Nasce nel 2016 dall’incontro di esperienze eterogenee, provenienti dall’ambito delle arti performative e delle arti visive.
La Compagnia sperimenta sviluppando una ricerca improntata sull’ibridazione di questi e sul coinvolgimento del pubblico. Compagnia Icore nasce a Bologna nel 2016 dall’incontro di esperienze eterogenee, provenienti dall’ambito delle arti performative e delle arti visive. La Compagnia sperimenta attraverso un lavoro sul contact e sulla presenza, sviluppando una ricerca improntata sull’ibridazionedeg
li ambiti e sul coinvolgimento diretto o indiretto dello spettatore affinché questo diventi ‘attivo’ e possa avere la possibilità di calarsi immersivamente nell'esperienza teatrale e performativa. Essa opera principalmente, ma non solo, in territorio bolognese, dove ha collaborato con spazi quali il CostArena, lo Studio54 e il Làbas. A questo proposito Icore sperimenta ed esplora principalmente su due tipi di rapporto, da un lato, quello con spazi non convenzionali(a livello teatrale) quali piazze, nel caso dello spettacolo L'idiotedio, case o sale di proiezioni con Godot sono io, o discoteche con Cyberdramma. Dall’altro quello tra gli individui attraverso un lavoro sul contact e sulla presenza. Uno degli scopi principali della compagnia è la rivalutazione e la diffusione di un concetto di “teatro” che punta a coinvolgere lo spettatore, a creare un senso di comunità per diffondere così una maggiore consapevolezza culturale e artistica. A questo proposito intende offrire esperienze teatrali caratterizzate dall’ibridazione tra teatro di prosa e performance, spettacolo teatrale ed enviroment. La Compagnia ha creato negli anni una sua metodologia che lavora soprattutto sulla presenza ‘consapevole’ (mental and physical awareness), sulle relazioni e su un pensiero corporeo di movimento. L’approccio laboratoriale insito nel lavoro della Compagnia si ispira a una dimensione rituale derivante da pratiche originariamente ‘sciamaniche’, in gran parte di matrice sudamericana. Lo scopo di tale approccio è quello di creare un’intimità fertile e attua a guidare un’esplorazione salvaguardata e partecipata all’interno delle tematiche affrontate.
27/06/2022
‼️PROSSIMO WORKSHOP‼️
Il 06 e 08 Luglio, Daniel Vincenzo Papa De Dios e Leonardo Sbabo, terreanno un workshop per artist* e performer organizzato insieme a Teatro Ebasko presso la loro sede bolognese La Bottega di Ebe in Piazza dei Colori 10/A.
Il workshop B(R)E(ATH)ING è strutturato in due giornate: la prima concentrata su alcune tecniche Butoh e sul lavoro sul corpo danzate/danzato; la seconda sulla respirazione (Breathwork) e sul ritmo interno del corpo in relazione alla composizione performativa.
Spazio Met ha lanciato una CALL FOR ARTISTS per progetti creativi sia online che dal vivo. Seguiteli per rimanere aggiornati!
Di seguito trovate un bel resume della stagione artistica passata, ci siamo anche noi ❤️ https://fb.watch/29Zl_LLXaI/
22/10/2020
Sono passati 4 giorni da quando ISOLE è andato in scena presso il Dumbo Bologna e sono 4 giorni che ricordiamo con un enorme sorriso le settimane di residenza che abbiamo trascorso tra Villa Pini e il DAS insieme a Teatro Ebasko, Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd e Sblocco5.
Siamo grati e felici di aver avuto l’opportunità di condividere con tutti loro un periodo intenso di scambio, di dialogo e di crescita. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere artisti con percorsi e prospettive diverse dalle nostre, e di costruire qualcosa di bello insieme a loro.
Grazie a tutte le persone e istituzioni che hanno contribuito a questo progetto all’interno del programma “Per chi crea”: SIAE, MiBACT , ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Arena del Sole Bologna, Dumbo Bologna e DAS - Dispositivo Arti Sperimentali.
Grazie di cuore a Elena Di Gioia e a Maurizio Corradini per averci seguiti e guidati in questo percorso.
Grazie ai dramaturg di questa prima tappa Marzio Badalì e il nostro Daniel Vincenzo Papa de Dios.
