Progetto Borca

Progetto Borca progettoborca - www.progettoborca.net
è un Archivio di Dolomiti Contemporanee
it is a Dolomiti Contemporanee’s Archive
(2013/2026)

(english text at the bottom)
Progettoborca è sviluppato da Dolomiti Contemporanee, che dal 2011 opera per valorizzare siti dall'elevato potenziale, e defunzionalizzati, nel territorio delle Dolomiti-Unesco. L'Ex Villaggio Eni di Borca di Cadore viene trasformato, da cartolina illustrata, in cantiere propulsivo. Progettoborca è un progetto di cultura contemporanea articolato. Tra le sue finalità, l

a valorizzazione culturale del sito, la realizzazione di una serie di attività legate alla ricerca artistica e culturale, la creazione di una Residenza internazionale per artisti e di diversi programmi curatoriali, l'istituzione di una piattaforma di comunicazione, il coinvolgimento di enti e soggetti strategici che collaboreranno al ripensamento dell'identità e di una possibile funzione per questo grande sito dormiente dal potenziale intonso.
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Progettoborca (Borcaproject) is developed by Dolomiti Contemporanee, which ever since 2011 works to give new value to defuncionalized sites with a high potential in the territory of UNESCO's Dolomites. The former Eni Village of Broca di Cadore, from picture postcard, is morphed into a propelling construction site. Progettoborca is an articulate contemporary culture project. Among its goals, the cultural promotion of the site, the realisation of a series of activities linked to the artistic and cultural research, the creation of an international Residence for artists and various curatorial programs, the institution of a communication platform, the involvement of authorities and strategic iniviuals whom will collaborate in the re-thinking of the identity and a possible function for this large dormant site whose potential is left untouched.

Davide Lantermoz, opere installate nel Contropenstudio Riparipa in Rampa, ottobre 2025, Colonia ex Villaggio Eni, Borca ...
11/04/2026

Davide Lantermoz, opere installate nel Contropenstudio Riparipa in Rampa, ottobre 2025, Colonia ex Villaggio Eni, Borca di Cadore.

“Senza titolo (Mucca)”, pellicola a sviluppo istantaneo FUJIFILM, 8,6x5,4 cm, cornice in alluminio A5, pezzo unico, 2025;
“Senza titolo”, acrilico, colla, chiodi, stucco e trapano su multistrato di legno, cornice in alluminio, pezzo unico, 2024;
“Cinquantaquattro”, Inkjet su carta A4, racconto tratto da “Centuria, cento piccoli romanzi fiume”, Giorgio Manganelli, Adelphi Edizioni, 1974.

FANTASMI
Un tema ambiguo: immateriale, liminale, per certi aspetti in continua proliferazione.
Un quadro, più per rimando allusivo che per vera (o falsa?) pittura.
Una costruzione rettangolare, struttura, spazio e insieme assenza attiva, generatore di energia con scocca di alluminio.
Un passaggio di fantasmi attraversa tendaggi, fori, ombre, avvallamenti del reale.
Il racconto dice che non può fare a meno, il fantasma, di generare altro fantasma;
si, il fantasma è generativo - non più solo, “nello spazio n**o conseguito per salto incolmabile”.
Il generatore “deve riconoscere il luogo in cui la solitudine è intollerabile; in cui il passato lo fissa con inesauribile rancore...” e allora finalmente potrà udirsi una
“sommessa conversazione”.
Tre opere in uno spazio: come collegarle? Come interpretarle?
Forse non è necessario farlo.
Uno spazio solo? Non proprio. Si tratta piuttosto di spazi molteplici, la cui distanza non è quantificabile.
E a duplicazione (spaziale ?) allude anche l’immagine analogica impressa su una pellicola a sviluppo istantaneo; testimonianza del fantasma del reale; essa stessa, la fotografia, un fantasma.
La montagna, la mucca, rimando didascalico ma anche il suo opposto: simbolo e insieme sempre più, in queste zone, presenza fantasmatica. (Davide Lantermoz, 2025)

Nicolò Figure, TOA, Sound project, elettronica/field recording, 7 tracce, novembre/dicembre 2025, Progettoborca. Disponi...
09/04/2026

Nicolò Figure, TOA, Sound project, elettronica/field recording, 7 tracce, novembre/dicembre 2025, Progettoborca.

Disponibile solo in copie fisiche. Lo puoi acquistare scrivendo qua: [email protected]

Registrato e composto all'ex Villaggio Eni di Corte di Cadore nel 2025. Grazie a Dolomiti Contemporanee Foundation per l'ospitalità in Residenza per aver reso possibile questo progetto.

