04/09/2026
ARCHIVIO PISTOLETTO | Torino, 1958
“Uomo coricato sotto la finestra”
, 1958 - olio e acrilico su masonite, cm 200 x 200
“Tra il 1956 e il 1958 facevo quei ritratti, che col tempo diventarono sempre più grandi, con un testone sempre più grande. […] Successivamente, le teste si sono ristrette per lasciar posto al corpo e allo spazio intorno. In questo tipo di riduzione della figura a dimensione reale sono stato molto coadiuvato dalla mostra di Bacon alla Galatea [gennaio-febbraio 1958]. Vedendo Bacon ho percepito che il mio problema, il mio dramma erano già lì,
dichiarati, di un uomo alla ricerca della propria dimensione e del proprio spazio, una gabbia di vetro impenetrabile, in cui l’uomo viveva in uno stato talmente drammatico da essere soffocato, da non aver voce e spazio. Era un uomo bloccato, braccato, malato, distrutto,
angosciato, splendidamente dipinto ma, in questo stato, terribilmente isolato […] Ho continuato la mia ricerca, condensando proprio il mio lavoro sull’uomo, ma cercando di fare il
contrario di Bacon: togliere tutta l’espressione e tutto il movimento dalle figure, così da raffreddare la drammaticità. [...] Ho continuato a giocare la mia partita sul rapporto tra la
massa di questa persona e il suo fondo, così sono arrivato ai fondi d’oro, ai fondi neri. Facevo fondi che volevano essere luce, da cui la vetrata, o fondi assolutamente automatici e
inespressivi. Erano migliaia di righette oppure erano superfici tipo linoleum, cioè fondi decorativi anonimi e da questa anonimità del fondo mi aspettavo di veder accadere
qualcosa.”
(Michelangelo Pistoletto, intervista con Germano Celant, op. cit., p. 23).
Foto: Pierluigi Di Pietro, Courtesy Archivio Pistoletto