odierni di Ronchi di Castelluccio, sempre piú consapevoli, sempre piú a fuoco.

Dagli anni 70 ad oggi, uno spaccato indimenticabile di questa realtá con bottiglie in assaggio oramai introvabili.

Grazie a chi c'é stato.
Grazie al tavolo dei probiviri per i contributi e le suggestioni: Cav. Remigio Bordini, Dott. Francesco Bordini, Giampiero Pulcini, .santini_1971, Nelson Pari

Grazie alla Famiglia Dalle Fabbriche Agriturismo Ca' di Mezzo Daniele Dalle Fabbriche per l'accoglienza.

Grazie a Mattia Casadio Nicola Viozzi Andrea Zoffoli Francesco Zoffoli per essere parte di questa cosa che é NWA.
Grazie a Thomas Berardi, Stefano Papa per esserci sempre stai.
Grazie a Massimiliano Farolfi per aver immortalato il momento.

Grazie alla Fam. Rametta e tutta la famiglia di Ronchi di Castelluccio Fabio Castellucci per aver reso possibile tutto ció.

Ci vediami presto.

ULTIMA CHIAMATAPrima degustazione pubblica di  RONCHI DI CASTELLUCCIO - Una MonografiaSabato 4 Luglio 2026Presso l' Ca A...
30/06/2026

ULTIMA CHIAMATA

Prima degustazione pubblica di

RONCHI DI CASTELLUCCIO - Una Monografia

Sabato 4 Luglio 2026
Presso l' Ca Agriturismo Cà Di Mezzo a Brisighella (RA)
Ore 19.30

VERTICALE dei vari

Ronco del Re 2000, 2010, 2023

Ronco dei ciliegi 1982, 2005, 2020

Ronco delle Ginestre 1992, 2006

Ronco Casone 1986, 2020

Ronco della Simia 2020, 2022

12 etichette per ripercorrere la storia di Castelluccio.

Saranno presenti tutti gli attori che hanno fatto parte della storia di Castelluccio. Dalla Famiglia Baldi, alla Famiglia Fiore e agli attuali proprietari la Famiglia Rametta, nella figura di Aldo e Paolo, con i quali è stata pensata e organizzata la serata.

Ci sarà un tavolo di probiviri composto da Remigio Bordini, Francesco Bordini , Giorgio Melandri , Nelson Pari e altri, con i quali dialogheremo e ripercorreremo questi 52 anni di storia romagnola.

Costo della serata € 100,00.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatoria)
Iacopo Casadio 3351026989

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17/06/2026

Un giornalista sudafricano, Michael Fridjhon, analizzando la caduta dei consumi con particolare riferimento al mercato di qualità del vino propone un’interessante ipotesi che si condensa, ma solo parzialmente, nel titolo di un suo articolo “Quando i media muoiono, il vino pregiato diventa solo un altro bene di lusso creato in laboratorio”

In pratica lui vede una connessione molto stretta e biunivoca tra il netto calo di interesse per i media (cartacei e non) che parlano di vino e la diminuzione del consumo del vino, specie per quello di qualità.

Il calo dei media sul vino però è dovuto anche ad una diminuzione della qualità della proposta editoriale stessa, che sembra sempre meno interessare chi beve, tanto che se il consumo del vino è in calo (non tanto in Sudafrica) tutti i media che ruotano attorno al vino sono invece in caduta libera.

“Non si tratta di una questione puramente accademica. È al centro della sopravvivenza del vino come forma d’arte, al crocevia tra l’arte della produzione e le competenze necessarie per apprezzarne il valore. I produttori che non riconoscono questo aspetto come fondamentale, che ritengono che un marketing accorto sia sufficiente per garantire il successo a lungo termine, potrebbero scoprire troppo tardi che il loro mercato è svanito nel nulla.” E ancora “Senza comprendere le condizioni che danno vita a un grande vino, i consumatori non pagheranno il prezzo necessario per produrlo. Anziché lamentarsi del calo dei consumi e affidarsi a influencer che posano con bottiglie e bicchieri in mano, produttori, commercianti e scrittori devono investire nella ricostruzione – quasi da zero – di un pubblico che comprenda cosa sia il vino e come arricchisca la vita. Chiunque operi nel settore dei vini pregiati e riconosca l’importanza del terroir e della produzione legata al territorio è a rischio. Non ci sono eccezioni. È responsabilità di chiunque abbia a cuore il vino garantire un coinvolgimento autentico”.

La crisi dell'editoria enoica rischia di far perdere di vista il concetto di vino come prodotto culturale, relegandolo a bevanda industriale.

Indirizzo

Brisighella
48013

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