Re-Store Music Circus

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Oggi, 08 Settembre 1841, nasce Antonín Dvořák, all’anagrafe Antonín Leopold Dvořák a Nelahozeves, nel 1841 (Morirà a Pra...
08/09/2026

Oggi, 08 Settembre 1841, nasce Antonín Dvořák, all’anagrafe Antonín Leopold Dvořák a Nelahozeves, nel 1841 (Morirà a Praga il 1º maggio del 1904), noto musicista e compositore ceoco, dal notevole eclettismo e dalla grande inventiva, le cui opere spaziano tra le forme più diverse, dalle nove sinfonie, tra cui risalta sicuramente la “Sinfonia Dal Nuovo Mondo”, Op. 95, B178 (cfr. secondo la classificazione di Jarmil Burghauser in “Antonín Dvořák. Thematic Catalogue. Bibliography. Survey of Life and Work”, Export Artia Prague, Cecoslovacchia, 1960) che abbracciano modelli classici come Beethoven e Brahms al poema sinfonico, più influenzato da Wagner.Insieme a compositore ceco, conosciuto in particolare per il poema sinfonico "La Moldava", il secondo in un ciclo di sei che intitolò La mia patria (1874-1879) e per l'opera La sposa venduta del 1866, inoltre, considerato il padre della musica ceca, Bedřich Smetana ed al compositore, musicologo, teorico della musica e studioso del folklore ceco, ritenuto uno dei massimi compositori dell'inizio del XX secolo ed è noto in particolare per la sua Sinfonietta, la Messa Glagolitica e per i suoi lavori operistici (cfr. Hans Hollander, "Janáček", Londra, 1963), Leoš Janáček, Dvořák sarà considerato uno dei massimi protagonisti della musica boema del XIX secolo, noto soprattutto, come accennavamo, per le sue composizioni sinfoniche, sebbene influenzato dalla musica tedesca, di Brahms e di Wagner in particolare, con un linguaggio spontaneo ha trovato spesso ispirazione dai canti popolari e di osteria della sua terra, fondendoli con maestria sinfonica e con un sapiente uso del colore orchestrale (cfr. Giacomo Manzoni, Guida all'ascolto della musica sinfonica, Milano, Feltrinelli, 1967, SBN RAV0060361).Infatti, molte delle sue composizioni inoltre mostrano uno spiccato gusto per la musica folkloristica ceca, sia per quanto riguarda la parte ritmica sia per le forme melodiche ed uno dei più significativi esempi di questo interesse per la musica popolare della propria terra sono senz’altro le due raccolte di danze, le “Danze slave per pianoforte a 4 mani”, op. 46 ed op. 72, scritte nel 1878. Inoltre Dvořák scrive opere, come la celebre “Rusalka”, musica da camera, soprattutto quartetti d'archi, fra cui spicca sicuramente “l'Americano” ed anche composizioni per pianoforte.Antonín Dvořák nasce a Nelahozeves, cittadina vicino a Praga, allora nel Regno di Boemia, parte dell'Austria-Ungheria (ora Repubblica Ceca) e qui trascorre la maggior parte della sua vita. Battezzato con rito cattolico nella chiesa di Sant'Andrea, dimostrerà per tutta la vita una fervente fede cristiana, caratteristica che, unita all’amore incondizionato per la sua terra e per le sue tradizioni, prima fra tutte quella musicale, sarà riferimento continuo nella sua produzione musicale.Il padre, macellaio, si diletta anche a suonare un tipico strumento austriaco a corda, lo zither, detto anche cetra da tavola, facendo apprezzare la musica al giovane Antonín fin dalla tenera età e, sebbene avrebbe preferito che il figlio seguisse le sue orme nell’impresa di famiglia, asseconda il grande e precoce talento del giovane musicista che inizia così a studiare violino, prima in un corso di studi formali nella piccola località di Zlonice, comune mercato della Repubblica Ceca facente parte del distretto di Kladno, in Boemia Centrale e poi, dal 1857, alla Scuola per Organo di Praga, dove si diploma, per poi cominciare a guadagnarsi da vivere lavorando da esecutore, al violino ed alla viola, e come insegnante di musica.Durante gli anni ’60 del XIX secolo ricopre il ruolo di viola principale dell'Orchestra del Teatro Provvisorio Boemo, spesso sotto la direzione del celebre compositore ceco appena nominato, Smetana. Dvořák, in questo periodo, compone due delle sue prime composizioni di rilievo, nel 1865, la “Prima Sinfonia in Do minore”, B9 e “Cipressi”, ciclo di canzoni per voce e pianoforte, ispirato dall'angoscia per un amore non corrisposto. Successive sono le composizioni che gli apriranno le porte, grazie ad una borsa di studio statale, alla piena libertà di abbandonare i “ranghi” dell'orchestra e di dedicarsi a tempo pieno alla composizione: il “Quartetto n. 4 in mi minore”, B19, composto tra il 1869 ed il 1970, l'opera “Alfred”, del 1870, la cantata “Hymnus”, del 1873 