06/08/2026
Sette anni dopo lo sgombero di XM24, come ossa lasciate sbiancare al sole, rimangono i muri perfettamente bianchi del cohousing. Da spazio sociale aperto a tutta la città a luogo privatizzato per pochi. Due idee di città che si contrapponevano, due forme di umanità che esprimevano valori ed esigenze.
Nonostante una opposizione di facciata alle politiche securitarie, la giunta della città più libera del mondo già nel 2019 non ha esitato a farsi avanguardia di quelle stesse pratiche che vediamo applicate dal governo Meloni negli ultimi anni contro chiunque cerchi di costruire una opposizione reale.
Lo stesso partito democratico non ha esitato a mostrare il suo volto più feroce contro coloro che si opponevano alla costruzione del MUBA nel quartiere Pilastro e contro coloro, che nello stesso quartiere, chiedevano giustizia per il recente omicidio di Fakir.
Come Refuse Resist ci impegniamo a mantenere viva la fiamma del D.I.Y in un mondo sempre più ferocemente ostile alle nostre idee ma in certi casi occorre fermarsi un momento e oliare gli ingranaggi della memoria collettiva. Senza cedere alla nostalgia, il 6 Agosto è uno di quei giorni; la Bologna del 2019 non era certo esente da problemi ma la presenza di spazi come XM24 contribuiva a renderla quanto meno più vivibile.
Nell’Agosto del 2026, caldo come l’inferno, in una città devastata dai cantieri, ora più che mai, dovremmo organizzarci per ripensare nuove pratiche di lotta e tornare a immaginare un esistente radicalmente diverso.