14/10/2026
Vedere l’Auditorium Sant’Alessandro gremito da oltre 500 professionisti e professioniste dello 0-3 e del 3-6 — seduti gli uni accanto agli altri ad ascoltare, riflettere e confrontarsi — è stato il segno tangibile di una comunità che non solo lavora per l'infanzia, ma desidera profondamente pensarla e custodirla.
Sabato 10 ottobre i lavori si sono aperti con i preziosi saluti istituzionali dell’Assessora ai Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici, politiche giovanili, tempi e orari, pari opportunità, educazione alla legalità, intercultura, pace del Comune di Bergamo Marzia Marchesi e del Presidente ADASM-FISM Bergamo Giovanni Battista Sertori, seguiti dall'introduzione e dalla moderazione del Prof. Damiano Previtali (Presidente del CSPI).
Nel corso del seminario "Sistema Integrato 06 e Indicazioni Nazionali: un confronto generativo", promosso dal Coordinamento Pedagogico Territoriale dell'ambito di Bergamo e da Adasm-Fism, non si è parlato solo di documenti normativi, ma del senso autentico e profondo dell'agire educativo.
Il Prof. Francesco Magni ci ha ricordato che la comunità professionale delle e degli insegnanti è chiamata ad un compito alto: non applicare freddamente le Indicazioni Nazionali, ma declinarle nei contesti reali con scelte valoriali chiare e con l'obiettivo primario di restituire un significato unitario all'esperienza educativa.
La prof.ssa Evelina Scaglia ha sottolineato che dai primi Orientamenti del '58 fino ai Campi d'Esperienza del '91 e alle nuove Indicazioni '26, la Scuola dell’infanzia italiana si è sempre fondata sulla centralità del "bambino reale". La conoscenza non è un processo astratto: la mente apprende attraverso il corpo, il movimento e la relazione affettiva. Superare l'antica visione assistenziale significa riconoscere che fare, sentire e pensare sono dimensioni inscindibili dello sviluppo infantile.
La Prof.ssa Lara Vannini ha messo in luce quanto un curricolo non deve essere inteso come un carretto pesante e sovraccarico da trascinare, bensì come uno strumento fluido per spalancare le finestre sulla realtà. Costruire un "contesto capacitante" significa mettersi ad altezza di bambino e bambina, offrendo risposte differenziate a bisogni unici, nella consapevolezza che l'infanzia ha un valore in sé e non è una mera fase preparatoria alle tappe successive.
Se il Nido osserva il bambino e la bambina con la lente della cura e la Scuola dell'Infanzia con quella del linguaggio e dell'apprendimento, il Sistema Integrato 0-6 ha il compito di ricomporre questo quadro: il bambino è una persona unica e indivisibile. La cura non è l'alternativa all'apprendimento, ma la sua condizione imprescindibile, ha sollecitato la Prof.ssa Monica Amadini.
I bambini e le bambine non arrivano "vuoti" nei nuovi contesti: portano con sé relazioni, paure, risorse e conquiste. Per questo la continuità non è una semplice scheda di passaggio o un raccordo organizzativo, ma un esercizio di reciproco ascolto e accoglienza, una vera alleanza tra sguardi adulti che sanno dirsi chi è quel bambino, chi è quella bambina e come sta crescendo.
Solo così i bambini e le bambine non devono ricominciare da capo ad ogni passaggio: il vero custode del Sistema Integrato 0-6 è il bambino stesso con la sua storia.
Un profondo ringraziamento a tutti i relatori e relatrici per l'intensità dei loro contributi e a ciascuno dei e delle partecipanti, per aver reso possibile una mattinata ricca di spunti pedagogici, riflessioni profonde e sguardi orientati al futuro dell'educazione per i nostri bambini e le nostre bambine.
✨ Il bambino e la bambina non sono un vaso da riempire, ma una candela da accendere affinché possano sprigionare la propria energia e la propria luce ✨
Marzia Marchesi Comune di Bergamo