e, soprattutto, la “Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore”, op.10, B34, sempre del 1873, che risentono fortemente dell’influenza di Richard Wagner, celeberrimo compositore, poeta, regista teatrale, direttore d'orchestra e saggista di Lipsia (cfr. Roger Hollinrake, "The Title-Page of Wagner's 'Mein Leben', in Music & Letters, vol. 51, n. 4, 1970, pp. 415-422"), riconosciuto come uno fra i massimi esponenti del romanticismo è soprattutto noto per la riforma del teatro musicale: diversamente dalla maggioranza degli altri compositori di opera lirica, Wagner, autodidatta, scriverà sempre da sé il libretto e la sceneggiatura per i suoi lavori (cfr. "Richard Wagner", in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana), inoltre le sue composizioni, in particolare quelle del suo ultimo periodo, sono rilevanti per la loro tessitura contrappuntistica, il ricco cromatismo, le armonie, l'orchestrazione e per l'uso della tecnica del Leitmotiv, ovvero di temi musicali associati a persone, luoghi o sentimenti (cfr, Maurizio Giani, "Un tessuto di motivi, Torino, Paravia-De Sono, 1999),oltre ad essere considerato il principale precursore del linguaggio musicale moderno (cfr. Alessandro Romanelli, "Brahms. Il principe della variazione", Schena Editore, Fasano, 1997).Questi splendidi lavori faranno apprezzare molto il giovane compositore ceco al noto compositore, pianista e direttore d'orchestra tedesco del periodo tardo-romantico, a volte è definito, insieme a Johann Sebastian Bach e Ludwig van Beethoven, come uno dei "Tre B" della musica (cfr. Commento originariamente fatto dal direttore d'orchestra del XIX secolo Hans von Bülow), Johannes Brahms ed al noto critico musicale Eduard Hanslick, entrambi allora residenti a Vienna, i quali si interesseranno personalmente affinché fosse assegnata a Dvořák la borsa di studio.Sotto l’ala di Brahms (all'epoca il campione dello schieramento “conservatore” e “classisicta”, contrapposto a Wagner il “progressista”), Dvořák subisce una forte influenza del classicismo, ma allo stesso tempo, assume, come segno distintivo, la presenza di ritmi, melodie e stilemi popolari della tradizione ceca; fra Brahms e Dvořák si stabilisce uno splendido rapporto di amicizia e di collaborazione, tanto che il compositore tedesco segnalerà l’amico ceco al suo editore e musicologo di Bonn, Fritz Simrock, per il quale Dvořák comporrà la prima delle due serie di “Danze Slave”, nel 1878, modellate in effetti sullo stile delle “Danze Ungheresi” per pianoforte a quattro mani del 1852, dell’amico Brahms, che apriranno la strada per la popolarità a Dvořák in tutta Europa.Nel 1884 Dvořák si reca in Inghilterra, dove dirige, con grande successo, il suo “Stabat Mater”, Op. 58, originariamente Op. 28 (cfr. Antonín Dvořák, "Stabat Mater Op. 58., Spartito", Praga, Ed. Bärenreiter, 2000), B.71, per voci soliste (soprano, contralto, tenore e basso), coro e orchestra scritta molto tempo addietro, fra il 19 febbraio e il 7 maggio 1876,Inoltre, il compositore ceco inizia a comporre numerosi lavori per le società corali di Birmingham e Leeds, fra cui la cantata “The Spectre's Bride”, op. 69, del 1885, l'oratorio “Santa Ludmilla”, op. 71, del 1886 ed il “Requiem”, op. 89, del 1891. Altri componimenti diretti al pubblico britannico sono anche la “Settima Sinfonia in Re minore”, Op. 70, del 1885 e, per finire, “l'Ottava Sinfonia in Sol maggiore”, Op. 88, del 1888, commissionate dalla Royal Philharmonic Society, società musicale britannica, costituita nel 1813, originariamente formata a Londra per promuovere gli spettacoli di musica strumentale (cfr. "Spartiti o libretti di Royal Philharmonic Society", su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC).Dvořák si trasferisce a New York nel 1892, su invito di una ricca dama dell’alta società, Jeannette Thurber, per assumere, fino al 1895, la direzione del Conservatorio Nazionale: la signora Thurber è difatti una dei membri fondatori dell'istituto musicale e desidera ardentemente che il Conservatorio possa essere diretto da una così rilevante personalità in grado di dare nuovi impulsi per la creazione di una scuola di "nazionale", nuova ed autenticamente americana. Interessante è far notare che Dvořák, per poter accettare l’incarico, impone la seguente categorica condizione: gli studenti nativi americani ed afro-americani, dotati di talento, ma privi dei mezzi economici, sarebbero dovuti essere ammessi gratuitamente (un primissimo esempio del manifesto, di stampo tutto americano del "need-based financial aid").
