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Chiacchere in studio – la prima rubrica di ŏpĕra  #14 ci porta nello studio di Alice Peach. Sottrarre immagini, accumula...
10/04/2026

Chiacchere in studio – la prima rubrica di ŏpĕra #14 ci porta nello studio di Alice Peach.

Sottrarre immagini, accumulare vuoti è una conversazione tra Arnold Braho e l’artista, che esplora il linguaggio visivo, il processo creativo e il delicato equilibrio tra ciò che appare e ciò che viene lasciato in sospeso.

In ŏpĕra #14, il testo di Arnold Braho ci guida attraverso un dialogo intenso e riflessivo, tra immagini, vuoti e nuove possibilità visive.

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Subtracting images, accumulating voids – the first column of ŏpĕra #14 takes us inside the studio of Alice Peach.

This conversation between Arnold Braho and the artist explores her visual language, creative process, and the delicate balance between what appears and what is left in suspension.

In ŏpĕra #14, Arnold Braho’s text guides us through a reflective dialogue, between images, voids, and new visual possibilities.

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Chiacchiere in studio Sottrarre immagini, accumulare vuoti. Conversazione tra Arnold Braho e Alice Peach

Subtracting images, accumulating voids. A conversation between Arnold BrahBraho and Alice Peach curated by Arnold Braho


Ŏpĕra Off approfondisce la ricerca di QuantumSpace, esplorando le potenzialità della tecnologia applicata all’arte e al ...
17/03/2026

Ŏpĕra Off approfondisce la ricerca di QuantumSpace, esplorando le potenzialità della tecnologia applicata all’arte e al patrimonio culturale.

Attiva tra Milano e New York, QuantumSpace sviluppa sistemi di estrazione e analisi avanzata di dati visivi, capaci di decodificare scientificamente l’opera d’arte: dall’analisi volumetrica alla tracciabilità della sua “biografia” storica e conservativa, con un’accuratezza di attribuzione che raggiunge il 99,8%.

La loro architettura di intelligenza visiva multi-livello – valsa all’azienda due recenti brevetti – consente di leggere l’opera non più come semplice superficie, ma come dataset strutturato e interrogabile, senza necessità di pre-training su archivi specifici.

A partire da semplici rilievi fotografici, il progetto apre a nuove possibilità: rendere l’arte più sicura e tracciabile e, al contempo, ridefinire la conoscenza diagnostica e scientifica.

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Ŏpĕra Off explores the research of QuantumSpace, investigating the potential of technology applied to art and cultural heritage.

Active between Milan and New York, QuantumSpace develops advanced visual data extraction and analysis systems, capable of scientifically decoding the artwork: from volumetric analysis to the traceability of its historical and conservation “biography,” with an authorship attribution accuracy reaching 99.8%.

Their multi-level visual intelligence architecture – which has earned the company two recent patents – makes it possible to read the artwork no longer as a simple surface, but as a structured, queryable dataset, without the need for pre-training on specific archives.

Starting from simple photographic surveys, the project opens up new possibilities: making art more secure and traceable while redefining diagnostic and scientific knowledge.

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QuantumSpace. Verso una nuova fenomenologia dell’opera digitalizzata” | QuantumSpace. Towards a new phenomenology of the digitized artwork
a cura di | curated by Valeria Bevilacqua & Lara Gaeta

📷 Ph. 1, 3, 5: credits QuantumSpace
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“Oracolo” di Camilla Gurgone, con testo critico di Sara Verde, prosegue il percorso di ŏpĕra 14: l’opera esplora il conf...
26/02/2026

“Oracolo” di Camilla Gurgone, con testo critico di Sara Verde, prosegue il percorso di ŏpĕra 14: l’opera esplora il confine tra permanenza e sparizione, tra il desiderio di prevedere il futuro e l’impossibilità di afferrarne le ombre. Gurgone dialoga con l’intelligenza artificiale, chiedendole di immaginare possibili scenari futuri.

La freddezza e precisione delle risposte meccaniche si confrontano con la fragilità e la sensibilità umana, mentre carta termica e acciaio dialogano tra impermanenza e resistenza. “Oracolo” restituisce così immagini enigmatiche, sospese tra conoscenza e esperienza, tra dato e sentimento.

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“Oracolo” by Camilla Gurgone, with a critical text by Sara Verde, is the next work in ŏpĕra 14: the work investigates the tension between permanence and disappearance, between the desire to foresee the future and the impossibility of grasping its shadows. Gurgone engages with artificial intelligence, asking it to envision potential futures.

The cold precision of the machine’s responses contrasts with human fragility, while thermal paper and steel interact between impermanence and resilience. “Oracolo” presents enigmatic images, suspended between knowledge and experience, data and feeling.

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Oracolo, Camilla Gurgone, curated by Sara Verde, ŏpĕra 14, 2025, ph. Alessandro Armento gurgone

“Un pretesto per parlare del mare” di Saverio Tonoli, con testo critico di Caterina Frulloni, è tra i lavori inediti pre...
03/02/2026

“Un pretesto per parlare del mare” di Saverio Tonoli, con testo critico di Caterina Frulloni, è tra i lavori inediti presentati su ŏpĕra 14.

Il progetto di Saverio Tonoli, presentato al Padiglione Italia della Biennale Architettura di Venezia 2025, nasce dall’incontro tra terra e mare lungo le coste del Sud-est asiatico. Le serie Rockscapes e Self-absorbed on Rocks rappresentano territori liminali, dove l’orizzonte e la forza del mare si manifestano attraverso carte e dipinti a inchiostro, catturando momenti effimeri di resa e trasformazione.

L’opera offre una pluralità narrativa: ogni ritratto di costa racconta un territorio unico e il suo dialogo con l’acqua, trasmettendo la potenza, la fragilità e la bellezza del mare, spaziando da Taiwan a Hong Kong, dal Vietnam all’Adriatico. Attraverso questi lavori, l’arte diventa pretesto per esplorare l’infinito, il ritorno a sé stessi e la percezione di orizzonti in continua trasformazione.

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“A pretext to talk about the sea”, work by Saverio Tonoli text by Caterina Frulloni, enriches the selection of ŏpĕra 14.

Saverio Tonoli’s project, presented at the Italian Pavilion of the Venice Architecture Biennale 2025, originates from the encounter between land and sea along the coasts of Southeast Asia. The series Rockscapes and Self-absorbed on Rocks depict liminal territories where the horizon and the sea’s power are expressed through ink paintings and coastal maps, capturing fleeting moments of surrender and transformation.

The work offers a plurality of narratives: each coastal portrait tells the story of a unique territory in dialogue with water, conveying the sea’s strength, fragility, and beauty across locations from Taiwan to Hong Kong, Vietnam, and the Adriatic. Through these works, art becomes a pretext to explore infinity, self-reflection, and ever-changing horizons.

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Un pretesto per parlare del mare A pretext to talk about the sea, Saverio Tonoli, curated by Caterina Frulloni, ŏpĕra 14, 2025, ph. Alessandro Armento


Indirizzo

Bologna

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