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🎬🎥 - DCCCLIII RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬😱"Cabin fever" (2002) di Eli Roth: voto 6+.😱Cinque amici del college a...
07/09/2026

🎬🎥 - DCCCLIII RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
😱"Cabin fever" (2002) di Eli Roth: voto 6+.😱
Cinque amici del college affittano una baita nei boschi per una vacanza. La loro festa viene sconvolta dall'incontro con Henry (Arie Veerven) un eremita infetto da una forma fulminante ed estremamente contagiosa di fascite necrotizzante.
L'esordio alla regia di Eli Roth arriva con questa pellicola a basso budget che scrisse anni prima assieme a Randy Pearlstein, amico e compagno di stanza di Roth alla New York University.
Il regista si approccia al suo primo film citando i suoi idoli come Tobe Hopper, Wes Craven o Sam Raimi e a molto cinema di genere degli anni '70, '80.
I protagonisti sono i classici adolescenti americani dediti al divertimento, alla droga e al sesso che, in una situazione festiva o vacanziera, si trovano di fronte ad un pericolo che mina la loro salute e sopravvivenza.
Da questa base, già ampiamente collaudata in svariate pellicole, nasce un prodotto di serie B in cui si evince già lo stile caratteristico di Eli Roth. L'unione fra la violenza e l'ironia è centrale, oltre all'elemento grottesco che anima certe situazioni. L'America di provincia possiede una giustizia propria e una mentalità decisamente diversa rispetto alla realtà cittadina. Lo si percepisce ancor di più quando lo spettatore capisce che questo virus non è affatto l'unico mostro da affrontare.
Ottimi gli effetti speciali e la resa degli effetti del virus; per quanto riguarda i dialoghi, invece, vi sono varie cadute di stile.

❤️f🖤

03/09/2026

Come omaggio per la scomparsa di Tim Curry, ecco un mio pensiero sulla celebre frase "Don't dream it, be it" che pronuncia all'interno del musical "The Rocky Horror Picture Show".

Contiene temi cari alla cultura LGBT, come la libertà individuale e l'emancipazione sessuale, ma è anche un invito a nome vergognarsi di dimostrarsi per ciò che si è.

E, in un'epoca in cui ognuno di noi ha un account social, può essere anche un invito a non vergognarsi di mostrarsi anche su quelle piattaforme, trasmettere i propri valori e principi, contrastando tutti gli aspetti negativi che si trovano sulla rete.

Ecco dunque come ho provato, in breve, ad attualizzare la bellissima frase "Don't dream it, be it". A voi nei commenti la parola!

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🎬🎥 - DCCCLII RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬😱"When evil lurks" (2023) di Demián Rugna: voto 7,5.😱In un villaggio ru...
02/09/2026

🎬🎥 - DCCCLII RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
😱"When evil lurks" (2023) di Demián Rugna: voto 7,5.😱
In un villaggio rurale dell'Argentina, i due fratelli Pedro (Ezequiel Rodriguez) e Jaime Yazurlo scoprono un uomo posseduto da un demone in procinto di generare il male assoluto. Nel tentativo di sbarazzarsene e allontanarlo dalla propria terra, violano le regole del caso, scatenando inavvertitamente un'epidemia demoniaca e inarrestabile che travolge l'intera comunità.
Pellicola argentina che è ambientata in un mondo parallelo in cui l'essere umano convive con il male puro; un mondo in cui la religione è morta e questo vuoto viene occupato dal demonio.
Vi sono determinate regole da seguire per non essere impossessati dal diavolo; regole che possono mantenere stabile l'ordine sociale il quale, per via di errori umani, viene disgregato in una corsa contro il tempo per salvare la famiglia Yazurlo e la comunità attorno a loro.
La penna dello stesso Rugna evita quasi del tutto i jumpscare e si concentra sul tentativo dei due fratelli di fermare la nascita del demonio: attraverso questo percorso si pone la lente d'ingrandimento sulle relazioni dei personaggi, in particolare sulle fragilità che li espongono maggiormente alla possessione.
Un horror insolito dove questo male, inteso come anarchia e profondamente ateo, è sotto una luce diversa da molte altre pellicole di genere.
Infine, considerando l'ambientazione e le dinamiche relazionali fra loro, un plauso va dato a tutto il comparto scenico.

❤️f🖤

01/09/2026

Mi sembra scontato... Quali altre canzoni tratte dai film si potrebbero mettere?