Proprio durante questo periodo al Conservatorio, Dvořák incontra e stringe subito amicizia con l’afro-americano Harry Burleigh, che successivamente si rivelerà un importante compositore statunitense. Il loro rapporto si rivela molto produttivo per entrambe le parti: così come Dvořák può insegnare le basi della composizione a Burleigh, in cambio l’amico può far conoscere il mondo, del tutto nuovo, degli spiritual tradizionali americani a Dvořák, il quale ne rimane affascinato.
Durante l'inverno e la primavera del 1893, mentre si trova ancora a New York, Dvořák scrive quella che diventerà la sua opera più celebre, la “Sinfonia n. 9”, detta “Dal nuovo mondo”, Op. 95, la nona ed ultima sinfonia del compositore ceco, ma pubblicata dall'autore come Sinfonia n. 5 perché le prime quattro sinfonie sarebbero state dallo stesso non considerate e pubblicate postume (cfr. Gianluigi Mattietti, "Sinfonia n. 9 in Mi minore "Dal Nuovo Mondo", op. 95, su flaminioonline.it), a proposito della quale il compositore stesso dice, al momento della composizione, di essersi ispirato ad elementi dalla musica americana, quali spiritual e musica nativa americana, cosa che però in seguito però ritratterà; il primo movimento è caratterizzato da un assolo di flauto che ricorda sicuramente brani gospel e spiritual come “Swing Low, Sweet Chariot” ed il secondo movimento ricorda talmente la struttura dei canti afro-americani da essere stato poi rivestito con il testo per diventare il brano “Goin' Home”.Durante il periodo negli Stati Uniti, il compositore ceco scriverà anche due delle sue opere da camera più famose: il già citato, “Quartetto per archi in fa maggiore”, op. 96 (detto l’“Americano”) ed il “Quintetto d'archi in mi bemolle maggiore”, op. 97, durante un breve soggiorno, nell'estate del 1893, nella comunità di lingua ceca a Spillville, Stato dell’Iowa.
Negli Stati Uniti Dvořák ha anche l’occasione di assistere all'esecuzione di un concerto per violoncello del compositore, violoncellista e direttore d'orchestra irlandese, ricordato soprattutto per le sue operette e le sue commedie musicali che, dal 1890 fino alla prima guerra mondiale, riscuoteranno grande successo a Broadway, Victor Herbert, performance che trova entusiasmante sia per la composizione sia per le enormi possibilità che la combinazione di violoncello e orchestra riesce ad offrire; così anche Dvořák comincia a comporre il “Concerto per violoncello in Si minore”, tra il 1994 e 1895, uno dei concerti per violoncello più suonati e registrati ed anche l'ultimo dei concerti di Dvořák, dedicato ad un suo amico, il violoncellista Hanuš Wihan, ma eseguito per la prima volta a Londra nel 1896, dal violoncellista inglese Leo Stern (cfr. New York Times, 12 September 1904, su query.nytimes.com.); largamente riconosciuto come uno dei più grandi capolavori di Dvořák (cfr. Jonathan Del Mar, Kassel, "Antonín Dvořák", Concerto for Violoncello and Orchestra B minor op. 104", Bärenreiter, 2011), in cui si uniscono gli elementi "americani" delle sue composizioni, ritrovabili anche nella "Sinfonia Dal Nuovo Mondo" e la matrice classica europea originaria delle sue composizioni (cfr.) Jan Smaczny, "Dvořák cello concerto", Cambridge, Cambridge University Press, 1999, ISBN 978-0-521-66903-0). Da questo momento, la forma “concerto” di Dvořák sarà considerata una delle migliori del suo genere, il quale crescerà in popolarità sempre e, ad oggi, sempre più è frequentemente eseguito. Ricordiamo che Dvořák avrebbe lasciato incompiuta un'analoga composizione, il Concerto per violoncello e orchestra in la maggiore (1865), che sarà completata e orchestrata dal compositore tedesco Günter Raphael tra il 1925 e il 1929 e dal compositore, direttore d'orchestra e musicologo ceco, Jarmil Burghauser nel 1952.Un altro fondamentale luogo che non si tralasciare per comprendere a pieno la personalità artistica e le composizioni di Dvořák è la cittadina di Lužany, dove