10/03/2021
"Achillis Bocchii Bonon. Symbolicarum quaestionum, de vniuerso genere, quas serio ludebat, libri quinque."
SERIO LUDERE, ET SERIOSISSIME IOCARI è un motto antico che riacquista una sua centralità nella cultura rinascimentale, e ancor prima nell’umanesimo.
Ne parla Gianfranco Marrone in un articolo del 2015 [Doppiozero: https://www.doppiozero.com/rubriche/15/201507/serio-ludere]
Scriveva Marsilio Ficino chiudendo il suo commento alla Repubblica di Platone: «È proprio dei sapienti iocari et studiosissime ludere». Ma iocus e ludus si accompagnano senza inciampo, senza sussulti.
"Serio ludere" è invece un ‘gioco’ linguistico più vicino a un ossimoro, corteggia questo concetto.
In un tempo in cui la follia è avvertita come minaccia presente, non più latente, "serio ludere" può essere solo oggetto di rievocazione nostalgica per Baldesar Castiglione.
Negli ultimi anni del Quattrocento Hieronymus Bosch compone la sua "Nef des Fous". L’Elogio della follia di Erasmo è del 1509.
I disegni euristici di Leonardo si soffermano a lungo sui dettagli fisiognomici dei deformi e dei folli, e infine gli studi verranno riversati nella pazzia bestialissima, la Battaglia di Anghiari.
Contrastare la follia significherà innanzitutto indagarla e rappresentarla. Sottoporla a ‘ironia’, combinazione di riso e pianto come nella coppia di opposti Democrito ed Eraclito in Bramante.
Il tema del ‘filosofo che piange e ride’ per un identico motivo, è un topos letterario antico; ben noto all’Orazio delle Epistole, così caro ad Achille Bocchi da volere una sua ludica esortazione a far da contrappunto – sulla facciata del suo Palazzo – all’invocazione compunta del Salmo 120.
È possibile riemergere dall’età presente, da un’instabilità angosciosa, armandosi di un logos capace di comprehendere e superare? Un nuovo linguaggio, connubio di ratio e oratio, può adempiere a questo compito. E la più consapevole meditazione umana risiede in una filologia che fa tutt’uno con l’ermeneutica filosofica.
L’esigenza di osservare e superare il conflitto tra logos e pathos, nell’uomo e nel mondo – intus et extra – passa attraverso una ri-forma della spiritualità che coinvolge ratio e oratio.