15/05/2020
ECOSISTEMA & ESSERI UMANI
Per rallentare la distruzione del nostro habitat naturale è intervenuta una pandemia globale. Prima ancora la crisi finanziaria del 2008. Il tutto ad un costo sociale ed economico altissimo.
Ma il problema è l'uomo in sé? No.
Il problema è il modello di sviluppo che si è scelto. Un italiano non spreca come un americano. E un africano non inquina come un francese. E ben pochi si crogiolano nel lusso cretino come il Qatar.
Questo spiega anche le polemiche globali sulle politiche da adottare per fermare il disastro ambientale: i paesi emergenti e poveri accusano quelli ricchi di far la bella vita e di volerla negare a loro.
Il punto fondamentale però rimane sempre lo stesso: il modello industriale attuale non emette solo CO2... inquina il terreno degradandolo, devasta interi ecosistemi con prodotti chimici e non, altera le catene alimentari, fa tornare la plastica dentro i nostri stomaci, strermina a velocità enorme una moltitudine di specie animali e infine ammazza anche centinaia di migliaia di esseri umani ogni giorno fra malattie, etc.
Il prezzo del benessere materiale. Fra l'altro distribuito molto male sul pianeta.
Le soluzioni? Tante, tantissime. Ma anche qua non bastano più i rapporti, i paper, i documenti, le conferenze internazionali, etc. Serve letteralmente una contro-forza in grado di cambiare gli equilibri di potere in seno al Sistema. Serve le politica con la P maiuscola.
Se no attenderemo le lentissime "riforme", i misteriosi "Green Deal", mentre il tempo si è esaurito da un pezzo.
Ricordiamoci sempre che siamo degli animali, non processori di silicio.
Alessandro Leonardi
P.s. ieri è scattato l'Overshoot day per l'Italia. L'anno scorso era il 15 maggio. Nel 2018 il 24 maggio. Più ci si avvicina a gennaio, più la situazione peggiora.