Un progetto che mirava a rompere il distanziamento tra gli artisti, tra alcune compagnie del territorio bolognese, e ci è riuscito. ISOLE ci lascia non solo con preziosi ricordi e una rinnovata visione del nostro lavoro, ma anche con dei nuovi rapporti che adesso teniamo molto a cuore
17/10/2020
CHI SONO I CUSTODI DI ISOLE?
Bellissimi, ma non solo i due dramaturg del progetto MEDIATORI DEL REALE custodi di questa prima tappa del progetto sono coloro che hanno cucito e imbastito il terreno su cui le compagnie hanno lavorato.
Ve li facciamo conoscere attraverso due citazioni.
Marzio Badali':
«Io credo che il teatro contenga tutte le distanze. Con ISOLE abbiamo cercato di percorrerne un po’ insieme, creando uno spazio e un tempo di scoperta attraverso la mediazione artistica e l’incontro tra diversi linguaggi performativi»
Daniel Vincenzo Papa De Dios:
«Tutto questo si tratta, in fondo, di condividere, di confrontarsi, di crescere insieme. Vedere l'altro in sé e vedere sé nell'altro. ISOLE questo ha permesso: creare ponti e rapporti nuovi, amicizie e collaborazioni, sviluppare ulteriormente la propria identità artistica tramite il dialogo.»
MEDIATORI DEL REALE è un progetto di ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione con il sostegno di SIAE e MiBACT e la collaborazione del Comune di Bologna
Sblocco5 Teatro Ebasko Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd
16/10/2020
CHE COSE' ISOLE?
Scopriamo oggi attraverso le parole di due dei 4 registi dello spettacolo Ivonne Capece e Federica Amatuccio qualcosa in piu' di “ISOLE” che andra' in scena DOMENICA 18 OTTOBRE ore 20,30 al Dumbo Bologna
Ivonne Capece:
All’interno della performance ISOLE ho curato la regia di tre quadri scenici. Attraverso di essi ho costruito uno spaccato dell’umanità di fronte alle grandi angosce e solitudini collettive. Il mio focus non è sull’individuo, ma sull’uomo come gruppo sociale e dal punto di vista esistenziale. Tre gli ambiti che ho indagato: l’emarginazione sociale dell’altro, l’estraneità o il disagio nel nucleo familiare, la solitudine dell’uomo di fronte alla morte e al silenzio cosmico. Ciascuno dei tre quadri nasce a partire dall’esperienza del lockdown, e ne porta con sé riferimenti e simboli: dai monitori di pc o tv come surrogati della presenza fisica e affettiva dell’altro, all’aggressione dell’altro intesa come contagio e emarginazione intesa come quarantena, alla presenza di piccoli elettrodomestici di uso privato e “domestico” come phon e aspirapolveri, ad indicare che l’esperienza della pandemia non è così nuova come crediamo, ma la viviamo a piccole velenose dosi da sempre nelle nostre vite individuali e nei grandi movimenti della nostra storia collettiva.
Federica Amatuccio:
Il mio piano di regia si potrebbe riassumere nella parola interruttore.
Si interrompe lo spazio, si interrompe l’azione, si interrompe lo spettacolo. Uno scontro continuo tra reale e realistico, tra vero e verosimile. Ho lavorato con gli attori sulla rappresentazione imposta da uno schema registico e sull’interruzione di quello schema.
Spazi ampi, geometrie leggibili dentro le quali i corpi disegnano percorsi, schemi. Metri quadri di isolamento, dove l’attore sfugge dalla massa interrompendo l’azione imposta per essere individuo libero. Qui si compie l’inganno. Fin dove un attore può spingersi, dove si colloca il suo grado di libertà, esiste veramente un grado di libertà che l’attore ha e può compiere sulla scena? Giocano veramente a basket? Mangiano veramente le merendine?
Sono veramente in pausa dallo spettacolo? La risposta è demandata allo spettatore, inconsapevole del dispositivo imposto, ignaro dalle indicazioni registiche.
-ISOLE- nasce da tre settimane di residenza a Villa Pini all'interno di un progetto di ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione MEDIATORI DEL REALE con il sostegno di SIAE e MiBACT e e con la collaborazione del Comune di Bologna
Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd Compagnia Icore Teatro Ebasko Sblocco5
15/10/2020
CHE COSE' ISOLE?
