Il nostro Manifesto
Se si legge sul vocabolario alla voce “stupore” la definizione che ne dà è: «forte sensazione di meraviglia e sorpresa, tale da togliere quasi la capacità di parlare e di agire». Nel sentire comune pensiamo che lo stupore e la meraviglia appartengano solo ai bambini, e che solo loro si possano stupire. Ma non è così. Siamo convinte, infatti, che non sia mai troppo tardi o troppo presto per avvicinarsi al mondo dell’arte. Spesso gli adulti sono sobbarcati di conti da pagare, il mutuo, l’assicurazione della macchina e credono che la capacità di meravigliarsi sia riservata al mondo dei più piccoli. Quello che vorremmo è far ricredere proprio quegli adulti; fargli capire che non è vero che solo i bambini posso stupirsi e rimanere a bocca aperta, anche loro possono fare i conti, non solo con le bollette, ma con la fantasia.
Mirada in spagnolo significa sguardo, ed è il primo metodo con cui osserviamo e valutiamo il mondo, e lo facciamo tutti e tutti i giorni, ma saper guardare è forse una delle cose più difficili. È solo cambiando punti di vista e ampliando i propri orizzonti che si può avere uno “sguardo” diverso sulle cose e che si può capire come guardarle davvero. Nel nostro logo infatti l’adulto e il bambino hanno un occhio in comune; non perché sono dei ritratti cubisti, ma perché quello che cerchiamo di fare attraverso i laboratori è di unire delle persone, anche molto diverse, e osservare insieme.
L’arte è possibile conoscerla in modi diversi, spesso non servono grandi teorie per capirla, a volte basta solo un po’ di pratica. Citando il grande Bruno Munari, «Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco», ma non è tanto importante il saper fare o avere una capacità manuale, quanto piuttosto la voglia di fare e di mettersi in gioco, divertirsi, e perché no anche sporcandosi le mani come dei bambini.
Un laboratorio non è una lezione dove qualcuno spiega e qualcuno impara, ma è uno scambio di emozioni, esperienze e conoscenze. È un sentiero da percorrere insieme dove chi vi partecipa porta un pezzettino della sua esperienza e la condivide. L’idea di laboratorio che si avvicina di più al modo in cui vorremmo condurre i partecipanti è rappresentata dall’ossimoro; una figura retorica che utilizza parole per esprimere due concetti contrari. L’idea è quella di guidare i partecipanti in un percorso all’interno del labirinto che è l’arte contemporanea, ma allo stesso tempo lasciarli liberi di sperimentare e apportare un contributo personale, che è quello che dovrebbe guidarci nella vita di tutti i giorni.