CianoBò - La Rossa in Blu'

CianoBò - La Rossa in Blu' 🎨 CianoBo'- La Rossa in Blu - uniamo la magia della cianotipia con la storia affascinante di Bologna

Scortica AgnelliSe con costui, che affaccendato vediscannar capretti, e scorticar agnellipraticherai, e perderai sempre ...
29/06/2024

Scortica Agnelli

Se con costui, che affaccendato vedi
scannar capretti, e scorticar agnelli
praticherai, e perderai sempre e credi
con tuo dolor ci lascierai la pelle

Riproduzione in Cianotipia acquarellata

Le Arti per VIA
G. M. Mitelli

BOLOGNA DOCET
07/02/2024

BOLOGNA DOCET

LE ARTI PER VIA G.M.MITELLIIL VENDITORE DI VETROLa sorte maledetta ad’ogni modo,sempre cercò a perseguitarmi adietro:Ch’...
10/01/2024

LE ARTI PER VIA
G.M.MITELLI

IL VENDITORE DI VETRO

La sorte maledetta ad’ogni modo,
sempre cercò a perseguitarmi adietro:
Ch’io già mai non sarò mercante s**o,
s’il Capital m’assicurrò sul vetro.

La Macchina del MondoOgn'un cerca di star sopra il compagno Riproduzione in Cianografia dell'incisione di G.M.MitelliBol...
08/01/2024

La Macchina del Mondo
Ogn'un cerca di star sopra il compagno

Riproduzione in Cianografia dell'incisione di G.M.Mitelli
Bologna fine 1600

Buon 2024 da CianoBo' - La Rossa in Blu' - 🥂
02/01/2024

Buon 2024 da CianoBo' - La Rossa in Blu' - 🥂

16/12/2023

Pio Panfili, Veduta della Dogana, e Carceri della Città di Bologna, incisione del 1764.

Continua la nostra riproposizione con la tecnica della Cianografia delle antiche incisioni che hanno come protagonista la città nel corso dei secoli, proponendo il lavoro di Pio Panfili, un autore che Mario Fanti, nella presentazione del volume “Bologna nel Settecento”, così descrive: “Se Bologna nel Settecento non ebbe come Venezia, pittori quali il Canaletto e Francesco Guardi, o come Roma, un incisore quale Giovanni Battista Piranesi, che ci abbiano tramandato ad alto livello artistico gli aspetti più pittoreschi della città, trovò tuttavia il suo illustratore in Pio Panfili il quale, lasciata ben presto la natia terra marchigiana (era nato a Porto id Fermo, l’attuale Porto San Giorno il 6 maggio 1723) si stabilì a Bologna. La modesta fortuna della sua opera di frescante, esercitatasi soprattutto nelle Marche (Fermo, Monte Giorgio) e nella Romagna (Rimini), non sarebbe mai valsa a dargli fama ed onore, se un fortunato incontro col tipografo bolognese Petronio della Volpe, verso il 1769, non gli avesse aperto le porte all’attività di incisore; molte delle opere uscite dalla famosa tipografia bolognese nella seconda metà del Settecento furono illustrate dal Panfili e tra esse si distingue in modo particolare il noto volumen sulle pitture del chiostro di S. Michele in Bosco, compilato da Giampietro Cavazzoni Zanotti, per il quale il Panfili incise testatine, capilettera, finali e vignette varie dando prova di vivace estro decorativo accompagnato da una chiara inclinazione paesistica. […] Nelle strade e nelle piazze inquadrate da questo aulico contesto urbano, il Panfili sa muovere un’umanità varia e pittoresca nella quale si rivela anche l’altro aspetto di Bologna, quello della vita quotidiana e popolare. Qui il nostro incisore indugia a raffigurare episodi gustosi: i carcerati che dalle inferriate del “Torrone” possono parlare coi passanti [[…] Un passeggiare di cavalieri in tricorno e di donzelle con zendado sul capo e ventaglio in mano, che camminano sempre a due a due, le guardie svizzere con l’alabarda, l’attività di artigiani che lavorano sulla strada e di venditori ambulanti, i numerosissimi cani randagi che compaiono in ogni veduta, si mescolano col viavai delle carrozze signorili, talvolta precedute da lacché ......., dei carri di derrate e delle bestie da soma. Molti mendicanti agli angoli delle strade e alle porte delle chiese, sciancati che si trascinano su stampelle e paralitici che si fanno trainare, elemosinando, su rozzi carrioli ...... il cieco che chiede la ca**tà facendosi guidare da un fanciullo...... ci riportano alla dura realtà dei poveri e degli emarginati ed alle contraddizioni di quella società per molti aspetti così colta e raffinata....