Scopriamo oggi attraverso le parole di due dei 4 registi dello spettacolo Daniel Vincenzo Papa de Dios e Simone Bevilacqua, qualcosa in piu' di “ISOLE” che andra' in scena domenica 18 OOTOBRE ore 20,30 al Dumbo Bologna
Daniel Vincenzo Papa De Dios: "Per quanto riguarda il mio lavoro registico in questo progetto, legato dunque a una rappresentazione site specific, ho deciso di lavorare con gli attori tramite una dinamica di costante confronto. Ho voluto, in primo luogo, creare un terreno fertile che stimolasse la creatività e la sinergia tra loro; così, durante la prima settimana di lavoro, sono emersi una serie di quadri e gesti da cui abbiamo costruito le nostre scene. Scene che vogliono affrontare un profondo senso d’isolamento in una composizione a tre livelli: la solitudine dell’essere umano nei confronti di una divinità o coscienza collettiva (dal basso verso l’alto), la solitudine di quella divinità nei confronti dell’essere umano (dall’alto verso il basso) e, infine, la solitudine tra gli individui stessi (orizzontale)."
Simone Bevilacqua: "La scena costruita da Teatro Ebasko è principalmente una scena astratta legata a delle immagini classiche. Il sentimento principale è la relazione tra solitudine e isolamento. Abbiamo approfondito l’idea di esclusione dalla società e dallo stato identitario, con dei riferimenti a prima del lockdown. “Ci vogliono soli e divisi”. L’idea è quella di riprodurre la solitudine del quotidiano, dei piccoli gesti/faccende che compiamo ogni giorno. Un rapporto completamente stroncato con la solennità. Fino a citare Eco che rifiutata da Narciso, rimane sola nell’isolamento delle montagne. Il suono della sua voce legato per sempre all’aria che di questa sofferenza è l’unica complice, ci regala una vibrazione arcaica in connessione al nostro desidero di essere comunità."
-ISOLE- nasce da tre settimane di residenza a Villa Pini all'interno di un progetto di ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione MEDIATORI DEL REALE con il sostegno di SIAE e MiBACT e e con la collaborazione del Comune di Bologna
Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd Compagnia Icore Sblocco5 Teatro Ebasko
13/10/2020
CHI SONO GLI ABITANTI DI "ISOLE"?
Piccolo decalogo sulle compagnie che insieme a noi andranno in scena il 18 ottobre al Dumbo Bologna per il progetto di ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione Mediatori del reale •Prima tappa con il sostegno di SIAE e MiBACT
Compagnia Icore nasce a Bologna nel 2016, da allora sviluppa una ricerca improntata sulla dimensione rituale e sull’ibridazione tra performance, teatro di prosa ed environment.
Essa sperimenta ed esplora sul rapporto con spazi non convenzionali, creando spesso progetti versatili, capaci di adattarsi a una modalità site specific.
Sblocco5 è un centro di ricerca, formazione e produzione teatrale fondato e diretto dalla regista e attrice Ivonne Capece. Alla direzione di Ivonne Capece si affiancano Micol Vighi scenografa e costumista e Luisa Dinella fotografa.
La volontà che Sblocco5 esprime attraverso la sua ricerca visiva e concettuale è quella dell‘essere umano di fare di se stesso bellezza e non scempio. Il nostro obiettivo è puntato all'invisibilità e all'uscita di scena, indaga la realtà attraverso i suoi contrasti: per dare luce a ciò che è in ombra e raccontare il mondo in modo inaspettato.
Teatro Ebasko Nasce a Bologna nel 2015, sceglie il suo nome dal greco antico ἡβάσκω: “prendere forza, divenire giovani”. Teatro Ebasko è un gruppo di ricerca teatrale che attraverso la sperimentazione di differenti linguaggi artistici investiga le funzionalità del corpo e della voce in scena. Mira a valorizzare la connessione tra musica e teatro in uno slancio di rinnovamento continuo.
Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd Fondato a Bologna nel 2013 dalla regista e scenografa Federica Amatuccio e dal compositore e
sound designer Andrea Gianessi, concentra la ricerca sull'interazione tra teatro, danza, azione
fisica, musica e sound design.
link evento Mediatori del reale • Prima tappa
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
(solo 100 posti disponibili)
♥️ vi aspettiamo
Foto di Stefano Triggiani
11/10/2020
Il QUARTO dei quattro registi della residenza ISOLE, parte del progetto MEDIATORI DEL REALE ideato dalla classe di dramaturg della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro - laboratorio permanente per l'attore
Il progetto nasce nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Due domande: Qual’è per te un aspetto importante del progetto? Quali sono le ragioni per cui i collettivi di artisti dialogano poco in una città come Bologna?