l'architetto e mecenate Josef Hlavka ricostruirà addirittura un castello ed il parco prospicente, nel quale risiederà e grazie alla cui moglie, Zdenka Hlavková, pianista e cantante, si trasformerà, proprio durante il soggiorno del compositore ceco, in una sorta di ritrovo per un gran numero di artisti, pittori, scultori, scrittori e musicisti, tra i quali appunto Dvořák, che compone proprio qui l'opera “The Devil and Kate”, tra il 1898 ed il 1899.Inoltre, per la consacrazione della nuova ca****la del castello, l’architetto Hlavka commissionerà a Dvořák la “Messa in re maggiore per soli, coro e orchestra”, op. 86, eseguita per la prima volta l'11 settembre 1897, sotto la direzione del compositore stesso e la Hlavková tra i solisti (cfr. "The 57 persones of Central Bohemia Region - ANTONIN DVORAK", su 57osobnosti.cz). A Lužany verrà data in forma privata la prima esecuzione del Concerto per violoncello n. 2 nell'agosto 1895 (cfr. Jonathan Del Mar, Kassel, "Antonín Dvořák", Concerto for Violoncello and Orchestra B minor op. 104", Bärenreiter, 2011).A Lužany venne data in forma privata la prima esecuzione proprio del Concerto per violoncello n. 2 nell'agosto 1895, uno dei concerti per violoncello più suonati e registrati. Dvořák tornerà, infine, a Praga per dirigere il Conservatorio dal 1901 fino all'anno della sua morte, il 1904; in questo periodo purtroppo si ritrova in tali ristrettezze economiche da dover “svendere” molte delle sue bellissime composizioni per poco. È sepolto nel cimitero di Vyšehrad, parte integrante del profilo di Praga la cui tradizione piuttosto misteriosa è legata a leggende raccolte da Alois Jirásek nel suo libro di antiche leggende ceche (cfr. Umělecké památky Prahy 1. Nové Město, Vyšehrad, Vinohrady (Praha 1). Praha 1998. ISBN 8020006273).A Dvořák verrà intitolato il cratere Dvorák, sulla superficie di Mercurio.Le opere di Dvořák sono organizzate in diversissime forme: le sue nove sinfonie si rifanno a modelli classici come Ludwig van Beethoven e con stilemi musicali comparabili a quelle di Johannes Brahms, ma egli lavora anche nel campo del poema sinfonico e l'influenza di Richard Wagner è evidente in alcune composizioni. Molte delle sue opere mostrano anche l'influenza della musica folkloristica ceca, come accennavamo, sia per i ritmi, sia per le forme melodiche; forse gli esempi più noti sono le due raccolte di Danze Slave (Danze slave per pianoforte a 4 mani, op. 46 e 72, scritte nel 1878).
Oltre alle composizioni già menzionate, Dvořák scriverà anche opere (la più celebre delle quali è Rusalka), musica da camera (compreso un discreto numero di quartetti d'archi, fra cui l'Americano) e musica per pianoforte.
Le composizioni di Dvořák furono catalogate da Jarmil Burghauser in Antonín Dvořák. Thematic Catalogue. Bibliography. Survey of Life and Work (Export Artia Prague, Cecoslovacchia, 1960). In questa catalogazione, ad esempio, la Sinfonia Dal nuovo mondo (Op. 95) è B178 ma , durante la vita di Dvořák solo cinque sinfonie furono largamente conosciute e, tre delle registrazioni più apprezzate di queste sinfonie sono i cicli di Rafael Kubelík con i Berliner Philharmoniker e la Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks per la Deutsche Grammophon, Libor Pešek e István Kertész con la London Symphony Orchestra per la Decca Records.I poemi sinfonici di Dvořák sono considerati alcuni dei suoi lavori più originali. Ne scrisse cinque, tutti tra il 1896 e il 1897, e presentano una numerazione Opus sequenziale: Il folletto delle acque, Op. 107; La strega di mezzogiorno, Op. 108; L'Arcolaio d'oro, Op. 109; La colomba selvatica, Op. 110; Canto d'eroe, Op. 111. I primi quattro poemi sono basati sulle ballate del folklorista ceco Karel Erben. Canto d'eroe nasce invece da un'ideazione di Dvořák, e pare sia un lavoro autobiografico (cfr. Edward Rothstein, "Review/Music; The American Symphony Takes On a New Role", in New York Times, 24 marzo 1992).