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🎬🎥 - DCCCLI RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬📽"I Tenenbaum" (2001) di Wes Anderson: voto 9.📽Negli anni settanta la fa...
31/08/2026

🎬🎥 - DCCCLI RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
📽"I Tenenbaum" (2001) di Wes Anderson: voto 9.📽
Negli anni settanta la famiglia dei Tenenbaum è composta dalla coppia Royal (Gene Hackman) ed Etheline (Anjelica Huston), la quale possiede tre figli. A causa però dei continui tradimenti di lui la coppia entra in crisi e si separa.
Vent'anni dopo ha luogo un'improvvisa e inattesa riunione della famiglia Tenenbaum. I figli sono cresciuti e si sono fatti una loro vita, solo che i loro successi sembrano cancellati dai disastri compiuti dal padre negli ultimi vent'anni.
Se oggi lo stile di Wes Anderson è diventato troppo di maniera fra la ricerca di inquadrature estremamente simmetriche, i colori pastellati e la recitazione fin troppo snaturata, qui riesce a dosarsi alla perfezione: il gusto estetico andersoniano si fonde con una sostanza solida, rappresentata da una storia che sa dividersi fra la risata, la depressione e una psicologia ben caratterizzata per ognuno dei Tenenbaum.
Gene Hackman, in quella che è probabilmente l'ultima grande interpretazione della sua immensa carriera, è perfetto nei panni di Royal Tenenbaum. Un padre distante e anaffettivo, una persona egoista e un marito infedele. Se all'inizio si prendono le distanze da un personaggio così negativo, ecco che pian piano l'empatia cresce quando si rende conto dei danni che ha fatto e vuole porvi rimedio. La sua assenza e il carattere troppo debole di Etheline sono stati deleteri nella crescita dei tre figli. I bambini si trovano di fronte ad una totale assenza di modelli da imitare, di figure di riferimento per poter crescere e maturare. Finiranno con il provare a farsi da sé, sbagliando inevitabilmente e creandosi ulteriori fantasmi da affrontare, problemi che li fanno sprofondare verso la depressione.
Per poter salvare la situazione è necessario che il primo passo venga dal peccatore originale, ovvero Royal Tenenbaum.
La voce narrante è esterna e appare come un cantastorie che illustra le vicende familiari. E oltre alle composizioni originali di Mark Mothersbaugh, si conta una grande compilation di canzoni indie, rock o punk.

❤️f🖤

26/08/2026

Anni fa è stato colpito che l'ha fortemente debilitato, oggi ci ha lasciati Tim Curry.

Un'artista poliedrico: cantante, doppiatore, composito e attore. In quest'ultimo settore ha consegnato alla storia due interpretazioni celeberrime: il pagliaccio It nell'omonima serie televisiva e il dottor Frank-N-Furter in "The Rocky Horror Picture Show".

Ci tengo a ricordarlo attraverso quest'iconico personaggio cinematografico e simbolo di forte emancipazione sessuale.

Una figura controversa, dalla dubbia morale, ma che promuoveva una libertà sessuale ed identitaria che abbatteva i legami creati dal perbenismo borghese. Uno scienziato bisessuale e travestito, opposto caratterialmente ai bigotti sposini Brad Janet, intento a creare Rocky, l'amante perfetto.

Una figura iconica, poliedrica, che con questo ruolo ha ispirato milioni di persone a rompere gli schemi borghesi, a superare i pregiudizi di genere attraverso questo inno di libertà sessuale ed identitaria.

"Don't dream it, be it". Non sognarlo, diventalo.

Con questa stupenda frase che il nostro Tim Curry canta alla fine del film voglio salutarlo e ringraziarlo per quello che ha rappresentato a livello artistico e, soprattutto, nella creazione di questa icona immortale che è il dottor Frank-N-Furter.

Grazie di tutto Tim, ci mancherai ❤️

✍️🏻

🎬🎥 - DCCCL RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬🌵😂"I tre amigos" (1986) di John Landis: voto 8-.😂🌵Nel 1916 il famigerato ...
26/08/2026

🎬🎥 - DCCCL RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
🌵😂"I tre amigos" (1986) di John Landis: voto 8-.😂🌵
Nel 1916 il famigerato bandito El Guapo (Alfonso Arau) e la sua banda estorcono denaro dagli abitanti del piccolo villaggio messicano di Santo Poco. Carmen (Patrice Martinez), figlia del capo del villaggio, cerca qualcuno che possa ve**re in loro soccorso. Vedendo per caso un film muto con "I Tre Amigos", li crede eroi reali e invia un telegramma a Hollywood chiedendo loro di ve**re e fermare El Guapo. Tuttavia, dato che ha pochi soldi, il telegrafista accorcia il messaggio rendendolo poco chiaro.
Prodotto da Steve Martin, che ricopre il ruolo di uno dei tre amigos protagonisti, si tratta di una pellicola che riesce ad unire commedia e western. John Landis si affida molto al talento del trio che si completa con Chevy Chase e Martin Short, alla loro comicità fisica e ai differenti personaggi che sanno delineare molto bene.
L'ambientazione nei primi anni di storia del cinema gioca sull'asse realtà-finzione: la macchina da presa fa sembrare eroi persone che forse non lo sono in senso proprio, oppure bisogna considerare tutti i trucchi che determinano l'innovazione del mezzo cinematografico e il salto tecnologico del XX secolo.
Gli stessi anni in cui, mentre iniziava a fiorire la produzione hollywoodiana, vi era ancora un clima di violenza, dove la legge era affidata a banditi, cacciatori di taglie o cowboy.
Trovandosi in una pura ambientazione Western non mancano certo i rimandi a Leone o Ford, con altre battute che appartengono allo stile unico di Landis.