Ecco il punto di vista del regista Simone Bevilacqua della compagnia Teatro Ebasko
Il 18 OTTOBRE ci trovate al Dumbo Bologna per vedere in scena il lavoro nato in residenza.
link all'avento: Mediatori del reale • Prima tappa
ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione
SIAE
MiBACT
Teatro e Critica
PAC - Paneacquaculture
HYSTRIO Trimestrale di teatro e spettacolo
10/10/2020
Ecco il TERZO dei quattro registi della residenza ISOLE, parte del progetto MEDIATORI DEL REALE ideato dalla classe di dramaturg della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro - laboratorio permanente per l'attore
Il progetto nasce nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Due domande: Qual’è per te un aspetto importante del progetto? Quali sono le ragioni per cui i collettivi di artisti dialogano poco in una città come Bologna?
Ecco il punto di vista della regista Federica Amatuccio della compagnia Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd
Il 18 ottobre ci trovate al Dumbo Bologna per vedere in scena il lavoro nato in residenza
link all'avento Mediatori del reale • Prima tappa
ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione SIAE MiBACT Teatro e Critica PAC - Paneacquaculture HYSTRIO Trimestrale di teatro e spettacolo
08/10/2020
Ecco il PRIMO dei quattro registi della residenza ISOLE, parte del progetto MEDIATORI DEL REALE ideato dalla classe di dramaturg della di Teatro Iolanda Gazzerro - laboratorio permanente per l'attore
Il progetto nasce nell'ambito del programma "per chi crea"
Due domande: Qual’è per te un aspetto importante del progetto? Quali sono le ragioni per cui i collettivi di artisti dialogano poco in una città come Bologna?
Ecco il punto di vista del nostro Daniel Vincenzo Papa de Dios, regista di Compagnia Icore
Teatro e Critica PAC - Paneacquaculture Gagarin Orbite Culturali Doppiozero Sblocco5 Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd Teatro Ebasko
08/10/2020
Ecco il SECONDO dei quattro registi della residenza ISOLE, parte del progetto MEDIATORI DEL REALE ideato dalla classe di dramaturg della
Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro - laboratorio permanente per l'attore
Il progetto nasce nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Due domande: Qual’è per te un aspetto importante del progetto? Quali sono le ragioni per cui i collettivi di artisti dialogano poco in una città come Bologna?
Ecco il punto di vista della regista Yvonne Capece
A dimenticavamo......il 18 ottobre ci trovate al Dumbo Bologna per vedere in scena il lavoro nato in residenza.
ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione SIAE MiBACT Elena Di Gioia Federica Amatuccio Andrea Gianessi Simone Bevilacqua Sblocco5 Teatro Ebasko Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd Teatro e Critica PAC - Paneacquaculture Gagarin Orbite Culturali Doppiozero Zero Bologna
04/10/2020
Oggi finisce la prima settimana della residenza "ISOLE" all'interno del progetto "MEDIATORI DEL REALE" ideato dalla classe di dramaturg della
Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro - laboratorio permanente per l'attore
Una settimana di costante indagine ed esplorazione che abbiamo condiviso con Teatro dei Servi Disobbedienti - tsd , Sblocco5 e Teatro Ebasko.
Sorprendente la scoperta di tanti punti di convergenza nonostante le metodologie diverse: prova concreta della necessità di un momento di dialogo come questo.
Nei prossimi giorni qualche spoiler sul lavoro portato avanti dal nostro regista Daniel Vincenzo Papa De Dios.
ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione SIAE MiBACT
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Compagnia Icore nasce a Bologna nel 2016 dall’incontro di esperienze eterogenee, provenienti dall’ambito delle arti performative e delle arti visive. La Compagnia sperimenta attraverso un lavoro sul contact e sulla presenza, sviluppando una ricerca improntata sull’ibridazione di questi ambiti e sul coinvolgimento diretto o indiretto dello spettatore affinché questo diventi ‘attivo’ e possa avere la possibilità di calarsi immersivamente nell'esperienza teatrale e performativa. Essa ha sede ed è attiva principalmente in territorio bolognese, dove ha collaborato con spazi quali il CostArena, lo Studio54 e il Làbas. A questo proposito Icore sperimenta ed esplora il rapporto con spazi non convenzionali (a livello teatrale) quali piazze, nel caso dello spettacolo L'idiotedio, case o sale di proiezioni con Godot sono io, o discoteche con Cyberdramma.
