Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto Artista

Il “Lieu de Recueillement” cura, nell’ospedale, sia il corpo che lo spirito:con l’arte della creazione e la creazione de...
09/09/2026

Il “Lieu de Recueillement” cura, nell’ospedale, sia il corpo che lo spirito:
con l’arte della creazione e la creazione dell’Arte.
“La pietra dell’infinito al centro del finito”.
Dall’ospedale Paoli-Calmettes di Marseille
anno 2000
a UR-RA – Unione delle Religioni – Responsabilità dell’Arte
Cittadellarte, Monza – Villa Reale, 2025/26

Pistoletto . Roma 09-09-26

Non solo il corpo ma il pensiero soffre e ha bisogno di cura. L’ospedale come cura del pensiero oltre che cura del fisico.

Faccio quadri di parole, dipingo parole;faccio quadri di società umana conle parole. Sono artista figurativo euso parole...
09/09/2026

Faccio quadri di parole, dipingo parole;
faccio quadri di società umana con
le parole. Sono artista figurativo e
uso parole figurative.
Anche i concetti astratti e i simboli
diventano materia letteraria attraverso
la scrittura manuale, immediata
e diretta.

Roma 08-09-26

Scuola di comportamento.
Il governo religioso
delle scienze e dell’arte crea
la trama e l’ordito comportamentale
della politica nel mondo demopratico.
Tutte queste parole si devono
tradurre in un programma
comportamentale organicamente
realizzato con la treccia della
Pace Preventiva.

“Tracciare grandi temi
comportamentali e imparare
a intrecciarli”

Pistoletto. Roma 08-09-26

08/09/2026

Le voci di Cittadellarte #08

In questo format di video-interviste, diamo spazio alle voci degli under 30 che vivono i luoghi di , invitandoli a scegliere un’opera della collezione permanente di e a raccontarla a partire da sé.

Oggi incontriamo Walisson Vitor, studente del primo anno del corso di Arte Contemporanea all’.

📍 L’opera scelta: “Metro cubo d’infinito” (1966), dalla serie degli “Oggetti in meno”.

Realizzato nel 1966, Metro cubo d’infinito fa parte degli Oggetti in meno, il ciclo di opere con cui Pistoletto abbandona l’idea di una produzione artistica unitaria per dare forma a lavori autonomi, ciascuno nato da una necessità specifica.

L’opera è composta da sei specchi rivolti verso l’interno, assemblati a formare un cubo. I riflessi si moltiplicano all’infinito all’interno della struttura, creando uno spazio che non può essere osservato direttamente ma soltanto immaginato. Come afferma il maestro, “l’oggetto è visto solo dall’esterno e si comunica con l’interno solo a livello immaginativo”.

Nella collezione permanente di Cittadellarte, il Metro cubo d’infinito occupa il centro del “Luogo di raccoglimento multiconfessionale e laico” (2000), un’installazione dedicata all’incontro tra culture, religioni e visioni del mondo differenti. Qui il cubo diventa simbolo di uno spazio comune: un punto di equilibrio tra il finito e l’infinito, tra l’esperienza individuale e una dimensione universale.

Per Walisson, quest’opera rappresenta la possibilità di andare oltre ciò che è immediatamente visibile. Un tema che attraversa anche il suo percorso artistico, fatto di ricerca, immaginazione e continua scoperta di nuove prospettive.


🎬 Le voci di Cittadellarte è un invito ad ascoltare, attraverso gli altri, nuovi modi di guardare. Segui la serie per scoprire le prossime voci.

BI. 06-09-2026. PistolettoRiguardo all’ora zero della fine del mondovengo alla considerazione che esiste pergli umani un...
07/09/2026

BI. 06-09-2026. Pistoletto

Riguardo all’ora zero della fine del mondo
vengo alla considerazione che esiste per
gli umani un’attrazione atavica verso
l’Apocalisse. Ora siamo giunti al
protagonismo personale totale e
assoluto. Visto che si deve morire
tanto vale trarne il maggior beneficio:
essere Dio, con il potere tecnologico,
economico e politico nelle proprie mani.
Chi riesce ad attrarre tutto questo
potere a se adesso pensa: non ho
fatto il mondo ma ho il potere
equivalente nel distruggerlo, quindi
ne assumo praticamente il pieno
potere. Io voglio tutto e ora ho
deciso su tutto. Io sono l’Apocalisse.
Persone come questa sono ai
governi degli imperi padroni
della guerra che sottomettono
al loro volere l’essere umano.
L’attrazione verso l’Apocalisse,
per me e per la Cittadellarte ha
raggiunto il suo esito finale
nel 2012 quando si era sparsa nel
mondo la voce che il giorno 21 dicembre di
quell’anno sarebbe stato quello della
fine del mondo.

