21/07/2020
Chiedemmo a Francisco J. Varela, il noto neuroscienziato, epistemologo, biologo cileno che cosa pensasse delle nostre Vacances de l'Esprit e del nostro obiettivo di unire la cultura intesa in senso tradizionale e la pratica della meditazione:
"Che cosa pensa della cultura -così intesa- in vacanza?
F.J.V: A mio parere è senza dubbio qualcosa che bisogna coltivare, semplicemente perché tra i nostri studenti all'università è troppo marcata l'idea che il lavoro e la vita intellettuale siano completamente staccati dalle gioie della vita ordinaria. Effettivamente non c'è nessuna ragione perché queste cose non possano stare insieme. É importante tornare a riempire il lavoro, le discussioni e gli studi intellettuali di una gioia che passi anche attraverso la dimensione del corpo. Si tratta di introdurre gli studenti ad un'altra dimensione della loro educazione e del loro sapere: una dimensione che parta dalle tradizioni contemplative, in senso lato. Questo significa che parallelamente ad un'acculturazione a carattere intellettuale vi è un bisogno urgente di coltivare la capacità di riposo mentale e di rapporti senza pregiudizi, che è alla base di ogni tradizione contemplativa. Una dimensione contemplativa che è stata più o meno perduta in Occidente".