Uno degli scopi principali della compagnia è la rivalutazione e la diffusione di un concetto di “teatro” che punta a coinvolgere lo spettatore, a creare un senso di comunità per diffondere così una maggiore consapevolezza culturale e artistica. A questo proposito intende offrire esperienze teatrali caratterizzate dall’ibridazione tra teatro di prosa e performance, spettacolo teatrale ed environment. La Compagnia ha sviluppato negli anni una sua metodologia che lavora soprattutto sulla presenza ‘consapevole’ (mental and physical awareness), sulle relazioni e su un pensiero corporeo di movimento. L’approccio laboratoriale insito nel lavoro della Compagnia si ispira a una dimensione rituale derivante da pratiche originariamente ‘sciamaniche’, in gran parte di matrice sudamericana. Lo scopo di tale approccio è quello di creare un’intimità fertile e attua a guidare un’esplorazione salvaguardata e partecipata all’interno delle tematiche affrontate. In questo senso vuole proporre progetti mettendo in comune le visioni e prospettive che compongono Icore:
Alice: Quello con il teatro è un amore nato presto e per anni rimasto irrisolto. Di quei rapporti che anche quando finiscono non riesci a capacitartene e continui a percepire come una parte integrante di te. E così è stato: l'ho ritrovato dopo anni, rendendomi conto a posteriori di non averlo mai abbandonato davvero. Parlerò di cosa è per me il teatro in quella che è l'unione tra le sensazioni provate come parte attiva di esso e come parte "passiva", da spettatrice (per quanto l'esperienza spettatoriale spesso e volentieri non la definirei affatto tale): La continua possibilità di cambiare forma, esplorare ciò che è altro da noi per conoscere meglio se stessi, un mosaico esperienziale in continuo mutamento. Un campo neutro di incontro e sperimentazione per ogni tipo umano. Sconfinato, misterioso, ogni volta che pensi di averlo compreso emerge un nuovo elemento che ti spinge a rimetterlo nuovamente in discussione. Finzione che tradisce autenticità. Caleidoscopico e cangiante.
Andrea: Per me il teatro è vivere fuori dal mondo. Ho sempre amato qualsiasi tipo di arte qualsiasi tipo di "messaggio" destinato a chi volesse ascoltare. Da quando sono uscito dall’accademia di teatro di Bologna ho cominciato a crearmi delle esperienze personali che, un po', hanno cambiato la mia visione di teatro e di attore. Si recita per un milione di motivi ma quello che a me piace e consola di più è il fatto di riuscire a vivere in qualche modo una vita diversa, una vita distaccata da quella che si ha già, una vita dove si può ridere o piangere, amare o odiare, una vita che dura anche solo un’ora ma che può essere più intensa di un’intera esistenza.
Aurora: Il teatro come “non luogo”, uno spazio intermedio tra realtà e fantasia dove ogni logica comune perde la consistenza del necessario e del giusto per diventare gioco curioso, tempo privilegiato, dubbio insinuato nella ricerca di una verità che non si allontana mai troppo dal proprio io ma che vive solo nell’incontro con l’alterità. È di questa alterità che il teatro si nutre, nella continua scoperta di forme comunicative essenziali, primitive. È un ritorno all’origine, un viaggio che cerca di eludere le falsità convenienti di una società sempre più gelida e indistinta per ritrovare il fuoco di un sentimento più fervido e autentico. Datemi una stanza e delle menti aitanti con cui collaborare e il nostro viaggio potrà iniziare. Viaggio senza orologi né risposte certe, ma tiepido manforte di chi non si arrende.
Azzurra: Da quando mi sono aperta un varco verso il teatro sono rimasta affascinata dalla sua incredibile capacità di comprendere tutti gli ambiti artistici: la scena è parlante, un insieme che comprende il progettare, lo scolpire, il dipingere e il decorare in vista di una fusione idealizzata delle varie arti. Il mio interesse nasce dalla continua ricerca di un’armonia generale presente nel mondo che ci circonda, e che può nascere da incontri fortuiti di forme, linee, colori e materiali.
