15/06/2025
Martedì Cuba ha perso 1-2 in casa contro le Bermuda, venendo ufficialmente esclusa dai Mondiali del 2026. Il risultato è stato un po' inaspettato, dato che la squadra cubana giocava in casa ed era ritenuta favorita per la vittoria, ma su di essa ha pesato anche l'assenza del portiere titolare Raiko Arozarena, che ha dovuto rinunciare alla convocazione a causa del travel ban emesso il giorno prima dal governo statunitense.
La legge limita o vieta del tutto l'accesso agli Stati Uniti a persone provenienti da una lista di paesi, tra cui appunto Cuba. Arozarena, che vive negli USA e gioca nei Las Vegas Lights (un club di seconda divisione), temeva che non gli sarebbe stato permesso di rientrare da Cuba dopo la partita, rischiando così di perdere il proprio lavoro. La Federcalcio cubana ha diffuso un comunicato in cui sostiene che le misure del governo statunitense rappresentino una minaccia per lo sport.
In effetti, il caso di Arozarena non è affatto isolato. Già lo scorso aprile, quando i media statunitensi avevano reso nota la lista preliminare di paesi coinvolti dal provvedimento dell'amministrazione Trump, alcune calciatrici internazionali avevano preferito rinunciare a giocare con le loro nazionali, per paura di non poter più rientrare. Era successo alla venezuelana Deyna Castellanos (Portland Thorns), e alle zambiane Racheal Kundananji (Bay FC), Prisca Chilufya, Grace Chanda e Barbra Banda (Orlando Pride). Il Venezuela era uno dei paesi con divieto assoluto di ingresso negli USA, mentre lo Zambia femminile avrebbe dovuto giocare un torneo in Cina, paese per cui erano previste severe restrizioni.
Il problema rischia si ripresentarsi in questi giorni, con l'avvio della Gold Cup, ospitata negli Stati Uniti. Al torneo partecipa Haiti, verso cui il travel ban prevede il divieto totale di accesso: il governo americano ha spiegato che le regole non valgono per atleti, staff tecnici e dirigenti, ma restano in vigore per i tifosi, che quindi non potranno seguire la competizione. La stessa cosa accadrà presumibilmente l'estate prossima con l'Iran, già qualificato ai Mondiali del 2026.