❤️f🖤

🎬🎥 - DCCCXLIX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬👧🏼👦🏻"Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento" (2010) di Hiromas...
24/08/2026

🎬🎥 - DCCCXLIX RECENSIONE DEL CINEMATOGRA-FARO - 🎥🎬
👧🏼👦🏻"Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento" (2010) di Hiromasa Yonebayashi: voto 8.👦🏻👧🏼
Tratto dalla serie di racconti fantasy "Gli sgraffignoli" dell'autrice inglese Mary Norton.
Ambientato nella periferia di Tokyo ai giorni nostri. Arrietty ha 14 anni ed è un esserino alto non più di dieci centimetri, un "prendimprestito"; vive con la sua famiglia, composta da sua madre Homily e dal padre Pod, sotto il pavimento di una grande casa di campagna, dove i "grandi" umani sono inconsapevoli della loro presenza. La famiglia di Arrietty si nutre degli scarti degli umani ed è solita "prendere in prestito" gli oggetti d'uso comune lasciati in giro o dimenticati, che quindi "spariscono" misteriosamente, per poi essere riutilizzati in modo creativo dai prendimprestito nella loro vita di tutti i giorni.
Dopo aver lavorato per diversi anni come animatore per lo studio Ghibli, Yonebayashi esordisce alla regia dando alla luce un progetto che era da tempo nel cassetto di Hayao Miyazaki. Quest'ultimo ne scrive la sceneggiatura e svolge la funzione di produttore esecutivo.
Si respira l'anima di un classico film dello studio Ghibli: protagonisti della storia e portatori di una visione ottimistica del futuro sono, come di solito, i più giovani, i più puri.
Gli spettatori più piccoli possono rimanere colpiti dai tratti magici del disegno, oppure dalla forte amicizia che si genera fra Arrietty e il giovane Shō, l'unico essere umano di cui si fida davvero.
Per quanto riguarda i più grandi, invece, la visione dell'opera può contemplare la critica al consumismo.
I "prendimprestito", difatti, usufruiscono di ciò che la natura gli offre, cercano di dare assoluta importanza a ciò che noi considereremmo da buttare.
Bellissima la colonna sonora della cantante bretone, Cécile Corbel, che ha preso spunto proprio dall'opera dello studio Ghibli per creare arte.

❤️f🖤

19/08/2026

Era da tempo che volevo fare un video su questo argomento. Ora mi sembra doveroso, dopo la scomparsa di Sam Neill, condividere con tutti voi questa riflessione.

Questa potenza evocativa il cinema l'ha dimostrato sin dalla sua nascita coi fratelli Lumière.

Come esempio ho preso in considerazione questo cult di Steven Spielberg ma tu me ne sapresti citare altri? Fammi sapere nei commenti!

Se ti piace il video e la settima arte, per supportarmi, ti chiedo solo di mettere un like e di seguire la pagina.

Al prossimo video e buon cinema a tutti!

🎙

11/08/2026

L'anima di Robin Williams è stata una delle più pure e profonde che abbiamo avuto negli ultimi anni.

Non solo un attore, ma un'artista a tutto tondo che si ricorda senz'altro per la sua poliedricità e per la sua empatia unica. In particolar modo, attraverso i suoi personaggi e i celebri monologhi nei suoi film, ci si trova di fronte ad una persona il cui unico scopo sembrava far star bene gli altri.

E riusciva a farlo attraverso una risata o un momento strappalacrime. In ogni situazione Robin Williams riusciva a darci quel barlume di speranza e a farci vivere la vita con più serenità.

Purtroppo, però, lo stesso discorso non vale per lui in quanto, esattamente 12 anni fa, si è tolto la vita dopo un difficile periodo di malattia. La sua condizione non riusciva ad esternarla e ciò lo faceva stare ancora più male.

Robin è l'esempio di quella persona che da tutto senza chiedere nulla in cambio, anche quando gli serviva disperatamente.

E oggi voglio ricordarlo con questo monologo tratto dal film "Jack" di Francis Ford Coppola. Non una delle sue interpretazioni migliori, ma l'invito finale a godersi ciò che la vita offre è l'ennesimo antidoto alla depressione che Robin Williams ci ha donato.

Un insegnamento che oggi risuona più forte e che ci fa versare l'ennesima lacrima pensando a che uomo abbiamo perso.

✍️🏻

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