Daniel: Il teatro rappresenta un momento di incontro e condivisione, esso richiede la creazione di rapporti e la loro costante trasformazione. Desidero creare un’esperienza teatrale che miri e determini il coinvolgimento del pubblico, il quale deve sentire l'urgenza di attivare i propri sensi, deve riconoscere la necessità della propria presenza. Per me il teatro si costruisce come amalgama di presenze e di tensioni, di dialoghi, simboli, maschere... È specchio quasi fantasma che talvolta siamo in grado di percepire: eterogeneo, dinamico, cangiante. Credo fedelmente che il teatro rispecchi inevitabilmente lo spirito del proprio tempo, e che esso sia indispensabile nella rivendicazione e rivalutazione di una “profonda presenza”. L’esperienza teatrale non è da ridursi alla mercé del concetto di "bello spettacolo": c'è altro, c'è oltre.
Leonardo: La scena come realtà virtuale, dimensione libera di pensiero dove fantasia e ingegno sono in grado di partorire forme libere. Mi diverto a rovesciare e assemblare, analizzare e scomporre le strutture portanti delle mie idee palesandone e valorizzandone le illusioni e i processi. Voglio coinvolgere lo spettatore in universi invasi di personaggi e scostare leggermente il velo che ne nasconde gli artefici e gli architetti. La ricerca di un'infinita spirale di creazione che supera le barriere spaziali e temporali, che incorpora le menti di autori, attori e spettatori come fossero antenne e ripetitori.
PRODUZIONI/ATTIVITÀ:
· Settembre 2019: Arañas (estudio sobre la transformación), studio creato durante la residenza a Bogotá, Colombia e presentato all’interno della rassegna Semana Teatral di ACA (Asociación Colombiana de Actores).
· Maggio 2019: Òikos: la casa primordiale e Dòmos: gli abitanti del domani, due spettacoli nati come esito del laboratorio Animali Domestici, presentati al Làbas.
· Aprile 2019: lettura delle poesie di alcuni volontari del progetto Mediterranea presso il TPO, a Bologna, in collaborazione con Quaderni Urbani e Làbas.
· Aprile 2019: Creta e carne, studio tratto liberamente da La peste di Albert Camus, presentato per prima volta al pubblico a Lo Zibaldone/Teatro delle 5 file a Bologna.
· Febbraio 2019: lettura e mise en espace di Viaggio, Altri libertini, di Pier Vittorio Tondelli presso il Làbas in collaborazione con Quaderni Urbani.
· Novembre 2018 a maggio 2019: laboratorio teatrale Animali Domestici indirizzato a giovani tra 15 e 30 anni sul tema de “la casa” tenuto da Daniel Vincenzo Papa De Dios e Leonardo Sbabo in collaborazione con Làbas.
· Luglio 2018: partecipazione alla XXII edizione del Festival Arzibanda a Capistrello con lo spettacolo Godot sono io.
· Giugno 2018: laboratorio teatrale indirizzato a giovani tra 16 e 28 anni sulle dinamiche di potere e il concetto stesso di “potere” tenuto da Daniel Vincenzo Papa De Dios ed Elena Biagini in collaborazione con Làbas. Esito aperto al pubblico intitolato La rappresentazione del potere tenutosi il 1 luglio 2018 presso il Vicolo Bolognetti 2, Bologna.
· Maggio 2018: Godot sono io, debutto presso il Loft Kinodromo, Bologna.
· Marzo 2018: Cyberdramma, debutto della prima versione integrale del progetto site-specific presso lo Studio54, Bologna.
· Marzo 2018: Cyberdramma (BetaTest), primo studio del progetto aperto al pubblico tenutosi presso il Loft Kinodromo, Bologna.
· Febbraio 2018: Secondo Battito: Varietà!, debuttato presso lo Studio54 Factory, Bologna.
· Giugno 2017: Godot sono io, prova aperta tenutasi sotto forma di “teatro in casa”, Bologna, drammaturgia e regia di Daniel Vincenzo Papa De Dios.
· Maggio 2017: Fiumi, debuttato al Teatro del Navile, Bologna.
· Aprile 2017: L’Idiotedio, debuttato in Piazza San Domenico, Bologna.
· Febbraio 2017: Primo Battito: Varietà!, evento d’inaugurazione della compagnia presso il CostArena, Bologna.