Questo avveniva perché a quella data
si concludeva il calendario Maya.
Ci siamo detti. Certamente non si può
dire che quello sia esattamente il
giorno della fine del mondo ma si
può dire che ci siamo ben incamminati,
ovvero che ci stiamo dando da fare
per arrivarci.
Nel “laboratorio della rigenerazione”
di Cittadellarte è nata immediatamente
l’idea che quella data finale dovesse
corrispondere invece alla data di un
nuovo inizio. È stato quindi celebrato
il primo giorno della rinascita:
21-dicembre-2012 con il nome
“Rebirth day” e con il simbolo del
“Terzo Paradiso”. Nell’anno seguente,
a partire da quel giorno si sono formate
le Ambasciate Rebirth - del Terzo Paradiso.
Le ambasciate, nate per vocazione di
singole persone o gruppi di cittadini,
nelle diverse parti del mondo si contano
nel numero di trecento, sono in continua
crescita e costituiscono la linfa ideale
e pratica dello STATODELLARTE appena
costituito a Cittadellarte.
Pistoletto BI. 06-09-2026

Come artista sto trovando, con la santificazione di Papa Francesco, l’altro da me che sta in me, così come Francesco Pap...
06/09/2026

Come artista sto trovando, con la santificazione di Papa Francesco, l’altro da me che sta in me, così come Francesco Papa ha cercato l’altro da sé nella sua santità artistica, testimoniata nella tomba vuota al centro dell’edificio che l’ha consacrato.

Pistoletto BI – 06-09-2026

ARCHIVIO PISTOLETTO | Torino, 1958“Uomo coricato sotto la finestra”, 1958 - olio e acrilico su masonite, cm 200 x 200“Tr...
04/09/2026

ARCHIVIO PISTOLETTO | Torino, 1958

“Uomo coricato sotto la finestra”
, 1958 - olio e acrilico su masonite, cm 200 x 200

“Tra il 1956 e il 1958 facevo quei ritratti, che col tempo diventarono sempre più grandi, con un testone sempre più grande. […] Successivamente, le teste si sono ristrette per lasciar posto al corpo e allo spazio intorno. In questo tipo di riduzione della figura a dimensione reale sono stato molto coadiuvato dalla mostra di Bacon alla Galatea [gennaio-febbraio 1958]. Vedendo Bacon ho percepito che il mio problema, il mio dramma erano già lì,
dichiarati, di un uomo alla ricerca della propria dimensione e del proprio spazio, una gabbia di vetro impenetrabile, in cui l’uomo viveva in uno stato talmente drammatico da essere soffocato, da non aver voce e spazio. Era un uomo bloccato, braccato, malato, distrutto,
angosciato, splendidamente dipinto ma, in questo stato, terribilmente isolato […] Ho continuato la mia ricerca, condensando proprio il mio lavoro sull’uomo, ma cercando di fare il
contrario di Bacon: togliere tutta l’espressione e tutto il movimento dalle figure, così da raffreddare la drammaticità. [...] Ho continuato a giocare la mia partita sul rapporto tra la
massa di questa persona e il suo fondo, così sono arrivato ai fondi d’oro, ai fondi neri. Facevo fondi che volevano essere luce, da cui la vetrata, o fondi assolutamente automatici e
inespressivi. Erano migliaia di righette oppure erano superfici tipo linoleum, cioè fondi decorativi anonimi e da questa anonimità del fondo mi aspettavo di veder accadere
qualcosa.”
(Michelangelo Pistoletto, intervista con Germano Celant, op. cit., p. 23).