Auguri

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Oggi, 05 Settembre del 1947 nasce Buddy Miles, all’anagrafe George Allen Miles, Jr. (cfr. Steve Huey, "Buddy Miles", su ...
05/09/2026

Oggi, 05 Settembre del 1947 nasce Buddy Miles, all’anagrafe George Allen Miles, Jr. (cfr. Steve Huey, "Buddy Miles", su AllMusic, All Media Network) ad Omaha, in Nebraska, (morirà ad Austin, in Texas, il 26 febbraio del 2008), batterista, cantante e compositore statunitense in grado di spaziare con disinvoltura dal Rock classico all’hard rock ed al rock psichedelico, passando dal sound del rhythm and blues e del funk.Nonostante le molteplici collaborazioni con artisti del calibro del chitarrista Mike Bloomfield, uno tra i più importanti esponenti del blues revival di Chicago della seconda metà degli anni ’60 o dell’eclettico chitarrista e compositore messicano Carlos Santana, con cui inciderà l’album “Carlos Santana & Buddy Miles! Live!”, nel 1972, Buddy Miles viene più frequentemente ricordato per la breve ma intensa carriera a fianco di Jimi Hendrix, con il quale suona dall’inizio del 1969 fino al gennaio del 1970 nella celebre “Band of Gypsys”, partecipando, tra l’altro, allo storico album del 1969 e cult del rock, “Electric Ladyland”.
Miles comincia a suonare la batteria all'età di nove anni e, già dodicenne, si esibisce nel gruppo jazz del padre, “The Bebops” (cfr. Steve Huey, "Buddy Miles", su AllMusic, All Media Network), dimostrando notevoli capacità e creatività, tanto da ricevere il soprannome di “Buddy”, che lo accompagnerà per tutta la sua carriera, in onore del grande batterista Buddy Rich, noto per la tecnica, la velocità esecutiva e la potenza espressiva.
Nel 1966 Buddy viene notato dal chitarrista statunitense, noto per il suo stile fluido ed espressivo, nonché uno dei più importanti esponenti e fautori del blues revival a Chicago dalla seconda metà degli anni sessanta, Mike Bloomfield, il quale gli propone di formare una band. Nascono così i “The Electric Flag” (cfr. Steve Huey, "Buddy Miles", su AllMusic, All Media Network) nell’aprile del 1967, band di blues e fusion rock, nella cui formazione originaria troviamo anche Barry Goldberg alle tastiere, Harvey Brooks al basso, Nick Gravenites alla chitarra ritmica, Peter Strazza e Stemzie Hunter al sax, Marcus Doubleday alla tromba, Michael Fonfara ed Herb Rich alle tastiere. Questo primo nucleo pubblicherà l’album “A Long Time Comin'”, all’inizio del 1968 e, lo stesso anno "The Electric Flag: An American Music Band", entrambi editi dalla Columbia Records.Pochissimo tempo dopo però, Bloomfield lascia la band e Buddy Miles ne assume il ruolo di leader, pubblicando il secondo album in studio del gruppo, “The Electric Flag: An American Music Band”, nel 1968 ma, dopo questo successo, anche Buddy lascia i Flag per formare una band tutta nuova: i “Buddy Miles Express”, con i quali pubblica gli album “Expressway to Your Skull”, ancora del 1968 ed “Electric Church”, del 1969, entrambi prodotti da Jimi Hendrix, con il quale lavorerà anche suonando nella storica “Band of Gypsys”, come accennavamo, dando vita ad un’intensa, anche se molto breve, collaborazione: Miles si allontanerà nel 1970 e l'unico album pubblicato dalla band rimarrà l'omonimo “Band of Gypsys”, del 1970 (cfr, Steve Huey, "Buddy Miles", su AllMusic, All Media Network).Lo stesso anno vediamo Miles suonare anche nell’album “Devotion”, del celebre chitarrista John McLaughlin, noto anche come Mahavishnu John McLaughlin, considerato uno tra i maggiori chitarristi viventi poiché dotato di una tecnica