CianoBo' - La rossa in Blu' -
Riproduzioni Cianografiche Storiche

Il Brentatore "Il mio tergo non mai curvato in arcomostrò dal faticar d’essere straccochi non torrebbe in così dolce inc...
07/12/2023

Il Brentatore
"Il mio tergo non mai curvato in arco
mostrò dal faticar d’essere stracco
chi non torrebbe in così dolce incarco
a’ sostentar la deità di Bacco"

queste le parole con le quali Mitelli descrive questo iconico lavoratore per via, che prende il nome dal recipiente " La Brenta" che portava sulle spalle per le vie e le piazze della cittĂ , con una capienza di 78.64 litri.
Così come documentato dalle anticheistituzinibolognesi, a far data dal 1250, gli Statuti Comunali di Bologna documentano l’esistenza di una corporazione dell’Arte dei Brentatori che si occupava del trasporto del vino nelle brente coniche di legno, portate a spalla.

All’epoca, il contrabbando di vino era una frode tra le più comuni, perciò, per regolarizzarne la vendita, i Brentatori erano autorizzati a trasportarlo, ad assaggiarlo e a valutarne il prezzo a seconda della qualità, infine ne riscuotevano le imposte. Furono quindi dei grandi intenditori di vino e, per questo, possiamo definirli come i primi “sommelier” della storia. La loro sede era nel cuore di Bologna, in via dei Dazi, oggi via de’ Pignattari.

05/12/2023

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05/12/2023

"Il Nettatore di Pozzi" di Giuseppe Maria Mitelli in Cianotipia 🖼️

Siamo entusiasti di presentarvi la prima opera del nostro ciclo "Le Arti per Vie" di Giuseppe Maria Mitelli, rivisitata e riprodotta con la magia della cianotipia!

🎭 "Il Nettatore di Pozzi" è un'incisione straordinaria che cattura l'essenza e il mestiere del nettatore, che nelle frasi riportate in calce all'incisione, recita questi versi

" Se corre l’uno, e l’altro par che voli,
io potrò dir senza bugia veruna,
ch’unitamente corrono due soli
ne Pozzi altrui, Ă  ricercar la luna"

Quest'opera, reinterpretata attraverso la cianotipia, acquista un nuovo fascino, preservando la maestria dell'originale e arricchendola con il suggestivo colore blu.

🌟 La cianotipia dona a questa incisione una nuova vita, trasformando il dettaglio e la maestria dell'artista in un'opera che si distingue per la sua eleganza e intensità. La rappresentazione del nettatore nei suoi abiti caratteristici e nell'atto di dedicarsi al suo mestiere è ora immersa in un blu profondo, conferendole un'aura di mistero e raffinatezza.

🤝 Vi invitiamo ad esplorare con noi l'incanto di questa prima opera. Condividete con noi le vostre interpretazioni, curiosità e apprezzamenti su questa magnifica riproduzione che unisce tradizione e innovazione artistica

🏛️ continuiamo ad esplorare il patrimonio artistico di Bologna attraverso la cianotipia.

05/12/2023

🎨 Continua il nostro viaggio nella riproduzione attraverso la Cianografia, del ciclo di incisioni della fine del 1600 di G.M.Mitelli dedicata alle Arti per via, i lavori ambulanti svolti per le vie e le piazze della città di Bologna sul finire del XVII° secolo. Oggi presentiamo il "Venditore di acqua d'anice e di Zolfarelli".