Foto: Pierluigi Di Pietro, Courtesy Archivio Pistoletto

BI - 03-09-2026Così come avevo visto la Tomba di Papa Francesco alla televisione e il particolare del suo simbolo pettor...
03/09/2026

BI - 03-09-2026

Così come avevo visto la Tomba di Papa Francesco alla televisione e il particolare del suo simbolo pettorale - ieri sera vedo alla televisione in un programma condotto dal giornalista Ezio Mauro, intitolato “Francesco - Cronache di un papato” la tomba vuota predestinata a Papa Francesco nelle Grotte Vaticane, dove si trovano le tombe dei precedenti Papi, regolarmente visitate dal pubblico. Sono rimasto scioccato.
Papa Bergoglio conosceva quella tomba e l’ha lasciata consapevolmente vuota. È il vuoto che ha lasciato nel cuore della Santa Sede.
Un monumento che io ascrivo alla “formula della creazione”. Egli consegnava con quel simbolo monumentale il vuoto centrale che connette tutte le differenze e contrapposizioni al centro del tempio e del tempo.

Pistoletto

BI - 03-09-2026Così come avevo visto la Tomba di Papa Francesco alla televisione e il particolare del suo simbolo pettor...
03/09/2026

BI - 03-09-2026

Così come avevo visto la Tomba di Papa Francesco alla televisione e il particolare del suo simbolo pettorale - ieri sera vedo alla televisione in un programma condotto dal giornalista Ezio Mauro, intitolato “Francesco - Cronache di un papato” la tomba vuota predestinata a Papa Francesco nelle Grotte Vaticane, dove si trovano le tombe dei precedenti Papi, regolarmente visitate dal pubblico. Sono rimasto scioccato.
Papa Bergoglio conosceva quella tomba e l’ha lasciata consapevolmente vuota. È il vuoto che ha lasciato nel cuore della Santa Sede.
Un monumento che io associo alla “formula della creazione”. Egli consegnava con quel simbolo monumentale il vuoto centrale che connette tutte le differenze e contrapposizioni al centro del tempio e del tempo.
Pistoletto

02/09/2026

Le voci di Cittadellarte #07

In questo format di video-interviste, diamo spazio alle voci di chi vive ogni giorno , invitandoli a scegliere un’opera della collezione permanente di e a raccontarla a partire dalla propria esperienza.

Oggi incontriamo Cecilia Labidi, coordinatrice dei programmi dell’.

📍 L’opera scelta: “La Conferenza – Concetto autoritario” (1975)

Realizzata nel 1975, La Conferenza – Concetto autoritario appartiene a una serie di lavori in cui Pistoletto riflette sui meccanismi della comunicazione e sulle strutture del potere.

L’opera mette in scena la forma stessa della conferenza: uno spazio apparentemente dedicato al confronto e alla condivisione delle idee che, in questo caso, viene interrogato nelle sue dinamiche più profonde. Chi prende la parola? Chi ascolta? In che modo il linguaggio può diventare strumento di partecipazione oppure di controllo?

Attraverso un approccio critico e ironico, il maestro invita a osservare i processi che regolano la costruzione dell’autorità e della conoscenza, mostrando come ogni contesto comunicativo sia anche uno spazio di relazione e responsabilità.

Per Cecilia, quest’opera richiama il valore del dialogo e dell’apprendimento condiviso: principi che attraversano il lavoro educativo e culturale svolto ogni giorno all’interno dell’Accademia di Arti Contemporanee Unidee.


🎬 Le voci di Cittadellarte è un invito ad ascoltare, attraverso gli altri, nuovi modi di guardare. Segui la serie per scoprire le prossime voci.

Ritengo il testo di Padre A. Spadaro “Che cos’é un “santo” per un artista? Una riflessione su Michelangelo Pistoletto” e...
01/09/2026

Ritengo il testo di Padre A. Spadaro “Che cos’é un “santo” per un artista? Una riflessione su Michelangelo Pistoletto” essenziale.

Michelangelo Pistoletto BI -01-09-26

Leggi il testo completo di Antonio Spadaro al link in bio.

Indirizzo

Via Serralunga 27
Biella
13900

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