08/01/2021
Ecco un interessante studio della NASA sulla diminuzione dell'assorbimento di CO2 da parte delle piante a causa dei cambiamenti climatici in atto: l'assorbimento della CO2, gas che continua ad aumentare in atmosfera, può purtoppo ve**re limitato da effetti del riscaldamento globale come la ridotta umidità del suolo o dalla carenza di nutrienti quali azoto e fosforo.
Notizia a cura di LifeGate
Cosa accadrebbe, se le perdessero la di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici? Il loro ruolo è infatti preziosissimo: assorbono l’anidride carbonica ( ), che riversiamo eccessivamente in atmosfera, per compiere la fotosintesi clorofilliana. Eppure, secondo un nuovo studio pubblicato su Science lo scorso dicembre, proprio il riscaldamento globale che le piante ci aiutano a combattere avrebbe compromesso la capacità dell’86% degli ecosistemi terrestri di assorbire CO2. Un circolo vizioso che mette a repentaglio il futuro del clima.
Per i ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA - National Aeronautics and Space Administration
, la “colpa” sarebbe della diminuzione del cosiddetto effetto di fertilizzazione della CO2 (abbreviato con la sigla Cfe). Si tratta di un fenomeno per cui, all’aumentare dell’anidride carbonica in atmosfera, le piante – che di fatto se ne “nutrono” – incrementano il loro processo di fotosintesi e dunque crescono di più.
Dati satellitari e modelli scientifici hanno dimostrato però che, a partire dal 1982, questo effetto è sceso dal 21% al 12% ogni 100 parti per milione di CO2 presenti nell’atmosfera.
Ma perché questa inversione di rotta? A detta di Ben Poulter, co-autore dello studio, starebbero entrando in gioco sia una diminuzione dell’umidità dei terreni, che delle loro sostanze nutritive, proprio a causa dei cambiamenti climatici. Ai tropici, per esempio, il suolo è diventato più carente di azoto e fosforo, mentre nelle zone temperate dell’emisfero settentrionale è meno umido per l’aumento delle temperature medie.
Ecco perché, secondo gli scienziati, quando si calcola il carbon budget, cioè la quantità di emissioni che possiamo ancora generare senza sfondare la barriera dei 2°C in più rispetto ai livelli preindustriali (o meglio ancora di 1,5°C, come auspica l’Accordo di Parigi) dobbiamo tenere presente anche il calo della fertilizzazione della CO2. Se non lo facciamo, i nostri conti potrebbero risultare troppo ottimistici.
https://science.sciencemag.org/content/370/6522/1295