16/12/2023
Pio Panfili, Veduta della Dogana, e Carceri della Città di Bologna, incisione del 1764.
Continua la nostra riproposizione con la tecnica della Cianografia delle antiche incisioni che hanno come protagonista la città nel corso dei secoli, proponendo il lavoro di Pio Panfili, un autore che Mario Fanti, nella presentazione del volume “Bologna nel Settecento”, così descrive: “Se Bologna nel Settecento non ebbe come Venezia, pittori quali il Canaletto e Francesco Guardi, o come Roma, un incisore quale Giovanni Battista Piranesi, che ci abbiano tramandato ad alto livello artistico gli aspetti più pittoreschi della città , trovò tuttavia il suo illustratore in Pio Panfili il quale, lasciata ben presto la natia terra marchigiana (era nato a Porto id Fermo, l’attuale Porto San Giorno il 6 maggio 1723) si stabilì a Bologna. La modesta fortuna della sua opera di frescante, esercitatasi soprattutto nelle Marche (Fermo, Monte Giorgio) e nella Romagna (Rimini), non sarebbe mai valsa a dargli fama ed onore, se un fortunato incontro col tipografo bolognese Petronio della Volpe, verso il 1769, non gli avesse aperto le porte all’attività di incisore; molte delle opere uscite dalla famosa tipografia bolognese nella seconda metà del Settecento furono illustrate dal Panfili e tra esse si distingue in modo particolare il noto volumen sulle pitture del chiostro di S. Michele in Bosco, compilato da Giampietro Cavazzoni Zanotti, per il quale il Panfili incise testatine, capilettera, finali e vignette varie dando prova di vivace estro decorativo accompagnato da una chiara inclinazione paesistica. […] Nelle strade e nelle piazze inquadrate da questo aulico contesto urbano, il Panfili sa muovere un’umanità varia e pittoresca nella quale si rivela anche l’altro aspetto di Bologna, quello della vita quotidiana e popolare. Qui il nostro incisore indugia a raffigurare episodi gustosi: i carcerati che dalle inferriate del “Torrone” possono parlare coi passanti [[…] Un passeggiare di cavalieri in tricorno e di donzelle con zendado sul capo e ventaglio in mano, che camminano sempre a due a due, le guardie svizzere con l’alabarda, l’attività di artigiani che lavorano sulla strada e di venditori ambulanti, i numerosissimi cani randagi che compaiono in ogni veduta, si mescolano col viavai delle carrozze signorili, talvolta precedute da lacché ......., dei carri di derrate e delle bestie da soma. Molti mendicanti agli angoli delle strade e alle porte delle chiese, sciancati che si trascinano su stampelle e paralitici che si fanno trainare, elemosinando, su rozzi carrioli ...... il cieco che chiede la ca**tà facendosi guidare da un fanciullo...... ci riportano alla dura realtà dei poveri e degli emarginati ed alle contraddizioni di quella società per molti aspetti così colta e raffinata....
CianoBo' - La rossa in Blu' -
Riproduzioni Cianografiche Storiche