pregevole, il quale si distinguerà spesso per le sperimentazioni influenzate dalle musiche di origine orientale e dallo stile fusion, ma anche per aver sviluppato negli anni un modo di suonare molto personale (cfr. Intervista a John McLaughlin: “I need structure in order to leave structure”, su uncut.co.uk), per poi iniziare una produttiva attività da solista che inizierà con dei primi lavori come "Expressway to Your Skull", del 1968, "Electric Church", dell'anno successivo, per arrivare al grande pubblico con la pubblicazione del suo album di maggior successo, “Them Changes”, del 1970, seguito, lo stesso anno da "We Got to Live Together" e dai successivi "A Message to the People" e "Buddy Miles Live", entrambi del 1971 (questi sopracitati verranno tutti pubblicati dalla Mercury Records).Un'altra importante collaborazione è quella con Carlos Santana, con il quale si esibisce in uno storico tour, dal dicembre del 1971 all'aprile del 1972, da cui verrà tratto l'album “Carlos Santana & Buddy Miles! Live!”, registrato in un vulcano inattivo delle isole Hawaii e che contiene anche una splendida versione della title track dell’album di Buddy del 1970, “Them Changes”.Album notevoli della carriera da solista di Buddy Miles registrati in studio, sono certamente il già citato “A Message to the People”, del 1971 (a cui segue immediatamente anche un disco dal vivo: “Buddy Miles Live”), “Booger Bear” e “Chapter VII “, del 1973, “All the Faces of Buddy Miles”, del 1974, “More Miles Per Gallon”, dell’anno successivo, “Bicentennial Gathering of the Tribes”, del 1976 e “Sneak Attack”, del 1981.Dopo una lunga pausa, che si protrae per quasi tutti gli anni ’80, ritroviamo Miles, nei primi anni ’90 suonare con il bassista funk e rhythm and blues, Bootsy Collins, sia nei suoi progetti da solista che nella band “Hardware”, con la quale Buddy pubblicherà "Third Eye Open,”, nel 1994 (cfr. Steve Huey, "Buddy Miles", su AllMusic, All Media Network).
Dello stesso anno è anche il disco, da solista di Buddy, “Hell and Back”, pubblicato con la Rykodisc Records, a cui si susseguiranno “Tribute to Jimi Hendrix”, per la CAS Records e “Miles Away from Home”, per la Hip-O Records, entrambi del 1997, “Blues Berries” del 2002 ed infine “Changes”, del 2005.
Nello stesso anno Buddy incide, insieme alla poliedrica artista italiana, Francesca Monte, i brani "Between Us” ed “Inside My Mind” e, l’anno seguente, prenderà parte alle registrazioni dell'album “Drum 'n' Voice, Vol. 2”, del percussionista e compositore di fusion jazz, funk e rock, Billy Cobham, prodotto dagli italiani Pino Nicolosi e Lino Nicolosi della Nicolosi Productions e uscito in tutto il mondo con l'etichetta Just Groove (cfr, "Drum 'n' Voice", Vol. 2, su AllMusic, All Media Network). Buddy Miles muore il 26 febbraio del 2008, all'età di 60 anni, a causa di complicazioni cardiache a seguito di un intervento, nella sua casa ad Austin in Texas, per complicazioni cardiache (cfr. Sandra Cesarale, "Addio a Buddy Miles gigante della batteria, su corriere.it, corriere.it, 29 febbraio 2008).Jimi Hendrix avrebbe detto di lui che “picchiava a morte la batteria”. Corporatura massiccia e stile feroce, Buddy strizza un occhio al rhythm’n’blues e l’altro al rock e sarebbe voluto essere ricordato come “il più cattivo fra i cattivi”; sicuramente verrà ricordato come uno dei più grandi batteristi del XX secolo.

Auguri.

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Oggi, il 04 settembre del 1960, nasce KIm Thayil a Seattle, chitarrista statunitense, membro fondatore della celebre ban...
