14/04/2026
Nelle aule delle scuole medie dove spesso c'è una organica tempesta, porto Corpo Poetico ricerca per altri movimenti. Mi muovo tra le aule, in palestre, o in aule attrezzate da palestre, nei cortili/giardini dove non cerco di "risolvere una situazione" ma di mettermi in ascolto. La pre-adolescenza è questo: un bosco durante un temporale. Non è la pioggia gentile dell'infanzia, è un’energia "tempestiva" un urto che accade qui e ora, un’eruzione di materia e desiderio che preme per uscire. È una forza necessaria che scuote i rami e le radici, cercando un nuovo equilibrio tra il fango e il cielo.
Scelgo l' osservazione lenta e silenziosa come atto d'amore pedagogico.
Osservo la moltitudine delle personalità con fragilità ma anche potenzialità.
Osservo il ragazzo con ADHD che frammenta lo spazio con la sua energia cinetica.
Osservo chi, nel silenzio del suo ritardo, custodisce una lentezza solenne che è pura poesia. Non sono "problemi da gestire" sono traiettorie di destino che cercano una sponda.
Pedagogicamente, il mio compito non è fermare il temporale, ma permettere alla "ghianda" di ciascuno di nutrirsi di questa pioggia battente, affinché la spinta vitale che oggi appare come caos possa domani farsi quercia.