11/04/2026
Davide Lantermoz, opere installate nel Contropenstudio Riparipa in Rampa, ottobre 2025, Colonia ex Villaggio Eni, Borca di Cadore.
“Senza titolo (Mucca)”, pellicola a sviluppo istantaneo FUJIFILM, 8,6x5,4 cm, cornice in alluminio A5, pezzo unico, 2025;
“Senza titolo”, acrilico, colla, chiodi, stucco e trapano su multistrato di legno, cornice in alluminio, pezzo unico, 2024;
“Cinquantaquattro”, Inkjet su carta A4, racconto tratto da “Centuria, cento piccoli romanzi fiume”, Giorgio Manganelli, Adelphi Edizioni, 1974.
FANTASMI
Un tema ambiguo: immateriale, liminale, per certi aspetti in continua proliferazione.
Un quadro, più per rimando allusivo che per vera (o falsa?) pittura.
Una costruzione rettangolare, struttura, spazio e insieme assenza attiva, generatore di energia con scocca di alluminio.
Un passaggio di fantasmi attraversa tendaggi, fori, ombre, avvallamenti del reale.
Il racconto dice che non può fare a meno, il fantasma, di generare altro fantasma;
si, il fantasma è generativo - non più solo, “nello spazio n**o conseguito per salto incolmabile”.
Il generatore “deve riconoscere il luogo in cui la solitudine è intollerabile; in cui il passato lo fissa con inesauribile rancore...” e allora finalmente potrà udirsi una
“sommessa conversazione”.
Tre opere in uno spazio: come collegarle? Come interpretarle?
Forse non è necessario farlo.
Uno spazio solo? Non proprio. Si tratta piuttosto di spazi molteplici, la cui distanza non è quantificabile.
E a duplicazione (spaziale ?) allude anche l’immagine analogica impressa su una pellicola a sviluppo istantaneo; testimonianza del fantasma del reale; essa stessa, la fotografia, un fantasma.
La montagna, la mucca, rimando didascalico ma anche il suo opposto: simbolo e insieme sempre più, in queste zone, presenza fantasmatica. (Davide Lantermoz, 2025)