19/06/2026
Dopo oltre quattro secoli di storia, la voce dell'organo Antegnati di San Giuseppe si prepara a rinascere.
Si sono concluse le operazioni preliminari al restauro: operazioni di studio, documentazione e smontaggio dell'organo realizzato da Graziadio e Costanzo Antegnati nel 1581, una delle testimonianze più preziose dell'arte organaria italiana.
Per oltre sei mesi, un'équipe di restauratori, studiosi e tecnici ha lavorato per documentare ogni dettaglio dello strumento prima dell'avvio del restauro. Un lavoro paziente e accurato che ha permesso di raccogliere informazioni fondamentali sulla sua storia, sulle trasformazioni subite nei secoli e sul suo stato di conservazione.
Tra i momenti più importanti, in questa fase preparatoria, la possibilità di ascoltare e registrare il suono dell'organo. Dopo alcuni interventi provvisori per ripristinarne la funzionalità, sono stati eseguiti e registrati alcuni brani che hanno restituito, per l'ultima volta prima del restauro, la voce con cui questo straordinario strumento è arrivato fino a noi attraverso i secoli.
Particolarmente delicato è stato lo smontaggio delle canne di facciata, alcune delle quali gravemente compromesse dal degrado del metallo. Le tre canne maggiori hanno richiesto speciali sistemi di protezione per essere messe in sicurezza e trasferite senza rischi.
Ora il lavoro prosegue nel laboratorio di Campogalliano, dove inizierà una nuova fase di studio, diagnostica e restauro.
Questo importante progetto è reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti, fondazioni, imprese e tanti cittadini che hanno scelto di sostenere la rinascita di un bene unico del nostro patrimonio culturale. (In un prossimo post un primo ringraziamento a tutti questi importanti istituzioni);
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