10/02/2022
la ricerca della felicità
[MEDITAZIONE MEDITERRANEA]
Da quanto tempo hai smesso di cercare la felicità?
Di chiederti come si fa ad essere felice?
Il nostro mondo affannato non cerca la felicità, ma il benessere, una serie di piaceri materiali da possedere fisicamente o da godere effimeramente. Piccole oasi che, apparentemente, ci staccano dalla catena del quotidiano, dalla ruota del criceto (lavora, produci e crepa in sordina) ma che in realtà ci incatenano ad essa ancor di più, perché quelle piccole oasi, una vacanza, un profumo, un'auto confortevole, un divano ergonomico, si pagano assai, si pagano con il tempo e con la creatività dati in ostaggio.
Nel mondo medioevale il benessere non era contemplato, anzi, era considerato pericoloso per la salvezza dell'anima che era, invece, lo scopo della vita.
Nel mondo antico, però, la felicità è al centro della speculazione filosofica.
La felicità è il bene che è sopra tutti i beni. Come se la vita fosse una caccia al tesoro e tra inside e trabocchetti e, il compito dell'uomo fosse quello di cercare questo premio evanescente e delicato che ci fa sentire al centro e al tempo stesso parte integrante dell'intero universo.
La parola greca che indica la felicità è eudaimonia εὐδαιμονία, composta da eu/ εὖ «bene» e daimon /δαίμων «demone, sorte». Felicità dunque è avere una buona sorte o un buon daimon.
Il daimon che in latino diviene demone, è l'entità protettrice dei mortali, nata dalla trasformazione della prima generazione vivente ai tempi di Crono, per opera di Zeus. (Esiodo)
L'etimo di daimon potrebbe essere daiomai che vuol dire spartire, distribuire, assegnare.
Infatti, nel mito di Er, raccontato da Platone nel libro X de La Repubblica, l'anima sceglie attraverso delle immagini il modello di vita che vuole seguire, poi si reca dalle Parche che legano al telaio il filo della sua vita. Lachesi assegna ad ogni anima, come custode della sua vita ed esecutore della sua scelta, un demone. Quindi il daimon è qualcosa che ci fu assegnato ....dalla pietà celeste. Vi ricorda qualcosa?
Prima di incarnarsi, l'anima attraversa il Lete e dimentica ogni cosa vista, ogni scelta fatta, ma il suo compagno, il daimon, attraverso un linguaggio mitico fatto di sogni, sincronicità coincidenze, proverà a suggerirgli la strada, conducendo l'anima alla sua realizzazione.
Dal mondo greco sembra allora che giunga un messaggio: la persona che cammina fiduciosa e in ascolto del suo daimon è una persona felice.