23/05/2026
ECCO COME SI COSTRUISCE UNA BOLLA EPOCALE: IL NASDAQ CAMBIA LE REGOLE PER MUSK & SPACEX. TRATTASI DI TRUFFA SECONDO VOI?
Niente di nuovo sotto il sole, cambiano solo le dimensioni a quasi 100 anni dal crash del '29. Protagonista? Elon Musk, e come ti sbagli...
Il 1° maggio ultimo scorso il NASDAQ cambia silenziosamente le sue regole, senza annunci in prima pagina o audizioni al Congresso, e appena tre settimane dopo SpaceX annuncia la sua clamorosa IPO prevista il prossimo giugno.
Dietro questa tempistica si nasconde un disegno preciso per sostenere una valutazione monstre da ben 1,75 trilioni di dollari: una cifra assurda, superiore all'intera somma delle prime dieci aziende del London Stock Exchange, o a colossi come Coca-Cola, McDonald's, Disney, Nike e Starbucks messi insieme, a fronte di una perdita netta consolidata di 5 miliardi di dollari all'anno.
La verità è che SpaceX è un gigante a tre teste con profili di rischio totalmente sbilanciati. Se Starlink è il vero motore operativo con 10 milioni di abbonati, 11,4 miliardi di ricavi nel 2025 e margini balzati al 63%, il business dei razzi è solo fumo mediatico che vale meno del 25% del fatturato, mentre il vero buco nero si chiama xAI.
Musk ha fuso questa entità d'intelligenza artificiale dentro SpaceX tramite uno sfacciato concambio azionario tra due entità da lui interamente controllate, imponendo una valutazione interna shock di 250 miliardi di dollari.
Parliamo di un multiplo implicito di ben 250× i ricavi (fermi a solo 1 miliardo), laddove concorrenti come Anthropic trattano a 13× e OpenAI a 35×; un'operazione di puro salvataggio finanziario per un'azienda che brucia 1 miliardo al mese e ha visto la fuga di tutti gli 11 co-fondatori originali.
Questo "giocattolo" ha letteralmente azzerato gli +8 miliardi di utile operativo del core business spaziale, trascinando il bilancio finale a -5 miliardi complessivi.
In condizioni normali il mercato boccerebbe un simile scenario, ma le nuove norme NASDAQ sono state modificate chirurgicamente: il tempo di attesa per l'inclusione nell'indice NASDAQ 100 crolla da 3 mesi a soli 15 giorni lavorativi, azzerando il tempo necessario agli analisti per scoprire il prezzo reale. Inoltre, viene azzerato il vincolo del 10% di flottante minimo, permettendo a SpaceX di quotare un misero 4-5% per generare una scarsità artificiale e una spinta al rialzo violenta e strutturale.
La beffa finale è nel calcolo del peso: un flottante inferiore al 20% viene pesato negli indici come se fosse il triplo, costringendo i fondi passivi ed ETF ad acquistare volumi di azioni (15% virtuale contro il 5% reale) che fisicamente sul mercato non esistono.
Destinando poi il 30% di questa quota al pubblico retail con la scusa della "lealtà dei fan", il CFO Brett Johnson prepara la perfetta "exit liquidity": come denuncia il portfolio manager George Noble, i fondi pensione e i piani 401k dei piccoli risparmiatori americani saranno obbligati a comprare a prezzi gonfiati per permettere agli insider di monetizzare a valutazioni stellari.