“In queste immagini documento il processo di campionamento e registrazione di TOA, un progetto di ricerca sonora nato durante una residenza presso l’Ex Villaggio ENI (Borca di Cadore). L'archivio sonoro è stato costruito catturando percussioni, texture e riverberi ambientali attraverso l'uso combinato di microfoni a contatto e panoramici. I campioni ottenuti sono stati successivamente elaborati e sequenziati all'interno di un sistema Eurorack, adottando un approccio compositivo astratto e generativo basato sulle influenze visivo/sonore del luogo circostante (ripetizioni di moduli e forme, pattern ricorrenti, percezioni dallo spazio percorso e ascoltato.) Il risultato è una raccolta di 7 tracce incise nell'album omonimo diffuso in copie fisiche.”

“Ho percosso i metalli, tutti quelli che incontravo, alcuni sono stati raccolti e manipolati, piegati, sospesi, scossi. Tra le cose, le lamiere hanno imitato il violino. I segnali ricavati poi riprocessati e sequenziati tenendo in mente l’obiettivo di costruire un paesaggio sonoro ampio/artificiale/contaminato/ibrido/multiforme/abitato da altro.

Dai tetti alti rivoltati ho scoperto strumenti cavernosi e profondi, questi mi sono stati suggeriti dalla pioggia che li sollecitava e dopo ancora dalla neve: si erano generate zone di percussioni spontanee nel paesaggio al suo scioglimento.

Architettura del suono.
Ho speso del tempo ad ascoltare l'ambiente all'interno dei grandi spazi della colonia collezionando una libreria di tonfi, graffi, soffi (di ampio spettro tonale considerando la varietà di dimensioni delle finestre della struttura, rotte e socchiuse, alcune spalancate), elementi in caduta che atterrano (molto piccoli, marginali), scatti improvvisi e flussi d'acqua, rumore di pressioni, di lampadine.

Quando il sole scalda i legni si dilatano e cigolano, poi rifanno lo stesso quando cala e li investe il freddo, i corridoi fanno correre questi suoni tutto intorno gonfiandoli di eco e disperdendone l'origine.

Sono passati i cervi, vicinissimo alle porte e tre volte han suonato sirene non lontane nella montagna, tono diffuso e orizzontale. Sono da considerare anche i propri passi in questa orchestra ovviamente, si possono identificare almeno tre suoli artificiali diversi con suono caratteristico come la gomma: che restituisce alti fischi, incisioni stridule, colpi brevi e di frequenza altissima; confina con il linoleum e il cemento di timbro molto più basso e compatto, al cinema invece camminare quasi non fa rumore, i tappeti mangiano i passi e ci si muove in segreto.

Camminare continuativo, il percorso viene svelato mentre lo si affronta come i ritmi si improvvisano e nascono in progressione crescente. Andando con decisione e fermezza verso cosa?

Presentare i suoni in maniera ripetuta e meccanica come un campionario/archivio. ///oppure/// stendere le onde raccolte o piegarle o moltiplicarle fino ad avere un nuovo strumento.

Il titolo che porta il progetto è TOA, ho trovato questa parola esplorando l’ambiente esterno.
Sparsi nelle zone della colonia vi sono megafoni (diffusori audio a tromba) che portano questo nome. All’interno del case disco si trovano info grafiche relative gli speaker, grafici sulla diffusione del suono, impedenza, risonanza e altri dati.

Dati tecnici
Primo ordine 100 dischi modello: CD-R 80 Min/700 MB Ultra Black Magic 52x ECO-Pack 100 pezzi -custodie cd.

Video di presentazione campioni audio (04:57 min) mp4 Lunghezza complessiva disco audio (43:38 min) (stereo).

Al momento nessuna traccia audio è stata pubblicata online e non lo sarà fino ad un eventuale nuovo avviso.

Bruno Fantelli, “Caverna domestica”, intervento site-specific, pittura ad olio su lavandini, bidet e wc dismessi, Corte ...
04/04/2026

Bruno Fantelli, “Caverna domestica”, intervento site-specific, pittura ad olio su lavandini, bidet e wc dismessi, Corte di Cadore, 2024, Archivio Progettoborca.

Abbiamo detto allora: “il Bruco si è addentrato in uno scantinato e ha strisciato in terra, ma in realtà lui è pienamente eretto e pronto sempre, uno sbalzatore a orologeria, ed eccolo lì, a far la poesia pittorica dei water e dei bidet catastati, andiamo sotto”.

Ha scritto lui: “Ho buttato giù qualche riga su quello che farò: Il mio progetto site-specific presso l'ex villaggio Eni di Borca di Cadore esplora lo spazio angusto e buio come terreno fertile per un dialogo tra abbandono e rinascita. Intervenendo su vecchi lavandini e wc in disuso, intendo trasformare oggetti dimenticati in riflessioni sulla società dei consumi, dove l'accumulo diventa norma e il vuoto fa paura.

Qui non mi muovo come un pittore che lavora in uno spazio luminoso e chiaro. Mi ritrovo nell’oscurità, dove l’orientamento è incerto e ogni gesto è una ricerca alla cieca. L'oscurità mi sfida a trovare un senso, una via da seguire, e a dare uno scopo a ciò che è stato abbandonato. La mia arte si appropria di ciò che è stato scartato, trasformando il rifiuto in nuova vita e significato.