🌟 L’acqua d' anice era una bevanda rinfrescante e aromatica, ottenuta dalla distillazione dei semi di anice, che veniva venduta in bottiglie o in bicchieri. Gli zolfarelli erano dei bastoncini di legno impregnati di zolfo, che servivano per accendere il fuoco o le candele. I venditori di questi prodotti giravano per le vie della città, portando con sé dei carretti o dei cesti, attirando i clienti con le loro grida o con le loro canzoni. Quelle che seguono sono le parole che Mitelli utilizza nella sua opera per descriverli.

"Fermati, che farai poche facende,
se corto và sempr’è più bello il gioco;.
Costui, che l’acqua d’aniso rivende,
ti vincerĂ  la mercanzia del fuoco."

🏛️ Continua a seguire e condividi il nostro percorso.

02/12/2023

START - LE ARTI PER VIA -

🖼️Iniziamo oggi un percorso dedicato alla riproduzione attraverso la tecnica della Cianotipia, di uno dei cicli di incisioni più famosi della Storia della città. Realizzato alla fine del 1600, Le Arti per via di Giuseppe Maria Mitelli, rappresentano una testimonianza iconograficaa unica, della Bologna del tempo. L'incisore infatti, ritrae come un moderno fotografo, la variegata condizione umana, di tutti quei lavoratori che per le vie e le piazze della città si barcamenano in cerca di risorse e fortuna. Mitelli nel frontespizio del libro che custodisce le 40 incisioni si rivolge direttamente al Dio Nettuno e alla sua statua situata nella Piazza, con queste parole

" L'arti per via. Disegnate, intagliate, et offerte Al grande et alto Nettuno Gigante Sig: della Piazza di Bologna Da Gioseppe M. Mitelli"

"A chi debbonsi queste mie laboriose fatiche, se non al sol a voi / il quale posto in alto grado state osservando / tutti i passatempi de trattenimenti mondani / ed ascoltate patiente / ed immobile / tutti i clamori di chi và e chi viene / vendendo merci? A voi si debbon / Sig.r della Piazza / quest'Arti che van per le vie; sarà questo il tributo ch'io porto alla vostra altissima e maaestosissima presenza / come architettata da quella / che è la Regina di tutte le Arti. Eccovi dunque uniti coloro i quali / sen van fluttuando ed ondeggiando su questa Nave di Bologna / tocca a voi Solo / che sete il Dio moderatore dei mari / regolar le loro tempestose fortune / perchè non ne restino / sommersi e perduti.
E se Nume siete / che tien dominio Sopra le fondamenta / della città / anche sopra quest'Arti / potete haverlo / che son fondamento dei cittadineschi commerci / e dè popolari contratti.
Stendete dunque la vostra mano potente,ricevete l'offerta di quell'omaggio / e come che n**o siate / non abbiate a sdegno vestirvi, di questi fogli / che se non posson per se stessi resister ai Soli et Geli / che voi tutt'ora soffrite; acquisteranno almeno alla vostra imperturbabile costanza qualche durabile qualitĂ . Intanto augurandovi benigno il Ciel e Primavera eterna / pregovi per testimonio d'aggradimento Ă  diffonder piĂą copiose e piĂą salutifere / l'acque della vostra fonte / perche possan questi Artefici camminando per via / haverne a loro bisogno l'opportuno e bramato soccorso.
E qui m'inchino a humil con queste carni / poichè non posso a voi / ch'inalto sete / bacio il piè / riverente / ai vostri marmi.
Anno 1660.

🎨Abbiamo proceduto negli ultimi mesi per realizzare il progetto CianoBo' - La Rossa in Blu', a riprodurre l'intero ciclo di incisioni con la tecnica della cianotipia, sperando di ridare a questo maestoso affresco di un'umanità del passato, una nuova vita, attraverso il blu vibrante dell'emozione e del ricorso. Procederemo nelle prossime settimane a presentare i diversi personaggi di questo affresco storico e sociale, continuate a seguirci.

Indirizzo

Bologna
Bologna
40100

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