04/09/2026

Oggi, il 04 settembre del 1960, nasce KIm Thayil a Seattle, chitarrista statunitense, membro fondatore della celebre band grunge dei Soundgarden, considerata una delle band più rappresentative della scena grunge, nel 1984, assieme a Chris Cornell, cantante e musicista statunitense, noto non solo come frontman dei Soundgarden, ma anche dei Temple of the Dog e degli Audioslave, oltre ad essersi cimentato anche come artista solista (cfr. "18 Things You Might Not Have Known About Chris Cornell", su iHeartRadio, 18 maggio 2017) e Hiro Yamamoto, bassista statunitense di origini giapponesi anche se lascerà il gruppo nel 1989 per formare la sua rock band Truly (cfr. Hiro Yamamoto, su Encyclopaedia Metallum).Come ricorda Cornell, la città di Seattle, sarebbe poi divenuta celebre in tutto il mondo come capitale del grunge, all'epoca era tutt'altro che glamour: «Seattle, come terreno di coltura di arte e musica, era così isolata e provinciale che, in un certo senso, poteva permettersi di crescere proprio perché ignorata da tutti (cfr. Corey Irwin, "How Grunge Briefly Took Over the World," su Ultimate Classic Rock 7 maggio 2022).Nato da una famiglia originaria del Kerala (India), Kim cresce nei sobborghi di Chicago. Conosce il suo futuro collaboratore Hiro Yamamoto alla Rich East High School e, nel 1981, dopo lo scioglimento della sua prima band Identity Crisis, con Hiro si trasferisce a Seattle, dove Thayil studia filosofia alla University of Washington. Nel 1984, fondano i Soundgarden con Chris Cornell, come accennavamo. La band si scioglierà nel 1997 per poi riunirsi nel 2010 e sciogliersi nuovamente alla morte di Cornell, nel 2017 (cfr. "Soundgarden's Kim Thayil: "We weren't out to get laid, we weren't out…", su Kerrang!).Nel 1986 subentrerà in pianta stabile Matt Cameron, già batterista nei Bam Bam e negli Skin Yard e collaboratore di leggende del grunge come i Pearl Jam ed i già nominati Temple of the Dog, insieme a Chris Cornell. Del background etnico e culturale della band, Thayil ricorda: «Quel che la gente non ricorda è che nei primi tempi eravamo 'la band asiatica': il tizio indiano e quello giapponese, con Chris alla batteria. Seattle non aveva questa segregazione esplicita, ma è perché non era necessario: era quasi del tutto bianca. C'erano un po' di afroamericani e di asiatici, ma non così tanti.» (cfr. "Kim Thayil Reflects on Soundgarden's Early Days, 'Teary-Eyed' Chris Cornell Benefit Show", su SPIN, 7 settembre 2020).
Tra le sue influenze musicali che contribuiscono a formarne il suono come chitarrista vi sono celebri band come Beatles, Kiss, Stooges, New York Dolls, MC5, Ramones, Devo, Pere Ubu, Minutemen, Meat Puppets, Bu****le Surfers, Bauhaus, Jeff Beck e Jimi Hendrix (cfr. Greg Prato, "Kim Thayil names 11 guitar players who shaped his sound", sun guitar world, 11 maggio 2022).
Parlando del così detto 'Seattle Sound', Thayil lo ricorda come un momento di incontro e confronto con le altre band: «Eravamo con Mark Arm e Buzz Osborne, intorno all'86, a parlare e ascoltare musica. A un certo punto Buzz ci dice che in alcuni brani dei Black Sabbath il chitarrista Tony Iommi usa questa accordatura detta drop d, che rende tutto più basso e più pesante. Allora ho iniziato ad usarla anche io, la prima canzone che ho scritto così è stata Nothing to say. La gente ha cominciato a paragonarci a Led Zeppelin e Black Sabbath, ma noi in quel periodo ascoltavamo Killing Joke e Bauhaus» (cfr. Mark Yarm, "Everybody loves our town", 2011) e aggiungerà , parlando del termine grunge, «Il termine grunge non è mai piaciuto a nessuno di noi. È una mossa di marketing per mettere Seattle tra gli scaffali dei negozi di dischi. Alla fine lo abbiamo accettato come un termine convenzionale, comprensibile a tutti, per descrivere quello che facciamo» (cfr. Kim Thayil, "Who Invented Grunge?". URL consultato il 21 maggio 2022).
Kim ama parlare del suo gruppo e di quanto ami la musica ma soprattutto suonarla: «Ci sono canzoni che amo tuttora ascoltare tipo ‘Nothing to Say’, ‘4th of July’ e ‘Limo Wreck, altre che mi piace suonare, come ‘Slaves and Bulldozers’, ‘Beyond the Wheel’ o ‘Incessant Mace.’ Anche ‘Tears to Forget' mi piace sempre per il modo in cui è costruita, e amo suonarla in acustico, perché anche se è un pezzo hardcore l'ho scritta in acustico, e mi piace suonarmela da solo.» (cfr. Kim Thayil Picks, "The Soundgarden Songs That He Likes Listening To", su Rock Celebrities, 24 febbraio 2022). Oltre all'impegno come chitarrista dei Soundgarden, Thayil prende parte a diversi progetti tra cui Pigeonhed, il gruppo musicale alternativo Presidents of the United States of America, il progetto musicale heavy metal, i Probot, formato da all-stars del mondo metal e diretto dal frontman dei Foo Fighters ed ex-batterista dei Nirvana, Dave Grohl, cantautore e polistrumentista statunitense, noto soprattutto per essere stato batterista dei Nirvana dal 1990 fino al loro scioglimento nel 1994 e, subito dopo, fondatore e frontman dei Foo Fighters (cfr. Greg Prato, "Dave Grohl", su AllMusic, All Media Network), i No WTO Combo con il cantante e compositore statunitense, inizialmente noto come frontman e autore dei Dead Kennedys, celebre gruppo Hardcore punk di San Francisco, Jello Biafra ed il bassista statunitense, noto per la sua partecipazione ad una leggenda del grunge, ovvero i Nirvana, Krist Novoselic e 3rd Secret sempre con Novoselic ed il batterista statunitense, anche lui da segnalare per la sua militanza in altri gruppi, leggende del grunge come i Soundgarden ed i Pearl Jam, Matt Cameron (cfr. Michael Astley-Brown, "Soundgarden’s Kim Thayil and Matt Cameron launch new supergroup with Nirvana’s Krist Novoselic", su Guitarworld, 12 aprile 2022).Nel 2019, Thayil parteciperà, a Los Angeles, al concerto-tributo in ricordo di Chris Cornell, chiamato "I Am The Highway: «La cosa migliore è stata suonare di nuovo queste canzoni con Matt e Ben ed avere con noi amici e ospiti. Il resto è stato piuttosto difficile. Era come toccare una ferita aperta, e nessuno aveva granché voglia di farlo. Quel che ci è rimasto è stato essere insieme alla nostra famiglia, alla crew, agli amici. Eravamo contenti di questo, commossi. Era la famiglia dei Soundgarden insieme, a fare ciò che sappiamo fare, ad onorare e piangere colui di noi che abbiamo amato e che se n'è andato. E questo è stato importante. Il resto - la celebrità, la promozione - era robaccia, e ne eravamo consapevoli. L'abbiamo fatto gli uni per gli altri, per onorare la memoria di Chris.» (cfr. Kim Thayil, "Reflects on Soundgarden's Early Days, 'Teary-Eyed' Chris Cornell Benefit Show", su SPIN, 7 settembre 2020).Kim Thayil è riconosciuto dai colleghi (cfr. Lauryn Schaffner, "Alice in Chains' Jerry Cantrell Names the Best Grunge Guitarist", su Loudwire e dai media come uno dei migliori chitarristi degli anni Novanta oltre ad essere inserito in diverse classifiche tra i cento migliori di tutti i tempi (cfr. Fricke, David; Edmonds, Ben; Eliscu, Jenny; Kemp, Rob; Kot, Greg; Levy, Joe; Moon, Tom; Puterbaugh, Parke; Randall, Mac; Sheffield,18 September 2003, "100 Greatest Guitarists of All Time", su Rolling Stone Issue 931, pp. 46-61. The list was posted to the Internet on 27 August 2003 "I 100 chitarristi più grandi di sempre").
La strumentazione preferita da Kim per i primi anni sarà composta dalle Chitarre: Guild S-100, dall' amplificatore Bass Ampeg mesa boogie w/15" speaker e da un Jim Dunlop Crybaby wah, MXR chorus per gli effetti sonori.
Poi passerà per l'album del 1991, "Badmotorfinger" alle Guild S-100, Gibson Les Paul Custom Lite ed alla Gibson Firebird con un amplificatore Peavey VTM-120, Music Man HD130, Mesa Boogie Dual Rectifier e per dare un sound heavy in studio, molte tracce di chitarra saranno stratificate con effetti particolari per aggiungere ciò che, a suo dire, sarebbe mancato nei precedenti album.
Per il celebre "Superunknown", del 1994, userà le chitarre Guild S-100, Gibson Les Paul, ed una Fender Telecaster, vari amplificatori come un Mesa Boogie Dual Rectifiers, un Mesa Boogie 50-watt Mavericks, un vecchio Fender Super, un Fender Princeton, Fender Twin Reverbs ed un Vibro-Kings ed una vecchia testata Orange.
Infine citiamo la strumentazione per il lavoro del 1996, "Down on the Upside" ovvero le chitarre Guild S-100, la Fender Telecaster e la Fender Jazzmaster amplificate da un Mesa Boogie Dual Rectifiers ed accompagnate dagli effetti del Jim Dunlop Crybaby wah, del Colorsound wah, del Jim Dunlop Rotovibe e del Mu-Tron. Sono sicuramente da ricordare anche altri celebri album registrati da Kim con i Soundgarden, come i lavori in studio Ultramega OK, del 1988, "Louder Than Love", dell'anno successivo e "King Animal" del 2012, oltre al lavoro dal vivo "Live on I-5", del 2011 e ai numerosi EP come 1987 – Screaming Life", 1987, Fopp, del 1988, "SatanOscillateMyMetallicSonatas", del 1992, "Songs from the Superunknown", del 1995, "Before the Doors: Live on I-5 Soundcheck", del 2011 e "King Animal Demos", del 2013.

Auguri

[Full Album] S̲oundg̲arde̲n - S̲uper̲unk̲now̲nTracklist[00:00] 0...

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