Ogni superficie, ogni angolo diventa il tentativo di dare ordine al caos, di riempire il vuoto con storie nascoste e tracce di ciò che siamo pronti a dimenticare. In questi spazi di consumo abbandonato, cerco di restituire identità a materiali destinati all’oblio, invitando chi osserva a riflettere sul nostro rapporto con ciò che consumiamo e abbandoniamo. Questo progetto è una forma di resistenza creativa, un modo per reinterpretare il valore degli scarti e suggerire nuove possibilità di senso.

Alla fine, il mio lavoro è un viaggio in cui, attraverso l’oscurità, trovo connessioni nascoste, riscopro frammenti di identità, e sfido il vuoto non solo come condizione fisica, ma come metafora del vuoto interiore. Nell'atto di riempire e trasformare questi oggetti dimenticati, cerco di dare loro una nuova voce, affinché possano raccontare la storia della nostra epoca di eccesso e abbandono.

Il lavoro è stato realizzato durante Gemmazione (Cristalli Sparsi), Openstudio di Progettoborca, 12-27 ottobre 2024, e non l’avevamo ancora mostrato bene qua, ma non si butta nulla mai nel cesso quel che vale e avanti.

Foto: Bruno Fantelli e Teresa De Toni
Video: Valeria Pin




Catia Schievano.Anche lei come gli altri, porta via le sue cose dalla Colonia di Corte e Lascia Un Segno.L’ultimo qui, l...
30/03/2026

Catia Schievano.
Anche lei come gli altri, porta via le sue cose dalla Colonia di Corte e Lascia Un Segno.
L’ultimo qui, l’ultimo che non c’è: semplicemente se sposti n’oggetto sensato rimane un’ombra, che proietta piú in avanti che indietro, secondo logica trasformativa, l’unica per noi che c’è.

Qui un pezzo del suo lavoro, durato anni: www.progettoborca.net/catia-schiavanoimpronte-minerali-1

Stiamo rinnovando il website di , che rimarrà online come Archivio di Progetto, accogliendo moltissimi altri contenuti che non abbiamo mai avuto il tempo di pubblicare, presi come siamo stati nel sospingere sempre questo gran cantiere in presa diretta di DC nel paesaggio, culturato, del Villaggio qui a Borcia.

15/03/2026

tutto scioglie tranne ciò che resta.
ciò che resta va.

Eleganza Bracconiera e Saper qualcosa del dove si sta.
12/03/2026

Eleganza Bracconiera e Saper qualcosa del dove si sta.

Il nostro amico Lino di Vinigo, oramai testomonial DC (DC cerca la presa sui territori) porta orgogliosamente la bag col ideato da Giuseppe Vigolo e stampato dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Verona (le bag son state create da Maria con tessuti rinvenuti in Colonia).
Qualche tempo fa, Lino cacciò un cervo, e lo portò al Macello di Vodo, per la pulizia. Decise di tenere le due zampe anteriori, fino alla spalla, per donarle agli amici suoi. Assentatosi per qualche ora, quando tornò, le cosce eran sparite. In quel momento, Lino, arguto argomentatore salvarego, disse qualcosa del genere: "era forse un cervo a sei zampe questo, dato che due son sparite?" I conti non tornavano. Ora tornano. E Lino, la barba raccorciata di fresco dal trapano risucchiante, è tornato ora al Macello, ad affiggere un'immagine del cervo supercortemaggiore (Corte di Cadore). A monito.

Lino è andato.Presto saremo tutti con lui.Lino non era un turista, e qua dunque non era giunto per caso. Avanti e Baci.
12/03/2026

Lino è andato.
Presto saremo tutti con lui.
Lino non era un turista, e qua dunque non era giunto per caso.
Avanti e Baci.

Non è un elfo. O lo è?
Un bimbo lo vide un dì a Vinigo, e fuggì via: "Babbo, babbo: un Puffo". Ma non ha quegli occhi a scavo il maledetto Puffo.
E' Lino, davanti a Gino.

qua si lavora, e si sale.alcune delle foto di oggi, DETONATE nella luce, a corte e sopra cancia, mancano i tiri nuovi in...
03/03/2026

qua si lavora, e si sale.
alcune delle foto di oggi, DETONATE nella luce, a corte e sopra cancia, mancano i tiri nuovi in su, teniamoli ancora un po/co/coperti, mentre scopriamo il telefono, da un mese lassotto, ci ha chiamato luilei.
dominanza umida bianca, verde, rosa.

Mattino del 26 gennaio 2026, dopo la nevicata e prima della stilla. Foto Teresa De Toni
27/01/2026

Mattino del 26 gennaio 2026, dopo la nevicata e prima della stilla.

Foto Teresa De Toni

Indirizzo

Borca Di Cadore
32040

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